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Tempo di Coronavirus e di “spesa sospesa”

“La spesa sospesa”. L’iniziativa è stata messa in pratica in un supermercato di Lucca, come riportato nel sito www.luccaindiretta.it, con la collaborazione di Caritas.   Di cosa si tratta. L’idea sorge dalla tradizione tutta napoletana del caffè

“La spesa sospesa”. L’iniziativa è stata messa in pratica in un supermercato di Lucca, come riportato nel sito www.luccaindiretta.it, con la collaborazione di Caritas.

 

Di cosa si tratta. L’idea sorge dalla tradizione tutta napoletana del caffè sospeso: un cliente che sorseggia un caffè a Napoli può lasciarne pagato un altro per qualcuno che non può pagarselo.

 

Ed ecco l’applicazione in tempo di Coronavirus. Nel supermercato di Lucca i clienti, che ne hanno la possibilità economica, possono lasciare pagato un carrello della spesa con generi di prima necessità a disposizione di chi purtroppo la spesa non può pagarsela.

 

Giorni fa un nostro collaboratore, Mauro Lama, aveva già lanciata questa idea in un suo articolo.

 

L’idea è molto bella e coinvolgente in un momento come questo dove la solidarietà deve essere messa al primo posto tra le priorità.

 

Propongo quindi attraverso le pagine del quotidiano che dirigo di lanciare questa lodevole iniziativa di “spesa sospesa” anche nel nostro territorio, invitando Caritas e supermercati che lo volessero, a mettersi a disposizione per permettere ai loro clienti di lasciare in un carrello “la spesa sospesa” per chi non ha la possibilità di pagarsi il cibo.

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