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A dieci anni dal decreto ministeriale del 17 luglio 2009 che ha tutelato l’uso esclusivo del termine Prosecco all’area delle colline di Conegliano e Valdobbiadene e delle 5 province venete di Treviso. Venezia, Padova, Vicenza e Belluno (oltre alle 4 province friulane), i viticoltori del Veneto hanno conquistato il mercato mondiale. Un successo che si misura con gli oltre 600 milioni di bottiglie vendute oggi nel mondo (più dello Champagne) rispetto ai 200 milioni di bottiglie della ‘vecchia’ Doc Conegliano Valdobbiadene e della Igt ‘di pianura’ di dieci anni fa. “Con l’operazione del 2009, che ha separato la denominazione del vino (Prosecco) da quello della varietà della vite (glera), abbiamo sottratto al resto del mondo l’uso del nome e impedito che si piantino vigneti di Prosecco in altre regioni d’Italia e d’Europa. Ma il boom del Prosecco ora va accompagnato con qualche sforzo in più”. A lanciare l’avvertimento agli oltre mille produttori del mondo delle Doc e Dogc venete convenuti alla Fiera di Godega di Sant’Urbano è stato il presidente della Regione Veneto, nel corso del convegno inaugurale “Quali prospettive per il sistema Prosecco e Pinot grigio”.

 

La tutela del nome e del prodotto passa, secondo il governatore, per lo stop a nuove piantumazioni di glera (“io non firmerò mai nessun decreto per autorizzare nuove superfici alla produzione di Prosecco, casomai si potranno recuperare piantumazioni di glera preesistenti e di vecchia data”), per la valorizzazione Unesco dei 9.700 ettari dell’area collinare tra Conegliano e Valdobbiadene ‘cuore’ dell’area Prosecco, e per un’agricoltura ‘a chimica zero’. “Non è vero che non si può coltivare senza glifosate e senza presidi. Non posso accettare che i produttori del Prosecco siano sul banco degli imputati: produrre in modo sostenibile si può – è stato il messaggio finale del governatore del Veneto.  Spetta ai Consorzi di tutela utilizzare bene gli strumenti giuridici della programmazione (riserva, stoccaggio o blocco agli incrementi di potenziale) per governare l’offerta e tutelare il reddito dei viticoltori. Dove ci sono viticoltori non ci sono frane, sono loro il primo presidio del territorio”.

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa a commento delle notizie che stanno generando confusione

 

“È presto per dire se la perdita inciderà sulla quotazione delle uve, ma di sicuro le notizie secondo le quali i prezzi della nostra denominazione sarebbero in calo sembrano orientate più a generare confusione che a rispondere a una corretta esigenza di informazione”.

 

Così il presidente del Consorzio di tutela del Prosecco Doc, Stefano Zanette, nel comunicare che sarà AVEPA (Agenzia Veneta per i Pagamenti in Agricoltura) a valutare i danni derivati dagli eventi meteorologici dello scorso 2 agosto.

 

L’area interessata dagli accertamenti sarà quella che si estende in parte dei comuni ad est della città di Treviso fino alla parte più orientale della provincia, con uno sconfinamento in alcune località della vicina provincia di Venezia. Si tratta di un territorio molto ampio con danni disomogenei e localizzati, che andranno valutati con attenzione.

 

“È evidente – prosegue il presidente – che le perdite, vista l’ampiezza del territorio interessato, siano significative, specie in alcune aree, ed è ovvio che un fenomeno del genere non potrà non avere effetti sensibili sui volumi disponibili dell’intera denominazione. Rimaniamo comunque in attesa dei dati ufficiali di AVEPA”.

 

Quello colpito è uno dei territori maggiormente interessati dalla coltivazione della Glera destinata alla produzione di Prosecco DOC, cuore di quella menzione territoriale “Treviso” che, fin dal riconoscimento della DOC, ha costituito uno dei riferimenti dell’intera denominazione.

 

Guardando ai dati della denominazione, gli ultimi sette mesi attestano una crescita dei volumi certificati del 5%, mentre l’export, le cui rilevazioni si fermano ai primi quattro mesi dell’anno, fa registrare performance ancora più positive (+11%), con il Regno Unito che si conferma primo mercato per volume e gli Stati Uniti che diventano il primo mercato per valore.

 

“Mi preme sottolineare – precisa Zanette – che se il dato percentuale può sembrare contenuto, specie se confrontato con le crescite di alcuni anni fa, quello assoluto è davvero notevole. Se l’andamento dei primi sette mesi dovesse essere confermato, infatti, da qui a fine anno la crescita della denominazione, nel solo 2019, sarà pari all’intero volume imbottigliato, in un anno, da alcune delle più importanti denominazioni italiane”.

 

“Che le scelte operate in questi ultimi mesi dal Consorzio indichino una crisi della denominazione – conclude il presidente – non solo è priva di fondamento ma assolutamente smentita dai fatti. Le misure deliberate dall’ultima Assemblea dei nostri soci, infatti, tendono a evitare che eventuali elementi esogeni (come una ”Hard Brexit” o l’introduzione di dazi da parte dell’Amministrazione Trump) possano ingenerare eventuali contrazioni del valore delle nostre produzioni. Dal canto nostro abbiamo solo messo in pratica quanto recita il noto adagio dei nostri ‘vecchi ‘è meglio prevenire che curare’”.

La 43° sessione del Comitato per il Patrimonio mondiale Unesco, riunita a Baku, capitale dell’Azerbaijan, ha iscritto le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene nella lista dei paesaggi culturali da tutelare come patrimonio dell’umanità

 

Intervista a margine a Zaia

 

 

Intervista a margine al ministro Centinaio

 

Un commento di Elena Donazzan

“Una nomina più che meritata, un riconoscimento che va a valorizzare un territorio ineguagliabile per bellezza e per qualità della produzione vitivinicola”. Commenta così la nomina a patrimonio dell’Unesco delle colline del Prosecco l’assessore regionale al Lavoro e alla Formazione del Veneto, Elena Donazzan.

 

“Una buona notizia che arriva a pochi giorni dall’aggiudicazione delle Olimpiadi invernali 2026 a Milano-Cortina, che impone al Veneto la sfida di promuovere un turismo all’altezza delle aspettative dei visitatori”.

 

“Complimenti al Presidente Luca Zaia per il coraggio e la lungimiranza dimostrati in questa partita: anche questa volta ha puntato senza esitazione, e a ragione, sulla bellezza del nostro territorio. Un grazie, inoltre, ai tanti imprenditori che in questi anni hanno investito ristrutturando, manutenendo, abbellendo, lavorando nel modo giusto queste difficili colline. Infine un plauso al vicesindaco di Valdobbiadene Tommaso Razzolini, che si è molto speso in questi ultimi 5 anni con la sua delega al turismo. Sia per far conoscere il proprio Comune, sia per promuovere in ogni posto e occasione la qualità del Prosecco Consegliano-Valdobbiadene DOCG. Vince un’idea, vince un territorio, nell’interesse del Veneto e di tutti i veneti”.

Il prosecco che aiuta la ricerca. Venerdì mattina la famiglia Balbinot della cantina Le Manzane ha consegnato in Comune a Treviso un assegno da 16.085,00 euro a favore dell’Associazione Italiana Progeria Sammy Basso Onlus.

 

La somma è il frutto della settima edizione della vendemmia solidale che si è svolta domenica 9 settembre 2018 tra i filari della tenuta di San Pietro di Feletto (TV). Centinaia di enoappassionati, famiglie e amici hanno partecipato alla festa dell’uva seguita dalla tradizionale merenda in “caneva”. In un’ora e mezza sono stati raccolti 108 quintali e 50 chilogrammi di glera. Da quei grappoli, nati dal sole e dai sorrisi dei bambini, sono state prodotte oltre 10 mila bottiglie di Prosecco Superiore. Bottiglie che hanno fatto il giro del mondo con l’obiettivo di aiutare la ricerca sulla progeria e le malattie legate all’invecchiamento. A questo si è aggiunta anche la donazione di 1 euro da parte di ogni ciclista che è transitato in cantina durante la Prosecco Cycling.

