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Il coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani, in occasione della triste scomparsa dello scrittore Andrea Camilleri, vuole associarsi ai tanti messaggi di condoglianze pervenuti da più parti, ricordandone l’alto contributo letterario e l’attualità dei temi affrontati, in molteplici circostanze, con ferma e lucida ironia.
Se ne va uno dei più carismatici affabulatori del Novecento; un siculo in cui risuonava la sapienza universale di derivazione magno-greca, che lo rendeva un libero pensatore e un autentico cosmopolita, sensibile al dolore dell’uomo in quanto tale. Molti studenti hanno scoperto il piacere della lettura attraverso le sue opere e i suoi personaggi. La sua lezione non verrà dimenticata.

 

“Non basta leggere, bisognerebbe anche capire. Ma capire è un lusso che non tutti possono permettersi.” (A. Camilleri, Segnali di fumo).

Questa mattina si è spento lo scrittore e ideatore del Commissario Montalbano, divulgatore della “parlata” siciliana, colui che ha insegnato anche agli irriducibili parlatori della lingua veneta alcuni modi di dire della sua bellissima isola, la Sicilia.

 

Una mesata, un’ammazzatina e molti altri, tra fantasia e sicilianità, sono termini che ormai tutti conoscono grazie alla seguitissima serie televisiva del Commissario Montalbano.
Il “Vigatese” può essere avvicinato al Goldoniano, quel veneziano italianizzato che ha fatto conoscere la lingua della Serenissima attraverso le opere di Carlo Goldoni.

 

Andrea Camilleri, in famiglia chiamato Nené, scrittore arrivato tardi alla pubblicazione del suo primo libro dopo una lunga carriera con diversi incarichi soprattutto nella RAI, aveva 93 anni. Fumatore accanito, mai succube di diete e limitazioni alcoliche, rimarrà un esempio di cultura e, come tutti gli scrittori, non morirà mai.

 

 

Silvia Moscati

Michela Salizzato, la ormai nota autrice della saga per bambini Eric e Luna, torna a regalarci un’altra avventura dei due bambini protagonisti delle sue storie.

 

La terza storia della Salizzato, scrittrice mestrina, è Eric e Luna e la lunga strada del ritorno. Il romanzo è stato già protagonista al Salone Internazionale del libro di Torino svoltosi nel maggio scorso.

 

In quella sede la Salizzato e i suoi romanzi, ormai sono già tre, sono stati i protagonisti di una tavola rotonda sulla narrativa per bambini.

 

Questa terza fatica della Salizzato sarà oggetto, insieme agli altri due romanzi della scrittrice, di una presentazione, mercoledì 17 luglio alle 18.30, organizzata dalla libreria Mondadori al Centro Candiani di Mestre.

 

 

È Alessio Forgione, con Napoli mon amour (NN Editore), il vincitore della XXVII edizione del Premio letterario per esordienti Giuseppe Berto.

 

È stato proclamato a Mogliano Veneto dal Presidente della Giuria Ernesto Ferrero. Il romanzo di Forgione ha prevalso sugli altri finalisti, Jonathan Bazzi, con Febbre (Fandango Libri), Alice Cappagli, con Niente caffè per Spinoza (Einaudi), Francesca Maccani, con Fiori senza destino (SEM), Lorenzo Moretto, con Una volta ladro, sempre ladro (Minimum Fax).

 

Alessio Forgione è nato a Napoli nel 1986 e ora vive a Londra e lavora in un pub. Scrive perché ama leggere e ama leggere perché crede che una sola vita non sia abbastanza.

