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Giorgio Minisini annuncia il ritiro

4 minuti di lettura

Il quattro volte campione mondiale ed europeo del nuoto artistico Giorgio Minisini annuncia a soli 28 anni il ritiro dall’attività agonistica

Giorgio Minisini, “Il maschio” (come titola la sua biografia) del nuoto artistico ha annunciato in conferenza stampa il suo inaspettato ritiro dall’attività agonistica. Il re della specialità ha deciso di smettere dopo anni di battaglie per promuovere la dignità, il rispetto e l’inclusività del movimento maschile.

Re Giorgio negli ultimi 10 anni aveva vinto praticamente tutto. Prima in coppia nel duo mixed con inizialmente Mariangela Perrupato, Manila Flamini e Lucrezia Ruggiero con cui ha condiviso esaltanti medaglie internazionali tra europei e mondiali. Infine con la giovane Susanna Pedotti, con la quale aveva creato un nuovo duo ai mondiali di febbraio in Qatar.

Senza contare le gare singole, con finalmente l’oro mondiale a Doha.

Un Palmarès da urlo con ben 4 ori mondiali, 4 argenti e 2 bronzi. Senza contare i 4 ori europei, 5 argenti e un bronzo. A cui si aggiungono 14 campionati italiani.

Minisini era cresciuto con il mito dell’americano Bill May, il primo a combattere per l’uguaglianza in uno sport da sempre considerato solo femminile. Formato inizialmente dalla mamma (ex azzurra) Susanna De Angelis e dal papà Roberto giudice internazionale scomparso due anni fa, Minisini passa nel 2015 prima all’Unicusano Aurelia Nuoto e poi al gruppo sportivo delle Fiamme Oro.

Da lì inizia l’ascesa. Nel 2015 conquista un doppio bronzo ai Mondiali di Kazan nel duo misto programma tecnico con Manila Flamini, e nel duo misto programma libero con Mariangela Perrupato. La prima vera vittoria arriva due anni dopo, ai Mondiali di Budapest, nel tecnico del duo misto sempre con la Flamini.

Dalle sue parole si capisce che non è per la delusione della mancata convocazioni alle imminenti Olimpiadi di Parigi, il sogno di una vita, certo, ma c’è qualcosa di molto più profondo. Un malessere comune tra sempre più atleti di altissimo livello. Un “ossessione”, come l’ha definita lui, che porta a perdere quel benessere che è tutto nella vita di una persona, in primis di un atleta.

Le parole del campione

“L’esclusione dalle Olimpiadi non ha avuto alcun impatto nella scelta. Se avessi fatto l’Olimpiade magari non mi sarei fatto certe domande e sarei arrivato a questo stesso punto chissà quando e soffrendoci di più“. Commenta così la scelta di Patrizia Giallombardo, direttore sportivo della Nazionale, nell’escluderlo da Parigi: “Mi rendo conto quanto sia stato difficile per lei, perché si prende tutta la responsabilità. Lei mi è stata tanto vicino come persona, mentre come atleta mi ha dato quello di cui avevo bisogno. Ci tengo che lei sappia che ha la mia vicinanza“.

Il pluricampione ha poi parlato della sua incredibile eredità: “È una delle cose che mi dà più soddisfazione, pensare che oggi un bambino possa andare alle Olimpiadi mi riempie di orgoglio, perché a me da piccolo non era permesso sognarlo. Ho tenuto per me questo malessere perché sapevo di essere un esempio per tanti ragazzini che avevano bisogno di un esempio positivo.

Mi sono trovato a domandarmi cosa abbia significato per me il nuoto artistico nelle stagioni passate. Le risposte che ho trovato sono state abbastanza chiare. Io non sono stato bene in questi ultimi anni. Non è una novità. La ragione del mio malessere sta quasi tutta in questo sport.

Ho iniziato a nuotare perché farlo mi faceva sentire vivo: era una cosa divertente. È diventata una missione e senza accorgermene, stagione dopo stagione, si è trasformata in ossessione. Sono anni che non provo più soddisfazione nel fare questo sport, ma non potevo rinunciare alla mia ossessione, nemmeno a costo del mio stesso benessere: ho preferito starci male piuttosto che darmi per vinto. Ma ora non più. Non voglio più barattare il mio benessere. Mi sono fatto tanto male per questo sport e adesso semplicemente non sono più disposto a farlo.

Sono comunque soddisfatto di aver in parte contribuito affinché questo oggi sia possibile. Orgoglioso di aver messo anch’io un piccolo mattoncino. Se aprissero agli uomini a Los Angeles tiferò per chi ci sarà. Non dovevo essere per forza io il primo italiano ai Giochi; sarò felice per chi lo sarà“.

L’ultima gara

Questo weekend dunque, nella piscina dei mosaici al Foro Italico dove si svolgeranno le gare del campionato assoluto estivo BPER di nuoto artistico (finali trasmesse in diretta su Rai Sport e Raiplay) Giorgio Minisini gareggerà per l’ultima volta. Aprirà giovedì alle 15:30 con il preliminare e domenica alle 13:00 circa chiuderà con la finale del singolo free.

Re Giorgio ha commentato così: “Ho preparato qualcosa di particolare. Posso dirvi che sarà un esercizio di rottura rispetto a ciò che ho fatto finora e che sarà molto divertente. Nuoterò unicamente nel singolo. Porterò un nuovo esercizio, su una musica che mi ero ripromesso sarebbe stata la mia ultima colonna sonora. Anche se non pensavo l’avrei usata così presto. Sarà l’occasione per chiudere il cerchio di queste due decadi e per farlo in un modo che lasci a me un bel ricordo di questo viaggio che abbiamo fatto insieme“. 

Un nuovo inizio

“Nel mio nuovo inizio ci sono tante persone e tanti progetti. C’è il Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro che mi ha confermato il suo supporto nel caso in cui volessi proseguire in un’altra veste, c’è la Federazione Italiana Nuoto che mi è sempre molto vicina, il mio agente che sta partendo con mille progetti e con il quale stiamo già pensando di fare dei clinic in giro per l’Italia per portare un messaggio tecnico ma anche di approccio che tenda al benessere degli atleti.

Mi piacerebbe contribuire alla crescita degli atleti nelle Fiamme Oro, studiare psicologia che ritengo importante per insegnare e formare, guardo con interesse alla figura del mental coach. Il prossimo penso che sarà comunque un anno di transizione in cui scoprire cosa c’è al di fuori della piscina e muovere i miei primi passi sulla terra ferma”.

Qualsiasi sia la strada che deciderai di intraprendere, grazie di tutto Re Giorgio. Grazie per le emozioni, il tifo sfegatato che ci hai fatto fare, le soddisfazioni per le tante medaglie, ma soprattutto per aver saputo combattere per cambiare lo sport e renderlo più inclusivo.

Foto Giorgio Scala / DBM

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AUTORE
Nasce a Venezia e fin da piccola coltiva la passione per lo sport, la scrittura e l'Oriente. Prima cestista, poi calciatrice, infine allenatrice. Lotta da sempre per l'uguaglianza nello sport. Caregiver, convive con 4 gatti maschi
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