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Incontri, dibattiti, una mostra e il lancio del concorso letterario Teen Noir dedicato ai ragazzi dai 13 ai 19 anni 

 

Treviso Giallo ha chiuso la prima edizione del festival dedicato al genere romanzo giallo e noir con mille presenze spalmate nei tre giorni di incontri e dibattiti.

 

Buona la risposta da parte del pubblico anche per la mostra dedicata all’illustratore della Marsilio Fabio Visintin, che da 20 anni realizza le immagini delle copertine dei libri per la collana Farfalle, dal titolo “Come nasce la copertina di un libro giallo e noir?”. Tra il pubblico presente all’inaugurazione della mostra (sabato 13 aprile) gli studenti del Liceo Duca degli Abruzzi.

 

 

Una dichiarazione del sindaco di Treviso Mario Conte

«Siamo molto contenti di aver ospitato il Festival Treviso Giallo, che è riuscito a catturare l’attenzione di tantissimi visitatori e appassionati di scienza, criminologia e letteratura», ha affermato Mario Conte, sindaco di Treviso.

 

Il Festival Treviso Giallo diventerà un punto di riferimento nel panorama delle rassegne letterarie a livello nazionale, e presto anche internazionale visto che sono già state annunciate per la prossima edizione collaborazioni con altri Paesi e festival», ha continuato Lavinia Colonna Preti, assessore ai Beni culturali e Turismo del Comune di Treviso. «C’è un’enorme curiosità ed interesse verso generi letterari come il giallo e il noir che spesso vengono affrontati con un approccio limitato e limitante».

 

 

Gli incontri più partecipati

Altra sala gremita quella per l’incontro dedicato a “Giallo Veneto” con gli autori Stefano Masini (Come ai nostri debitori, Linea Edizioni), Fulvio Luna Romero (Prosecco Connection, Laurana) Alberto Toso Fei (Misteri del Veneto di Linea Edizioni) e il Collettivo Norah Gelbe (Un mare di luppolo, Il Prato).

 

Sold out invece per “Giallo e investigazione” con l’ex magistrato Carlo Nordio e i big del genere letterario e noir: Roberto Ricciardi (Detective dell’arte di Rizzoli), Rosa Teruzzi (Non si uccide per amore, Sonzogno) e Pablo Trincia (Veleno, Einaudi).

 

Successo per le visite guidate gratuite di Treviso Noir, organizzate da Banca Mediolarum, che ha quadruplicato i tour guidati alla scoperta degli angoli più misteriosi di Treviso, arrivando ad attivare anche una lista d’attesa.

 

 

Il concorso Teen Noir della Linea Edizioni

«Abbiamo ricevuto la risposta positiva ed entusiasta da parte di molte persone intervenute. Per noi è un forte segnale di quanto sia importante in questo specifico momento storico per il nostro territorio puntare a leggere e interpretare la società contemporanea anche attraverso la letteratura e attraverso un genere letterario che in sé offre la chiave di lettura di molti aspetti della società contemporanea», ha spiegato Lisa Marra, organizzatrice responsabile della casa editrice Linea Edizioni.

 

Infine a partire dal 20 aprile è online il regolamento per partecipare al concorso Teen Noir, il concorso ideato da Treviso Giallo in collaborazione con la casa editrice Linea Edizioni per raccogliere racconti gialli e noir di ragazzi dai  13 ai 19 anni.

 

 

Info

Il festival dedicato al giallo e al noir, con valenza scientifica, è stato organizzato dall’Associazione Accademia della Marca Trevigiana, con il patrocinio di MiBAC – Ministero per i beni e le attività culturali, Regione del Veneto, Città di Treviso e in collaborazione con le Università degli Studi Ca’ Foscari Venezia, Università degli Studi di Trieste, Università IULM Milano, Università degli Studi dell’Aquila, Università degli Studi di Udine.

 

La valenza scientifica del Festival Letterario è supportata anche dalla presenza del Comitato scientifico composto dai maggiori esponenti e docenti delle Università e del mondo scientifico italiano: Elvio Guagnini (emerito Università di Trieste è il Presidente del Comitato), Sergia Adamo (Università di Trieste), Giulio Marra (già Università Ca’ Foscari Venezia), Pierluigi Granata (Università dell’Aquila), Francesco Sidoti (Università dell’Aquila), Fabrizio Fornari (Università di Chieti-Pescara).

 

Night&Day Magazine è una rivista free press fondata a Ibiza nel 2007 da due trevigiani, Christian Dori e Chiara Grella (nata come Spin Off di un programma televisivo che venne trasmesso da Pacha TV in Spagna e Music Box in Italia nel 2008).

 

Ora, dopo ben 12 anni, la rivista si evolve e diventa The Best Of Night&Day Magazine, passando da Guida per turisti che visitano le isole di Ibiza e Formentera a Magazine di lifestyle internazionale.

