Home / Posts Tagged "pittura"

Venezia si fa promotrice della cultura giovanile contemporanea con il concorso “Artefici del nostro tempo”. Lanciato dal Comune lo scorso 8 febbraio, il progetto è giunto alla sua realizzazione, con l’inaugurazione della mostra dei vincitori a Ca’ Pesaro e la premiazione dei primi tre classificati per ciascuna delle 6 sezioni del bando.

 

La risposta al bando è stata massiccia: sono state presentate complessivamente 2262 candidature (161 per la poesia visiva, 76 per la street art, 1286 per la pittura, 77 per i video clip musicali, 98 per il fumetto e 694 per la fotografia) da parte di autori tra i 18 e i 35 anni.

 

 

I vincitori del concorso

Le opere che si sono aggiudicate il primo premio sono:

 

• la poesia visiva Aversa FS – Poesia di Giovanni Vanacore di Alessandro Durso 

 

 

La Giuria concorda nell’assegnare il primo premio alla poesia visiva di Alessandro Durso, AVERSA FS – Poesia di Giovanni Vanacore, ritenendola un lavoro che manifesta un profondo messaggio poetico calibrato attraverso un testo connotato da un’originale scelta lessicale. Secondo la Giuria la scelta di utilizzare il video quale inedito supporto per una poesia visiva è apprezzabile, anche perché l’artista ha saputo piegare tale mezzo tecnologico alle proprie esigenze poetiche, rendendolo strumento atto a veicolare la propria voce nella sua migliore valenza espressiva.

 

 

il videoclip musicale Mostarda di Gloria Maria Gorreri 

 

 

La Giuria concorda all’unanimità nell’assegnare il primo premio al videoclip Mostarda di Gloria Maria Gorreri, ritenendolo lavoro che integra molto bene la canzone, la musica e il girato di immagini originali, corredate da bella fotografia. È opera complessivamente di buona fattura nell’esecuzione musicale, nelle riprese, e nel montaggio ben realizzati, molto piacevole alla visione e all’ascolto.

 

 

il dipinto 1.68 ricordo su misura di Gabriele Siniscalco

 

 

L’opera di Gabriele Siniscalco 1.68 Ricordo su misura viene premiata per l’originalità del progetto, la complessità della realizzazione, la tecnica di esecuzione e la suggestiva presentazione multimediale. La ricerca della tridimensionalità ed il movimento cinetico rendono il risultato artistico una sorta di grande e animato flip book.

 

 

il fumetto Il regalo di Emanuele Simoncini 

Motivazione della giuria: per l’originalità grafica, storia e messaggio buoni; regia che garantisce la leggibilità dell’opera ed espressività dei volti.

 

 

il lavoro di Street art Wait di Gioele Bertin 

 

 

La Giuria ne ha premiato la qualità del disegno, la composizione, il senso pittorico e cromatico. L’opera è declinabile su diversi supporti, dalla tela al muro.

 

 

la fotografia Il tempo dell’analisi di Valeria Annunziata Salvo 

 

 

La Giuria ha voluto premiare la capacità di aver saputo valorizzare, attraverso una tecnica impeccabile, gli aspetti apparentemente minori della natura, assunti a metafora dei valori nascosti da riscoprire.

 

 

“Tutto è nato da un incontro che ho avuto con il sindaco di San Paolo in Brasile – ha ricordato il sindaco Brugnaro – città che ospita un’altra famosa Biennale d’Arte, durante il quale è emersa la necessità di dare spazio ai giovani e alle nuove discipline artistiche. L’idea è di aprire la città alla creatività. Ecco allora che le prime opere classificate verranno esposte qui a Ca’ Pesaro, luogo in cui nel ‘900 si promuoveva l’arte moderna, e a rotazione al Padiglione Venezia, dove da tre anni a questa parte puntiamo ad esporre la miglior produzione della città. Ma tutte le 60 finaliste saranno visibili al pubblico anche a Mestre, che è il luogo della modernità. La città nel suo complesso vuole essere aperta ai giovani e vogliamo che la produzione culturale possa tornare ad esserne una parte integrante. Questo è il senso di ‘Artefici del nostro tempo’. Per l’anno prossimo contiamo di fare di più e meglio, nel senso che vogliamo trovare ulteriori spazi e spero anche di riuscire a portare alcune opere alla Biennale brasiliana”.

