L’Italia Team conquista altre due medaglie. Thomas Ceccon è d’oro nei 100 metri dorso di nuoto, Filippo Macchi argento con molte proteste nel fioretto
PARIGI – Terza giornata della XXXIII edizione dei Giochi Olimpici Estivi di Parigi 2024 e terza giornata di polemiche a non finire. Ancora una volta protagonisti gli arbitraggi di Judo, scherma e pugilato. In tutto questo l’Italia Team porta a casa il secondo oro, ancora una volta nel nuoto, e un argento nel fioretto maschile.
Ceccon d’oro
Dopo il secondo posto in semifinale (52.58) ma dando l’impressione di aver controllato il finale, Thomas Ceccon è il raggio di sole di un’altra giornata di Passione per il tifoso italiano.
Il campione del Mondo di Schio, nonché detentore del record Mondiale (51″60 ), nella vasca della Defense Arena riesce finalmente a raggiungere quell’agognata medaglia olimpica singolare nei 100 dorso. Secondo oro per l’Italia e forse il più atteso. Ceccon si migliora con un 52.00 e batte nel finale il cinese Jiayu Xu (52.32) e lo statunitense Ryan Murphy (52.39).
Settimo oro nella storia olimpica del nuoto italiano, dopo la doppietta di Domenico Fioravanti nei 100 e 200 rana e Massimiliano Rosolino nei 200 misti a Sidney 2000, Federica Pellegrini nei 200 a Pechino 2008, Gregorio Paltrinieri nei 1500 a Rio 2016 e infine Nicolò Martinenghi di nuovo nei 100 rana due giorni fa.
Per Ceccon quarta medaglia olimpica dopo le tre conquistate in staffetta, l’argento con la 4×100 sl e il bronzo con la 4×100 mista a Tokyo e il fresco bronzo, conquistato con la staffetta veloce nella giornata d’apertura dei 33esimi Giochi Olimpici.
L’azzurro è parso molto commosso poi durante e dopo la premiazione:
“L’ho preparata in ogni minimo dettaglio, sono molto emozionato. Quando ero ragazzino avrò avuto 15 anni, stavo andando in macchina con il mio allenatore Alberto Burlina ad allenarmi e mi chiese quale fosse il mio sogno ed io risposi di vincere le Olimpiadi. Lui subito mi disse di stare calmo, tranquillo, di fare una cosa alla volta e che alla fine i risultati sarebbero arrivati. Fin da ragazzino il mio sogno era questo.
Oggi è il giorno e non posso essere più felice di così. Sul podio ho provato qualcosa di molto forte, che ai Mondiali non mi era successo, però qui è un’altra cosa. È una gara che capita ogni quattro anni, dove ti giochi tutto in un minuto, dove se sbagli qualcosa hai perso praticamente tutto.
Il nuoto è così: uno sport un po’ crudele, si gioca sui decimi e puoi buttare via tutto. Oggi mi è andata bene: ho fatto una gara che andava nuotata così. È un tempo buono ma in questo momento valgono di meno e nella staffetta mista proverò a gestirla in maniera differente. Una finale che l’anno scorso ho perso perché sono passato troppo piano per paura di essere troppo stanco alla fine, però una finale così va passata forte provando a tenere fino alla fine; oggi ho fatto così, infatti negli ultimi metri ero veramente al limite.
La cosa brutta è che avendo anche i 200 tra due giorni la medaglia d’oro me la posso godere soltanto fino a stasera, perché da domani mi devo svegliare, resettare tutto e pensare soltanto ai 200 dorso. Quelli che come me hanno la fortuna di fare più gare, vedi Marchand che ha vinto i 400 misti ma ne ha ancora tre, non possono dire adesso mi riposo, devono andare a dormire sereni, pensando di fare le prossime gare. Stasera non è che si festeggia più di tanto: si giocherà a carte con gli altri e poi a dormire. Stasera me la godo”.

Macchi argento con polemiche
Non abbiamo ancora smesso di gioire per l’oro di Ceccon ed ecco salire nella meravigliosa pedana del Grand Palais Filippo Macchi per la finale del fioretto maschile. Un vero e proprio Davide contro Golia visto l’avversario, il già campione olimpico a Tokyo Ka Long Cheung.
L’azzurro era il meno pronosticato per una finale dei tre italiani, ma la sua giornata è stata praticamente perfetta. Una vittoria dietro l’altra. Prima il cinese Xu (15-10), poi il giapponese Matsuyama (15-11) e l’egiziano Hamza (15-9). Infine la semifinale capolavoro vinta con il stra favorito statunitense Itkin (15-11).
Prestazione davvero incredibile per il giovane “nipote d’arte” (il nonno era il Maestro Carlo Macchi a cui ha dedicato la medaglia con un bacio al cielo.
In finale l’azzurro ventiduenne, al suo esordio olimpico, incontra come detto il fortissimo atleta di Hong Kong. Come successo anche per Marini e Favaretto domenica, nonostante sia stato avanti per 14-12, Macchi non riesce a chiudere e subisce due stoccate consecutive per il 14-14.
L’arbitro consulta il video e il collega per stabilire le due seguenti stoccate, non prendendo una decisione per quanto sembrino a favore dell’italiano. Al terzo attacco (sempre portato da Macchi), il giudice di Taipei consegna la vittoria, contestatissima, a Ka Long Cheung.
Post gara il Presidente della Federscherma Paolo Azzi affiancato dal Presidente del Coni Giovanni Malagò, ha preannunciato una protesta formale alla FIE e al CIO per l’arbitraggio ritenuto inaccettabile: “Mai visto nulla di simile. È Filippo Macchi il vero vincitore e gli è stato negato un oro che meritava. Il sorteggio degli arbitri è un problema ma il livello arbitrale è stato al di sotto della grande finale che abbiamo visto”
Al termine della premiazione ha parlato anche il Presidente del CONI Giovanni Malagò: “Ci sono sport con il centimetro o con il cronometro mentre altri dove è indispensabile avere gli arbitri. Vanno rispettati però abbiamo fatto una protesta ufficiale. Ho parlato con il segretario della FIE ma il problema è che c’è un errore di fondo. I due giudici venivano da Taipei e dalla Corea in una finale tra Italia e Hong Kong. Ci hanno detto che sono stati estratti a sorte e a maggior ragione dopo il primo andava cambiato il secondo presidente di giuria. In nessuno spot c’è un arbitro “confinante” con un atleta. Ho parlato con il presidente della FIS Paolo Azzi, siamo stanchi”.
Furioso anche il CT Stefano Cerioni che alla fine ha chiesto e ottenuto agli 8mila del Grand Palais la standing ovation per Pippo Macchi: “Mai visto nulla del genere da tecnico o da atleta. Filippo è il vincitore morale. Le prime due astensioni erano attacco nostro, è grave per il ragazzo che fa di tutto per arrivare ad un’Olimpiade. Mi fa male il cuore per lui e per me. Avevamo preparato tutto benissimo e per l’intera giornata Filippo ha tirato meravigliosamente, aveva messo le stoccate per vincere. Qui si assegnava l’oro, l’argento è una gran medaglia ma lui meritava di meglio. Non è giusto togliere quello che Filippo si era guadagnato. Il risultato rimarrà questo ma il Presidente federale farà una protesta ufficiale”.

Pilato quarta per un centesimo
Per un punto Martin perse la cappa. In questo caso per un solo centesimo Benedetta Pilato non sale sul podio dei 100 rana. Dopo l’eliminazione in batteria a Tokyo a soli 16 anni, la giovane campionessa italiana arriva quarta ex aequo con l’olimpionica statunitense Lilly King.
Vince la sudafricana Tatjana Smith, primatista mondiale (1’04″82), argento a Tokyo dove ha vinto i 200 – in 1’05″28. seconda è la cinese Tang Qianting in 1’05″54, terza l’irlandese Mona McSharry che si prende il bronzo in 1’05″59.