 

I suoi contenuti partono dalla musica, passando per natura, sostenibilità ed ecologia, fino alla cultura nella sua accezione più ampia, includendo quindi viaggi, benessere, moda, gastronomia

 

Appuntamento a venerdì 19 aprile

Tutto questo sarà presentato venerdì 19 aprile (ore 18.00), nell’incantevole cornice di Villa De Reali a Dosson di Casier.

 

Durante l’evento, Christian Dori racconterà la storia del Magazine e le numerose connessioni con la marca trevigiana. A deliziare gli invitati, un buffet accompagnato da un ottimo prosecco dell’Azienda Agricola Massot e dalla musica del dj internazionale Matteo Bruscagin, che per l’occasione suonerà un set speciale.

 

 

Night&Day Magazine

Night&Day Magazine venne fondata nel 2007 a Ibiza e Formentera come una rivista Guida, indirizzata principalmente al turista in visita nelle due isole, per conoscere i posti e assistere agli eventi attraverso i personaggi e le guest star che le vivono ogni anno. Dal 2008 la rivista è double face.

 

Nella prima fase della sua storia (2007-2010 Girls Era) N&D aveva l’esigenza di farsi conoscere, perciò si decise di utilizzare solo personaggi femminili per le copertine, con lo scopo di far notare il brand affinché venisse raccolto nei punti di distribuzione. Al pari delle grandi compagnie telefoniche, nel tempo la strategia cambiò.

 

La seconda fase della rivista, appena conclusa (2011-2018 DJs Era), è stata caratterizzata da un cambio di look e ha visto per la prima volta, nella Winter Edition 2011 distribuita anche a Miami, la pubblicazione in copertina di un personaggio maschile, il famosissimo DJ star Carl Cox.

 

Dopo 12 anni, la rivista si prepara a entrare in una nuova era. Un bisogno di rinnovamento, nato dai cambi presenti nell’isola e da quelli globali, così come dal riposizionamento dei progetti editoriali che devono integrarsi con i nuovi media e le nuove tecnologie, utilizzando nuove opportunità di espansione della community offerte dalle reti sociali. Con un nuovo logo e un nuovo formato, la rivista diventa internazionale, con contenuti alla moda, che presentano al mondo intero il vero life-style ibizenco, utilizzando lo strumento cartaceo come sintesi o rielaborazione dei contenuti web. I contenuti web linkati con le pagine della rivista e viceversa attraverso hashtag, QR code e altre tecnologie sono il presente

 

 

 

 

 

 

 

 

Treviso rende omaggio al genere noir in occasione dei 90 anni dalla sua nascita con il Festival letterario “Treviso Giallo”
che si svolgerà il 12, 13 e 14 aprile 2019 nella Sala Palazzo dei Trecento, in Piazza dei Signori a Treviso

 

Treviso diviene per tre giorni la capitale del romanzo giallo e noir. A novant’anni dal lancio della prima collana di Arnoldo Mondadori (settembre 1929) dal titolo “I libri Gialli”, Treviso rende omaggio al genere letterario che ha riscosso tanto successo in Italia.

Venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 aprile 2019, la sala Palazzo dei Trecento (Piazza dei Signori a Treviso) ospiterà la prima edizione del Festival letterario Treviso Giallo, organizzato dall’Associazione Accademia della Marca Trevigiana, con il patrocinio di MiBAC – Ministero per i beni e le attività culturali, Regione del Veneto, Città di Treviso e in collaborazione con le Università degli Studi Ca’ Foscari Venezia, Università degli Studi di Trieste, Università IULM Milano, Università degli Studi dell’Aquila, Università degli Studi di Udine.

 

 

Tre giorni d’incontri, dieci appuntamenti in programma, tavole rotonde, presentazioni di libri e interviste di approfondimento all’autore

Il Festival, sarà aperto al pubblico con ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Unico nel suo genere in ambito nazionale per l’impostazione scientifica che lo caratterizza, offre un approfondimento del genere giallo e noir che lo proietta a fianco dei maggiori festival europei. Saranno tre giorni d’incontri, presentazioni di libri attraverso interviste di approfondimento all’autore, tavole rotonde, alle quali parteciperanno scrittori, giornalisti, sociologi, criminologi, investigatori, magistrati, psicologi, psichiatri.

 

 

In concomitanza con il festival una mostra artistica dalla tematica noir

In concomitanza con il festival sarà realizzata una mostra artistica dalla tematica noir e sarà presentato il premio letterario dedicato al genere giallo e noir.

 

La valenza scientifica del Festival Letterario è supportata anche dalla presenza del Comitato scientifico composto dai maggiori esponenti e docenti delle Università e del mondo scientifico italiano: Elvio Guagnini (emerito Università di Trieste è il Presidente del Comitato), Sergia Adamo (Università di Trieste), Giulio Marra (già Università Ca’ Foscari Venezia), Pierluigi Granata (Università dell’Aquila), Francesco Sidoti (Università dell’Aquila), Fabrizio Fornari (Università di Chieti-Pescara).

