CulturaSlide-main

“Come passeri sui cavi” in gara al Premio Strega

2 minuti di lettura

Gelido, lucido, profetico è l’antiromanzo decadente della narrativa contemporanea a firma di Stefania Pieralice e Daniele Radini Tedeschi

“Come passeri sui cavi” di Stefania Pieralice e Daniele Radini Tedeschi (Start edizioni), proposto al premio Strega 2022 dagli Amici della Domenica – con la presentazione di Paolo Ferruzzi – e già candidato al Premio Comisso, appare una interessante e inattesa scoperta letteraria di certo controcorrente rispetto a quella maniera, oggi in voga, di raccontare in prima persona vicende dove l’invenzione soccombe all’autobiografia senza alcuna apparente intenzionalità letteraria, con un minimalismo di parole e di orpelli che mostrano la scena cruda, diretta.

Al contrario, gli autori scelgono un’impalcatura narrativa classica, dove la terza persona è attenta alla messa a fuoco di ogni personaggio con un linguaggio ricercato e prezioso quanto un’opera d’arte, quasi che la semplificazione debba essere evitata a tutti i costi. E non affatto ordinarie o normali sono le vite dei personaggi, questi ultimi benestanti, ricchi, borghesi appaiono apparentemente lontani dalle galere delle miserie o da quelle della strada. Ma a una lettura profonda si percepisce come i due autori, per vicende forse diverse, siano entrambi ancora alla ricerca di se stessi, incapaci nell’io e di una conseguente autoreferenzialità narrativa a tal punto da demandare a un “egli” la scelta di vivere o morire. E allora le loro creature, frutto certamente di fantasia ma anche di fragilità, mancanze, debolezze appaiono quasi esperimenti sociali in grado di mostrare come il male di vivere possa nascondersi anche in quei ceti dove artificio, ricchezza e bellezza sembrano voler esorcizzare l’esistenza.


La trama

Come passeri sui cavi offre un profondo affresco umano di una ricca famiglia campana le cui esistenze, in crisi, si incontrano. I personaggi, accomunati da un tempo interiore in ritardo rispetto a un vissuto narrativo rapido e incalzante, si scopriranno passivi, rassegnati, impotenti. Ognuno sembrerà condizionato da una cieca e inarrestabile casualità che determinerà incontri, bagliori, gesti estremi e un delitto.
Sofia, la protagonista, donna diafana e spenta, sarà l’unica in grado di intraprendere un graduale percorso di crescita e iniziazione giungendo a una sorta di chiaroveggenza esistenziale; al contrario suo marito Guido, personalità eroicamente decadente si scontrerà con una sorte avversa. Storie a confronto tra loro, come quella del ventitreenne Fabio, figlio di una moderna generazione che conosce solo il presente o quella di Hermes e Tommaso, il cui intenso sentimento sembrerebbe superare la contingenza per abbracciare l’eterno. Eppure, prima o poi, tutti saranno messi al palo da una realtà che nega la vita, in una Napoli nebbiosa e desolata, priva della tipica festosità ma soltanto simbolo di umane solitudini.
Romanzo lirico e atmosferico, che delinea un’epoca in cui la coscienza è smarrita, con un finale assolutamente imprevedibile dove l’amore bilancia la morte e viceversa, sempre più invadendone i rispettivi confini.

Anche la stessa Napoli, generalmente festosa ed eccessiva come la forma delle parole, dei lemmi delle frasi, appare ad una vista ravvicinata nebbiosa e desolata, come fosse simbolo di quelle umane solitudini. “Una poesia lunga un romanzo espressa mediante una vicenda emblematica dei difficili tempi attuali” (da Libero Quotidiano del 31 Gennaio 2022) in cui la coscienza è smarrita seppur il doppio finale sembri aprire a una possibilità di riscatto per tutti quei “corpi disperati…così vicini, come passeri accostati piuma a piuma sui cavi elettrici delle periferie”. 


Gli autori

Stefania Pieralice lavora da sempre nel campo dell’arte curando mostre di rilevanza internazionale. Negli anni
ha diretto diversi Padiglioni Nazionali della Biennale di Venezia. Attualmente è responsabile di collane scientifiche sull’arte contemporanea pubblicate da De Agostini. Lo stile introspettivo e psicologico di ogni suo elaborato
è connotato da una scrittura piana e armoniosa.


Daniele Radini Tedeschi, discendente da un’antica famiglia aristocratica, ha pubblicato diversi libri con i più
autorevoli editori italiani (De Agostini, Giunti, Mondadori, De Luca), spaziando dalla saggistica alla prosa d’arte.
Intellettuale e bibliofilo, appassionato di Mann, Simenon ed Hemingway, opera una scrittura morbida e atmosferica, attenta allo stile e alla grazia, non priva di una lirica joie de vivre.

Articoli correlati
Slide-mainSociale

Carlo Acutis primo santo «millennial» il futuro patrono di internet

1 minuti di lettura
Carlo Accutis sarà il primo santo dei millennials e della Rete Giovedì 23 maggio 2024 la Congregazione dei Santi ha annunciato i…
Marca TrevigianaSlide-mainSociale

"Volto in 3D": progetto per i genitori ipovedenti

2 minuti di lettura
L’ecografia ostetrica ha raggiunto nuovi traguardi tecnologici, offrendo esperienze sensoriali uniche ai genitori ipovedenti CONEGLIANO – Parte essenziale nel monitoraggio della gravidanza…
IntervisteSlide-mainSPECIALE ELEZIONI 2024Video

L'imprenditrice Silvia Bolla e la sfida europea

1 minuti di lettura
Il “bene comune” tra competenze e capacità di innovazione è quanto promuove Silvia Bolla, candidata alle elezioni europee del prossimo 8-9 giugno…