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Il prossimo weekend sarà quello della sfida Veneta di basket tra l’Umana Reyer e la De’ Longhi Treviso Basket. E se è vero che lo sport crea squadra è altrettanto vero che la solidarietà unisce senza distinzioni di colori e tifoserie.

Matteo Chillo e il capitano Matteo Imbrò della De’ Longhi Treviso Basket, Andrea De Nicolao e Laura Macchi della Umana Reyer venerdì sera si sfideranno su un altro parquet: non quello del Taliercio di domenica, ma quello del salone del Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier (TV).

 

Venerdì sera serviranno ai tavoli assieme ai sindaci veneti

Niente pantaloncini e maglietta, insomma, ma la tuta ufficiale della squadra con sopra il grembiule per servire ai tavoli assieme agli altri 31 sindaci del Veneto e rappresentanti di Associazioni che hanno aderito all’iniziativa promossa dal Gruppo Sogedin della Casa di Cura “Giovanni XXIII” e del Centro Servizi “Villa delle Magnolie”, per raccogliere fondi per Venezia e i comuni del litorale colpiti dal maltempo del novembre scorso.

 

 

“Abbiamo accettato con entusiasmo la proposta del Gruppo Sogedin, nostro storico partner, di partecipare a questa iniziativa di solidarietà verso il territorio veneziano colpito dal maltempo nei mesi scorsi. Farlo proprio a due giorni dal derby con i nostri giocatori a fare da camerieri assieme ai giocatori della Reyer ci è sembrata un’iniziativa simpatica improntata al fair play e ai valori positivi che il nostro sport esprime – fa sapere Giovanni Favaro, direttore generale della De’ Longhi Treviso Basket. – Insomma, facciamo del bene al nostro territorio e presentiamo in maniera positiva il grande evento di domenica, grazie al Gruppo Sogedin!”

 

“Siamo felici di partecipare a questo importante evento di solidarietà organizzato dalla Casa di Cura Giovanni XXIII, nostro special partner da tanti anni – commenta Federico Casarin, presidente di Umana Reyer. – Domenica 9 febbraio è in programma al Taliercio il derby: una partita carica di emozioni e adrenalina. Credo non ci sia miglior modo per avvicinarsi a questo evento, che condividere con Treviso Basket una serata di solidarietà a sostegno dei cittadini veneziani vittime del maltempo. Ciò a testimonianza del fatto che se in campo ci daremo battaglia, al di fuori siamo vicini e uniti per cause importanti come questa. Ringraziamo dunque le famiglie Calvani e Geretto e tutto il gruppo Sogedin per l’invito e l’opportunità a partecipare a questa splendida iniziativa” conclude il Presidente di Umana Reyer.

 

La cena, che già da giovedì scorso registra il tutto esaurito, era accessibile solo per prenotazione.

 

 

Foto Credits: A. Gilardi / Ag. Ciamillo-Castoria

Fitta adesione dei sindaci del Veneto alla cena di beneficenza del 7 febbraio, a Villa delle Magnolie a Monastier. Ora si attendono i cittadini che dovranno essere “serviti”

 

Sono già 20 i sindaci, fra cui quelli di Vicenza, Treviso e Belluno, un presidente di Provincia e vari assessori ad aver aderito alla cena benefica a favore di Venezia e i comuni del litorale colpiti dal maltempo dello scorso novembre.

 

Ma non saranno seduti a conversare fra loro in giacca e cravatta. Saranno tutti in piedi, cortesi e frettolosi, in divisa da cameriere, a far la spola fra la cucina e i tavoli dei veri commensali.
Accadrà venerdì 7 febbraio alle 19.30, a Monastier, nel salone del Centro Servizi “Villa delle Magnolie” intitolato ad Antonio Calvani.

 

L’evento, che ha finalità squisitamente benefiche, è alla sua seconda esperienza. Lo scorso anno l’intero ricavato, pari a 11 mila euro, fu destinato ai comuni di Zenson, Salgareda, Ponte di Piave e San Biagio di Callalta, colpiti dall’esondazione del Piave nell’autunno precedente.
Le risorse raccolte in questa edizione, invece, confluiranno nel fondo regionale istituito per contribuire alla riparazione dei danni subiti da Venezia e dalle località rivierasche del litorale in occasione della mareggiata dello scorso novembre.

 

“Invitiamo tutti i cittadini che volessero partecipare, per essere serviti ai tavoli da questi insoliti camerieri, a prenotare quanto prima. Sarà la dimostrazione congiunta di una solidarietà tipica dei veneti che non si fermano ad aspettare gli eventi ma li affrontano insieme” – fa sapere Gabriele Geretto Amministratore delegato della “Giovanni XXIII” che anche lui, per l’occasione, vestirà il grembiule assieme al presidente di Sogedin Massimo Calvani.

A vestire l’insolita livrea, tuttavia, non saranno solo amministratori pubblici e figure istituzionali.

 

Un solido rinforzo al parco camerieri giungerà anche da esponenti di varie associazioni tra cui “Trifoglio Rosa” di Mestre, “Bersaglieri d’Italia” sezione di Monastier e Treviso, “Melograno”, “Oltre l’Indifferenza”, “Trevisani nel Mondo” e dalle sezioni dell’ Unione Cavalieri d’Italia (Unci) di Treviso e di Udine, oltre che dai dipendenti della Casa di cura “Giovanni XXIII” e del Centro servizi “Villa delle Magnolie”.
Sono previsti infine momenti di humour con l’intervento dei comici “Marco & Francesco”.
Per le prenotazioni sono a disposizione, entro il 5 febbraio e fino ad esaurimento posti, i numeri 0422.896548 e 348 2726138. La quota di partecipazione è di 18 euro per gli adulti e 8 euro per i bambini fino a 10 anni.

 

L’iniziativa, che ha il patrocinio del comune di Monastier, è promossa dai dipendenti di Sogedin, società che gestisce, la Casa di Cura “Giovanni XXIII”, il Centro Servizi “Villa delle Magnolie”, il Micro Nido “La Casa sull’Albero”, il Park Hotel “Villa Fiorita”, l’“Antony Palace Hotel” e l’“Antony Hotel”.

Va a dama l’operazione “Bollicine solidali”, messa in campo da 20 aziende trevigiane a vario titolo appartenenti alla filiera del vino per portare un contributo di sostanza alla montagna veneta ferita dalla tempesta “Vaia” dell’autunno 2018.

Ieri al fondo della Regione Veneto, costituito lo scorso anno per raccogliere le donazioni in denaro da destinare ad interventi di recupero, il gruppo “Insieme per la montagna veneta”, promotore dell’iniziativa, ha conferito 200 mila euro sotto forma di un assegno consegnato nelle mani del presidente di palazzo Balbi, Luca Zaia.

La cifra corrisponde all’obiettivo posto all’inizio e che deriva dalla vendita di oltre 40 mila bottiglie di spumante ottenute da uve donate da aziende locali e poi spumantizzate, imbottigliate, etichettate e distribuite con opportune azioni di marketing e comunicazione da soggetti che hanno messo a disposizione gratuitamente i loro prodotti e lavoro.

La commercializzazione era stata affidata all’Associazione nazionale Alpini la quale, in occasione di vari eventi, non ha mancato di proporre al pubblico le bottiglie solidali, con etichetta firmata dallo stesso presidente della Regione.

Un appello urgente per il recupero dei libri che domani andranno al macero viene lanciato in queste ore dalla libreria Bertoni in Rio terrà degli Assassini, vicino a calle della Mandola a Venezia. Si tratta di libri che sono andati sott’acqua e che sarebbe troppo lungo e costoso cercare di asciugare uno ad uno. Così saranno buttati! Chi volesse in queste ore andare a prenderli potrà farlo e portarli a casa gratuitamente, anche se si consiglia una piccola offerta.

 

Lo stesso sta facendo la libreria Acqua Alta in Calle Longa S. Maria Formosa. La storica libreria vende libri usati e allora a Mogliano si è già pensato di provvedere al… riordino!

 

Un gruppo si sta infatti attivando per la raccolta e chi volesse donare dei libri, esclusi testi scolastici ed enciclopedie, può portarli al negozio TecnoAudio di via C. Gris n. 29 a Mogliano. La raccolta si protrarrà fino a venerdì 22 e poi i libri rimarranno in un deposito fino a quando la libreria non sarà pronta per accoglierli. Nel frattempo i libri bagnati sono a disposizione di chi volesse andare a prenderli e magari asciugarli, curarne le ferite pur di salvarli.

I libri della solidarietà viaggiano dunque a doppio binario.

 

 

Silvia Moscati

“È allucinante che un sindaco di quelli che ama la propria terra, il decoro urbano e vuole tutelare i suoi cittadini, intervenuto soltanto per far osservare leggi e regolamenti, venga pestato brutalmente a sangue. Solidarietà assoluta e fraterna al sindaco Gianni Precoma, colpevole di aver fatto il bravo amministratore. I cittadini onesti e tutti gli amministratori del Veneto si stringono a te”. 

 

Questa la reazione del presidente della Regione Luca Zaia all’aggressione subita dal primo cittadino di Caerano San Marco, intervenuto in prima persona per liberare un’area da un insediamento abusivo.
“Al sindaco di Caerano, ricoverato in ospedale a seguito delle percosse, giungano il mio personale abbraccio, gli auguri di pronta guarigione e, soprattutto, la certezza di non essere solo nella comune battaglia per il rispetto della legalità e della civile convivenza”.

I tre consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020 presentano un’interrogazione urgente chiamando in causa il presidente Zaia: «Simili comportamenti non possono essere tollerati, gettano fango sul territorio di Chioggia e sull’intera Regione. Gli enti locali devono concorrere alla salvaguardia dei diritti costituzionalmente garantiti. Violenti e razzisti non possono fare profitto sulle nostre spiagge»

 

 

«Prima di tutto esprimiamo solidarietà alle vittime di ingiuste violenze e discriminazioni. Chi gestisce i bagni di Sottomarina non può macchiarsi di episodi come quelli risultati dagli accertamenti delle forze dell’ordine e riferiti dalla Questura di Venezia. Se lo fa, non solo lede i diritti costituzionali degli avventori, ma fa anche un grave danno all’immagine di un territorio, quello di Chioggia, che vanta in realtà una tradizione di accoglienza». Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Leu), Patrizia Bartelle (Iic) e Cristina Guarda (Cpv) del coordinamento Veneto 2020, che hanno depositato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere al presidente della Giunta regionale quali misure urgenti intenda adottare per contrastare la diffusione della violenza e del razzismo, a garanzia del rispetto della legalità e dei diritti costituzionali in tutto il territorio regionale.

 

I tre consiglieri aggiungono: «Auspichiamo anche un intervento da parte del Comune, per quanto di competenza. Va ristabilito il rispetto della legalità, senza atteggiamenti permissivi che sarebbero incomprensibili dopo i provvedimenti adottati dalla Questura». «Il fatto che la Questura parli di una vera e propria escalation di episodi razzisti e violenti ai danni degli avventori è allarmante. I titolari di pubblici esercizi hanno il dovere di garantire i diritti previsti dalla Costituzione e il rispetto della legge italiana, i comportamenti descritti vanno ben al di fuori di quel che è consentito nel nostro Paese. A questo punto bisogna andare fino in fondo, il Comune e la Regione facciano la loro parte. Chi non ha rispetto per la vita e la dignità umana non può gestire un’attività economica e fare profitti indisturbato nelle nostre spiagge, questo è il messaggio che deve passare».

 

 

Photo Credits: FB @Venetoventi20

Una convenzione triennale sottoscritta con la cooperativa Solidarietà

 

Opera Pia Maurocordato, fondazione con sede addossata a Porta San Tomaso, Treviso, ha di recente firmato una convenzione per tre anni con la cooperativa Solidarietà a sostegno del progetto Challenge rivolto ai ragazzi. È soltanto il più recente atto di settant’anni di solidarietà con radici profondamente mediterranee.