 

L’obiettivo del Festival è valorizzare con un approccio accademico, che abbraccia unitariamente più discipline scientifiche, il genere letterario giallo e noir, nelle sue declinazioni peculiari. Infatti, Treviso Giallo ha la finalità di creare un preciso percorso metodologico che consente di fornire al pubblico una nuova chiave di lettura e interpretativa della letteratura gialla e noir, tesa soprattutto a far recepire le costruzione schematica e scientifica del genere giallo.

 

«Grazie al Festival Treviso Giallo – ha affermato Mario Conte, sindaco del Comune di Treviso -, generi letterari come il giallo e il noir vengono esaltati nella loro connotazione scientifica e accademica anche attraverso i contributi di chi il giallo lo conosce alla perfezione. La nostra Città si sta dimostrando attenta alla lettura e alla scrittura, cercando sempre di ospitare rassegne e manifestazioni in grado di promuovere e approfondire tematiche, peculiarità e produzioni artistiche. Con il Festival del Giallo, Treviso va ad accogliere una manifestazione di livello assoluto».

 

«Si tratta senza dubbio di un obiettivo ambizioso – ha spiegato Lisa Marra di Linea edizioni, responsabile organizzativa del Festival Treviso Giallo – che ha però lo scopo di superare le stereotipate e superficiali concezioni del genere letterario giallo e noir, quasi sempre sottovalutato, comportando nel lettore una maggiore consapevolezza nella scelta dei testi e come sostenuto dagli scrittori De Cataldo, De Giovanni e Carlotto, nell’articolo “Come è noir quest’Italia” (Robinson, La Repubblica, dicembre 2018), si auspica un cambiamento di tendenza, un nuovo approccio culturale, una rottura degli schemi mentali imperanti, anche nelle Istituzioni culturali.

 

La letteratura “gialla” e “noir” trova quindi una sua fondamentale valenza nell’analisi della società contemporanea, nel trattare dilemmi concettuali propri dell’investigazione e come strumento di impegno civile, riprendendo il grande insegnamento di Leonardo Sciascia. «Sono molto felice per la nascita di questo Festival – ha continuato Lavinia Colonna Preti, assessore ai Beni culturali e al Turismo del Comune di Treviso – Sono una grande appassionata di romanzi gialli e sono orgogliosa del fatto che Treviso, città impegnata, grazie alla Giunta Conte, sul fronte della legalità, della sicurezza e della lotta alla criminalità, possa dare il via a questa rassegna.

 

Allo stesso tempo, il Festival omaggia anche il fatto che abbiamo, come territorio e grazie a scrittori straordinari, dato vita a un filone vero e proprio che i critici hanno definito “prosecco noir” e che apre anche all’unione del genere giallo con la promozione turistica del nostro territorio». «Così – ha affermato Pierluigi Granata, del Comitato scientifico del Festival Treviso Giallo -, si è creato un ponte ideale tra mondo accademico e questo genere letterario. Inoltre, come già accade in altri Paesi europei, si vogliono evidenziare gli aspetti teorici letterari e scientifici, propri delle scienze dell’investigazione, sottostanti a questa tipologia di opere letterarie».

Sabato 16 marzo, alle ore 17, presso l’area Infopoint Infovox del centro commerciale Auchan Porte di Mestre, avrà luogo la presentazione del libro La Scelta – La mia vita nella legione straniera di Danilo Pagliaro e Andrea Sceresini, edito da Chiare Lettere. A moderare l’incontro Alessandro Silvestri, ex-sottoufficiale e volontario del soccorso alpino del Trentino Alto Adige.

 

L’autore ci racconterà cos’è veramente la Legione Straniera, da chi è formata e su quali principi si regge, per sfatare una volta per tutte bugie e falsi miti.

 

Per saperne di più e per incontrare personalmente l’autore, dalle ore 11, sempre in area Infopoint Infovox, sarà attiva una postazione informativa con Danilo Pagliaro e la sua esposizione dello zaino originale e di oggetti gadget in uso col marchio Legione.

 

I libri sono acquistabili presso il punto vendita Feltrinelli all’interno del centro commerciale Auchan Porte di Mestre.

Saranno 28, provenienti da 19 Paesi del mondo, gli scrittori ospitati da “Incroci di civiltà”, il Festival internazionale di letteratura a Venezia, giunto quest’anno alla dodicesima edizione, in programma dal 3 al 6 aprile.