 

«Voglio ringraziare dal profondo del cuore Le Manzane e tutta la famiglia Balbinot, assieme a tutti coloro che hanno partecipato alla vendemmia solidale a favore dell’A.I.Pro.Sa.B. passando qualche ora con noi», ha detto Sammy Basso. «Non solo abbiamo vissuto una giornata meravigliosa, ma grazie al ricavato della giornata potremo sostenere la ricerca sulla progeria che, soprattutto negli ultimi tempi, sta dando grandissimi risultati. In America, infatti, potremo studiare nuovi farmaci per contrastare questa malattia, in Spagna potremo continuare a lavorare su una possibile terapia genica, mentre in Italia potremo sovvenzionare la ricerca comparata tra la progeria e le altre laminopatie. Un bellissimo modo per coniugare tradizioni, ricerca scientifica e amicizia», ha concluso Sammy Basso.

 

 

 

«Siamo noi a ringraziare Sammy – ha aggiunto il titolare della cantina Le Manzane, Ernesto Balbinot. – È stata un’esperienza bellissima che ha arricchito tutti noi, un insegnamento di vita. Sammy è un ragazzo formidabile, sempre sorridente e positivo con un’energia contagiosa. Oltre a rinnovare la mia gratitudine agli sponsor, ai partner, ai volontari e a tutti coloro che ogni anno si prodigano per organizzare la vendemmia solidale, vorrei ringraziare Marco Varisco, il presidente degli XI di Marca, che ci ha dato l’opportunità di conoscere Sammy e la sua storia».

 

«Siamo felici di aver ospitato a Treviso – città che rappresenta una terra, la Marca Trevigiana, di grandi tradizioni, eccellenze e anche di solidarietà – la cerimonia di consegna dell’assegno a Sammy Basso – ha dichiarato il sindaco di Treviso, Mario Conte, – che per la sua simpatia e il suo impegno quotidiano e inesauribile per la sensibilizzazione nei confronti della progeria, è un simbolo e un esempio per tutti. La cosa più bella dell’iniziativa che andiamo ad applaudire insieme è sicuramente l’unione fra una buonissima causa e uno dei momenti più belli e sentiti del nostro territorio: la vendemmia».

 

«È un momento molto emozionante – ha detto l’assessore ai beni culturali e al turismo del Comune di Treviso, Lavinia Colonna Preti -. Queste iniziative sono l’espressione migliore del nostro territorio perché uniscono la cultura nel senso più alto, ma anche l’enogastronomia per fare del bene».

 

«Grazie all’azienda agricola Le Manzane per questa iniziativa – ha dichiarato l’assessore regionale al turismo e alla promozione agroalimentare Federico Caner -. Non si tratta solo di beneficenza. Abbiamo sentito che sono passati i ciclisti della Prosecco Cycling durante la vendemmia solidale e questo significa fare promozione territoriale. L’altro ringraziamento va a Sammy, una persona che ha grande vitalità e grande personalità. Gli ho sentito dire “farò il ricercatore e spiegherò la genetica in dialetto”. Ecco questo è l’attaccamento al territorio che Sammy ha».

 

«Grazie a un’azienda all’avanguardia come Le Manzane, il mondo del prosecco è anche questo: solidarietà, amicizia, comunità – ha affermato il sindaco di San Pietro di Feletto, Loris Dalto -. Saper condividere con gli altri il proprio successo imprenditoriale, attraverso iniziative come la vendemmia solidale, è segno di aver compreso i valori veri della vita, per questo da anni l’amministrazione di San Pietro di Feletto patrocina e sostiene questa bella iniziativa che offre a tutto il nostro territorio un messaggio importante: la direzione verso cui dobbiamo andare con sempre maggior convinzione è quella di uno sviluppo sostenibile sotto il profilo sociale ed economico. Grazie, dunque, a Le Manzane e grazie a Sammy Basso e alla sua associazione per aver accettato di essere parte di questo progetto».