 

Napoli mon amour

Napoli mon amour è il suo romanzo d’esordio e narra di un trentenne che vive a Napoli e non ha ancora trovato il suo posto nel mondo. Le sue giornate passano lente, tra la vita con i genitori, le partite del Napoli, le serate con l’amico Russo e la ricerca di un lavoro. Dopo l’ennesimo, grottesco colloquio, decide di dare fondo ai suoi risparmi e di farla finita. Un giorno, però, incontra una bellissima ragazza e se ne innamora. Questo incontro riaccende i suoi desideri e le sue speranze: vivere, essere felice, scrivere. E incontrare Raffaele La Capria, il suo mito letterario. Ma l’amore disperde ancora più velocemente energie e risorse, facendo scivolare via, un centesimo dopo l’altro, i desideri ritrovati e le speranze di una vita diversa. Alessio Forgione racconta una Napoli afosa e livida di pioggia, cinerea come la Hiroshima del film. E con una lingua incalzante, sonora, intessuta di tenerezza, firma il suo esordio, un romanzo di formazione lucido e a tratti febbrile, che ha il ritmo di una corsa tra le leggi agrodolci della vita e i chiaroscuri dell’innocenza.

 

“È stato proprio lo stesso La Capria, lucidissimo 94enne, cui l’autore è andato a rendere visita a Roma, avendolo tra i propri miti, a darci la miglior definizione della scrittura di Forgione, particolarmente felice nei dialoghi, quando gli ha detto: “Lei ha stile e, cosa ancora più rara, lei possiede una voce. Un buon narratore, cos’altro è se non una voce che ti sussurra all’orecchio? E lei quella voce ce l’ha”. Una voce che ci diventa subito amica per la malinconia, la dignità, la ruvida tenerezza,  lo humour accorato, l’amara autoironia, il mix tra realistico e visionario, ma anche l’economicità che sovrintende il suo accorto minimalismo. È con sincera convinzione che diamo ad Alessio Forgione il benvenuto  nella categoria dei veri scrittori”, ha commentato il Presidente della Giuria Ernesto Ferrero motivando la scelta.

 

Qualche info sul Premio letterario per esordienti Giuseppe Berto

Sono state una cinquantina le opere prime presentate dalle case editrici italiane e selezionate dalla Giuria. Sono tutte di narrativa, com’è peculiarità del Premio Berto che, in nome dello scrittore “veneto-calabrese”, ha mantenuto invariata la propria formula di premio riservato esclusivamente a scrittori esordienti, conservando quel ruolo di scopritore di talent scout iniziato nel 1988. Questa edizione ha confermato la presenza tra i partecipanti, di numerosi piccoli editori indipendenti, molti del Sud, che competono con i loro esordienti al fianco di tutte le grandi case editrici nazionali. Torna a crescere la presenza femminile quasi al 50 per cento del totale.

 

La Giuria che ha valutato le opere in concorso è presieduta da Ernesto Ferrero, scrittore, critico, consulente editoriale e direttore del Salone del libro di Torino dal 1998 al 2016, ed è composta da Cristina Benussi, Università di Trieste, Giuseppe Lupo, Università Cattolica del Sacro Cuore Milano e scrittore, Laura Pariani, scrittrice, e Stefano Salis, critico e giornalista del Sole 24 Ore.

 

“La giuria del Premio 2019  ha selezionato, in una produzione particolarmente folta e ricca di fermenti, cinque romanzi che nella diversità dei loro linguaggi rappresentano altrettante prospettive della nuova narrativa italiana. Cinque autori che ci forniscono una mappa aggiornata delle tensioni, dei drammi e delle aperture che scuotono la  società contemporanea, attraverso scritture che cercano di restituire la parola alla sua necessità e integrità”, ha ancora commentato il Presidente Ferrero.

 

Nel corso della cerimonia finale è stato proprio Ernesto Ferrero a commemorare la figura di Cesare De Michelis, prematuramente scomparso l’estate scorsa, che del Premio Berto e dell’omonima Associazione culturale che l’ha rilanciato quattro anni fa, era stato tra i fondatori e ispiratori, da esperto ed appassionato della produzione letteraria di Giuseppe Berto da lui considerato il massimo esponente della letteratura italiana del Novecento.