 

 

Dove vedere le 60 opere finaliste

Quest’ultime – come ha avuto modo di spiegare Giovanna Zabotti – saranno esposte, dal 15 giugno a rotazione, ogni 15 giorni, anche al Padiglione Venezia, nel corso della 58esima Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, mentre tutte le 60 finaliste saranno visibili a Mestre a partire dal 14 giugno, sempre fino al 24 novembre, tra il Centro Culturale Candiani e Forte Marghera (qui in particolare le 10 opere di Street Art, per gli spazi disponibili che consentiranno proiezioni e applicazioni su supporti diversi).

Ai primi tre classificati del concorso è andato inoltre un contributo pari a 3mila, 2mila e mille euro.

Dopo l’appuntamento di venerdì 12 aprile, domenica 28 aprile (ore 10), i pittori dell’associazione La Torre allestiranno una nuova esposizione delle loro opere pittoriche presso la piazza eventi Unieuro del centro commerciale Auchan Porte di Mestre, dove dipingeranno dal vivo. Il tema trattato sarà ancora una volta l’arrivo della primavera, con i suoi fiori e colori.

 

L’evento rientra nell’ambito del filone “Painting Therapy – l’Atelier del Pittore”, un appuntamento ormai consolidato per mostrare al pubblico come nasce un quadro e quali sono le tecniche e gli strumenti necessari a creare un’opera d’arte.

 

L’associazione “La Torre”

Dal 1999, oltre alle tradizionali mostre mensili nella storica via Palazzo, in centro a Mestre, i soci partecipano a diverse manifestazioni di carattere regionale. Il gruppo si impegna inoltre nel diffondere e mantenere viva l’attenzione e l’interesse per l’arte.

Dopo il successo dell’esposizione di apertura “Passione e Giustizia”, conclusasi lo scorso gennaio, Jorge R. Pombo prosegue il dialogo con i dipinti di Tintoretto alla Scuola Grande di San Rocco a Venezia.

 

 

Il pittore spagnolo questa volta ha scelto di rivisitare sette capolavori del Maestro del Rinascimento veneziano che raffigurano altrettanti momenti paradigmatici della vita terrena della Vergine Maria: AnnunciazioneFuga in EgittoStrage degli InnocentiMaria in meditazioneMaria EgiziacaCrocifissioneAssunzione.

 

 

Un omaggio universale alla femminilità, alla donna come madre, creatura e creatrice, che trova nella figura della Madonna il suo archetipo.

 

 

Questo secondo ciclo di “variazioni”, dal titolo “Tintoretto – Pombo, Maternità e Passione”, resterà in esposizione dal 11 maggio al 20 agosto, coninaugurazione venerdì 10 maggio alla presenza dell’artista.

 

 

I quadri – che misurano 2,2 x 3,3 mt. – saranno collocati a fianco degli originali di Tintoretto nella Sala terrena della Scuola Grande di San Rocco, creando un dialogo ideale e di notevole impatto visivo ed emotivo tra pittura rinascimentale e interpretazione contemporanea, ed evidenziando la forza atemporale delle opere del Maestro.

 

 

Il progetto di Jorge R. Pombo è l’unico dedicato a Tintoretto in Italia nel 2019.

 

La mostra “Tintoretto – Pombo, Maternità e Passione” è curata da Sandro Orlandi Stagl con Frederick Ilchman e testo di Gabriella Belli. Nel libro la prefazione è del Patriarca di Venezia Francesco Moraglia e l’introduzione del Guardian Grando, Franco Posocco. La produzione è di ARTantide.com Gallery in collaborazione con Scuola Grande di San Rocco e il Movimento Arte Etica.

 

POMBO E LA FIGURA DI MARIA NEL TINTORETTO

 

“Ho scelto Maria, come protagonista, come omaggio alla femminilità e come principale persona danneggiata dalla sofferenza generata durante la Passione, purtroppo tante volte relegata in secondo piano – spiega Pombo -. E non potevo ritrovare tutti questi significati se non nei dipinti di Tintoretto. Mi sembra anche un ottimo momento storico per affermare l’importanza della figura femminile e della madre”.