 

“È nella mission dell’Opera Pia”, ha detto il presidente Sergio Criveller, “aiutare i minori di Treviso e provincia interpretando i bisogni della società fin dalle prime elargizioni degli anni ’50, dapprima con contributi per le necessità primarie, poi per la partecipazione di ragazzini e ragazzine alle colonie estive e oggi per il recupero scolastico e l’inserimento nel tessuto sociale, attività messe in campo con la cooperativa Solidarietà”. I beneficiari di questo intervento sono ragazzini che hanno avuto provvedimenti di sospensione scolastica e altri ragazzini individuati dai consigli di classe per difficoltà di relazione con le figure adulte e con i compagni.

 

Il sostegno all’infanzia e alla scolarizzazione si conferma una delle priorità dell’Opera Maurocordato: già negli anni scolastici che vanno dal 1962 al 1968 ha assegnato a centinaia di famiglie un sostegno concreto per lo studio dei figli nella certezza che nella cultura affondano radici solide sulle quali poggiare il futuro. Il bando di concorso per borse di studio di 30mila lire e di 50mila lire era rivolto ai nuclei con figli alle Medie, all’Avviamento e alle Superiori. Le domande, con prevalenza al femminile, arrivavano a centinaia in Fondazione. Negli elenchi in archivio si scoprono nomi di vincitori che oggi, con il loro impegno nella società, hanno ben restituito alla comunità i talenti avuti e scoperti anche grazie allo studio. 

 

Chi era Alessandro Antoniadi Maurocordato

L’origine del patrimonio è legata al lascito testamentario di Alessandro Antoniadi Maurocordato, vedovo di Anna Maria Biron, deceduto nel 1943. Nato nell’isola di Prinkipos, colonia greca nel Mar di Marmara di fronte a Istanbul, Alessandro Antoniadi Maurocordato era arrivato a Venezia agli inizi del secolo scorso. Aveva forti legami di affetto con Treviso terra d’origine della moglie. Nel testamento espresse la volontà di destinare la sua “sostanza costituita dal mio palazzo di Venezia, dalle mie proprietà immobiliari di Atene, da depositi di titoli e denaro all’estero ad un ente morale per l’assistenza all’infanzia abbandonata, ammalata e bisognosa della città e provincia di Treviso”. Su questa mission l’Opera Pia ha firmato tutti i decreti degli anni passati di contributo o di borsa di studio e la recente convenzione con la cooperativa Solidarietà.

 

L’Opera Pia Alessandro Antoniadi Maurocordato è gestita da un consiglio di amministrazione che rappresenta pro-quota la Diocesi di Treviso, la Provincia, il Comune e il Provveditorato agli Studi di Treviso, ora Ufficio scolastico regionale.

“Non mollare Rosanna, vai avanti, siamo tutti con te”. Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, esprime tutta la sua solidarietà, “personale e istituzionale”, all’europarlamentare Rosanna Conte, di Caorle, fatta oggetto di minacce dopo una sua interrogazione in qualità di consigliere comunale, nella quale chiedeva informazioni su presunte infiltrazioni della mafia nel territorio.

 

“Sono vicino a Rosanna e a tutta la sua famiglia – aggiunge Zaia – perché sono momenti dolorosi che conosco bene, durante i quali passano un sacco di idee per la testa. Ma l’unica soluzione è non mollare. Se ci siamo messi a disposizione della collettività – dice il Governatore – lo abbiamo fatto anche perché gente come questa non vada più in giro a delinquere e minacciare”.

 

“Spero – conclude Zaia – che gli inquirenti facciano chiarezza su questa vicenda, che è un atto gravissimo, da condannare senza se e senza ma”.

 

 

Photo Credits: rosannaconte.it

Un ulteriore messaggio di solidarietà al sindaco Mario Conte, e ai dipendenti comunali ricoverati per la profilassi ospedaliera, arriva dall’associazione dei Comuni della Marca Trevigiana.

