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Un appello urgente per il recupero dei libri che domani andranno al macero viene lanciato in queste ore dalla libreria Bertoni in Rio terrà degli Assassini, vicino a calle della Mandola a Venezia. Si tratta di libri che sono andati sott’acqua e che sarebbe troppo lungo e costoso cercare di asciugare uno ad uno. Così saranno buttati! Chi volesse in queste ore andare a prenderli potrà farlo e portarli a casa gratuitamente, anche se si consiglia una piccola offerta.

 

Lo stesso sta facendo la libreria Acqua Alta in Calle Longa S. Maria Formosa. La storica libreria vende libri usati e allora a Mogliano si è già pensato di provvedere al… riordino!

 

Un gruppo si sta infatti attivando per la raccolta e chi volesse donare dei libri, esclusi testi scolastici ed enciclopedie, può portarli al negozio TecnoAudio di via C. Gris n. 29 a Mogliano. La raccolta si protrarrà fino a venerdì 22 e poi i libri rimarranno in un deposito fino a quando la libreria non sarà pronta per accoglierli. Nel frattempo i libri bagnati sono a disposizione di chi volesse andare a prenderli e magari asciugarli, curarne le ferite pur di salvarli.

I libri della solidarietà viaggiano dunque a doppio binario.

 

 

Silvia Moscati

“È allucinante che un sindaco di quelli che ama la propria terra, il decoro urbano e vuole tutelare i suoi cittadini, intervenuto soltanto per far osservare leggi e regolamenti, venga pestato brutalmente a sangue. Solidarietà assoluta e fraterna al sindaco Gianni Precoma, colpevole di aver fatto il bravo amministratore. I cittadini onesti e tutti gli amministratori del Veneto si stringono a te”. 

 

Questa la reazione del presidente della Regione Luca Zaia all’aggressione subita dal primo cittadino di Caerano San Marco, intervenuto in prima persona per liberare un’area da un insediamento abusivo.
“Al sindaco di Caerano, ricoverato in ospedale a seguito delle percosse, giungano il mio personale abbraccio, gli auguri di pronta guarigione e, soprattutto, la certezza di non essere solo nella comune battaglia per il rispetto della legalità e della civile convivenza”.

I tre consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020 presentano un’interrogazione urgente chiamando in causa il presidente Zaia: «Simili comportamenti non possono essere tollerati, gettano fango sul territorio di Chioggia e sull’intera Regione. Gli enti locali devono concorrere alla salvaguardia dei diritti costituzionalmente garantiti. Violenti e razzisti non possono fare profitto sulle nostre spiagge»

 

 

«Prima di tutto esprimiamo solidarietà alle vittime di ingiuste violenze e discriminazioni. Chi gestisce i bagni di Sottomarina non può macchiarsi di episodi come quelli risultati dagli accertamenti delle forze dell’ordine e riferiti dalla Questura di Venezia. Se lo fa, non solo lede i diritti costituzionali degli avventori, ma fa anche un grave danno all’immagine di un territorio, quello di Chioggia, che vanta in realtà una tradizione di accoglienza». Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Leu), Patrizia Bartelle (Iic) e Cristina Guarda (Cpv) del coordinamento Veneto 2020, che hanno depositato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere al presidente della Giunta regionale quali misure urgenti intenda adottare per contrastare la diffusione della violenza e del razzismo, a garanzia del rispetto della legalità e dei diritti costituzionali in tutto il territorio regionale.

 

I tre consiglieri aggiungono: «Auspichiamo anche un intervento da parte del Comune, per quanto di competenza. Va ristabilito il rispetto della legalità, senza atteggiamenti permissivi che sarebbero incomprensibili dopo i provvedimenti adottati dalla Questura». «Il fatto che la Questura parli di una vera e propria escalation di episodi razzisti e violenti ai danni degli avventori è allarmante. I titolari di pubblici esercizi hanno il dovere di garantire i diritti previsti dalla Costituzione e il rispetto della legge italiana, i comportamenti descritti vanno ben al di fuori di quel che è consentito nel nostro Paese. A questo punto bisogna andare fino in fondo, il Comune e la Regione facciano la loro parte. Chi non ha rispetto per la vita e la dignità umana non può gestire un’attività economica e fare profitti indisturbato nelle nostre spiagge, questo è il messaggio che deve passare».