Pilato passa veloce a metà gara in 30″62, poi fa fatica un po’ negli ultimi 15 metri della vasca di ritorno (34″98) che chiude in 1’05″60. Ma non è questo risultato a toglierle il sorriso, anzi. Viste le difficoltà avute in qualifica e nell’ultimo anno, esprime tutta la sua gioia per un risultato storico e ci dona una lezione di sport.
Si presenta ai microfoni di Raisport molto commossa:
“C’ho provato fino alla fine, mi dispiace, però sono lacrime di gioia, ve lo giuro! Rinnovo tutto quello che ho detto ieri. Sono felice: un anno fa non ero neanche in grado di fare questa gara ed oggi ho nuotato la finale olimpica provandoci fin dal primo metro. Il cambiamento mi serviva e mi è servito, questo è soltanto il punto di partenza. Tutti si aspettavano di vedermi sul podio, tranne me. Io mi vedevo soltanto in corsia laterale, dove non sono abituata, però è andata bene così. Peccato perché un centesimo è proprio brutto. Sono contentissima anche per Thomas, che in camera di chiamata mi ha detto e per Tete che con la sua vittoria di ieri mi ha dato una spinta infinita. Siamo una grande squadra“.

Gli altri risultati
Quarto posto anche per Luca Braidot nel cross-country maschile di ciclismo e per Manuel Lombardo nel Judo categoria -73 kg. Molte le polemiche verso l’arbitraggio anche in questo caso.
Sempre rimanendo nel fioretto maschile Guillaume Bianchi e Tommaso Marini sono arrivati rispettivamente settimo e nono. Finisce invece subito ai 32 l’avventura delle sciabolatrici italiane Martina Criscio, Michela Battiston e Chiara Mormile vengono infatti tutte e tre eliminate nella prima gara.
La finale del concorso generale maschile a squadre della ginnastica vede trionfare il Giappone (259.594) di fronte alla Cina (259.062) e agli Stati Uniti (257.793). Sesto posto per l’Italia con Yumin Abbadini, Nicola Bartolini, Lorenzo Minh Casali, Mario Macchiati e Carlo Macchini che raggiungono uno score totale di 248.260.
Eliminazione ai quarti di finale per gli azzurri del tiro con l’arco, agli ottavi invece Alessia Mesiano nella categoria dei 60 kg del pugilato.
Esce sconfitto all’esordio il Setterosa del CT Carlo Silipo contro le padrone di casa della Francia, che riescono ad imporsi di misura per 9-8.
Alti e bassi nel tennis. Buon esordio in doppio per Sara Errani e Jasmine Paolini (già vincente nel singolare poco prima), che sbaragliano le neozelandesi Erin Routliffe e Lulu Sun con lo score di 6-2 6-3.
Sconfitta invece la coppia formata da Elisabetta Cocciaretto e Lucia Bronzetti, che salutano prematuramente il torneo dopo il 6-1 6-2 subito dalle spagnole Sara Sorribes Tormo e Cristina Bucsa. Il doppio maschile vede Lorenzo Musetti e Luciano Darderi perdere con i cileni Nicolas Jarry e Alejandro Tabilo, per 6-3 (5)6-7 10-5. N
Nel singolare maschile escono Andrea Vavassori contro il norvegese Casper Ruud, impostosi soltanto in rimonta e al terzo set (4-6 6-4 6-3), e Matteo Arnaldi che, sopra di un parziale, incassa il prepotente ritorno del tedesco Dominik Koepfer (3-6 6-2 6-1). Ottimo esordio nel doppio misto per Sara Errani e Andrea Vavassori, che volano ai quarti di finale grazie al perentorio 6-3 6-2 inflitto i senza bandiera Mirra Andreeva e Daniil Medvedev.

Photo Credits: Simone Ferraro/Augusto Bizzi/CONI
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