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Zaia: “In Veneto non siamo in emergenza”

Ieri il Presidente Luca Zaia ha aggiornato il numero dei tamponi effettuati finora nel Veneto, che è di 1.416.000, al quale vanno aggiunti i test sierologici. “Il numero dei positivi è aumentato perché noi li

Ieri il Presidente Luca Zaia ha aggiornato il numero dei tamponi effettuati finora nel Veneto, che è di 1.416.000, al quale vanno aggiunti i test sierologici. “Il numero dei positivi è aumentato perché noi li cerchiamo” ha voluto precisare il Governatore durante la conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile di Marghera.

 

Attualmente sono in isolamento 6.565 persone; i sintomatici sono 135, il 2,6% delle persone in quarantena. Il 7,5% dei positivi ha sintomi ma dei ricoverati, 118, solo 35 sono positivi. Oggi le persone in terapia intensiva sono 8, tra questi la bambina di 5 anni ricoverata a Padova in terapie intensiva non è affetta da Coronavirus, ma da altre patologie.

 

“La partita delle vacanze sta pesando – ammette Zaia. – In una giornata 35 turisti provenienti dalla Croazia a Treviso sono risultati positivi. Stiamo testando anche lavoratori in un macello, finora ce ne sono 5 positivi. Ci sono punti di accesso rapido nelle Ulss, dove dalle 7 alle 13 tutti i vacanzieri possono andare, ma stiamo tentando di aggiornare il piano su questo fronte perché possano andare anche gli altri cittadini, per esempio chi ha dei sintomi. Farò un’ordinanza o una circolare per fare test a chi proviene da Adge, in Francia meridionale, Occitania, dove c’è un grande focolaio e molti turisti si sono trovati infettati. Facciamo un appello a rendersi disponibili ai medici di base, con i quali il governo ha fatto un accordo per i controlli del personale scolastico in Veneto, 95mila in tutto. Il piano è frutto dell’accordo tra governo e medici di base, ognuno dei quali dovrebbe testare in ambulatorio tutti i suoi pazienti che lavorano nella scuola. Noi siamo a disposizione: a Verona e Belluno si sono già accordati”.

 

E a chi domanda se l’avvio del nuovo anno scolastico ed elezioni siano a rischio, risponde: “Dov’erano tutti gli scienziati quando sostenevamo che il periodo più sicuro era luglio? Ma pensare di non aprire le scuole vuol dire abdicare alla formazione. Come facciamo a non garantire la formazione ai ragazzi?

I bimbi dovrebbero portare la mascherina 6-8 ore? Io sono contrario. Bisognerà trovare delle alternative: distanze, mascherine agli operatori, test: se positivo, si testeranno tutti i contatti stretti e il bambino positivo dovrà farsi la quarantena”.

 

“Dal punto di vista sanitario non siamo in emergenza, conclude, stiamo gestendo la situazione. Ci sono altre patologie che preoccupano, come quella West Nile trasmessa da alcune zanzare”.

 

 

Silvia Moscati

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