 

Il calendario della ormai tradizionale iniziativa, ideata e organizzata dall’Università Ca’ Foscari Venezia – in collaborazione con Comune di Venezia, all’interno del programma ‘le Città in Festa’, e Città Metropolitana di Venezia, Fondazione di Venezia, con la partnership di BAUERs Venezia, Fondazione Musei Civici Venezia e Marsilio, è stato presentato questa mattina, a Ca’ Foscari, con una conferenza stampa alla quale è intervenuta, in rappresentanza della città, l’assessore al Turismo Paola Mar. Presenti inoltre il rettore dell’Ateneo veneziano, Michele Bugliesi, il prorettore alle Attività e rapporti culturali, Flavio Gregori, la direttrice del Festival, Pia Masiero, e il direttore della Fondazione di Venezia, Giovanni Dell’Olivo.

 

“I dialoghi con gli scrittori, la ricchezza dei loro percorsi personali e culturali, la diversità delle loro sensibilità e punti di vista – ha esordito Bugliesi – rendono questo un festival unico in Italia per i contenuti e l’esperienza che offre al pubblico. Non un salone del libro, ma un’occasione di incontro e di dialogo culturale alto e al contempo aperto e inclusivo, pienamente coerente con la tradizione del nostro Ateneo”.

 

 

Mar: “Venezia si conferma crocevia di culture”

 

“Sono ormai 12 – ha aggiunto l’assessore Mar – le edizioni di Incroci di Civiltà che l’Università Ca’ Foscari e il Comune di Venezia propongono alla città tutta, sottolineando, se ancora ce ne fosse necessità, il dialogo tra culture. Innumerevoli infatti sono stati gli scrittori provenienti praticamente da ogni dove che nelle scorse edizioni hanno partecipato a questo festival, occasioni speciali di incontro di letterature, ma direi anche e soprattutto, di mondi culturali che qui hanno trovato una città storicamente aperta al dialogo e agli ‘incroci’ tra popoli. Venezia è stata un crocevia di civiltà e indubbiamente ancora oggi veste questo ruolo, tanto che per questa edizione ben quattro degli autori invitati, provenienti da Messico, Cina, Islanda e Germania, hanno voluto vivere la nostra città immergendosi totalmente nel suo essere e quindi abitandoci in residenza, per trovare quell’ispirazione creativa che sicuramente ha fatto da stimolo e suggestione per i loro lavori”.

 

“Ringrazio tutte le istituzioni che partecipano con impegno e passione a questo festival internazionale e che ogni edizione vede sempre più numerose – ha concluso Mar – per l’entusiasmo e per la dedizione che portano a questi ‘incroci’, rinnovando ogni anno il piacere della parola e della relazione tra le genti”.

 

L’edizione 2019 del Festival, è stato sottolineato dal prorettore Gregori, avrà come specificità un focus sull’Europa, che sta vivendo un momento storico particolarmente importante e delicato. È spettato invece alla direttrice del Festival Masiero presentare il programma della kermesse: si inizia mercoledì 3 aprile, alle ore 17.30, con l’inaugurazione al Teatro Goldoni, che vedrà protagonista lo scrittore inglese Jonathan Coe. Nei giorni successivi gli incontri si sussegueranno in varie sedi, dall’auditorium in Campo Santa Margherita al Teatrino di Palazzo Grassi, dal Fondaco dei Tedeschi alla Fondazione Querini Stampalia, dall’open space della Chiesa di San Lorenzo al carcere femminile della Giudecca, dove il 6 aprile alle 11 sarà ospite Melania Mazzucco. Ospite speciale dell’evento di chiusura, sabato 6 aprile alle 18, in auditorium Santa Margherita, il celebre scrittore francese Daniel Pennac.

 

“Incroci di civiltà” sarà preceduto, anche quest’anno, dalla sezione “Verso Incroci”, il tradizionale percorso di avvicinamento ai temi del festival, che si svolgerà dal 7 al 28 marzo e proporrà sette appuntamenti.

 

Il calendario completo degli incontri, tutti a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria online (dalle ore 12 del 21 marzo), è disponibile su www.incrocidicivilta.org.

Musicologo e Ufficio Stampa del Teatro La Fenice, Pietro Tessarin sta promuovendo in questi giorni il suo libro Il mito e il sacro in Richard Wagner, pubblicato da Zecchini Editore. Un saggio che ha il pregio di essere scritto in un italiano raffinato, senza tuttavia risultare faticosa alla lettura.

Per darvi un assaggio della cultura dell’autore e di cosa potete trovare tra le pagine del suo libro, riportiamo una breve intervista che vi farà apprezzare il valore di quest’opera.

 

• Ieri si è tenuta la presentazione del tuo libro alla Feltrinelli di Mestre. Che atmosfera hai respirato e come hai percepito la partecipazione del pubblico presente?

Sicuramente il mio pubblico non è vasto, è un pubblico selezionato e innovativo da un certo punto di vista o comunque si limita a coloro che bene o male conoscono alla lontana Wagner e Girard al quale il libro è dedicato, assieme a Venezia, città wagneriana.