 

 

Il tema della maternità è un argomento trattato dal pittore rinascimentale con particolare cura, varietà e sensibilità rispetto alla condizione della donna e della madre. Tuttavia, Tintoretto ci racconta che la figura femminile è anche metafora della contemplazione, della meditazione, forse della preghiera stessa, il sentimento più misterioso e segreto che l’uomo possa avvertire.

 

 

Le variazioni di Pombo, al cospetto degli originali del maestro veneziano, istituiscono una sequenza di coppie figurative che spingono anche a una riflessione generale sulla famiglia, sui suoi problemi e difficoltà, che trovano spesso un drammatico riscontro nella condizione del mondo femminile.

 

 

In tale prospettiva anche Jorge R. Pombo, con Jacopo Tintoretto, ci ricorda che il significato dell’arte non è solo quello della bellezza e dell’armonia, ma anche quello dell’ammonimento e della (com)passione.

 

Il metodo di lavoro di Pombo

 

Pombo è probabilmente l’artista contemporaneo, assieme al grande pittore informale veneziano Emilio Vedova, che si è confrontato in modo più profondo con Tintoretto. Il legame con la sua pittura non è mai allusivo, ma dichiarato. Le sue “variazioni” prendono vita e significato proprio dalla dualità del passato e del presente e dello status quo e dalla sua distruzione. Allo stesso tempo le sue opere vivono anche del loro opposto: è la rigenerazione della pittura attraverso la negazione del passato, la storia che si perpetua nel presente, il riscatto dell’immaginario creativo contemporaneo sulla tradizione.

 

 

Nella pittura di Jorge R. Pombo la storia dell’arte è all’origine di quell’inganno visivo che alimenta l’ambiguità della sua ricerca, è dunque una finzione che si perpetua sul palcoscenico del mondo, ma è una spinta necessaria alla ricostruzione spirituale sulle macerie del passato. Nella sua visione, arte e religione si intersecano nell’espressione di un’armonia superiore. Le sue tele riflettono il senso profondo di speranza, di sogno, di fiducia e di giustizia in un mondo fatto di valori e di riferimenti condivisi, per riflettere sul complesso delle leggi morali che andrebbero promosse con forza in ogni spazio e ogni tempo.

 

 

La mostra di Venezia fa parte di un più ampio ciclo di opere che Jorge R. Pombo ha dedicato di recente a Tintoretto, già esposto sia alla Scuola Grande di San Rocco a Venezia, sia ad ARTantide.com Gallery a Verona (settembre 2018 – gennaio 2019) con le 25 variazioni de “La strage degli innocenti” – la cui opera principale è stata acquisita a titolo definitivo dalla Scuola.

 

JORGE R. POMBO, UNA TECNICA PITTORICA ORIGINALE

 

L’artista è divenuto famoso per la sua originale rivisitazione della pittura classica, che riproduce svuotando la figurazione con azioni di cancellazione a sfumature; questo per recuperare in modo plastico le “macchie”, le campiture di colore, che sente ancora vive e interessanti al tempo di oggi.

 

 

Pombo riproduce fedelmente le opere originali, sfumandole in un secondo momento con speciali solventi; versati sulla tela in posizione orizzontale, richiamando la tecnica dell’action painting americano. Tecnica che dona all’opera un effetto ottico di notevole impatto, spiazzante, fortemente dinamico.

 

 

Dal suo lavoro emerge prepotente l’influenza della pittura americana degli anni ’50, di Jackson Pollock e Barnett Newman, di Cage e di Cunningham.

 

 

Il tema centrale della sua poetica è la riflessione sul motivo della pittura in se stessa, concentrandosi sulla dimensione plastica e artistica delle opere. Mentre la molteplicità delle versioni/variazioni compone la complessità del rapporto dell’artista, qui impostato con il maestro del Rinascimento veneziano, Tintoretto.

