Al momento non si segnalano danni di rilievo, ma resta alta l’allerta per le conseguenze sulla produzione vitivinicola.
Termometro in picchiata, raffiche di vento con decine di alberi abbattuti e una improvvisa grandinata che ha imbiancato le strade dell’Alta Marca. Sono gli effetti dell’ondata di maltempo che ieri si è abbattuta sulla provincia di Treviso – ma anche in Friuli Venezia Giulia – causando preoccupazione tra i viticoltori locali.
È durata dai due ai cinque minuti la furia della grandine che ha colpito principalmente la fascia dei comuni da Valdobbiadene a Godega di Sant’Urbano, zona vocata alla produzione di Prosecco, dove – secondo le prime stime degli esperti – la dimensione dei chicchi avrebbe causato danni dal 10 al 30 per cento alle coltivazioni. Le viti, essendo in una fase delicata del proprio ciclo vegetativo, rischiano infatti di subire conseguenze significative, con ripercussioni sulla produzione vinicola.
Non solo la grandine ha minacciato la qualità e la quantità del raccolto, ma anche il repentino abbassamento delle temperature di una stagione primaverile che sembrava già avviata. Da una temperatura di 22 gradi, si è precipitati in pochi minuti a soli 8 gradi. La preoccupazione dei viticoltori è verso possibili gelate notturne, che potrebbero infliggere danni irreparabili alle viti e al raccolto.
La speranza è che la stagione non riservi ulteriori sorprese meteorologiche negative.
Episodi di grandine non sono mancati purtroppo nemmeno nel vicino Friuli Venezia Giulia, con segnalazioni di danni significativi soprattutto nei comuni di Maniago e Latisana, dove la furia della grandine ha colpito duramente le coltivazioni locali.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui



