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Il Veneto è in zona bianca ma non è ancora arrivata la festa della liberazione per il Presidente del Veneto Luca Zaia che oggi ha comunque annunciato, durante la consueta conferenza stampa, due novità sul piano vaccinale. La prima è la creazione di un canale preferenziale per coloro che sono stati invitati a qualche cerimonia nuziale e vogliono arrivare vaccinati. Verrebbe da dire: sì vaccino, sì party!

 

Il secondo annuncio è per tutti coloro che hanno più di 60 anni, i quali da oggi possono presentarsi in tutti i centri vaccinali anche senza appuntamento e possono richiedere di ricevere subito il vaccino Johnson & Johnson che non richiede la somministrazione di una seconda dose. Basterà una sola dose per essere completamente vaccinati.

 

Nelle ultime 24 ore ci sono 38 nuovi positivi mentre i ricoverati per Covid in tutta la regione nelle terapie intensive sono 65. Le somministrazioni ad oggi 7 giugno nel Veneto hanno superato i 3 milioni di dosi somministrate.

 

 

Silvia Moscati

Il Veneto è la prima regione d’Italia per vaccinazioni somministrate: lo ha confermato il Presidente Luca Zaia durante il consueto appuntamento con la stampa presso la sede della Protezione Civile di Marghera. Gli over 80 sono vaccinati al 98%, praticamente tutti se si considera che alcuni si trovano in condizioni non favorevoli  alla somministrazione.

 

La fascia dei 70enni è già oltre l’83%, la fascia dei 60enni è oltre il 70%, dati che superano le più rosee aspettative di alcune settimane fa, quando il Presidente annunciava che prima dell’inizio dell’estate sarebbero stati vaccinati gli over 60.

 

“Chi è vaccinato di sicuro non finisce in ospedale” ha ribadito il Governatore Zaia. “Penso che prima di fine maggio si possa parlare di vaccinazione libera per qualsiasi fascia d’età, su base volontaria“.

 

E parlando della proposta di vaccinare anche i turisti durante la loro permanenza nel Veneto per vacanze, ha ribadito che vaccinare e curare possono essere la stessa cosa e già si cura qualsiasi turista in transito, perché non vaccinarlo? Del resto, ha concluso Zaia, il vaccino è un farmaco”.

 

 

Silvia Moscati

Nelle ultime 24 ore, 247 nuovi contagi e 2 decessi, con un’incidenza sui tamponi fatti del 2,5%. Negli ospedali scende ancora il numero dei posti letto occupati da pazienti Covid.

 

In Veneto si continua a vaccinare a ritmo serrato anche se il Presidente Zaia sottolinea: “Ci vorrebbero più vaccini, andiamo avanti a ritmo ridotto rispetto le nostre possibilità. Comunque sono 4.200.000 i veneto sopra i 16 anni e pertanto vaccinabili. Di questi, la metà ha già ricevuto almeno una dose”.

 

I vaccini che vengono somministrati ai cinquantenni prenotati sono Pfizer e Moderna, per gli over 60 a questi si aggiunge, per ora, Astrazeneca, poi vedremo come andrà a finire…

 

Silvia Moscati

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Riceviamo e pubblichiamo l’articolo di una nostra lettrice, che ci segnala il caso della madre, sottoposta a vaccinazione, e la mancanza di trasparenza riscontrata

 

Segnalo il caso avvenuto a mia madre, D. D. classe 1942, che è stata vaccinata con prima dose lo scorso marzo.

La convocazione è avvenuta tramite sms due giorni prima, con l’invito a presentarsi presso il centro vaccinale della Marca Trevigiana.
All’epoca mio padre, suo marito e convivente, classe 1941 (quindi rientrante nella coorte degli 80 anni) era già stato convocato e vaccinato con Pfizer. Ci siamo chiesti come mai venisse convocata direttamente anche mia madre e abbiamo pensato fosse stato sia in quanto convivente sua, sia per far fronte alla cancellazione di molte adesioni che avevano lasciato posti vuoti da rimpiazzare (era il periodo delle molte rinunce dovute alla notizia del ritiro dei lotti Astrazeneca).

 

Quel giorno mia madre si è presentata ed è stata vaccinata, ma complice forse la molta confusione e l’affollamento (ha dovuto aspettare per due ore il suo turno, in fila con una moltitudine di persone), le cose non sono proprio andate nel migliore dei modi.