Sono comunque certo di poter dire che i presenti di ieri sera abbiano avvertito una bella energia. Mi ha fatto piacere trovare tra di loro alcuni miei conoscenti curiosi di vedermi alle prese con questa nuova avventura, perché sono abituati a vedermi in un’altra veste e ti confido che non sapevano neanche loro che, in modo sotterraneo, stessi scrivendo questo libro.

 

Giampiero Beltotto, presidente del Teatro Stabile del Veneto, si è proposto di presentare quest’opera e ha fatto una gradevole esposizione, coinvolgendo il pubblico a riflettere su alcune domande che ci chiediamo un po’ tutti i giorni. Per esempio: come mai certe trasmissioni televisive tipo Masterchef e X-Factor sono molto seguite? Perché certa musica ci coinvolge molto e altra no? Perché quando andiamo a concerti e sperimentiamo quell’energia di essere tutti in trepidante attesa dell’arrivo del cantante o del dj, e sentiamo la pelle d’oca? Perché quando andiamo a vedere un film, appena usciti dal cinema, ci capita di sentirci un po’ diversi per un paio di minuti? Ecco… tutte queste domande trovano risposta nel mio libro.

 

• Puoi portarci dentro alle pagine del tuo libro?

Beh, si tratta di alcune suggestioni che io ho capito attraverso una teoria elaborata da un intellettuale francese René Girard, scomparso nel 2015, che è stato soprannominato “il filosofo della violenza e del sangue”. Questa teoria analizza i miti dell’umanità, in particolare quelli della cultura occidentale marcando la differenza tra di essi e quello che successe dopo la crocifissione di Cristo. Provo a spiegarmi meglio: ogni narrazione scritta dall’uomo era una spiegazione a cui l’uomo trovava risposta in merito a ciò che gli accadeva attorno. Per cui non c’è niente di letterario, ma sono delle cronache, dei fatti, che ci sono stati tramandati seppur con delle gioise e brillanti fantasie attraverso gli abissi del tempo. Girard li ha spogliati dei connotati fiabeschi e vi ha trovato delle costanti. Una è quella del capro espiatorio, perché se ci riflettiamo in tutti i miti c’è del sangue e qualcuno che viene ucciso.

Pensiamo anche alla tragedia di Sofocle l’Edipo re, che è il più grande romanzo poliziesco che sia mai stato scritto. Nella società descritta nel libro, vi erano infatti delle crisi politiche ed economiche che hanno portato a trovare un capro espiatorio sul quale convogliare tutto il male emerso all’interno di una comunità di individui. Pensiamo anche ai giorni nostri… è la stessa cosa. C’è una crisi oggi di politica, di economia, di ideali, e ogni giorno che passa c’è sempre un capro espiatorio sul quale scaricare la colpa.

Una volta questo succedeva spesso e l’uomo se lo spiegava attraverso i miti, nei quali c’era sempre la soluzione ed era uccidere una persona. In questo modo si riusciva a ristabilire l’ordine. Una volta calmati gli animi, questa persona che era additata come causa della crisi, ora viene a essere santificata, in quanto aveva portato la pace nella comunità. Da qui nasce il concetto di Divinità. Un Dio, infatti per esiste deve morire mentre un uomo per esistere deve vivere. Il discorso cambia con la nascita di Cristo: l’ottica del tutti contro uno viene ad essere ribaltata attraverso il suo sacrificio con l’uno contro tutti. Sono i Vangeli e la Bibbia stessa a dircelo, denunciando quell’antica violenza.

 

• E Wagner?

E Wagner capisce tutto questo e non a caso riprende l’antica sapienza del mito per il quale tutti accorrevano a Teatro (in ogni città ce n’era uno) innestandolo però del sacrificio di redenzione cristiano. Non è un caso, poi, che il suo Teatro, quello di Bayreuth, fosse stato concepito esattamente come gli antichi teatri greci.

 

• Parliamo un po’ di te. Sei musicologo e ti occupi dell’Ufficio Stampa del Teatro La Fenice. Qual è stato il tuo percorso personale e di studi, che sicuramente ti è stato fondamentale per scrivere un tale saggio?

Io sono nato ad Adria, in provincia di Rovigo, e lì ho frequentato il liceo classico, che ringrazio ancora oggi per la formazione che mi ha dato. Da lì mi sono trasferito a Bologna, dove ho conseguito l’allora laurea in Pedagogia a indirizzo musicale e ho seguito diverse lezioni del grande Umberto Eco. Dopo essermi laureato con una tesi sull’educazione musicale in Italia, sono arrivato qui a Venezia, dove ho fatto uno stage al Teatro La Fenice e dove oggi sono tutt’ora impiegato. Non contento della mia laurea in Pedagogia, mi sono iscritto a Musicologia, che è quello che volevo fare da sempre.

Questa volta la mia tesi specialistica ha approfondito Wagner e le implicazioni antropologiche della sua ricerca, che sono poi sbocciate in questo libro.