 

 

Photo Credits: FB @Venetoventi20

Una convenzione triennale sottoscritta con la cooperativa Solidarietà

 

Opera Pia Maurocordato, fondazione con sede addossata a Porta San Tomaso, Treviso, ha di recente firmato una convenzione per tre anni con la cooperativa Solidarietà a sostegno del progetto Challenge rivolto ai ragazzi. È soltanto il più recente atto di settant’anni di solidarietà con radici profondamente mediterranee.

 

“È nella mission dell’Opera Pia”, ha detto il presidente Sergio Criveller, “aiutare i minori di Treviso e provincia interpretando i bisogni della società fin dalle prime elargizioni degli anni ’50, dapprima con contributi per le necessità primarie, poi per la partecipazione di ragazzini e ragazzine alle colonie estive e oggi per il recupero scolastico e l’inserimento nel tessuto sociale, attività messe in campo con la cooperativa Solidarietà”. I beneficiari di questo intervento sono ragazzini che hanno avuto provvedimenti di sospensione scolastica e altri ragazzini individuati dai consigli di classe per difficoltà di relazione con le figure adulte e con i compagni.

 

Il sostegno all’infanzia e alla scolarizzazione si conferma una delle priorità dell’Opera Maurocordato: già negli anni scolastici che vanno dal 1962 al 1968 ha assegnato a centinaia di famiglie un sostegno concreto per lo studio dei figli nella certezza che nella cultura affondano radici solide sulle quali poggiare il futuro. Il bando di concorso per borse di studio di 30mila lire e di 50mila lire era rivolto ai nuclei con figli alle Medie, all’Avviamento e alle Superiori. Le domande, con prevalenza al femminile, arrivavano a centinaia in Fondazione. Negli elenchi in archivio si scoprono nomi di vincitori che oggi, con il loro impegno nella società, hanno ben restituito alla comunità i talenti avuti e scoperti anche grazie allo studio. 

 

Chi era Alessandro Antoniadi Maurocordato

L’origine del patrimonio è legata al lascito testamentario di Alessandro Antoniadi Maurocordato, vedovo di Anna Maria Biron, deceduto nel 1943. Nato nell’isola di Prinkipos, colonia greca nel Mar di Marmara di fronte a Istanbul, Alessandro Antoniadi Maurocordato era arrivato a Venezia agli inizi del secolo scorso. Aveva forti legami di affetto con Treviso terra d’origine della moglie. Nel testamento espresse la volontà di destinare la sua “sostanza costituita dal mio palazzo di Venezia, dalle mie proprietà immobiliari di Atene, da depositi di titoli e denaro all’estero ad un ente morale per l’assistenza all’infanzia abbandonata, ammalata e bisognosa della città e provincia di Treviso”. Su questa mission l’Opera Pia ha firmato tutti i decreti degli anni passati di contributo o di borsa di studio e la recente convenzione con la cooperativa Solidarietà.

 

L’Opera Pia Alessandro Antoniadi Maurocordato è gestita da un consiglio di amministrazione che rappresenta pro-quota la Diocesi di Treviso, la Provincia, il Comune e il Provveditorato agli Studi di Treviso, ora Ufficio scolastico regionale.

“Non mollare Rosanna, vai avanti, siamo tutti con te”. Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, esprime tutta la sua solidarietà, “personale e istituzionale”, all’europarlamentare Rosanna Conte, di Caorle, fatta oggetto di minacce dopo una sua interrogazione in qualità di consigliere comunale, nella quale chiedeva informazioni su presunte infiltrazioni della mafia nel territorio.