 

 

Jorge R. Pombo

 

Nato a Barcellona (Spagna) nel 1973, all’età di 24 anni (nel 1998) si trasferisce a Parigi attratto istintivamente dall’arte e dalla storia della città. Nel 1999 torna nuovamente a Barcellona e avvia una serie di soggiorni in destinazioni con contrasti culturali partendo dall’Artico, soprattutto Groenlandia e Siberia, attratto dal paesaggio ghiacciato e dalle condizioni climatiche estreme. In futuro farà lo stesso per altri luoghi, come il Tibet o l’India.

 

 

Sempre mosso da una curiosità sull’antropologia naturale, nel 2010 si trasferisce a New York, sedotto dalla sua energia caotica, e dove ha vissuto per quasi cinque anni; approfondendo lo studio dei pittori dell’espressionismo astratto e, soprattutto, l’affermazione del Black Mountain College. Nel 2015 ha cambiato residenza scegliendo Reggio Emilia, dove attualmente lavora.

 

 

Espone regolarmente in gallerie in Spagna, Italia, Francia, Germania, Stati Uniti e Cina. Ha inoltre esposto il suo lavoro in istituzioni come il Wallraf-Richartz Museum (Colonia), Il Grande Museo del Duomo (Milano), il Museo Archeologico Nazionale (Venezia), Palazzo da Mosto (Reggio Emilia) e Fundaciò Can Framis (Barcellona).

LE IMMAGINI DELLE OPERE DI J. POMBO IN ALLEGATO SONO DISPONIBILI SU RICHIESTA ANCHE AD ALTA RISOLUZIONE 

L’assessore comunale alla Coesione sociale, Simone Venturini, è intervenuto questa mattina al Museo del merletto di Burano all’anteprima della mostra “Pittura di luce. Burano e i suoi pittori”. A illustrare il percorso espositivo sono state le curatrici della mostra, Chiara Squarcina ed Elisabetta Barisoni.

 

La mostra

La mostra espone opere di pittori buranelli come Gino Rossi, Umberto Moggioli e Pio Semeghini; questi nel primo decennio del secolo scorso furono protagonisti del movimento artistico veneziano di Ca’ Pesaro, al centro di un vivace dibattito sull’arte moderna.

 

La storia

In quegli anni l’isola divenne una sorta di luogo idilliaco dove ritrarre “en plein air” la natura, i paesaggi sospesi tra acqua e cielo, i colori delle sue case e i suoi abitanti. La fine di questa prima stagione artistica arrivò con lo scoppio della Prima guerra mondiale. Ma la storia della pittura e dei pittori a Burano continuò per buona parte del secolo; questo sempre a fianco dell’avventura dei “capesarini”, fra i quali troviamo anche il trevigiano Nino Springolo e il veneziano Fioravante Seibezzi.

 

Le parole dell’assessore

“Spesso, fuori Venezia, la grande tradizione della pittura di Burano non è conosciuta, se non dagli addetti ai lavori. Era importante quindi che i tesori di artisti di Burano custoditi dai Musei civici di Venezia non fossero esposti solamente a Ca’ Pesaro, ma tornassero a casa in quest’isola, come omaggio ai pittori che hanno raccontato nei loro quadri questo luogo straordinario ma anche ai suoi abitanti”, ha dichiarato l’assessore Venturini.

 

Ringraziando la Fondazione Musei civici per aver organizzato la mostra, l’assessore Venturini ha poi aggiunto: “Questa esposizione è un altro importante tassello del percorso di riscoperta e valorizzazione della ricchezza immateriale di Burano. Non solo luoghi e paesaggi, ma uno straordinario patrimonio di tradizioni che non può andare perduto e che resta al centro delle attenzioni dell’Amministrazione comunale”.

 

Nel corso della mattinata l’assessore Venturini ha inoltre fatto visita, al Centro Galuppi, agli anziani del “Progetto sollievo isola di Burano”; avviato due anni fa grazie alla collaborazione con l’associazione Alzheimer Venezia per venire incontro alle esigenze dei pazienti che abitano nell’isola e che soffrono di Alzheimer o di altre forme di demenza e offrire loro attività mirate per rallentare il decadimento cognitivo senza costringerli a spostarsi ogni giorno a Venezia.

 

Info

L’esposizione sarà visitabile dal 6 aprile 2019 all’8 gennaio 2020.

Per maggiori informazioni sulla mostra vi invitiamo a visitare il sito del Museo del merletto.

