Si chiamano Fatima Isabel Soler Zozaya ed Estefania Lis Luque, rispettivamente di 27 e 26 anni, e sono le prime due laureate che hanno attraversato l’oceano per coronare il loro sogno di diventare medici e svolgere la loro attività nella terre che i loro bisnonni avevano lasciato, partendo da Pordenone e da Casarsa della Delizia.
Le due giovani hanno già avuto modo di conoscere la realtà sanitaria italiana svolgendo un periodo di formazione di sei mesi all’Ospedale di Cattinara, prima di rientrare in Argentina per specializzarsi un anno, nei nosocomi del sud del paese.
Per sopperire alla carenza di medici e infermieri, il Friuli Venezia Giulia ha guardato all’Argentina, terra in cui molti concittadini erano emigrati negli anni ‘50.
Sfruttando la volontà di percorrere al contrario la via dell’emigrazione dei loro avi, un progetto della Regione Friuli Venezia Giulia, ha attirato giovani professionisti pronti a cambiare vita e a costruirsi un futuro in Italia.
“Dobbiamo essere orgogliosi che i figli dei nostri emigranti vogliano tornare in Italia perché qui oggi trovano condizioni di lavoro migliori rispetto a quelle del loro Paese” ha commentato l’assessore regionale alla Sanità del Friuli Venezia Giulia Riccardo Riccardi. “Sorrido quando sento qualcuno che critica per la scelta di andare a prendere i professionisti, che sottolineo sono professionisti, oltreoceano. Ho la necessità di assumere nuovi medici – assicura Riccardi – e se qualcuno
ha un’idea migliore su dove trovarli, anziché criticare, sono pronto ad accogliere i suggerimenti. Lo ribadisco, credo che questa esperienza debba renderci orgogliosi perché parliamo di giovani che tornano sui passi dei loro avi per costruirsi
una vita lavorativa”.
Il progetto ha la firma del professor Grossi: “Siamo alla fine di un percorso durato due anni – afferma – e dal primo settembre
ne prenderà il via un altro. Altri medici di origine friulana arriveranno dall’Argentina, ma il percorso imposto dalla burocrazia non è semplice, e nemmeno immediato, per il riconoscimento delle lauree e per la traduzione dei documenti”.
Le prime due dottoresse hanno già firmato un contratto con l’Azienda sanitaria universitaria del Friuli Centrale e dal primo settembre cominceranno a prestare servizio al pronto soccorso di Udine.
“Siamo contente di avere questa opportunità, ma ora abbiamo solo voglia di iniziare a lavorare – sostiene Fatima Isabel – Siamo tanto emozionate, anche perché torniamo nella terra che fu dei nostri avi. Ci fa piacere essere utili e dare una mano alla sanità friulana, che sappiamo essere in difficoltà per la carenza di medici”.
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