Presente all’evento anche l’amministrazione comunale

“Giuseppe Berto è un patrimonio culturale della nostra città, ed è con autentico piacere che diamo il benvenuto al ritorno del Premio Letterario omonimo a Mogliano Veneto, dopo l’edizione 2018 tenutasi a Ricadi, città con la quale proprio nel nome di Berto siamo gemellati. L’amministrazione comunale sarà sempre di sostegno a questa e a tutte quelle iniziative condotte e realizzate nel nome di Giuseppe Berto. Ringraziamo l’Associazione Culturale Giuseppe Berto, i licei Berto di Mogliano Veneto e Vibo Valentia, la Regione del Veneto e gli sponsor, che tutti insieme consentono la realizzazione di questa prestigiosa  iniziativa. Non nascondiamo inoltre l’idea di promuovere, a breve, attività che a livello locale possano coinvolgere la nostra cittadinanza al fine di promuovere ulteriormente la diffusione e la conoscenza del nostro illustre concittadino”, così hanno commentato il sindaco di Mogliano Veneto, Davide Bortolato, e il vice sindaco, assessore alla Cultura, Giorgio Copparoni.

 

Al vincitore, è andato un premio in denaro di 5.000 euro, e a tutti i finalisti un gettone di presenza di 500 euro ciascuno.

“Amministrare una comunità significa rispondere ai bisogni anche più elementari della vita quotidiana, ma anche dare ai concittadini la possibilità di crescere culturalmente e socialmente. La nostra amministrazione per questo è così convinta sostenitrice del Premio Berto, che ci dà la possibilità di valorizzare anno dopo anno il profondo significato delle scelte dello scrittore veneto, ma calabrese di adozione visto che in Calabria decise di restare e di battersi per uno sviluppo sostenibile, libero da retaggi del passato. Il suo impegno e insegnamento è ancora vivo e grazie al Premio lo sarà ancora per molto”, ha commentato il sindaco di Ricadi, Giulia Russo.

 

 

San Marco Group main sponsor dell’evento

Main sponsor del Premio Letterario Giuseppe Berto è stato anche quest’anno San Marco Group Spa.

“Siamo felici di sostenere come main sponsor questo importante progetto letterario a cui siamo legati fin dal suo debutto. Il San Marco Group ha sempre dedicato grande attenzione al territorio, promuovendo e valorizzando il patrimonio artistico e culturale; inoltre, la storia dell’azienda San Marco Group è cominciata proprio qui a Mogliano Veneto ed è per noi naturale continuare a supportare questo evento letterario diventato punto di riferimento a livello nazionale e trampolino di lancio per giovani talenti”, ha commentato Pietro Geremia, Vice Presidente San Marco Group.

 

Il vincitore dell’edizione 2018 e altri talenti

Il Premio, vinto nell’edizione 2018 da Francesco Targhetta con Le vite potenziali (Mondadori), è stato trampolino di lancio per alcuni dei maggiori talenti della letteratura contemporanea, tra cui Paola Capriolo con La grande Eulalia (1988), Michele Mari con Di bestia in bestia (1989), Luca Doninelli con I due fratelli (1990), Paolo Maurensig con La variante di Lüneburg (1993), Francesco Piccolo con Storie di primogeniti e figli unici(1997), Elena Stancanelli con Benzina (1999), Giuseppe Lupo con L’americano di Celenne (2001), Antonia Arslan con La masseria delle allodole (2004), Francesco Pecoraro con Dove credi di andare (2007).

Ultimo appuntamento per la rassegna “Parole di carta. Un libro, uno scrittore” curata da quarantaduelinee | circolazione culturale a Mogliano Veneto, domani, mercoledì 19 giugno alle 20.45 presso l’Auditorium del Centro sociale di Piazza Donatori di Sangue.

 

Ospiti della serata Michela Murgia e Chiara Valerio, che presenteranno il libro L’inferno è una buona memoria (Marsilio 2018) di Michela Murgia.

 

Un viaggio contemporaneo, dentro e fuori la coscienza e l’impegno: partendo da Cabras, Sardegna, suo paese natale, la scrittrice si riallaccia ad Avalon, Britannia, luogo mitico di Re Artù e della “Spada nella roccia”, dove le tre “Signore del Lago”, Morgana, Igraine e Viviana, hanno il potere di sollevare le nebbie con le parole e influenzare le vite dei cavalieri della Tavola Rotonda. L’autrice, nata in mezzo alle acque di Cabras, dalla loro esperienza riconosce il potere di riscrivere le storie e le idee quotidiane, raccontando il pensiero delle donne attorno a temi di attualità: dalla religione alla politica sino al femminismo. È l’esperienza in gioco a contare nel percorso di formazione e nella restituzione al presente che Murgia affronta per porre domande e far riflettere, in un tragitto che comincia in mezzo al mare e in mezzo al mare ritorna.

 

Anche quest’incontro si inserisce nel calendario di “METROPOLIS Estate 2019”, programma di eventi e iniziative promosso dall’amministrazione comunale che patrocina tutta la rassegna.

 

Inizio ore 20.45 presso l’Auditorium del Centro sociale, Mogliano Veneto.

Ingresso libero.

Incontri, dibattiti, una mostra e il lancio del concorso letterario Teen Noir dedicato ai ragazzi dai 13 ai 19 anni 

 

Treviso Giallo ha chiuso la prima edizione del festival dedicato al genere romanzo giallo e noir con mille presenze spalmate nei tre giorni di incontri e dibattiti.

 

Buona la risposta da parte del pubblico anche per la mostra dedicata all’illustratore della Marsilio Fabio Visintin, che da 20 anni realizza le immagini delle copertine dei libri per la collana Farfalle, dal titolo “Come nasce la copertina di un libro giallo e noir?”. Tra il pubblico presente all’inaugurazione della mostra (sabato 13 aprile) gli studenti del Liceo Duca degli Abruzzi.

 

 

Una dichiarazione del sindaco di Treviso Mario Conte

«Siamo molto contenti di aver ospitato il Festival Treviso Giallo, che è riuscito a catturare l’attenzione di tantissimi visitatori e appassionati di scienza, criminologia e letteratura», ha affermato Mario Conte, sindaco di Treviso.

 

Il Festival Treviso Giallo diventerà un punto di riferimento nel panorama delle rassegne letterarie a livello nazionale, e presto anche internazionale visto che sono già state annunciate per la prossima edizione collaborazioni con altri Paesi e festival», ha continuato Lavinia Colonna Preti, assessore ai Beni culturali e Turismo del Comune di Treviso. «C’è un’enorme curiosità ed interesse verso generi letterari come il giallo e il noir che spesso vengono affrontati con un approccio limitato e limitante».

 

 

Gli incontri più partecipati

Altra sala gremita quella per l’incontro dedicato a “Giallo Veneto” con gli autori Stefano Masini (Come ai nostri debitori, Linea Edizioni), Fulvio Luna Romero (Prosecco Connection, Laurana) Alberto Toso Fei (Misteri del Veneto di Linea Edizioni) e il Collettivo Norah Gelbe (Un mare di luppolo, Il Prato).

 

Sold out invece per “Giallo e investigazione” con l’ex magistrato Carlo Nordio e i big del genere letterario e noir: Roberto Ricciardi (Detective dell’arte di Rizzoli), Rosa Teruzzi (Non si uccide per amore, Sonzogno) e Pablo Trincia (Veleno, Einaudi).

 

Successo per le visite guidate gratuite di Treviso Noir, organizzate da Banca Mediolarum, che ha quadruplicato i tour guidati alla scoperta degli angoli più misteriosi di Treviso, arrivando ad attivare anche una lista d’attesa.