 

Al momento dell’anamnesi ha richiesto al medico quale vaccino le sarebbe stato inoculato e le è stato risposto in modo evasivo che non si doveva preoccupare, in quanto tutti uguali. La sua domanda mi pare fosse più che lecita e trovo poco corretta la risposta data. Forse si temeva una rinuncia e si è voluto evitare il problema, ma soprattutto dopo tanta attesa, di certo mia madre non si sarebbe rifiutata, era semplicemente suo diritto sapere.

Successivamente è passata alla postazione dell’iniezione e qui le è semplicemente stato detto che sarebbe stata contattata per il richiamo entro 3/4 settimane.

 

Basandoci quindi sul tempo d’attesa comunicato e non avendo ricevuto altre informazioni o certificazione, abbiamo ipotizzato le fosse stato somministrato Pfizer.
Abbiamo atteso la nuova convocazione e poi, essendo ormai passate le 4 settimane, ho chiamato il servizio telefonico del centro vaccinazioni.

 

Dopo innumerevoli tentativi, oggi [ieri per chi legge, ndr] finalmente sono riuscita a parlare con un’operatrice che, gentilmente, è andata a controllare i dati a loro disposizione, dai quali risulta mia madre abbia ricevuto Astrazeneca e sarà convocata per il richiamo a giugno. Devo dire che la persona che mi ha risposto al telefono è stata molto collaborativa e si è anche scusata per la confusione avvenuta il giorno della vaccinazione.

 

Mia madre ormai si era convinta di essere stata vaccinata con Pfizer e, alla luce anche delle notizie che si sono susseguite in questi ultimi giorni riguardo Astrazeneca, quando le ho confermato che aveva ricevuto quel vaccino si è molto agitata e anche molto arrabbiata per il trattamento subito e ora non ne vuole sapere di andare a fare il richiamo quando sarà il momento. Visto che le era stato detto sarebbe stata richiamata entro poche settimane, sta persino dubitando abbiano inoculato la fiala giusta o abbiano registrato correttamente il vaccino utilizzato nella sua scheda. Si sente presa in giro e ha perso fiducia nel sistema. La fiducia invece è fondamentale in questo momento. Capisco la concitazione di questa fase, ma mia madre non intendeva tirarsi indietro il giorno della vaccinazione quando ha chiesto il tipo di vaccino, voleva solo essere informata. E ora questa mancanza di trasparenza la fa dubitare di tutto.

 

Spero si ponga più attenzione su questo aspetto, soprattutto nei confronti delle persone anziane che magari hanno meno strumenti a disposizione per affrontare queste situazioni.

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Da oggi, la Asl Roma 6 entra a far parte delle 13 strutture identificate dalla Regione Lazio per operare la somministrazione degli anticorpi monoclonali (Mabs) anti Covid-19 a pazienti risultati positivi all’esordio della malattia, con sintomi lievi-moderati e specifici fattori di rischio.

 

Cosa sono i monoclonali?

Si tratta di anticorpi prodotti grazie a tecniche di immunologia cellulare e ingegneria genetica, specifici contro un solo antigene (in questo caso la proteina spike del virus Sars-CoV-2).

 

“Nell’ultimo anno – afferma il direttore generale di Asl Roma 6, Narciso Mostarda – la pandemia ha messo a dura prova la tenuta delle strutture ospedaliere” e ha determinato “la creazione di posti letto dedicati che hanno inevitabilmente ridotto le risorse per le altre patologie, con squilibri nella gestione di malattie croniche, acute e nella diagnosi precoce di malattie severe”.

 

Come riposta il quotidiano SIR, la situazione di emergenza che si è venuta a creare ha spinto la ricerca scientifica a concentrarsi su due fronti: la prevenzione, con lo sviluppo dei vaccini, e la terapia, con farmaci utili a evitare la progressione della malattia verso una forma più severa e a rischio vita.

 

Gli studi effettuati finora suggeriscono che l’utilizzo dei Mabs anti-Sars-CoV-2 in contesti precoci risulti associato al calo delle ospedalizzazioni, delle visite e degli accessi in Pronto soccorso.

