Attori per tradizione, gli abitanti di Sambughè festeggiano San Martino con la consueta rappresentazione teatrale della storia del santo. Per la prima volta, questa si svolgerà anche a Mogliano Veneto, il prossimo sabato 4 novembre, in piazza Caduti.
Preganziol – A Sambughé, piccola frazione immersa nella campagna del comune di Preganziol, dove ancora si portano avanti tradizioni e folclore popolare, un gruppo di teatranti, non professionisti, mette in scena la sacra rappresentazione storica della vita di San Martino. Ogni anno, da molti decenni, in onore del Santo che è Patrono del Paese, i paesani stessi, dai più grandi ai più piccoli, si ritrovano per rievocare la storia del cavaliere che divise il suo mantello con il povero viandante. Il copione, sempre rinnovato, curato da Enrico Lanza con la regia di Cinzia Cavasin, rivive i momenti salienti della vita di Martino, dall’infanzia alla chiamata alle Armi, dalla vocazione all’emblematico momento del taglio del mantello.
La rappresentazione teatrale è preceduta da giorni di festa nel paese, con uno stand gastronomico aperto venerdì 10 e sabato 11 di sera per la cena, fino a domenica alle 12 per il pranzo, che propone piatti tipici del periodo e della tradizione paesana. La rappresentazione si svolge poi domenica 12 novembre alle 11.00, sul sagrato della chiesa.
Quest’ anno, per la prima volta, la performance teatrale si sposterà fuori dai confini comunali e sarà proposta sabato 4 novembre alle 16.00 in piazza Caduti a Mogliano, in concomitanza della festa dell’agricoltura.
“È bello mantenere vive le tradizioni popolari, le storie di paese e di religione” ci tiene a sottolineare Desiree Fantin che da anni è organizzatrice della manifestazione per la Parrocchia S. Martino Vescovo condotta dal parroco Don Gabriele Bittante.

Martino nacque intorno al 316-17 in Ungheria. Figlio di un tribuno della legione romana nella Pannonia, l’odierna pianura ungherese, Martino trascorse la sua infanzia a Pavia, città dove fu trasferito suo padre per ragioni militari.
Un giorno Martino incontrò un mendicante seminudo per strada. Vedendolo molto sofferente per il freddo, Martino, decise di compiere un gesto di solidarietà e generosità: tagliò in due il suo mantello con la sua spada e ne condivise una metà con l’uomo.
Dopo la sua conversione, decise di lasciare la carriera militare e dedicare la sua vita alla fede. Trascorse un periodo da eremita e da monaco, fondò poi un monastero e divenne vescovo di Tours, dedicandosi completamente alla professione della fede.
Martino morì l’8 novembre del 397 a Candes-Saint-Martin e viene festeggiato l’11 novembre, giorno del suo funerale.
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