 

 

• Quanto ti è costato, in termini di impegno e tempo, scrivere questo libro?

Sai, lavorando, non è che si abbia tanto tempo. Ho scritto di sera, di notte e nei weekend. Diciamo che ho impiegato sei anni di ricerche, incontri, approfondimenti. Io lo dico sempre, quando c’è la passione si fa tutto.

 

• C’è qualche altra pubblicazione in serbo per il futuro?

No, al momento ci sono diverse presentazioni di libri che mi stanno chiedendo di fare. Però devo conciliarle col mio lavoro, che è poi la mia passione. Ma non ho altri libri in cantiere.

 

• Una domanda di rito: qual è l’opera di Wagner che più ti sta a cuore, se ce n’è una?

A me piace dire che non ci sono delle opere o delle canzoni, delle musiche o dei brani preferiti. Ci sono delle cose, però, che sono ricorrenti. Nel mio caso mi capita di ascoltare in modo ricorrente L’anello del nibelungo e il Tristano e Isotta.

 

 

Sintetizzare in questa breve intervista i molti e interessanti argomenti di natura musicale e filosofica affrontati dall’autore è alquanto impossibile.

Per chi ci tenesse a incontrare personalmente l’autore, una nuova presentazione del libro è in programma per il prossimo martedì 12 marzo alle 18.00 all’Ateneo Veneto. Interverranno lo scrittore Giovanni Montanaro, il prof. Carmelo Alberti e un esponente dell’Università Internazionale dell’Arte di Venezia.

 

Venerdì 1° febbraio, alle 17.30, alla Biblioteca di Marghera parte la rassegna primaverile 2019 Autori e Autrici a km 0, promossa dalla Rete Biblioteche Venezia e curata dalla VEZ, con un calendario di dieci appuntamenti che si snodano nella città. Protagonisti racconti, testimonianze, diari, versi che hanno un legame con il nostro territorio per i paesaggi narrati o per l’esperienza degli autori – editori. Pagine e voci dai tanti riverberi.

 

A inaugurare la rassegna, uno dei casi editoriali del 2018 il romanzo Confessioni di un neet di Sandro Frizziero, edito da Fazi. Una narrazione che indaga la condizione giovanile odierna commuovendo e interrogando con una scrittura agile e avvincente. Con l’autore dialogherà Alice Ghezzo. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

 

Con l’acronimo NEET (Not in Education, Employment or Training) si comprendono i giovani che non studiano, non lavorano né sono impegnati in attività di formazione. Il NEET protagonista di questo libro vive a Chioggia, in casa dei genitori o meglio in una stanza della casa dalla quale esce solo spinto dai bisogni fisiologici, dalle prediche del padre o dalla pasta al forno della madre. Il grosso della giornata lo passa tra letto e computer in compagnia di Asia e Nina, due gatte oltremodo schiette, che non si astengono da aspre critiche nei confronti del loro “padrone”.

 

Il nostro NEET si autodefinisce “rivoluzionario”: non vuole un lavoro, che gli appare tanto alienante quanto carico d’illusioni per chi lo ottiene, e non vuole neanche una relazione che, insieme all’amore, considera unicamente fonte di ipocrisie oltre che di inutili responsabilità Questo giovane uomo trasuda misantropia e disprezzo nei confronti dell’intera società che ritiene malata nel suo bisogno di finti bisogni. La sua unica finestra sul mondo èacebook, in cui, come crede, un NEET intelligente può estreggiarsi ingannando abilmente gli altri, vittime della loro stessa ignoranza e protesi unicamente al soddisfacimento di desideri creati a tavolino da qualche multinazionale californiana.

 

Info

Biblioteca Marghera

Piazza Mercato 40/B

tel. 041.921600 – 041.922083

Si è concluso oggi, venerdì 25 gennaio, a Venezia, alla Fondazione Giorgio Cini nell’Isola di San Giorgio Maggiore, il seminario di perfezionamento della Scuola per librai Umberto e Elisabetta Mauri, organizzato dalla Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri in collaborazione con Messaggerie Libri e Messaggerie Italiane, l’Associazione Librai Italiani, l’Associazione Italiana Editori e il Centro per il Libro e la lettura.

 

Il seminario ha rappresentato un importante appuntamento in cui l’editoria italiana e internazionale si confrontano sul presente e sul futuro del libro. I lavori del seminario hanno previsto l’intervento di figure professionali e di personalità di altri settori, a fianco dei manager delle principali catene librarie europee e dei vertici dell’editoria italiana, per ampliare l’orizzonte del dibattito con i loro contributi.