 

“Con l’attivazione del Centro per la somministrazione degli anticorpi monoclonali – conclude Mostarda – l’Ospedale dei Castelli entra a far parte di un network di Istituti di ricerca e di Università che partecipano alla fase iniziale della somministrazione di cure innovative per la popolazione”.

 

Fonte: www.agensir.it

Saranno nuovamente chiuse, e proseguiranno la didattica a distanza, le scuole superiori e le classi seconda e terza media del Veneto Orientale, dell’Alta Padovana e del distretto di Asolo (VI).

 

Il Presidente del Veneto Luca Zaia ha lasciato che fosse la dottoressa Francesca Russo, Direttore Sanità e Prevenzione Veneto, a spiegare come stesse realmente la situazione epidemiologica. “Abbiamo visto che alcuni distretti hanno incidenza superiore a 250 contagi ogni 100.000 abitanti, questo comporta secondo l’ultimo DPCM, alcune misure restrittive. Tre realtà: l’Alta Padovana, il distretto di Asolo e il Veneto Orientale superano questa soglia dunque le scuole dalla seconda media compresa, fino alle superiori andranno in didattica a distanza, non da domani mattina. Daremo il tempo a scuole e famiglie per organizzarsi. Partiremo all’incirca giovedì. In questa fase le scuole dell’infanzia e le elementari non verranno toccate dal piano di chiusure”.

 

Intanto, secondo il bollettino di oggi, continua, anche se di poco, a salire la pressione sugli ospedali, sia in area non critica che in terapia intensiva.

 

Il Presidente Zaia ha confermato che l’unica soluzione saranno le vaccinazioni di massa.

“Se ci arrivano le dosi noi vacciniamo tutti i veneti entro l’estate” ha promesso il Governatore Zaia.

 

Silvia Moscati

“Abbiamo chiesto ufficialmente, con una lettera indirizzata all’AIFA, l’Agenzia italiana del farmaco, il 4 febbraio scorso, di poter negoziare l’acquisto e l’importazione di 4 milioni di dosi vaccinali – ha rivelato oggi il direttore generale della Sanità veneta, Luciano Flor – ma dall’Aifa non è ancora arrivata alcuna risposta”. Il Presidente Zaia ha aggiunto poi che “è prevista una riunione del Consiglio Aifa per la prossima settimana”.

 

Il dottor Luciano Flor sta seguendo le trattative sull’acquisto di vaccini e ha spiegato oggi, durante la consueta conferenza stampa, tutta la questione.

“Tutto ha un’unica origine: i vaccini che stanno arrivando sono troppo pochi, la nostra capacità di vaccinare è 10 volte superiore alle dosi a disposizione oggi. In alcune giornate abbiamo vaccinato 10mila persone, in 24 ore. Quando ci hanno contattato, abbiamo verificato con chi stavamo parlando e l’effettiva disponibilità del vaccino, autorizzato Ema, ovviamente: condizioni di vendita, quantità e tempi di fornitura. Adesso abbiamo gli elementi per poter ricevere un contratto da sottoscrivere, abbiamo subordinato la possibilità di procedere all’autorizzazione necessaria per l’importazione dei vaccini, e lo abbiamo chiesto all’Aifa, finché non abbiamo questa autorizzazione non possiamo andare avanti. Ma siamo in uno stato delle cose abbastanza avanzato per poter chiudere. La richiesta di autorizzazione ad Aifa è del 4 febbraio e non è ancora arrivata la risposta. Stiamo aspettando più proposte di contratto che arriveranno nei prossimi giorni. La grande diminuzione delle forniture che si sono registrate hanno portato la Regione e Azienda Zero a valutare altre soluzioni che ci son state proposte”.

 

“Noi i progetti li facciamo tutti nella legalità – ha precisato il Presidente Zaia oggi, visibilmente stufo delle polemiche che si leggono ovunque, alimentate anche dal dott. Crisanti che non perde l’occasione per scagliarsi contro la Sanità veneta, definendola immorale”.

 

“Siamo davanti a un Governo che non si esprime e l’Europa che si è espressa ieri. Sembra che sia un problema occuparsi della salute dei cittadini. Questo è un paese talmente malato che si critica anche chi fa il proprio mestiere, cosa dovremmo fare? Aspettare che passi il Covid? Siamo sempre stati in trincea in questi mesi, siamo stati precursori con test, diagnostica, cure, abbiamo posto tante questioni e siamo stati contattati per i vaccini. Sul Covid quando c’è da testare qualcosa si chiama il Veneto. E bisogna vaccinare velocemente i cittadini veneti. Io davanti a questo dibattito sui vaccini davvero resto allibito – ha continuato il governatore – ma noi tiriamo dritti. Se non arrivano è perché non ce li vendono o qualcuno blocca il provvedimento, io voglio essere a posto con la mia coscienza, non voglio che domani qualcuno mi dica che un suo caro è morto perché nessuno si è preoccupato di vaccinarlo in tempo”.

 

 

Silvia Moscati

Oggi il Presidente del Veneto Luca Zaia si è presentato da solo, alla consueta conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile a Marghera, a causa dell’impegno dei dirigenti con la conferenza delle Regioni. “Stiamo parlando di vaccini” ha detto e, riferendosi al probabile acquisto di vaccini in totale autonomia da parte delle regioni, ha ribadito che: “Per ora non ci sono sul tavolo contratti già elaborati, staremo a vedere; intravedo comunque un mercato sempre più libero”.

Per quanto riguarda il bollettino di oggi, continua la graduale discesa delle presenze ospedaliere e il costante valore RT sotto l’1 (0,72). “Non abbassiamo la guardia” è l’invito del Presidente Zaia.

Silvia Moscati

Il Presidente del Veneto Luca Zaia, nel consueto punto stampa presso la sede della protezione Civile a Marghera, oggi non ha escluso una nuova ordinanza per regolamentare alcuni orari di esercizi commerciali, ma nel contempo ha escluso chiusure di sapore “arancione” come quella del divieto di spostamento tra comuni. “Siamo gialli e va bene così – ha detto – non ricominciamo con il tiro al piccione”, riferendosi al fatto che sparare contro gli assembramenti nelle piazze per far chiudere i negozi può comportare serie conseguenze sull’economia dell’intera Regione. A tal proposito ha ricordato la recente situazione della Lombardia, ritrovatasi in fascia rossa per dati errate, che ora significano cause per danni a un intero comparto economico.

 

Poi, parlando di vaccini e dosi che disperatamente si cercano, il Presidente ha detto: “Non mi esprimo sulle dosi ma devo dire che sia innegabile che ci siano offerte sul mercato. Io avevo capito che l’Unione europea dovesse fare acquisti per tutti i Paesi ma adesso viene fuori che sul mercato ci sono disponibilità… La Regione vuole rispettare la legalità ma la domanda è: Che titoli abbiamo per dire di no ad un’offerta? Ovvero, se ce li offrono e in ballo c’è la salute dei nostri Cittadini, che diritto abbiamo a dire di no?”.

 

Silvia Moscati

Il Presidente del Veneto Luca Zaia ha ringraziato questa mattina gli studenti delle scuole superiori che ieri si sono recati a scuola in presenza dopo 3 mesi di didattica a distanza. “È stata una giornata positiva – ha detto – per il senso di responsabilità che hanno saputo dimostrare”.

 

Il bollettino di oggi segnala ancora 621 nuovi positivi nelle ultime 24 ore,  con un’incidenza dell’1,58% sui tamponi effettuati ma calano ancora, da 32 giorni consecutivi, i ricoveri nei reparti ospedalieri, critici e non.

 

Il Presidente Zaia ha poi parlato di un progetto “Covid free” per i settori produttivi nel Veneto che necessariamente ha bisogno di un costante approvvigionamento di vaccini.

 

“Questa è una devastazione come in una guerra mondiale ma dobbiamo ripartire. Questa pandemia ha devastato le imprese. Dobbiamo chiudere questo incubo sanitario, cominciare a ragionare sui comparti Covid-free è assolutamente innovativo; dobbiamo essere i primi. Ora stiamo cercando un canale per riuscire a recuperare vaccini nella legalità e nel rispetto delle leggi. In questa fase il Paese deve poter garantire a chi trova i vaccini di poterli comprare e non vi nego che più di qualcuno ci chiama dall’estero dicendo… guardate che ci potrebbe essere… E le nostre imprese hanno bisogno di quei vaccini” ha concluso il Presidente Zaia.

 

Silvia moscati

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