Domani, sabato 23 marzo, presso la piazza eventi fronte Unieuro del centro commerciale Auchan Porte di Mestre, i pittori dell’associazione La Torre allestiranno un’esposizione delle loro opere pittoriche e dipingeranno dal vivo, a partire dalle ore 10. Il tema trattato sarà “Venezia”.

 

L’evento rientra nell’ambito del filone “Painting Therapy – l’Atelier del Pittore”, appuntamento a cadenza mensile per mostrare al pubblico come nasce un quadro e quali siano le tecniche e gli strumenti necessari a creare un’opera d’arte.

 

L’associazione “La Torre” è un riferimento della cultura in terraferma. Dal 1999, oltre alle tradizionali mostre mensili nella storica via Palazzo in centro a Mestre, i soci partecipano a diverse manifestazioni di carattere regionale. Il gruppo si impegna inoltre nel diffondere e mantenere viva l’attenzione e l’interesse per l’arte.

“Voi giovani siete gli Artefici del nostro tempo ed è giusto darvi tutte le occasioni possibili per dimostrare la vostra creatività, il vostro talento e la vostra vena artistica”. Con queste parole il sindaco Luigi Brugnaro annuncia l’apertura di un grande concorso rivolto a giovani artisti emergenti: “È con questo spirito che Venezia si mette in gioco – continua il primo cittadino – Artefici del nostro tempo diventa, quindi, un progetto ed un impegno concreto: un bando rivolto a chi abbia tra i 18 e i 35 anni, sia nato, risieda, studi o lavori in Italia e che abbia voglia di affrontare, attraverso l’arte, il tema dell’attualità del tempo che stiamo vivendo in linea con ‘May You Live in Interesting Time’, titolo della prossima Biennale Arti Visive 2019″.

 

Il concorso sarà suddiviso in sei sezioni: la poesia visiva, i video clip musicali, la street art, la pittura, il fumetto e la fotografia. L’opera vincitrice per ciascuna categoria verrà esposta al Museo di Arte Moderna di Ca’ Pesaro a Venezia e sarà oggetto di un evento presso il Padiglione Venezia ai Giardini della Biennale durante il periodo della prossima manifestazione.

 

“Cari ragazzi, Venezia, città crocevia di popoli e di culture, che nella storia ha sempre dimostrato di essere fucina di grandi intellettuali, scopritori, artisti e avventurieri, oggi vi offre la più prestigiosa vetrina mondiale in tema di arte riservandovi uno spazio all’interno del suo Padiglione presso la Biennale. Siate veri ‘Artefici del nostro tempo’, Venezia è dalla vostra parte e vuole sostenervi”, conclude il sindaco Brugnaro.

 

Di seguito i caratteri principali del bando “Artefici del nostro tempo”, che è pubblicato integralmente sul sito del Comune.

 

Il progetto

Il bando è rivolto ai giovani tra i 18 e i 35 anni che sono o nati o residenti o che studiano o lavorano in Italia, e interessati ad affrontare attraverso la poesia visiva, i video clip musicali, la street art, la pittura, il fumetto e la fotografia, il tema dell’attualità del tempo che stiamo vivendo in linea con “May You Live in Interesting Time” titolo della prossima Biennale Arti Visive 2019.

 

Il progetto prevede la selezione di 10 opere di giovani artisti, realizzate da singoli artisti o collettivi di artisti per ciascuna discipline prevista dal bando. Ogni artista o collettivo può partecipare anche a più sezioni compilando un modulo di iscrizione per ciascuna disciplina artistica e per ciascuna opera proposta, presentando opere inedite (realizzate dal 2018 in poi) sul tema del progetto.

 

Gli obiettivi del progetto sono:

• diffondere le tendenze artistiche contemporanee delle nuove generazioni.

• dar modo ai giovani artisti di rappresentare i “tempi interessanti” come quelli che stiamo vivendo.

• promuovere giovani artisti emergenti nelle discipline della poesia visiva, dei video clip musicali, della street-art, della pittura, del fumetto e della fotografia offrendo loro opportunità di sviluppo per la propria carriera.