 

“Sono vicino a Rosanna e a tutta la sua famiglia – aggiunge Zaia – perché sono momenti dolorosi che conosco bene, durante i quali passano un sacco di idee per la testa. Ma l’unica soluzione è non mollare. Se ci siamo messi a disposizione della collettività – dice il Governatore – lo abbiamo fatto anche perché gente come questa non vada più in giro a delinquere e minacciare”.

 

“Spero – conclude Zaia – che gli inquirenti facciano chiarezza su questa vicenda, che è un atto gravissimo, da condannare senza se e senza ma”.

 

 

Photo Credits: rosannaconte.it

Un ulteriore messaggio di solidarietà al sindaco Mario Conte, e ai dipendenti comunali ricoverati per la profilassi ospedaliera, arriva dall’associazione dei Comuni della Marca Trevigiana.

 

«È un atto di una violenza inaudita che ancora una volta conferma il fatto che in questo Paese, oggi più che mai, gli amministratori locali sono in prima linea – commenta Mariarosa Barazza, presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana -. A nome personale e dell’istituzione che rappresento, esprimo grande vicinanza al sindaco Mario Conte e a tutta la sua amministrazione. Augurarsi la fine di un amministratore locale significa augurarsi la fine della comunità che rappresenta. Auspico che sia solo il gesto folle di un mitomane e che le forze dell’ordine riescano a individuarlo al più presto e ad assicuralo alla giustizia. Chi amministra le nostre comunità in questo momento storico si trova sulle spalle un lavoro immane in un contesto sfavorevole. Mi auguro che la comunità trevigiana possa percepire il grande lavoro che fanno i sindaci e gli amministratori locali e, alla bisogna, sappia sempre stringersi intorno a loro con comprensione e affetto».

Il 2 agosto saranno cinque anni. Cinque anni da quel giorno maledetto, in cui al Molinetto della Croda quattro persone vennero uccise dall’onda di acqua e fango del torrente Lierza che straripò a causa della violenta pioggia caduta quella sera, mentre sul prato era in corso la “festa dei omi”.

Guido Fantin

Tra i superstiti della tragedia c’è Guido Fantin, di Pieve di Soligo, che rimase aggrappato al guard-rail di via Molinetto, a sud del piazzale che ospitava il tendone che e venne travolto per un tempo interminabile dai detriti portati dalla corrente. Ne uscì vivo per miracolo, riportando però gravi ferite alla gamba e al braccio destro; questo lo costrinse a rimanere in ospedale per oltre due mesi e a subire un’infinità di interventi chirurgici.

“Ben otto – spiega Fantin, oggi 54enne -. L’ultimo, il 19 febbraio scorso. La gamba era andata subito in cancrena, i medici non sapevano come fare per fermare l’infezione. Nei primi 40 giorni sono finito sotto i ferri per sei volte. Ma le lesioni non sono tutto: durante il ricovero mi è stato diagnosticato anche il diabete. Sono arrivato a dover assumere 17 pastiglie al giorno. Ho dovuto abbandonare il mio lavoro di macellaio. Ancora oggi non riesco a stare in piedi a lungo, anche se fortunatamente ho recuperato l’uso della mano”.

Il soccorso e la riabilitazione

Fantin deve ringraziare in particolar modo due persone, il dottor Giorgio Berna, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Plastica al Ca’ Foncello di Treviso, il medico che lo ha operato più volte, e il dottor Sandro Cinquetti, dirigente medico presso l’ASL di Pieve di Soligo, che si è adoperato per far riconoscere a Fantin la pensione di invalidità.

