Lumbrensueño, ossia la luce del fuoco, che è poi quella che Lucas, arrivato nella Toluca Valley da pochissimo tempo con la madre e una sorella scopre grazie alla fotografia.
Lavorando in un fast food si imbatte in un collega, Oscar, che con quel perfetto tempismo del destino regala a lui la passione dello scatto, della macchina fotografica. Sullo sfondo una cittadina grigia e totalmente priva di stimoli che rende questa passione salvifica e a tratti ossessiva.
In un piccolo angolo di mondo Lucas, attraverso l’obiettivo di questa scatola magica, cercherà di lenire quell’anonimato con una sorta di riscatto e una personalissima ribellione. Composta appunto di luce e fuoco..
L’inizio di questa particolarissima pellicola, costruita con un micro budget di duecentomila euro, segno distintivo per questa produzione messicana, si Inerpica inizialmente tra musica, suoni e immagini a tratti sfocate, per poter fornire alla successiva struttura narrativa un senso di poesia, questo il pensiero del regista José Pablo Escamilla.
Rivoluzioni poetiche a colpi di luce e “obiettivi“ per colmare i vuoti esistenziali, forse questa chiave di lettura del lungometraggio messicano, che è uno dei tre progetti selezionati dalla Biennale College Cinema, potrà servire per comprendere i diversi messaggi che la pellicola ha voluto regalare.
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, 80esima edizione – Speciale Biennale College Cinema
Prima fila di Mauro Lama
Credits photo by – La Biennale
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