Discipline artistiche e tecniche

Poesia visiva: i testi devono essere in lingua italiana, inediti, e con lunghezza massima di 50 righe compreso il titolo e le spaziature. Può essere presentata una sola opera in formato PDF con definizione di almeno 300 dpi.

 

Video clip musicali: vanno indicati il titolo, l’autore, la durata, la risoluzione, il suono e lo studio dove è stato registrato. I registi, i produttori e gli artisti/musicisti devono essere in possesso delle regolari autorizzazioni e dei diritti/permessi/concessioni per il videoclip che si intende presentare. Si devono inviare registrazioni video in file HD h264 codec con una risoluzione minima di 1920 x 1080 .mov o .mkv per una durata massima di 6 minuti. Può essere presentata una sola opera. I video allegati alla domanda di partecipazione non dovranno superare i 120 Mb. Solo per le opere selezionate sarà richiesta copia del video in alta risoluzione.

 

Street Art: opere realizzate in piena libertà stilistica e tecnica da un singolo artista o da più artisti riuniti in collettivo. I lavori devono essere presentati in formato PDF con definizione di almeno 300 dpi ed essere accompagnati da una scheda tecnica che dia contezza della possibile trasposizione dell’opera su di una superficie da individuarsi successivamente a cura dei promotori dell’iniziativa. Può essere presentata una sola opera. Ai fini dell’esposizione delle opere selezionate sarà richiesto il bozzetto in originale e una riproduzione dell’opera nel formato massimo di due metri per due.

 

Pittura: opere realizzate in piena libertà stilistica e tecnica (olio, tempera, acrilico, inchiostro, vinile, acquerello, grafite, matita, collage, stampa di vario tipo, tecniche miste, etc.) e su qualsiasi supporto (tela, carta, legno, plastica, ferro, etc.). Le misure massime consentite sono di cm 200×200. I lavori devono essere presentati in un formato PDF con definizione di almeno 300 dpi. Potrà essere presentata una sola opera.

 

Fumetto: opere realizzate con qualsiasi tecnica manuale (acquerello, carboncino, retini…), digitale o mista. Il lavoro inviato, in numero massimo di 10 tavole, dovrà essere presentato in formato PDF con definizione di almeno 300 dpi. I personaggi e le storie dovranno essere originali e opera dell’ingegno degli artisti stessi.

 

Fotografia: su supporto digitale. Le immagini a colori o b/n devono essere presentate sotto forma di files digitali di 1080 pixel sul lato corto, con definizione di almeno 300 dpi in formato JPG. Può essere presentata una sola opera.

 

Non saranno accettati testi di incitamento alla violenza, a contenuto volgare, razzista e/o ad esplicito contenuto sessuale o pedopornografico.

Collaborazioni

Il progetto è realizzato dal Comune di Venezia in collaborazione con Fondazione Musei Civici di Venezia, Padiglione Venezia della Biennale, Fondazione Teatro La Fenice, Fondazione Forte Marghera, Centro Culturale Candiani, Biblioteca VEZ Mestre, Hybrid Music, Istituzioni Bevilacqua La Masa, Bosco e Grandi Parchi e Centri di Soggiorno.

I requisiti per partecipare

Per candidarsi è necessario compilare il modulo d’iscrizione presso il portale e inviarlo entro il 21 marzo 2019:

1. compilando on line in ogni sua parte la scheda di partecipazione. È facoltativa la compilazione della sezione relativa a una breve biografia dell’autore/i (max 20 righe).

2. allegando il file relativo all’opera presentata che non deve superare la dimensione massima di 128 Mb (128 MegaByte).

3. allegando il file con un testo esplicativo dell’opera non superiore a 2.500 caratteri (spazi inclusi)

 

Con l’invio della scheda di partecipazione e dei file allegati (di cui al punto 1, 2 e 3) si intende pienamente e tacitamente accettato il bando in ogni sua parte.

La partecipazione è a titolo gratuito.

La selezione

La fase di selezione avverrà esclusivamente sulla base del materiale digitale inviato dai partecipanti al momento dell’iscrizione secondo le modalità definite nel modulo d’iscrizione.

 

La selezione delle opere candidate sarà effettuata a insindacabile giudizio dai componenti la giuria nel numero di tre per ogni disciplina artistica.

