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Volontariato sportivo in Africa

3 minuti di lettura

Torna in Africa il volontariato sportivo internazionale per regalare esperienze di vita a chi abita nei luoghi più sperduti e inarrivabili della Terra

Lo sport insegna a vincere nella quotidianità, è questo uno dei messaggi di cui si fanno portavoce i giovani del progetto di volontariato sportivo internazionale, in partenza per l’Africa.

Dopo l’ultima trasferta, che lo scorso inverno li ha portati a Pucallpa, nel cuore della foresta amazzonica peruviana, è giunto il momento di raggiungere – con lo sport – altri luoghi della Terra, per regalare esperienze di vita uniche a ragazze e ragazzi che li abitano, affinché possano ampliare il loro sguardo oltre la realtà in cui vivono.

Le missioni organizzate dal CSI (Centro Sportivo Italiano) per il Mondo sono due: la prima, in corso di svolgimento, in Repubblica Democratica del Congo e la seconda in Camerun, che domani vedrà partire numerosi giovani sportivi volontari dai 20 ai 35 anni.


La missione in Repubblica Democratica del Congo

Capitanata e promossa dal CSI Vallecamonica, la missione in Repubblica Democratica del Congo è frutto di un gemellaggio già attivo da diversi anni con la diocesi locale e i Padri Saveriani. Questo perché, grazie a questo progetto, le società sportive del circuito CSI hanno la possibilità di stringere gemellaggi con parrocchie e villaggi dei luoghi di missione, dando vita a progettualità concrete e costruttive.

Attualmente sono quattro i volontari operativi a Bukavu – città situata a Est del Congo, nella regione del Kivu – presso il Centro Giovani di Panzi. Sono Davide Franzoni, Daniele Cortesi, Luca Camanini e Roberto Richini, originari della Vallecamonica e di Brescia, accompagnati dal dirigente del CSI Vallecamonica, Tomaso Boticchio, che stanno vivendo con grande entusiasmo e presenza i primi giorni di questa esperienza inedita.

«Dopo aver attraversato i magnifici paesaggi del Ruanda in pullmino – informa uno di loro – siamo finalmente arrivati a Bukavu, nonostante i bagagli con tutte le attrezzature necessarie per permetterci di iniziare le attività non siano ancora con noi. La struttura dei Padri Saveriani dove siamo ospiti è un luogo unico, si incontrano culture e persone da tutto il mondo.»


La missione in Camerun

Domani, 31 luglio, decollerà da Malpensa la missione diretta in Camerun, a cui prenderanno parte la responsabile del progetto CSI per il Mondo Valentina Piazza e il Presidente del CSI Milano Massimo Achini, accompagnati da tre volontari: Francesco Testa, Michele Mezzera e Federico Cavana, provenienti rispettivamente dalle province di Savona, Lecco e Varese.

Uno di loro è un ragazzo di appena 20 anni, che afferma: «Partiamo senza aspettative e dunque, credo, con lo spirito giusto. La prospettiva della partenza e dell’esperienza è un po’ come un traguardo al quale tendere; il pensiero di avere una traiettoria che ti aiuta, perché anche durante i piccoli ostacoli della quotidianità, l’idea di essere un volontario e di partire ti spinge a mettere passione e impegno e dedizione in tutto ciò che fai. Dunque, è un grandissimo onore e privilegio far parte di questo progetto.»

Fino al 20 agosto il gruppo di volontari si dividerà tra attività nei quartieri della capitale Yaoundè e nei villaggi in foresta, proponendo anche momenti di formazione per i giovani camerunensi e per le diocesi, con l’obiettivo di iniziare a gettare le basi per lo sviluppo di iniziative che seguano il modello di sport come promosso in oratorio.

«Lo sport ha tanto valore in questi Paesi quanto ne ha qui per i nostri ragazzi e bambini. Anzi, in contesti dove niente è scontato e si vive veramente giorno per giorno, quel valore si moltiplica. Per questo non ci arrendiamo e cerchiamo, non senza fatica, di promuovere una cultura sportiva in tanti Paesi del mondo in cui le condizioni di vita sono al limite. Lo sport insegna a vincere nella quotidianità prima di tutto e ci forma come persone, creando quella base solida di valori e ideali che ci accompagnano per tutta la vita. In Italia, in Congo, in Camerun… senza differenze». – sono le parole della responsabile del progetto, Valentina Piazza.

«Anche noi andiamo a giocarci la nostra olimpiade – aggiunge Massimo Achini, presidente del CSI Milano. – È curioso che durante le giornate olimpiche di Parigi noi saremo impegnati in Camerun e Congo per portare lo sport in luoghi inarrivabili. Senza retorica, anche questi ragazzi e ragazze che partono come volontari meritano una medaglia. Questo viaggio segnerà le loro vite e quelle delle persone che incontreranno». 


Prossime missioni

Dopo queste esperienze estive, CSI per il Mondo ripartirà in autunno. Sono previste una missione in Madagascar, dove sono già attivi i gemellaggi delle società sportive Linea Verde e Santa Cecilia, e una in Bangladesh, in cui invece è già presente l’Osa Sesto.

«CSI per il Mondo continua a crescere e a seminare speranza nelle periferie del mondo.» conclude il Presidente Achini, che lascia un appello aperto a quanti desiderino partire insieme a loro.


CSI per il Mondo nasce dalla vocazione educativa del Centro Sportivo Italiano la cui storia, cominciata nel 1944, ha un ruolo centrale nel far crescere i protagonisti del Futuro, educando tramite lo Sport. CSI per il Mondo attiva percorsi sportivi nelle periferie del mondo, coerenti con i temi della solidarietà e della cooperazione internazionale, coinvolgendo giovani e comunità tramite operatori volontari. Il volontariato sportivo internazionale muove centinaia di giovani e società sportive a donare il proprio impegno, tempo e risorse per vivere un’esperienza formativa dall’alto valore emozionale. In 12 anni di attività sono state attivate più di 70 missioni sportive in 15 paesi diversi. Il “Club CSI per il Mondo” conta attualmente 28 società sportive impegnate nei gemellaggi.

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Classe 1993, è giornalista pubblicista e studentessa magistrale in Editoria e Giornalismo presso l’Università degli Studi di Verona. Ama i cani, i libri e i viaggi. Scrive di ambiente, politica, assaggi, turismo.
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