 

 

Il concorso Teen Noir della Linea Edizioni

«Abbiamo ricevuto la risposta positiva ed entusiasta da parte di molte persone intervenute. Per noi è un forte segnale di quanto sia importante in questo specifico momento storico per il nostro territorio puntare a leggere e interpretare la società contemporanea anche attraverso la letteratura e attraverso un genere letterario che in sé offre la chiave di lettura di molti aspetti della società contemporanea», ha spiegato Lisa Marra, organizzatrice responsabile della casa editrice Linea Edizioni.

 

Infine a partire dal 20 aprile è online il regolamento per partecipare al concorso Teen Noir, il concorso ideato da Treviso Giallo in collaborazione con la casa editrice Linea Edizioni per raccogliere racconti gialli e noir di ragazzi dai  13 ai 19 anni.

 

 

Info

Il festival dedicato al giallo e al noir, con valenza scientifica, è stato organizzato dall’Associazione Accademia della Marca Trevigiana, con il patrocinio di MiBAC – Ministero per i beni e le attività culturali, Regione del Veneto, Città di Treviso e in collaborazione con le Università degli Studi Ca’ Foscari Venezia, Università degli Studi di Trieste, Università IULM Milano, Università degli Studi dell’Aquila, Università degli Studi di Udine.

 

La valenza scientifica del Festival Letterario è supportata anche dalla presenza del Comitato scientifico composto dai maggiori esponenti e docenti delle Università e del mondo scientifico italiano: Elvio Guagnini (emerito Università di Trieste è il Presidente del Comitato), Sergia Adamo (Università di Trieste), Giulio Marra (già Università Ca’ Foscari Venezia), Pierluigi Granata (Università dell’Aquila), Francesco Sidoti (Università dell’Aquila), Fabrizio Fornari (Università di Chieti-Pescara).

 

Night&Day Magazine è una rivista free press fondata a Ibiza nel 2007 da due trevigiani, Christian Dori e Chiara Grella (nata come Spin Off di un programma televisivo che venne trasmesso da Pacha TV in Spagna e Music Box in Italia nel 2008).

 

Ora, dopo ben 12 anni, la rivista si evolve e diventa The Best Of Night&Day Magazine, passando da Guida per turisti che visitano le isole di Ibiza e Formentera a Magazine di lifestyle internazionale.

 

I suoi contenuti partono dalla musica, passando per natura, sostenibilità ed ecologia, fino alla cultura nella sua accezione più ampia, includendo quindi viaggi, benessere, moda, gastronomia

 

Appuntamento a venerdì 19 aprile

Tutto questo sarà presentato venerdì 19 aprile (ore 18.00), nell’incantevole cornice di Villa De Reali a Dosson di Casier.

 

Durante l’evento, Christian Dori racconterà la storia del Magazine e le numerose connessioni con la marca trevigiana. A deliziare gli invitati, un buffet accompagnato da un ottimo prosecco dell’Azienda Agricola Massot e dalla musica del dj internazionale Matteo Bruscagin, che per l’occasione suonerà un set speciale.

 

 

Night&Day Magazine

Night&Day Magazine venne fondata nel 2007 a Ibiza e Formentera come una rivista Guida, indirizzata principalmente al turista in visita nelle due isole, per conoscere i posti e assistere agli eventi attraverso i personaggi e le guest star che le vivono ogni anno. Dal 2008 la rivista è double face.

 

Nella prima fase della sua storia (2007-2010 Girls Era) N&D aveva l’esigenza di farsi conoscere, perciò si decise di utilizzare solo personaggi femminili per le copertine, con lo scopo di far notare il brand affinché venisse raccolto nei punti di distribuzione. Al pari delle grandi compagnie telefoniche, nel tempo la strategia cambiò.

 

La seconda fase della rivista, appena conclusa (2011-2018 DJs Era), è stata caratterizzata da un cambio di look e ha visto per la prima volta, nella Winter Edition 2011 distribuita anche a Miami, la pubblicazione in copertina di un personaggio maschile, il famosissimo DJ star Carl Cox.

