Code infinite per un selfie in Val Gardena, sul monte Seceda, preso d’assalto da migliaia di turisti incapaci di ammirare il paesaggio, capaci solo di inquadrarlo per una foto
C’era una volta la villeggiatura, un magico periodo di riposo e divertimento nei luoghi del cuore, magari sempre gli stessi, dove l’impegno quotidiano era di trascorrere il tempo nel migliore dei modi, per trarne il massimo divertimento possibile.
Poi venne il turismo, dominato dalla voglia di conoscenza e di avventura. Talvolta scomodo e faticoso ma appagante, pieno di scoperte e di arricchimento.
Ora è tempo di transumanza, di migrazioni di greggi che scendono al mare, o salgono ai monti, guidati da istinti modaioli di apparizione: accanto a un monumento, dentro a un panorama, o ai margini di un evento, o di una tragedia, il gregge c’è. In un file.
Non c’è il tempo per il godimento, solo per lo scatto e la condivisione. Gli occhi non guardano per vedere ma solo per inquadrare. Peccato, perchè, come dice spesso Reinhold Messner: “Le Dolomiti non sono le montagne più alte, ma sicuramente sono le più belle del mondo”.

I monti di Apple
Le magnifiche dolomiti sono diventate un hotspot fotografico. Tanta improvvisa visibilità è dovuta ad una promo di Apple per l’iPhone 15, per far vedere la qualità della sua fotocamera; nel 2023 Tim Cook, CEO di Apple, ha scelto proprio di riprendere il monte Seceda nelle Dolomiti, durante una sua vacanza.
Da qui l’arrivo di turisti da tutto il mondo disposti a scalare il monte, la cui vetta adesso è raggiungibile anche con la funivia, per una foto con le cime Odle sullo sfondo. E pazienza se la fila è lunghissima.
Il turista di oggi affronta costi e disagi per scattare un selfie da condividere immediatamente. Mangia per terra, dorme in treno, bus o auto, per risparmiare ma per una foto non bada a spese né a rischi. Davvero è un cafone o è solo un masochista?

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