 

«È un atto di una violenza inaudita che ancora una volta conferma il fatto che in questo Paese, oggi più che mai, gli amministratori locali sono in prima linea – commenta Mariarosa Barazza, presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana -. A nome personale e dell’istituzione che rappresento, esprimo grande vicinanza al sindaco Mario Conte e a tutta la sua amministrazione. Augurarsi la fine di un amministratore locale significa augurarsi la fine della comunità che rappresenta. Auspico che sia solo il gesto folle di un mitomane e che le forze dell’ordine riescano a individuarlo al più presto e ad assicuralo alla giustizia. Chi amministra le nostre comunità in questo momento storico si trova sulle spalle un lavoro immane in un contesto sfavorevole. Mi auguro che la comunità trevigiana possa percepire il grande lavoro che fanno i sindaci e gli amministratori locali e, alla bisogna, sappia sempre stringersi intorno a loro con comprensione e affetto».

Il 2 agosto saranno cinque anni. Cinque anni da quel giorno maledetto, in cui al Molinetto della Croda quattro persone vennero uccise dall’onda di acqua e fango del torrente Lierza che straripò a causa della violenta pioggia caduta quella sera, mentre sul prato era in corso la “festa dei omi”.

Guido Fantin

Tra i superstiti della tragedia c’è Guido Fantin, di Pieve di Soligo, che rimase aggrappato al guard-rail di via Molinetto, a sud del piazzale che ospitava il tendone che e venne travolto per un tempo interminabile dai detriti portati dalla corrente. Ne uscì vivo per miracolo, riportando però gravi ferite alla gamba e al braccio destro; questo lo costrinse a rimanere in ospedale per oltre due mesi e a subire un’infinità di interventi chirurgici.

“Ben otto – spiega Fantin, oggi 54enne -. L’ultimo, il 19 febbraio scorso. La gamba era andata subito in cancrena, i medici non sapevano come fare per fermare l’infezione. Nei primi 40 giorni sono finito sotto i ferri per sei volte. Ma le lesioni non sono tutto: durante il ricovero mi è stato diagnosticato anche il diabete. Sono arrivato a dover assumere 17 pastiglie al giorno. Ho dovuto abbandonare il mio lavoro di macellaio. Ancora oggi non riesco a stare in piedi a lungo, anche se fortunatamente ho recuperato l’uso della mano”.

Il soccorso e la riabilitazione

Fantin deve ringraziare in particolar modo due persone, il dottor Giorgio Berna, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Plastica al Ca’ Foncello di Treviso, il medico che lo ha operato più volte, e il dottor Sandro Cinquetti, dirigente medico presso l’ASL di Pieve di Soligo, che si è adoperato per far riconoscere a Fantin la pensione di invalidità.

La Prosecci Cycling

È stato proprio il professor Berna, dopo l’ultimo intervento chirurgico, a consigliare a Fantin l’uso graduale della bici nella terapia di riabilitazione alla gamba destra. Il Governatore del Veneto, Luca Zaia, particolarmente vicino alle vittime della tragedia del Molinetto della Croda, è venuto a conoscenza delle necessità di Fantin e ha pensato ad un gesto di solidarietà che ha coinvolto anche la Prosecco Cycling, evento ciclistico che in 15 anni ha portato a pedalare nel cuore delle colline trevigiane oltre 40 mila appassionati provenienti da tutto il mondo.

Lungo il suo percorso, la Prosecco Cycling tocca 12 dei 15 Comuni della Docg e anche l’edizione 2019, in programma domenica 29 settembre, transiterà nelle vicinanze del Molinetto della Croda, teatro della tragedia di cinque anni fa. Prosecco Cycling, in collaborazione con Fun Active Tours, ha così messo a disposizione di Guido Fantin la bici a pedalata assistita che lo aiuterà nella riabilitazione della gamba ferita.

La bici

La bici è stata consegnata a Fantin, al Municipio di San Vendemiano, nel corso di una breve cerimonia in cui sono intervenuti anche il Governatore Zaia e i medici che sono stati vicini a Guido.

“Ringraziamo il presidente Zaia – ha commentato Massimo Stefani, ideatore della Prosecco Cycling -. Il suo intervento ha permesso alla Prosecco Cycling di contribuire ad una causa importante. Un grande evento del territorio, come la Prosecco Cycling, sempre disponibile ad iniziative solidali, non può che essere presente in una circostanza così significativa”.

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