Il cardinale Pietro Parolin in visita in Ucraina
Una missione spirituale e politica. È arrivato ieri in Ucraina il segretario di Stato Vaticano cardinale Pietro Parolin, per partecipare, come legato pontificio, alla celebrazione conclusiva del pellegrinaggio nel santuario mariano di Berdychiv. Invitato dai vescovi di rito latino, questa visita risponde alla richiesta, più volte ripetuta dall’Ucraina, di ricevere un’alta autorità vaticana.
Tra eventi religiosi e “politici”
Domani, domenica, è fissato l’evento religioso, con migliaia di fedeli che negli ultimi due anni si sono radunati per invocare la pace. Seguiranno gli appuntamenti “politici” tra cui, molto probabilmente, l’incontro con il presidente Volodymyr Zelensky e con il presidente del Parlamento. Il cardinale Parolin farà anche una tappa in una città particolarmente colpita dai bombardamenti russi.
La disponibilità del Papa per la mediazione
La Santa sede, secondo la propria tradizione secolare, cerca sempre di porsi come luogo neutro per favorire la conciliazione tra le parti in conflitto. Fin dall’inizio della guerra in Ucraina, il Papa si è dichiarato disponibile all’opera di mediazione. Il Paese in guerra, avrebbe desiderato accogliere Papa Francesco; egli si sarebbe recato volentieri in Ucraina solo se ci fosse stata l’opportunità di visitare anche la Russia, ma non c’è stata risposta a questa richiesta.
Da qui la scelta di inviare il cardinale Parolin, sulla scia delle molteplici iniziative intraprese dalla Santa Sede per offrire occasioni e strumenti per arrivare alla pace.

Risolvere le questioni umanitarie
Dallo scoppio della guerra in Ucraina, in seguito all’aggressione russa nel febbraio del 2022, il Vaticano si è attivato per risolvere questioni umanitarie come il ritorno in patria dei bambini deportati. A seguito della missione del cardinale Matteo Zuppi, le autorità ucraine danno gli elenchi dei bimbi alla nunziatura di Kiev che li passa a quella di Mosca fino a raggiungere le autorità locali.
C’è anche l’impegno per lo scambio di prigionieri di guerra, che vede il coinvolgimento diretto del Papa. Degno di nota la liberazione dei due sacerdoti redentoristi ucraini di cui si erano perse le tracce.
Possibile una conferenza di pace
Oggi, la visita di Parolin in Ucraina segue l’apertura di Zelensky ad una presenza russa in una prossima conferenza di pace. Finalmente potrebbe essere possibile che le due parti inizino a mettere sul tavolo le rispettive posizioni. Da ciò potrebbe partire un dialogo necessario a chiarire i rispettivi punti di vista. Un passo importante per trovare insieme la strada che porti alla pace.
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