La Prosecci Cycling

È stato proprio il professor Berna, dopo l’ultimo intervento chirurgico, a consigliare a Fantin l’uso graduale della bici nella terapia di riabilitazione alla gamba destra. Il Governatore del Veneto, Luca Zaia, particolarmente vicino alle vittime della tragedia del Molinetto della Croda, è venuto a conoscenza delle necessità di Fantin e ha pensato ad un gesto di solidarietà che ha coinvolto anche la Prosecco Cycling, evento ciclistico che in 15 anni ha portato a pedalare nel cuore delle colline trevigiane oltre 40 mila appassionati provenienti da tutto il mondo.

Lungo il suo percorso, la Prosecco Cycling tocca 12 dei 15 Comuni della Docg e anche l’edizione 2019, in programma domenica 29 settembre, transiterà nelle vicinanze del Molinetto della Croda, teatro della tragedia di cinque anni fa. Prosecco Cycling, in collaborazione con Fun Active Tours, ha così messo a disposizione di Guido Fantin la bici a pedalata assistita che lo aiuterà nella riabilitazione della gamba ferita.

La bici

La bici è stata consegnata a Fantin, al Municipio di San Vendemiano, nel corso di una breve cerimonia in cui sono intervenuti anche il Governatore Zaia e i medici che sono stati vicini a Guido.

“Ringraziamo il presidente Zaia – ha commentato Massimo Stefani, ideatore della Prosecco Cycling -. Il suo intervento ha permesso alla Prosecco Cycling di contribuire ad una causa importante. Un grande evento del territorio, come la Prosecco Cycling, sempre disponibile ad iniziative solidali, non può che essere presente in una circostanza così significativa”.

Giovedì 9 e venerdì 10 maggio, in Campo Santi Apostoli a Venezia, sarà allestito uno stand dell’associazione Avapo Venezia (Associazione volontari per l’assistenza di pazienti oncologici). Lì sarà possibile incontrare i volontari che operano nel reparto di Oncologia dell’Ospedale civile di Venezia e nel Day hospital di Venezia e Mestre; a domicilio degli ammalati oncologici e all’Hospice del Fatebenefratelli e conoscere le attività dell’associazione.

 

Acquistando le piantine aromatiche solidali si potrà inoltre dare un aiuto concreto alle numerose attività che Avapo mette a disposizione degli ammalati e delle loro famiglie; tra cui l’ospedalizzazione domiciliare oncologica nel centro storico di Venezia, Lido e Isole dell’estuario o i corsi di ginnastica riabilitativa per le donne operate al seno.

 

Per informazioni

Avapo Venezia

tel. 041/5294546-3938797135

sito web www.avapovenezia.org,

email [email protected],

Facebook www.facebook.com/avapovenezia

“Un esempio di come due servizi pubblici essenziali, quali i trasporti e la sanità, possano integrarsi. Fornendo ai cittadini un’occasione di grande utilità per occuparsi della propria salute ma anche di quella di chi vive in condizioni di estremo bisogno; facendo del bene a sé stessi attraverso la prevenzione, la conoscenza e il controllo, e agli altri attraverso la solidarietà”.

 

Con queste parole l’assessore regionale ai trasporti è intervenuta alla stazione ferroviaria di Santa Lucia a Venezia all’inaugurazione del Treno della Salute di Medici con l’Africa – CUAMM. Iniziativa ideata dall’associazione ‘Ferrovieri con l’Africa’ e sostenuta dalla Regione del Veneto (80 mila euro sono stati stanziati su proposta dell’assessore alla sanità); con il supporto di Trenitalia e delle Aziende Ulss del Veneto.

 

 

 

L’INIZIATIVA

 

“Un’esperienza che si ripete dopo il successo dell’edizione 2017 – ha sottolineato l’assessore – e che prevede la presenza di questo convoglio davvero multifunzionale, caratterizzato dallo slogan ‘conoscere, prevenire, star bene’, in tutti i capoluoghi di Provincia del Veneto, oltre che a Portogruaro e a Bassano del Grappa, offrendo la possibilità ai cittadini di controllare il proprio stato di salute, di conoscere quali sono le abitudini da far proprie per vivere in modo sano, ma anche di avvicinare giocosamente i bambini delle scuole a questi temi coinvolgendoli in laboratori didattici”.