 

La giornata conclusiva, curata da Achille Mauri e coordinata da Stefano Mauri Giovanna Zucconi, ha avuto come tema “Parlare di Europa”. Dopo le relazioni di Angelo Tantazzi (Prometeia) con un intervento sulle Proiezioni per il 2019: dove va la spesa delle famiglie italiane? e di Ricardo Franco Levi (Associazione Italiana Editori) con alcune riflessioni su Il mercato del libro in Italia e in Europa, l’economista Lucrezia Reichlin è intervenuta sul tema L’Europa e l’euro.

 

Sono seguite poi le conclusioni condotte da Stefano Mauri e Giovanna Zucconi, a cui hanno partecipato Ricardo Franco Levi, Lucrezia Reichlin e Angelo Tantazzi.

 

Dopo la consegna del Premio per librai Luciano e Silvana Mauri, che giunto alla sua tredicesima edizione è stato assegnato alla Nuova Libreria il Delfino di Pavia di Andrea Grisi e Guido Affini, e il ricordo di Inge Feltrinelli affidato alle parole di Achille Mauri, sono seguiti gli interventi di Roberto Calasso, introdotto da Alberto Ottieri, su Come ordinare una libreria, e di Romano Prodi sul tema Progresso o regresso dell’Europa?

Ha chiuso il seminario il Presidente della Scuola Achille Mauri.

Sono 144 i racconti pervenuti da tutta Italia alla giuria presieduta da Pierluigi Tamborini. Due le categorie: Adulti e Under 18, con due menzioni e un premio speciale alla memoria di Francesca Rago

 

La quinta edizione del concorso letterario nazionale “Rosso d’Inverno” è pronta a consacrare i vincitori. Sabato prossimo, 26 gennaio, alle 16.30 nella tensostruttura di via Fermi a Dosson – dove è in programma la Festa del Radicchio Rosso di Treviso – si terrà la cerimonia di premiazione da parte della giuria, presieduta da Gianluigi Tamborini.

 

“Traguardi” è il tema scelto per i racconti di questa edizione 2019, che anche quest’anno ha raccolto moltissime adesioni da tutta Italia. Con ben 144 elaborati, tutti giudicati di elevata qualità.

 

Questi i finalisti, suddivisi per categoria.

Categoria Adulti, che concorrono anche per il premio speciale alla memoria di Francesca Rago: Dieci minuti di Federico Bagni di Rovellasca (Como), Domani mattina di Maurizio Comanducci di Aguscello (Ferrara), Correndo sui ricordi di Claudia Giuliato di Casale sul Sile (Treviso), Una cassetta da lustrascarpe e… dintorni di Tatiana Santin di Miane (Treviso).

Categoria Under 18: L’artista che guardava l’orizzonte di Gioia Baccan di Villadose (Rovigo), L’ultima tappa di Alice Codato di Scorzé (Venezia), Oltre il bosco di Erica Truglio di Paternò (Catania).

 

In considerazione dell’alta qualità dei racconti ricevuti, la giuria ha deciso di premiare altri due autori con una segnalazione di merito e la consegna di un attestato speciale. Si tratta di Diego Inghilleri di Sesto San Giovanni (Milano), autore del racconto Il folle volo e di Anna Di Giusto (Firenze), autrice di Fuoco alle polveri.

Quattro giornate di approfondimento sulla gestione, l’assortimento, il servizio, la creatività e l’innovazione in libreria, con uno sguardo verso l’Europa

 

Domani, martedì 22 gennaio, inaugura a Venezia, presso la Fondazione Giorgio Cini sull’Isola di San Giorgio Maggiore, il seminario di perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri, consueto e atteso appuntamento organizzato dalla Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri in collaborazione con Messaggerie Libri e Messaggerie Italiane, l’Associazione Librai Italiani, l’Associazione Italiana Editori e il Centro per il Libro e la Lettura.

 

Dopo i saluti di benvenuto, la presentazione del programma del seminario e la colazione con la scrittrice Mariafrancesca Venturo, sono previsti gli interventi della scrittrice Vera GhenoParole giovani, parole dei giovani, e del manager e scrittore Pier Luigi CelliIl potere e la cura.

 

Il giorno seguente, mercoledì 23 gennaio, il seminario prosegue con diversi interventi dedicati al tema “La gestione, l’assortimento e il servizio in libreria”. Sono previsti i contributi di Gian Luca Marzocchi (Università di Bologna) su Di racchette e talenti: breve storia di un lungo equivoco e di Angelo Paletta (Università di Bologna) sul Valore economico aggiunto della libreria; seguiranno gli interventi di due librerie internazionali con Livia Senic-Matuglia (Rizzoli International New York) Essere libraio oggi in una metropoli americana: New York, e Delphine Bouétard Anne-Laure Vial (Librairie Ici Parigi) Essere libraio oggi in una metropoli europea: Parigi.