 

Il titolare dell’azienda di San Pietro di Feletto, Ernesto Balbinot, ha annunciato che la prossima edizione della vendemmia solidale sarà a favore della ricerca contro la SLA, grazie a un progetto portato avanti in collaborazione con l’impresa sociale Edipo Re. La vendemmia solidale sarà presentata in un contesto internazionale come la Mostra del Cinema di Venezia all’interno della rassegna Isola Edipo, a bordo e attorno all’Edipo Re, la storica imbarcazione che Pier Paolo Pasolini ha condiviso con il pittore Giuseppe Zigaina. «Quest’anno – ha spiegato Sybille Righetti di Edipo Re – uno degli eventi realizzati grazie al sostegno e alla donazione della cantina Le Manzane con la vendemmia solidale, sarà la raccolta fondi a favore dell’Associazione Onlus Revert di Angelo Vescovi, unica ricerca che usa staminali etiche. Ringraziamo la famiglia Balbinot per il sostegno alla ricerca contro la SLA. È con iniziative come questa che si possono compiere importanti passi in avanti per combattere la sclerosi laterale amiotrofica».

 

 

Info

www.lemanzane.com

www.progeriaitalia.org

www.edipore.it

Della progeria, o sindrome dell’invecchiamento precoce, si parla poco. La malattia, causata da una mutazione genetica del nucleo della cellula, è talmente rara che sono registrati, nel mondo, solo 130 casi, 4 in Italia.

 

Se la conosciamo, magari superficialmente, il merito va al coraggio e all’energia di Sammy Basso, classe 1995, vicentino di Tezze sul Brenta e alla sua famiglia, mamma Laura e papà Amerigo, che si sono battuti strenuamente affinché la progeria uscisse dal limbo a cui sono confinate le malattie rare, per scoprire le cause della mutazione e portare avanti la ricerca scientifica, fino a qualche anno fa totalmente inesistente.

 

Ha l’energia di un leone Sammy, la vitalità e la simpatia di un cucciolo, la fragilità di una piccola bambola che, in video, sembra più grande e dal vivo si rannicchia sulla sedia.

Si nutre un po’ di timore nell’avvicinarlo per paura di disturbarlo, di essere invadenti, di non trovare le parole giuste. Il suo sorriso invece ti accoglie, nascosto da un velo di timidezza,  che si apre poi alla disponibilità e alla gentilezza che lo contraddistingue.

 

Tra l’amore per il prosecco, il rapporto fra Scienza e Fede e i suoi amati marziani, questo è il resoconto della chiacchierata a tu per tu con Sammy Basso, presso la Cantina Le Manzane (San Pietro di Feletto, TV) di venerdì 14 dicembre, in occasione della presentazione del prosecco Docg ottenuto dalla “vendemmia solidale” dello scorso settembre.

 

 

Sammy, com’è stata la tua esperienza qui a Le Manzane? E più in generale, qual è il tuo rapporto con questa terra che ogni anno sa regalare storie e prodotti eccezionali?

 

La mia esperienza con l’azienda agricola Le Manzane è stata semplicemente straordinaria. Avevo conosciuto i proprietari poco prima e hanno recepito immediatamente quanto sia importante conoscere questa malattia e sostenere la ricerca: sono persone fantastiche, molto semplici e umili e ti entrano subito nel cuore. La vendemmia poi è stata perfetta nonostante io non fossi al top, mi ero fatto male, una lussazione all’anca e temevo di non poter partecipare; invece munito di stampelle e carrozzina e aiutato dalla mia famiglia, sono riuscito a dare il mio contributo, a viverla personalmente. Ci tenevo tantissimo ad esserci, non solo per la causa che mi vede in prima linea ma soprattutto per l’amore profondo che nutro per questi territori, culla del Prosecco, e più in generale per il Veneto, allargandomi, per l’Italia intera: un paese straordinario, ricco di storia, cultura, tradizione, arti e saperi di cui dobbiamo andare fieri.

Sono fierissimo di appartenere a questa Regione ed è straordinario che vi sia ancora l’interesse nel fare le cose come venivano realizzate una volta, secondo tradizione: si raccoglie l’uva, si sente la fatica, ma è un’occasione imprescindibile per stare assieme, si chiacchiera, si ride e si scherza. È fantastico!