 

L’assessore, dopo aver espresso stima e gratitudine al CUAMM e ai ‘Ferrovieri con l’Africa’ (“dove ci sono loro – ha detto – la solidarietà diventa gioia”), ha letto una lettera di saluto del presidente della Regione, il quale ha voluto sottolineare il valore di un progetto che punta a sensibilizzare la popolazione su aspetti essenziali quali la prevenzione e la diffusione della conoscenza dei più corretti stili di vita.

 

I VAGONI

 

I vagoni del Treno della Salute presentano funzioni diverse; in uno il CUAMM, prima Ong in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane, sensibilizza sulle tematiche dell’emergenza umanitaria di carattere sanitario in quel continente.

 

Altri sono dedicati ai laboratori esperienziali, rivolti alle scuole primarie, sui temi dell’alimentazione e dell’attività motoria; uno ospita i volontari che effettuano controlli della pressione arteriosa, della glicemia, del colesterolo, elettrocardiogrammi, ecc. e un altro gli operatori delle Ulss venete che propongono valutazioni e consulenze su corretti stili di vita.

 

 

 

LE TAPPE

 

Dopo la partenza da Venezia, queste sono le future otto tappe del treno in altrettante stazioni venete: Padova, 3-5 maggio; Rovigo, 6-7 maggio; Bassano del Grappa, 8-9 maggio; Treviso Centrale, 10-12 maggio; Belluno, 13-14 maggio; Portogruaro, 15-16 maggio; Verona Porta Nuova, 17-19 maggio; Vicenza, 20-22 maggio.

 

È iniziato questa mattina, dalla stazione di Venezia, alla presenza, in rappresentanza della città, della presidente del Consiglio comunale, il viaggio del “Treno della salute’, promosso da “Medici con l’Africa Cuamm”, “Ferrovieri con l’Africa” e Regione, che toccherà, sino al 22 maggio prossimo le principali stazioni ferroviarie del Veneto.

 

Cinque vagoni per offrire, a chi lo desidera, screening gratuiti per la salute: dal controllo della pressione, del colesterolo e della glicemia, a elettrocardiogrammi, da consulenze nutrizionali a interventi di primo livello per il trattamento del tabagismo. E oltre alla prevenzione, anche l’informazione, rivolta in primis ai bambini, con laboratori didattici sulla corretta alimentazione e sull’importanza dell’attività motoria.

 

“È un’iniziativa – ha sottolineato la presidente del Consiglio comunale – davvero nobile, che l’Amministrazione cittadina sostiene con grande partecipazione, perché abbina alla prevenzione a favore dei cittadini, anche la sensibilizzazione per il lavoro che ‘Medici con l’Africa Cuamm’ sta compiendo in quel continente, in particolare rivolto ai bambini e alle loro mamme.”

 

L’associazione, nata nel 1950, svolge attualmente un’opera di tutela e promozione della salute in 8 paesi dell’Africa sud-sahariana (Angola, Etiopia, Mozambico, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania e Uganda), appoggiando 24 ospedali e 64 distretti, oltre a 3 scuole infermieri e un’università (in Mozambico).

 

Dopo Venezia, il “Treno della Salute” farà tappa a Padova (3-5 maggio), Rovigo (6-7 maggio), Bassano (8-9 maggio), Treviso (10-12 maggio), Belluno (13-14 maggio), Portogruaro (15-16 maggio), Verona (17-19 maggio), Vicenza (20-22 maggio).

 

In questo viaggio “Medici con l’Africa Cuamm” chiederà un contributo libero per sostenere la propria attività: con 15 euro si può finanziare un trasporto in ambulanza (dai Paesi più sperduti ai più vicini ospedali), con 40 un parto sicuro assistito, con 80 i farmaci per un ricovero di emergenza, con 150 il trattamento per un bambino malnutrito.

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