Le opposizioni chiedono le dimissioni
VENEZIA – Ieri, a Ca’ Farsetti a Venezia, un Consiglio comunale di fuoco. Il Consiglio era già in calendario da tempo per discutere, tra gli altri punti all’Ordine del Giorno l’assestamento di bilancio. Ma nessuno dei consiglieri, di maggioranza e di opposizione, avrebbe mai pensato che, in queste caldissime giornate di luglio, si sarebbe dovuto dibattere di una questione così scottante.

Il terremoto giudiziario
Il terremoto giudiziario, che si è abbattuto sull’amministrazione, con l’arresto dell’assessore alla mobilità Renato Boraso e coinvolge anche Brugnaro, indagato, e i vertici del suo gabinetto (18 indagati) ha cambiato i normali programmi ed è andato in onda lo psicodramma.
Da una parte l’assenza del sindaco Brugnaro dal Consiglio, dall’ altra la richiesta di dimissioni da parte della minoranza. La maggioranza nega una seduta straordinaria con il sindaco e le opposizioni abbandonano l’assemblea. Brugnaro in una nota assicura: “A breve un Consiglio sul tema“; un centinaio di attivisti di diversi comitati cittadini ha cercato di salire al primo piano per assistere all’assemblea.
La giornata di ieri
La giornata era iniziata in mattinata con un incontro fra gli esponenti della maggioranza nella sede della municipalità a Mestre. “Si va avanti” è stata l’indicazione del sindaco ai suoi.
Nel pomeriggio l’appuntamento più importante in Consiglio comunale dove c’è stato un presidio di fronte a Cà Farsetti di cittadini e di centri sociali chiedendo le dimissioni della giunta. Non è stato semplice gestire la situazione tra le grida, le proteste e i cori dei manifestanti.
La lettera del sindaco Brugnaro
Nel Consiglio comunale a Venezia, Luigi Brugnaro era assente in aula. Il primo cittadino ha mandato una lettera che la presidente Damiano ha letto in apertura di seduta. ”Come ho già anticipato, in cuor mio ed in coscienza, so di aver sempre svolto e di continuare a svolgere l’incarico di Sindaco come un servizio alla comunità, gratuitamente, anteponendo sempre gli interessi pubblici, in trasparenza e in totale onestà”.
”Ieri (16 giugno ndr) ho ricevuto un avviso di garanzia e, ovviamente, ho già dichiarato di essere e restare a disposizione della magistratura per chiarire tutte le questioni poste. Proprio per rispettare questa garanzia di difesa, che vale non solo per me, ma anche per le altre persone coinvolte – spiega il sindaco Brugnaro nella lettera – sarò io stesso a chiedere di inserire all’ordine del giorno la questione, in uno dei prossimi Consigli Comunali, per riferire a voi consiglieri e a tutta la città, non tanto sulle questioni giudiziarie che, a questo punto, saranno affrontate nella sede loro propria, quanto sulle questioni di natura politica ed amministrativa collegate ed inerenti all’indagine stessa”.
Battaglia in Consiglio
Brugnaro ha spiegato di non essere presente nel Consiglio di ieri ”perché non ho alcuna intenzione di trasformare l’aula in un campo di battaglia, senza aver analizzato nei dettagli tutta la situazione, per poter poi intervenire a ragion veduta”.
Unanimi gli interventi dei consiglieri di minoranza, che hanno chiesto di sospendere l’attività ordinaria del consiglio aspettando i chiarimenti del sindaco. Sono state invocate le dimissioni della giunta come atto politico.

Per Gianfranco Bettin, gruppo Verde Progressista è necessario «il ritorno alle urne». Posizione analoga del Pd e del Movimento 5 stelle.
I consiglieri di maggioranza, tra le forti contestazioni del pubblico, hanno invece ribadito l’intenzione di andare avanti “per approvare le delibere di cui la città ha bisogno”.
In un clima ad altissima tensione, il dibattito molto acceso è segnato da interruzioni, proteste e polemiche, fino a quando la minoranza decide di lasciare l’aula mentre la maggioranza continua i lavori.
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