 

Nel pomeriggio si terranno gli interventi di Hans Willem Cortenraad (CB logistics Olanda) Il modo migliore per un libraio di competere con l’e-commerce è abbracciarlo… però con astuzia! e di Marco Mattioli (Fastbook) Due poli che si attraggono. Fastbook: radici nella tradizione, sviluppo nell’innovazione. La giornata proseguirà con due interessanti contributi internazionali: Johnny de Falbe (Sandoe Bookstore London) parlerà di Valori indipendenti: assortimento e servizi in una libreria di Londra, e Edward Wilson-Lee (Sidney Sussex College – University of Cambridge) de Il catalogo dei libri naufragati – Il figlio di Cristoforo Colombo e la ricerca della biblioteca universale.

 

Il seminario è un importante appuntamento in cui l’editoria italiana e internazionale si confrontano sul presente e sul futuro del libro. I lavori del seminario prevedono l’intervento, a fianco dei manager delle principali catene librarie europee e dei vertici dell’editoria italiana, di figure professionali e di personalità di altri settori con l’obiettivo d’ampliare con i loro contributi l’orizzonte del dibattito.

 

L’intento è quello di ridefinire attraverso strumenti di analisi e conoscitivi sempre più aggiornati la figura professionale del libraio favorendo così la continuità di un percorso formativo che nel rispetto dell’identità originaria gli consenta di riconoscere e anticipare i nuovi ritmi della produzione e della circolazione del libro. Essere librai significa anche e soprattutto avere la capacità di trasmettere la curiosità e la sensibilità per un mondo fatto di storie che rimandano ad altre storie senza soluzione di continuità. Per essere librai non basta dunque essere delle persone colte o degli abili commercianti o dei manager accorti. Bisogna essere una sintesi virtuosa di tutte queste qualità e la Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri ha l’ambizione di fornire a chi ha scelto questo mestiere gli strumenti tecnici, organizzativi e conoscitivi per muoversi con consapevolezza in un settore che oggi, forse più di altri, è in continua trasformazione.

 

Dal 1984, la Scuola, primo esempio in Italia, vuole essere un confronto fecondo sulle dinamiche all’interno dell’universo librario che non sia circoscritto alla sola organizzazione e gestione del punto vendita ma analizzi tutti gli aspetti che riguardano l’attività della libreria: distribuzione, commercializzazione e promozione. Un laboratorio vitale di sperimentazione e discussione che abbia come centro il libro, il suo percorso, la sua trasformazione.

 

ll tema della giornata di giovedì 24 gennaio “Creatività e innovazione in libreria” sarà al centro dei contributi di Roberto Liscia (netcomm) Il consumatore “Onlife” tra Artificial Intelligence e ChatbotAlessandro Magno (Gruppo editoriale Mauri Spagnol) Impatto del digitale sul mondo del libroGiorgia Russo Matteo Baldi (ibs.it) Guida galattica per librai. Costruire e curare la propria clientela nell’era dei Social NetworkRaffaello Avanzini (Newton Compton) Come cambia il mercatoLuca Domeniconi e Romano MontroniIl libraio: un mestiere o uno stile di vita?

 

Nel pomeriggio, sul tema del rapporto tra librerie ed e-commerce è previsto un confronto con James Daunt (Waterstones) e Alberto Rivolta (Feltrinelli) dal titolo Come convivono le librerie con l’e-commerce?, con la moderazione di Alberto Ottieri (Messaggerie Italiane); seguiranno i contributi di Brunello Cucinelli La ricerca del giusto equilibrio tra profitto e donoStefano Bartezzaghi Anno nuovo, libri nuovi e Gian Arturo Ferrari, con un ricordo di Cesare De Michelis.        

       

Nella mattinata di venerdì 25 gennaio il tradizionale appuntamento della giornata conclusiva, curato da Achille Mauri e coordinato da Stefano Mauri e Giovanna Zucconi, sarà dedicato al tema “Parlare di Europa”.

 

Apriranno i lavori Angelo Tantazzi (Prometeia) con un intervento sulle Proiezioni per il 2019: dove va la spesa delle famiglie italiane? e Ricardo Franco Levi(Associazione Italiana Editori) con alcune riflessioni su Il mercato del libro in Italia e in Europa. L’economista Lucrezia Reichlin interverrà sul tema L’Europa e l’euro. Seguiranno le conclusioni condotte da Stefano Mauri e Giovanna Zucconi, a cui parteciperanno Ricardo Franco Levi, Lucrezia Reichlin e Angelo Tantazzi.

 

Seguirà la consegna del Premio per Librai Luciano e Silvana Mauri, che giunto alla sua tredicesima edizione, è stato assegnato alla Nuova Libreria il Delfino di Pavia di Andrea Grisi e Guido Affini.

 

Dopo il ricordo di Inge Feltrinelli affidato alle parole di Achille Mauri seguiranno gli interventi di Roberto Calasso su Come ordinare una libreria, e di Romano Prodi sul tema Progresso o regresso dell’Europa?

 

Chiuderà il seminario il Presidente della Scuola Achille Mauri.

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