Italian flag
AttualitàCostume&SocietàModaMondo

W le curvy: ma non in passerella

2 minuti di lettura

Un recente report di Vogue Business mette in luce un fenomeno preoccupante nel mondo della moda: la mancanza di inclusività nelle sfilate di moda Primavera/Estate 2025

Nonostante gli sforzi e il dibattito crescente attorno alla body positivity tra il 2019 e il 2023, che sembrava promettere una rappresentazione più ampia e diversificata dei corpi, il panorama attuale sembra confermare un ritorno ai vecchi standard di bellezza.

La ricerca ha analizzato 8.763 look presentati in 208 sfilate e presentazioni a Londra, Milano, New York e Parigi, rivelando dati inquietanti. Solo lo 0,8% delle modelle indossava taglie forti (US 14+), mentre il 4,3% rappresentava taglie medie. La stragrande maggioranza, un sorprendente 94,9%, era composta da modelle in taglie normali, definite come quelle che vanno dalla US 0 alla 4 (equivalente a una taglia 36-40). Questi numeri non solo sono preoccupanti, ma sono anche in linea con quelli della stagione precedente, suggerendo che la rappresentazione delle taglie forti non ha subito progressi significativi.

Questo ritorno alla magrezza come ideale di bellezza richiama alla mente l’epoca degli anni Novanta, quando la taglia 0 era vista come l’aspirazione non solo per le modelle, ma per molte donne. Le Maison di lusso, che in passato avevano abbracciato temporaneamente un messaggio di inclusività per cavalcare la tendenza, sembrano ora tornare sui propri passi, ripristinando l’idea che la magrezza sia sinonimo di bellezza. Questo non è solo un segnale di come il settore stia operando, ma mette in evidenza una questione più profonda: la bellezza è ancora troppo spesso identificata con standard restrittivi e non realistici.

Malgrado alcuni tentativi di promuovere una narrazione più inclusiva e autentica, l’industria della moda sembra rimanere ancorata a ideali di bellezza antiquati e tossici. Le sfilate, che dovrebbero essere una celebrazione della creatività e della diversità, si riducono a una reiterazione di modelli tradizionali. Le case di moda, in questo contesto, rischiano di perpetuare una visione distorta della realtà, dove la rappresentazione dei corpi “non conformi” è ancora relegata a un ruolo marginale.

È importante interrogarsi sul significato di inclusività nel mondo della moda. Si tratta solo di un’opzione di marketing o può diventare un impegno sincero per riflettere la varietà delle esperienze umane? Il settore ha la responsabilità di evolversi e adattarsi a una società che abbraccia la diversità, eppure sembra spesso più interessato a seguire le tendenze piuttosto che a creare un cambiamento duraturo.

La mancanza di rappresentanza delle taglie forti nelle sfilate è un campanello d’allarme, non solo per le modelle, ma per tutte le donne che si sentono escluse da un ideale di bellezza limitato e irrealistico. È fondamentale che il dialogo sulla bellezza si apra a una gamma più ampia di corpi e forme, permettendo a tutte le donne di sentirsi rappresentate e celebrate. Solo così la moda potrà realmente riflettere la ricchezza della diversità umana, rompendo le catene di standard obsoleti e abbracciando una visione più inclusiva e autentica.

crediti fotografici:https://www.gettyimages.it/immagine/curvy-model

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Newletter Il Nuovo Terraglio

Articoli correlati
AttualitàJesoloSlide-mainTurismoVenetoVenezia

Parlami di Jesolo

1 minuti di lettura
 Sondaggio rivolto a residenti, commercianti e consumatori per conoscere e valorizzare il tessuto cittadino Jesolo – Il Comune di Jesolo ha avviato…
AmbienteEuropaItaliaMondoNewsSlide-main

Helexia: 20 Milioni per 73 Impianti Fotovoltaici Europei

3 minuti di lettura
Helexia, azienda leader nella transizione energetica, ha annunciato un nuovo finanziamento di 20 milioni di euro, sostenuto da La Banque Postale e…
AttualitàIstruzioneItaliaSlide-mainZero Biscuit

Scuola, cosa cambia da settembre

1 minuti di lettura
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito guida il rientro in classe per l’anno scolastico 2026/2027, portando con sè novità stimolanti e all’avanguardia…