 

Permettimi una domanda personale. Ho conosciuto la tua storia attraverso i media, ho ascoltato qualche tua intervista nel passato, ho brevemente studiato la tua malattia. Mi è venuto in mente il racconto di F. S. Fitzgerald, Il curioso caso di Benjamin Button, da cui è stato tratto un famoso film: lì il protagonista, sorprendentemente, sovvertiva le leggi della natura e dell’anatomia nascendo già vecchio e ringiovanendo nel corso degli anni, con il sistema nervoso che “seguiva” di pari passo l’organismo; qui invece, nel tuo caso, vi è una divisione, una dicotomia spiazzante fra mente e corpo, alla Dottor Jeckyll e Mr. Hide. Non ti sei mai ritrovato a parlare con il tuo corpo, arrivando quasi a “odiarlo” per questa sua incapacità di accogliere il tempo in maniera normale?

 

Beh, nel mio carattere devo dire che il Mr. Hide emerge parecchio, la mia parte malefica è sempre in agguato (ride). Questa è un’osservazione interessante perché prende in esame il punto centrale della progeria, la sostanziale divisione tra il sistema nervoso e il resto del corpo. In parole povere la progeria è causata da una mutazione del Gene chiamato LMNA. Questo gene produce la proteina Lamin-A, che costituisce il sostegno strutturale che unisce il nucleo di una cellula. Secondo i ricercatori, la mutazione genetica produce la progerina che, accumulandosi nel nucleo, produce l’invecchiamento: il nucleo è deformato, instabile, portando a un deperimento precoce dell’organismo, ma non del sistema nervoso.

Io ho ventitré anni, ragiono come un ragazzo di quell’età, ma lo stesso non può dirsi del mio corpo che sembra averne molti di più. Non posso quantificarli purtroppo perché ogni caso di progeria è diverso e non sembra esserci una correlazione precisa.

 

Sul lato personale, però, mi sento di dire che la mia vita è normale così. Sicuramente l’obiettivo è guarire perché, in caso contrario, non ci sarebbe ricerca, ma se guardo alla mia vita nel passato non la cambierei. Ho potuto fare delle esperienze, conoscere i miei amici, vivere determinate cose probabilmente proprio grazie alla malattia; senza di essa non le avrei certamente vissute e dunque non farei a cambio, non sarei io. Dopodiché ogni giorno ci si sveglia e si affrontano diversi problemi. Io cerco di concentrarmi sul positivo.

 

Qual è stata la tua esperienza negli Stati Uniti e quando è cominciata?

 

È fantastico perché ogni volta che vado all’estero trovo sempre qualcuno che, scherzando, mi dice: “Tu non sei italiano, sei di Vicenza!” (ride). E poi, tornando al discorso di prima, non perdo occasione di parlare del Veneto e di sottolineare la straordinarietà del territorio.

Negli Stati Uniti si può dire sia nata la ricerca sulla progeria che noi sovvenzioniamo con l’A.I.Pro.Sa.B. A Boston sono stato diversi anni fa per le prime terapie sperimentali sui pazienti affetti da questa malattia. L’équipe fu fondata anni fa dalla famiglia di un ragazzo affetto da progeria, mancato da qualche anno: con loro è nata una splendida amicizia.  Farmaci ne prendo e, specialmente all’inizio, gli effetti collaterali erano molto pesanti.

 

Come agiscono questi farmaci? Qual è il loro obiettivo?

 

Agiscono a livello diverso. Alcuni tendono a non far accumulare la proteina dell’invecchiamento (progerina), altri agiscono sui sintomi, altri ancora cercano di far produrre meno proteina al gene incriminato (LMNA). È tutto un gioco di bilanciamento che mira a non far progredire questa malattia, l’ideale sarebbe bloccarla, il sogno farla regredire fino a scomparire. Si arriverebbe, in tal caso, ad agire sul DNA. Ci stiamo arrivando. La mia tesi di laurea si basava proprio sugli studi che si stanno compiendo in Spagna e i cui esiti fanno ben sperare.

Quando si parla di mutazione del DNA spesso si solleva un polverone, a livello etico e mediatico, è un tema controverso che a molti fa paura. Per uno scienziato è fondamentale ma noi non giochiamo a fare Dio, vogliamo cercare di far star meglio le persone.

 

Ho letto che tu sei molto credente. Ed è strano se consideriamo l’eterno e conflittuale rapporto tra Fede e Scienza. Cosa ti spinge a credere in Dio?

 

Sì, sono credente. La Fede mi ha sostenuto e mi sostiene nei momenti bui: sapere che c’è Qualcuno che ti guarda e ti sostiene ma che, attenzione, non ti evita le battaglie, ma ti dà la forza per affrontarle mettendo al tuo fianco tantissime persone, per me è fondamentale. Poi è qualcosa di più. La Fede non deve mai essere solo un’ancora, non si è credenti perché fa più comodo pensarla così o perché trasmette un po’ di tranquillità in più: credo perché sento, nel mio intimo, che c’è Qualcuno ed è un messaggio positivo applicabile in tutti i contesti anche per chi non è credente. Nella mia vita ci sono state molte esperienze che mi hanno fatto capire che la Fede è qualcosa di concreto.

 

Una provocazione: Marx diceva che “La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. È l’oppio dei popoli

 

Rischia di diventarlo, sì. Come scienziato mi sento di dire che la Scienza va sempre di pari passo con la Fede. Fede e Scienza, secondo me, rappresentano due binari che portano allo stesso obiettivo: Dio. La Scienza è necessaria a capire il mondo e a rendere la Fede più sincera, affinché non sfoci in superstizione.

 

Chiudo con una nota leggera: so che sei un grande appassionato della serie X-Files e che ti diverti a prendere in giro chi non conosce la malattia fingendo di essere un alieno. Cosa fa nel tempo libero Sammy Basso?

 

Tempo libero purtroppo ne ho molto poco ma mi piace fare festa, sono un festaiolo! Lo trascorro con i miei amici, scherzo un sacco e poi sì, sono un grande appassionato di X-Files e di tutti i telefilm sul genere alieni, marziani, invasione del pianeta Terra. E dopotutto, sono la dimostrazione lampante che i marziani esistono eccome!

 

La Redazione coglie l’occasione per farti i complimenti per la tua laurea in Scienze Naturali, 110 e lode all’Università di Padova.

 

Grazie, grazie mille! (sorride)

 

 

Gratitudine, ammirazione, stupore e al tempo stesso incredulità sono le sensazioni che popolano l’animo di coloro che hanno la fortuna di incontrare questo ragazzo: spiazza la sua voglia di vivere, l’entusiasmo con cui affronta lo scorrere del tempo, la brillantezza del suo pensiero, non scalfito dal progressivo invecchiamento del suo corpo. È nel fiore degli anni Sammy Basso e attuale è il messaggio che raccogliamo: apprezzare la vita per quello che ti regala e lottare per migliorarla, pur partendo con qualche svantaggio in più e la strada meno spianata; lasciar perdere le stupidaggini e pensare che, a ben guardare, siamo fortunati.

 

 

 

 

Per chi volesse sostenere l’Associazione Italiana Progeria Sammy Basso, l’A.I.Pro.Sa.B., le bottiglie di prosecco “solidale” della Cantina “Le Manzane” sono in vendita per questo Natale 2018.

Per informazioni rivolgersi presso il nuovo Wine Shop “PaperCigno” di Via Maset, 47/B a S. Pietro di Feletto (TV), chiamare lo 0438/486606 o scrivere a [email protected].

 

Una parte del ricavato andrà a favore dell’Associazione Italiana Progeria Sammy Basso, l’A.I.Pro.Sa.B.

 

 

 

 

 

“La candidatura Unesco delle Colline del Prosecco era costruita male, con un costo esorbitante e ingiustificato. E infatti, a cinque mesi dalla bocciatura, il nuovo dossier è ancora da chiudere, tanto da ipotizzare un rinvio al 2020 del secondo tentativo, perché non c’è accordo tra i sindaci. I fatti hanno la testa dura, più della propaganda”. Così Graziano Azzalin, consigliere del Partito Democratico, commenta la corsa contro il tempo per la ripresentazione della candidatura entro marzo, in vista del parere dell’assemblea Unesco in programma a Baku, in Azerbaigian, a giugno. 

“Venerdì prossimo la Regione illustrerà il documento con tutte le prescrizioni da rispettare per i coltivatori del Prosecco Docg: non potevano pensarci prima, visti i numerosi, e non certo economici, studi pagati con risorse pubbliche durati ben dieci anni? Avevamo ragione a dire che la pratica era lacunosa e che, al di là della sicurezza e della spavalderia di Zaia, si stava vendendo fumo. Infatti il governatore si guardò bene dal presentarsi in Bahrein, mandando l’assessore Corazzari a incassare il rifiuto Eppure si continua sulla stessa strada, a fine ottobre sono stati stanziati altri 180mila euro per uno studio suppletivo, nonostante ci siano amministrazioni locali che non sono affatto convinte, preoccupate per i vincoli troppo stringenti, imposti senza una discussione. Anziché calare costosissime candidature dall’alto, a riprova del centralismo veneziano, la Regione si confronti con i territori, per capire come valorizzarli”.

È incredibile ma vero: ben 30mila litri di prosecco non lavorato sono tracimati dalla sommità di un silos riversandosi sulla strada.

 

L’incidente si è verificato ieri pomeriggio in una cantina di Fontanelle, dove il mosto era in via di lavorazione.

L’incidente è stato causato dallo scoperchiamento di un silos per la troppa pressione interna. È probabile l’errore umano.

Di seguito pubblichiamo un pensiero del Consigliere regionale Riccardo Barbisan, in merito alla candidatura delle colline del Prosecco a patrimonio UNESCO e a quella di Cortina come sede per le olimpiadi invernali 2026.

 

Abbiamo davanti a noi due occasioni d’oro per il Veneto: che le colline del Prosecco diventino patrimonio UNESCO e che la candidatura di Cortina per le olimpiadi invernali del 2026 abbia successo.
Il primo dossier ha subito uno “stop and go”, poca cosa, ma sufficiente per dare la stura a chi ha deciso di ergersi a paladino di chiunque sia in competizione con il nostro territorio. Gli organizzatori del “tifo contro” non smettono mai la trombetta e la grancassa. Sono ormai specializzati, studiano ogni mossa, non gli sfugge nulla, godono di nascosto, sperano nel peggio e sono felici quando si realizza.
Nel secondo caso la solfa è la medesima ma più discreta, perché la bocciatura per Cortina costituirebbe un male per un territorio più esteso, che rappresenta una popolazione più ampia, per interessi economici più diffusi e maggiormente apprezzabili dall’intera popolazione veneta.
Insomma, il Veneto ha una possibilità sola per fare il bene di se stesso: fare squadra e allontanare arpie e avvoltoi dal proprio orizzonte. Farcela non dipende da altri che dai Veneti.
Non si tratta di un obiettivo da poco per un popolo cui spesso è stato imposto di vivere la sua forte identità e senso di appartenenza con vergogna.
A breve, per Cortina, ci sarà il responso. Che si vinca o che si perda la cosa più importante saranno le reazioni all’esito, quelle ci dimostreranno se abbiamo fatto un passo avanti o se saremo rimasti gli artefici della gioia di chi ci vuole divisi per comandarci secondo il vecchio adagio.

Zanoni (PD): “Pesticidi nei calici di Prosecco, Zaia non si volti dall’altra parte. Basta finanziamenti a pioggia, si intervenga sulla conversione biologica dei vigneti”

 

 

“Prosecco e pesticidi, un aperitivo sicuramente indigesto e che dovrebbe preoccupare il governatore Zaia. Quanto emerso dai test del mensile ‘Il Salvagente’ non può e non deve passare inosservato: ambiente e salute meritano maggiore attenzione”. È quanto afferma il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, commentando i risultati delle analisi pubblicate dal numero di giugno, in edicola nei prossimi giorni, della nota rivista dei consumatori effettuate su 12 etichette di Prosecco

 

 

“Nessuna etichetta si salva, sebbene i residui trovati siano al di sotto del limite massimo previsto per legge. La media è di sei pesticidi per bottiglia: in un caso sono stati rinvenuti ben sette fungicidi, tra questi anche il folpet, vietato sia nell’agricoltura convenzionale che in quella bio. È un’enormità, che mostra come le belle parole della Giunta e del suo presidente sugli incentivi per una produzione sostenibile siano solo slogan a uso e consumo di taccuini e telecamere”.

 

 

“I numeri, infatti, raccontano un’altra realtà: secondo uno studio del WWF elaborando i dati Arpav, nel 2016 in Veneto sono state vendute 16.920 tonnellate di pesticidi, con un record di 4.085 nella provincia di Treviso, patria indiscussa del Prosecco, con una produzione che da dal 2010 a oggi è raddoppiata. La scorsa settimana l’Ispra nel Rapporto nazionale pesticidi nelle acque riferito al biennio 2015-2016 ha certificato la presenza di queste sostanze nel 67% dei 1.554 punti di campionamento, in crescita dal 6,39% del precedente rilevamento. E ancora una volta il Veneto non fa una bella figura: è contaminato il 90% delle acque di superficie, maglia nera insieme al Piemonte”.

 

 

La Regione – il sollecito di Zanoni – non deve voltarsi dall’altra parte, ma interessarsi a quanto accade sul proprio territorio. Le sostanze nocive distribuite per le nostre campagne continuano ad aumentare e non è un’azione ‘neutra’, ci sono conseguenze pesanti sull’ambiente e la salute. È arrivato il momento di pensare davvero a una riconversione della viticoltura veneta al biologico. Zaia, come i suoi predecessori, continua a finanziare abbondantemente il settore vitivinicolo che dal 2007 a oggi tramite vari Piani europei e locali ha ricevuto 103 milioni di euro. Chiedere in cambio una inversione di rotta per tutelare i suoi cittadini dovrebbe essere la sua prima preoccupazione”.

“Altro che casa dalle pareti di vetro. La trasparenza sbandierata da Zaia si conferma ancora una volta fumo negli occhi: anche oggi non ci è stata fornita alcuna spiegazione sugli ulteriori 150mila euro destinati alla candidatura Unesco delle Colline del Prosecco. Non si tratta di battaglie ideologiche, né di essere favorevoli o contrari. Chiediamo solo che si entri nel merito dei provvedimenti perché parliamo di soldi pubblici”. Graziano Azzalin e Andrea Zanoni, consiglieri del Partito Democratico tornano a criticare la delibera sui Grandi Eventi, approdata e approvata oggi in Terza commissione con il voto contrario degli esponenti dem.

 

“Non si può liquidare tutto dicendo che sono risorse a sostegno della candidatura e stop. Alla fine la Regione spenderà più di mezzo milione, a cui vanno aggiunti gli interventi dei privati. Ma a cosa serve un ulteriore contributo quando i giochi sono ormai chiusi, visto che tra poche settimane ci sarà il verdetto? Zaia non ha il diritto di privativa su questi atti, non sono un porto franco della politica regionale: i veneti devono sapere come vengono spesi i propri soldi. E non è possibile trovarci di fronte un muro di gomma ogni volta che si chiede di entrare nel merito di un provvedimento”. 

 

Ma, come spiegano ancora i consiglieri del PD, non è solo una questione di trasparenza: “È evidente la disparità rispetto a situazioni analoghe, visto il ‘no’ allo stanziamento di fondi per il riconoscimento Unesco della Valpolicella o della transumanza o, ancora, per il riconoscimento del Delta del Po come Riserva di biosfera (Mab) Unesco, una candidatura sostenuta esclusivamente con soldi privati. Capiamo la predilezione di Zaia per le ‘colline di casa’, ma dovrebbe ricordarsi che è il presidente di tutti i veneti. Invece, dopo una legislatura e mezzo, continuano a esserci territori di serie A e di serie B”.

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