 

Dopo 12 anni, la rivista si prepara a entrare in una nuova era. Un bisogno di rinnovamento, nato dai cambi presenti nell’isola e da quelli globali, così come dal riposizionamento dei progetti editoriali che devono integrarsi con i nuovi media e le nuove tecnologie, utilizzando nuove opportunità di espansione della community offerte dalle reti sociali. Con un nuovo logo e un nuovo formato, la rivista diventa internazionale, con contenuti alla moda, che presentano al mondo intero il vero life-style ibizenco, utilizzando lo strumento cartaceo come sintesi o rielaborazione dei contenuti web. I contenuti web linkati con le pagine della rivista e viceversa attraverso hashtag, QR code e altre tecnologie sono il presente

 

 

 

 

 

 

 

 

Treviso rende omaggio al genere noir in occasione dei 90 anni dalla sua nascita con il Festival letterario “Treviso Giallo”
che si svolgerà il 12, 13 e 14 aprile 2019 nella Sala Palazzo dei Trecento, in Piazza dei Signori a Treviso

 

Treviso diviene per tre giorni la capitale del romanzo giallo e noir. A novant’anni dal lancio della prima collana di Arnoldo Mondadori (settembre 1929) dal titolo “I libri Gialli”, Treviso rende omaggio al genere letterario che ha riscosso tanto successo in Italia.

Venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 aprile 2019, la sala Palazzo dei Trecento (Piazza dei Signori a Treviso) ospiterà la prima edizione del Festival letterario Treviso Giallo, organizzato dall’Associazione Accademia della Marca Trevigiana, con il patrocinio di MiBAC – Ministero per i beni e le attività culturali, Regione del Veneto, Città di Treviso e in collaborazione con le Università degli Studi Ca’ Foscari Venezia, Università degli Studi di Trieste, Università IULM Milano, Università degli Studi dell’Aquila, Università degli Studi di Udine.

 

 

Tre giorni d’incontri, dieci appuntamenti in programma, tavole rotonde, presentazioni di libri e interviste di approfondimento all’autore

Il Festival, sarà aperto al pubblico con ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Unico nel suo genere in ambito nazionale per l’impostazione scientifica che lo caratterizza, offre un approfondimento del genere giallo e noir che lo proietta a fianco dei maggiori festival europei. Saranno tre giorni d’incontri, presentazioni di libri attraverso interviste di approfondimento all’autore, tavole rotonde, alle quali parteciperanno scrittori, giornalisti, sociologi, criminologi, investigatori, magistrati, psicologi, psichiatri.

 

 

In concomitanza con il festival una mostra artistica dalla tematica noir

In concomitanza con il festival sarà realizzata una mostra artistica dalla tematica noir e sarà presentato il premio letterario dedicato al genere giallo e noir.

 

La valenza scientifica del Festival Letterario è supportata anche dalla presenza del Comitato scientifico composto dai maggiori esponenti e docenti delle Università e del mondo scientifico italiano: Elvio Guagnini (emerito Università di Trieste è il Presidente del Comitato), Sergia Adamo (Università di Trieste), Giulio Marra (già Università Ca’ Foscari Venezia), Pierluigi Granata (Università dell’Aquila), Francesco Sidoti (Università dell’Aquila), Fabrizio Fornari (Università di Chieti-Pescara).

 

L’obiettivo del Festival è valorizzare con un approccio accademico, che abbraccia unitariamente più discipline scientifiche, il genere letterario giallo e noir, nelle sue declinazioni peculiari. Infatti, Treviso Giallo ha la finalità di creare un preciso percorso metodologico che consente di fornire al pubblico una nuova chiave di lettura e interpretativa della letteratura gialla e noir, tesa soprattutto a far recepire le costruzione schematica e scientifica del genere giallo.

 

«Grazie al Festival Treviso Giallo – ha affermato Mario Conte, sindaco del Comune di Treviso -, generi letterari come il giallo e il noir vengono esaltati nella loro connotazione scientifica e accademica anche attraverso i contributi di chi il giallo lo conosce alla perfezione. La nostra Città si sta dimostrando attenta alla lettura e alla scrittura, cercando sempre di ospitare rassegne e manifestazioni in grado di promuovere e approfondire tematiche, peculiarità e produzioni artistiche. Con il Festival del Giallo, Treviso va ad accogliere una manifestazione di livello assoluto».

 

«Si tratta senza dubbio di un obiettivo ambizioso – ha spiegato Lisa Marra di Linea edizioni, responsabile organizzativa del Festival Treviso Giallo – che ha però lo scopo di superare le stereotipate e superficiali concezioni del genere letterario giallo e noir, quasi sempre sottovalutato, comportando nel lettore una maggiore consapevolezza nella scelta dei testi e come sostenuto dagli scrittori De Cataldo, De Giovanni e Carlotto, nell’articolo “Come è noir quest’Italia” (Robinson, La Repubblica, dicembre 2018), si auspica un cambiamento di tendenza, un nuovo approccio culturale, una rottura degli schemi mentali imperanti, anche nelle Istituzioni culturali.

 

La letteratura “gialla” e “noir” trova quindi una sua fondamentale valenza nell’analisi della società contemporanea, nel trattare dilemmi concettuali propri dell’investigazione e come strumento di impegno civile, riprendendo il grande insegnamento di Leonardo Sciascia. «Sono molto felice per la nascita di questo Festival – ha continuato Lavinia Colonna Preti, assessore ai Beni culturali e al Turismo del Comune di Treviso – Sono una grande appassionata di romanzi gialli e sono orgogliosa del fatto che Treviso, città impegnata, grazie alla Giunta Conte, sul fronte della legalità, della sicurezza e della lotta alla criminalità, possa dare il via a questa rassegna.

 

Allo stesso tempo, il Festival omaggia anche il fatto che abbiamo, come territorio e grazie a scrittori straordinari, dato vita a un filone vero e proprio che i critici hanno definito “prosecco noir” e che apre anche all’unione del genere giallo con la promozione turistica del nostro territorio». «Così – ha affermato Pierluigi Granata, del Comitato scientifico del Festival Treviso Giallo -, si è creato un ponte ideale tra mondo accademico e questo genere letterario. Inoltre, come già accade in altri Paesi europei, si vogliono evidenziare gli aspetti teorici letterari e scientifici, propri delle scienze dell’investigazione, sottostanti a questa tipologia di opere letterarie».

Sabato 16 marzo, alle ore 17, presso l’area Infopoint Infovox del centro commerciale Auchan Porte di Mestre, avrà luogo la presentazione del libro La Scelta – La mia vita nella legione straniera di Danilo Pagliaro e Andrea Sceresini, edito da Chiare Lettere. A moderare l’incontro Alessandro Silvestri, ex-sottoufficiale e volontario del soccorso alpino del Trentino Alto Adige.

 

L’autore ci racconterà cos’è veramente la Legione Straniera, da chi è formata e su quali principi si regge, per sfatare una volta per tutte bugie e falsi miti.

 

Per saperne di più e per incontrare personalmente l’autore, dalle ore 11, sempre in area Infopoint Infovox, sarà attiva una postazione informativa con Danilo Pagliaro e la sua esposizione dello zaino originale e di oggetti gadget in uso col marchio Legione.

 

I libri sono acquistabili presso il punto vendita Feltrinelli all’interno del centro commerciale Auchan Porte di Mestre.

Saranno 28, provenienti da 19 Paesi del mondo, gli scrittori ospitati da “Incroci di civiltà”, il Festival internazionale di letteratura a Venezia, giunto quest’anno alla dodicesima edizione, in programma dal 3 al 6 aprile.

 

Il calendario della ormai tradizionale iniziativa, ideata e organizzata dall’Università Ca’ Foscari Venezia – in collaborazione con Comune di Venezia, all’interno del programma ‘le Città in Festa’, e Città Metropolitana di Venezia, Fondazione di Venezia, con la partnership di BAUERs Venezia, Fondazione Musei Civici Venezia e Marsilio, è stato presentato questa mattina, a Ca’ Foscari, con una conferenza stampa alla quale è intervenuta, in rappresentanza della città, l’assessore al Turismo Paola Mar. Presenti inoltre il rettore dell’Ateneo veneziano, Michele Bugliesi, il prorettore alle Attività e rapporti culturali, Flavio Gregori, la direttrice del Festival, Pia Masiero, e il direttore della Fondazione di Venezia, Giovanni Dell’Olivo.

 

“I dialoghi con gli scrittori, la ricchezza dei loro percorsi personali e culturali, la diversità delle loro sensibilità e punti di vista – ha esordito Bugliesi – rendono questo un festival unico in Italia per i contenuti e l’esperienza che offre al pubblico. Non un salone del libro, ma un’occasione di incontro e di dialogo culturale alto e al contempo aperto e inclusivo, pienamente coerente con la tradizione del nostro Ateneo”.

 

 

Mar: “Venezia si conferma crocevia di culture”

 

“Sono ormai 12 – ha aggiunto l’assessore Mar – le edizioni di Incroci di Civiltà che l’Università Ca’ Foscari e il Comune di Venezia propongono alla città tutta, sottolineando, se ancora ce ne fosse necessità, il dialogo tra culture. Innumerevoli infatti sono stati gli scrittori provenienti praticamente da ogni dove che nelle scorse edizioni hanno partecipato a questo festival, occasioni speciali di incontro di letterature, ma direi anche e soprattutto, di mondi culturali che qui hanno trovato una città storicamente aperta al dialogo e agli ‘incroci’ tra popoli. Venezia è stata un crocevia di civiltà e indubbiamente ancora oggi veste questo ruolo, tanto che per questa edizione ben quattro degli autori invitati, provenienti da Messico, Cina, Islanda e Germania, hanno voluto vivere la nostra città immergendosi totalmente nel suo essere e quindi abitandoci in residenza, per trovare quell’ispirazione creativa che sicuramente ha fatto da stimolo e suggestione per i loro lavori”.

 

“Ringrazio tutte le istituzioni che partecipano con impegno e passione a questo festival internazionale e che ogni edizione vede sempre più numerose – ha concluso Mar – per l’entusiasmo e per la dedizione che portano a questi ‘incroci’, rinnovando ogni anno il piacere della parola e della relazione tra le genti”.

 

L’edizione 2019 del Festival, è stato sottolineato dal prorettore Gregori, avrà come specificità un focus sull’Europa, che sta vivendo un momento storico particolarmente importante e delicato. È spettato invece alla direttrice del Festival Masiero presentare il programma della kermesse: si inizia mercoledì 3 aprile, alle ore 17.30, con l’inaugurazione al Teatro Goldoni, che vedrà protagonista lo scrittore inglese Jonathan Coe. Nei giorni successivi gli incontri si sussegueranno in varie sedi, dall’auditorium in Campo Santa Margherita al Teatrino di Palazzo Grassi, dal Fondaco dei Tedeschi alla Fondazione Querini Stampalia, dall’open space della Chiesa di San Lorenzo al carcere femminile della Giudecca, dove il 6 aprile alle 11 sarà ospite Melania Mazzucco. Ospite speciale dell’evento di chiusura, sabato 6 aprile alle 18, in auditorium Santa Margherita, il celebre scrittore francese Daniel Pennac.

 

“Incroci di civiltà” sarà preceduto, anche quest’anno, dalla sezione “Verso Incroci”, il tradizionale percorso di avvicinamento ai temi del festival, che si svolgerà dal 7 al 28 marzo e proporrà sette appuntamenti.

 

Il calendario completo degli incontri, tutti a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria online (dalle ore 12 del 21 marzo), è disponibile su www.incrocidicivilta.org.

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