 

I nomi dei 60 artisti o collettivi di artisti selezionati (10 per ciascuna sezione artistica) saranno pubblicati sul sito www.comune.venezia.it entro il 5 aprile 2019. Tra questi verrà scelto il vincitore per ogni categoria artistica.

 

Ogni opera selezionata dovrà essere recapitata nella sua forma materiale entro il 19 aprile 2019 presso una sede di deposito che sarà comunicata.

 

I premi

Il primo classificato per ciascuna categoria riceverà un premio pari ad Euro 3.000,00; il secondo classificato pari ad Euro 2.000,00 e il terzo classificato pari ad Euro 1.000,00

Potrà essere attribuito un premio speciale in denaro a tre artisti che, pur non risultando vincitori nella propria disciplina, si sono comunque distinti e sono stati particolarmente apprezzati dalla giuria.

 

Esposizione delle opere

L’opera risultante vincitrice assoluta per ciascuna categoria verrà esposta presso Ca’ Pesaro Museo di Arte Moderna a Venezia e sarà oggetto di un evento presso il Padiglione Venezia ai Giardini della Biennale in concomitanza con Biennale Arte 2019. Inoltre, le nove opere non risultate vincitrici assolute verranno esposte, in concomitanza con Biennale Arte 2019 e quindi per il periodo 11 maggio al 24 novembre 2019, presso i siti individuati all’interno del territorio comunale di Venezia.

Tutte le opere selezionate potranno essere pubblicate sia su catalogo e nel sito web www.comune.venezia.it.

 

Informazioni aggiuntive

Per ulteriori informazioni, si prega di contattare:
[email protected]comune.venezia.it

+39 041.2748947

Domenica 10 febbraio, presso la piazza eventi fronte Unieuro del centro commerciale Auchan Porte di Mestre, i pittori dell’associazione La Torre allestiranno un’esposizione delle loro opere pittoriche e dipingeranno dal vivo, a partire dalle ore 10. Il tema trattato sarà quello del Carnevale di Venezia.

 

L’evento rientra nell’ambito del filone “Painting Therapy – l’Atelier del Pittore”, appuntamento a cadenza mensile per mostrare al pubblico come nasce un quadro e quali siano le tecniche e gli strumenti necessari a creare un’opera d’arte.

 

L’associazione La Torre è un riferimento della cultura in terraferma. Dal 1999, oltre alle tradizionali mostre mensili nella storica via Palazzo in centro a Mestre, i soci partecipano a diverse altre manifestazioni.
Il gruppo si impegna inoltre nel diffondere e mantenere viva l’attenzione e l’interesse per l’arte.

Domenica 27 gennaio, presso la piazza eventi fronte Unieuro del centro commerciale Auchan Porte di Mestre, i pittori dell’associazione La Torre allestiranno un’esposizione delle loro opere pittoriche e dipingeranno dal vivo, a partire dalle ore 10.
L’evento rientra nell’ambito del filone “Painting Therapy – l’Atelier del Pittore”, appuntamento a cadenza mensile, per mostrare al pubblico come nasce un quadro e quali siano le tecniche e gli strumenti necessari a creare un’opera d’arte.

 

L’associazione La Torre è un riferimento della cultura in terraferma. Dal 1999, oltre alle tradizionali mostre mensili nella storica via Palazzo in centro a Mestre, i soci partecipano a diverse altre manifestazioni.
Il gruppo si impegna inoltre nel diffondere e mantenere viva l’attenzione e l’interesse per l’arte.

Sarà una giornata ricca di eventi quella che animerà venerdì 21 dicembre il Centro Commerciale Auchan Porte di Mestre.

 

Presso la Piazza Eventi Fronte Unieuro, i pittori dell’associazione La Torre di Mestre, nell’ambito del filone Painting Therapy – l’Atelier del Pittore, a partire dalle ore 10, allestiranno un’esposizione delle loro opere pittoriche e dipingeranno dal vivo, per mostrare al pubblico come nasce un quadro e quali siano le tecniche e gli strumenti necessari a creare un’opera d’arte.

 

L’associazione La Torre è un riferimento della cultura in terraferma. Dal 1999, oltre alle tradizionali mostre mensili nella storica via Palazzo in centro a Mestre, i soci partecipano a diverse altre manifestazioni. Il gruppo si impegna inoltre nel diffondere e mantenere viva l’attenzione e l’interesse per l’arte.

 

Al primo piano fronte casse dell’ipermercato, invece, a partire dalle ore 15, si terrà una raccolta di giocattoli e di donazioni organizzata dalla Sezione di Venezia del CNGEI, Associazione SCOUT LAICA, che ha sede a Forte Marghera. Giocattoli e donazioni saranno destinati ai bambini ricoverati negli ospedali del Comune e per i bambini meno fortunati vicini e lontani.

 

L’iniziativa ha il patrocinio del Comune di Venezia e si svolge in collaborazione con ABIO, Associazione per il Bambino in Ospedale, CUAMM Medici con l’Africa e Associazione Volontari del Fanciullo.

 

L’inaugurazione si terrà questa sera alle ore 18. La mostra rimarrà visitabile fino al 9 dicembre

 

La pittura di Alessandro Casagrande si caratterizza per una figurazione asciutta e severa, di radicale e assoluta contemporaneità. La nutrono riferimenti provenienti da mondi visivi lontani e molto diversi tra loro, come le pale d’altare della pittura barocca, o una certa graphic novel di ricerca, dai toni intensi e drammatici.

 

La Galleria dell’Eremo a Rua di Feletto ospiterà fino a 9 dicembre la personale dell’artista coneglianese che, domani sabato 17 novembre, sarà presente all’inaugurazione della mostra curata da Claudia Meneghin e presentata da Corrado Castellani.

 

Il vernissage, a ingresso libero, si terrà stasera alle ore 18.

La mostra rimarrà visitabile (con ingresso libero) fino al 9 dicembre dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13, e il martedì e il giovedì, anche dalle 14 alle 18.30; il sabato dalle 9 alle 12.

 

«Le opere di Casagrande, tendenzialmente monocrome e generalmente di tonalità scura, vivono di bagliori frammentari che identificano corpi, o meglio presenze, collocate in spazi sommariamente delineati – scrive Castellani -. Personaggi enigmatici, su cui piovono scaglie di una luce pallida e fredda, lasciano aperte le domande sulle relazioni che intercorrono tra loro e sul rapporto che hanno con l’ambiente in cui si trovano, che sia un interno, un paesaggio o uno scorcio urbano. Solitudine, costrizione, tensione creano atmosfere desolate, rimandano a non meglio precisate circostanze difficili».

 

Piuttosto che episodi di una narrazione, i dipinti si presentano come situazioni sospese, fuori dal tempo, in cui i protagonisti si trovano, loro malgrado, impegnati ad affrontare aspetti angosciosi, a volte estremi e forse al limite della sopravvivenza. Non sappiamo se le scene debbano essere interpretate come immagini oniriche, visioni fantastiche o percezioni realistiche, di sicuro sono pervase da uno stato d’animo contratto e dolorante, connesso con la necessità di confrontarsi con un vissuto penoso.

 

Ne emerge un’interrogazione sullo stare al mondo degli esseri umani, sul significato dell’esistenza, sul modo in cui affrontare le difficoltà. In alcuni dipinti incontriamo personaggi in abito talare, che alludono evidentemente ad una risposta religiosa alla domanda di senso, ma non appaiono portatori di una visione confortante e rasserenante, quanto piuttosto figure inquietanti e vagamente minacciose.

 

«Questa pittura non si propone come veicolo di facili consolazioni, ma piuttosto guarda in faccia il negativo, testimonia la fatica degli umani, e al tempo stesso mette in evidenza  il coraggio, la  risolutezza, la capacità di prendere atto dei frangenti ostili e di affrontarli con determinazione» conclude Castellani.

 

Alessandro Casagrande, nato a Conegliano nel 1971, vive e lavora a Godega di Sant’Urbano. Dal 1999 espone in mostre personali e collettive. Invitato a tre edizioni del Premio Morlotti di Imbersago (Lecco), ha vinto il primo premio nel Concorso Nazionale San Polo (2000), il premio EDF nel concorso “La Fenice et Des Artistes” di Venezia (2003), il premio biennale Gambino di Preganziol (2006).

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni