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Esce in libreria “La Tradotta, emozioni passo dopo passo”, un libro dedicato alla nuova ciclopedonale da Montebelluna a Nervesa

L'ambiente intorno, il passato, le foto e i racconti. La Tradotta, emozioni passo dopo passo è l'ultimo libro scritto da Norma Follina, dedicato alla nuova ciclopedonale da Montebelluna a Nervesa (18 chilometri) costruita sul sedime dell’ex

L’ambiente intorno, il passato, le foto e i racconti. La Tradotta, emozioni passo dopo passo è l’ultimo libro scritto da Norma Follina, dedicato alla nuova ciclopedonale da Montebelluna a Nervesa (18 chilometri) costruita sul sedime dell’ex ferrovia. Una scrittura sciolta lungo il filo del legame con la propria terra per far conoscere i luoghi del percorso: sfumature che per vie misteriose intrecciano il presente con epoche ormai lontane. Dalla Fonda a Montebelluna, ferrovia in trincea per la Grande Guerra, al tratto finale di Nervesa, teatro della battaglia del Solstizio, è un susseguirsi di immagini, di indicazioni, di inviti a godere di una bellezza sulla quale spesso lo sguardo sorvola.

 

La Grande Guerra torna prepotente dentro la ciclopedonale con il cippo a Mario Fiore e quello ad Alessandro Platone, con la vista sul sacrario e su quelle rotaie che ricordano il calvario dei soldati.

 

Ognuno dei 27 tratti della Tradotta diventa protagonista con indicazioni di strade verso nord e sud, con paesaggi interessanti da mostrare oltre la siepe, con punti di riferimento ai lati. E con un po’ di orgoglio per questa tormentata terra, ecco uscire dal cilindro, luoghi da visitare, partendo da quello Stradone del Bosco che tende decine di braccia verso la Tradotta e la collina.

 

L’autrice concepisce il paesaggio come l’espressione della natura e della cultura: la prima ha un’esistenza autonoma che diventa unità di paesaggio quando l’uomo la percepisce, la osserva, interagisce.

 

Camminare lungo la Tradotta significa anche ricostruire la mappa che la mente si è formata, riflettere, comprendere passato e presente, relazionarsi, anche soltanto con un sorriso o un cenno.

 

La vera novità, in questa che a colpo d’occhio si presenta come una mini-guida, sono i sette racconti: un pezzo di passato uscito da un vecchio baule, un alito di vento sul velo dell’oblio. Martino, il casellante con la sua lampada è una figura ormai fiabesca; fa sorridere il racconto della ex discoteca Emmeuno a ridosso della ferrovia, mentre quello del piovan di Giavera durante la Grande Guerra è una pennellata amara, così come lo sono le vicende del partigiano riferite a villa Gasparini.

 

“Questo libro è anche un omaggio a tutte le persone anziane, agli emigranti che sono saliti sul treno e mai più tornati ed è un grazie ai giovani che, percorrendolo a piedi o in bici, poco a poco si relazionano con l territorio”, dichiara l’autrice Norma Follina.

 

 

Norma Follina

Norma Follina è nata e vive a Nervesa della Battaglia. Giornalista e attiva nel campo della grafica per la comunicazione, ha pubblicato i romanzi “Il paese rubato”, “Un pugno di ragazzi”, “Si dice”, “Romanzo 44” e “Onde aliene nel bosco”, la storia fantastica di un bimbo che dallo spazio arriva sul Montello.

In tutte le narrazioni il Montello è contesto, attore e protagonista costante, e questo fin dai primi libri di fiabe “L’Abazia incantata”, “Rocco e le fate del Montello”, “Giulia e i Vladi del Montello”, come pure nelle tre storie a fumetti con disegni di Paolo Ongaro “Il mistero della nube blu”, “Il paese prigioniero” e “Le ali bruciate”.

Ne “La Tradotta”, il Montello esercita l’effetto di una forte calamita e invita a girare lo sguardo sempre verso Nord, alla collina carica di tesori e di misteri, e scrigno di emozioni.

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