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Da domani il Veneto torna in fascia gialla. E perciò, dopo tre mesi, si potrà tornare a visitare anche la grande esposizione Van Gogh. I colori della vita allestita al Centro San Gaetano di Padova.

 

La mostra, che riaprirà ufficialmente martedì 2 febbraio, per il momento, resterà aperta fino al 12 febbraio, data ultima di validità bisettimanale della valutazione ieri diffusa.
Le linee telefoniche sono già state prese d’assalto per l’acquisto dei biglietti per le prossime due settimane, così come il sito con centinaia di utenti collegati in contemporanea.

 

“Tre settimane di apertura in ottobre e poi tre mesi di chiusura. Adesso è come partire daccapo, da zero, con una memoria della bellezza delle opere di Van Gogh da costruire. Ora finalmente davanti ai quadri reali, dopo le tante ore di dirette Facebook che all’artista olandese ho dedicato negli ultimi tre mesi”, ha dichiarato il critico e curatore mostre d’arte, Marco Goldin.

 

Il Sindaco, Sergio Giordani, e l’assessore alla Cultura, Andrea Colasio, della città di Padova aggiungono insieme: “All’interno del sistema di proposte culturali di Padova, la mostra dedicata a Van Gogh si inserisce come una gemma preziosa ed è per questo motivo che siamo veramente felici di poter salutare la sua ripartenza in un tempo che rimane incerto ma che proprio per questo ha fortemente bisogno di bellezza. Van Gogh con le sue opere straordinarie ospitate al Centro San Gaetano offre a tutti proprio la bellezza e lo struggimento dei suoi colori”.

 

 

Orari della mostra “Van Gogh. I colori della vita”

I nuovi orari di visita della mostra saranno per ora i seguenti: dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 19.30. Chiuso il sabato e la domenica.
Prenotazione è vivamente consigliata.

 

Le prenotazioni di biglietti d’ingresso, visite guidate, audioguide vanno fatte al call center di Linea d’ombra, allo 0422.429999, o all’indirizzo email biglietto.lineadombra.it.

 

Linea d’ombra, per opportuna cautela, pone in vendita biglietti per date di visita fino al 12 febbraio, data ultima di validità dell’attuale decreto ministeriale.

Per non lasciare soli e al buio i meravigliosi capolavori riuniti al San Gaetano nella mostra su Van Gogh, Marco Goldin annuncia per lunedì 18 gennaio alle ore 21, un appuntamento in diretta dalle sale della mostra “Van Gogh. I colori della vita”: una diretta che chiunque potrà seguire sulla pagina Facebook di Linea d’ombra e sul sito www.lineadombra.it.

 

L’appuntamento offrirà un grande racconto dal vivo, intitolato “Van Gogh. Sei quadri, sei storie” e, annuncia il curatore, “la serata sarà molto ricercata anche dal punto di vista realizzativo, con varie telecamere dedicate e luci adeguate alla circostanza, di modo che la qualità della visione sia al più alto livello”.

 

“Ho scelto sei quadri compresi nella mostra, accanto ai quali – continua Goldin – parlerò, per raccontare altrettante storie su Van Gogh, la sua vita e la sua opera. I sei quadri sono il sulfureo e meraviglioso Paesaggio al crepuscolo dell’autunno 1885 a Nuenen, poche settimane prima di lasciare l’Olanda. Poi il celeberrimo Autoritratto con cappello di feltro grigio della fine del 1887 a Parigi, quindi Il seminatore del giugno 1888 ad Arles, in mezzo agli assolati campi di grano. Sempre del periodo di Arles, e sempre del 1888, Il postino Joseph Roulin mi darà modo di raccontare la storia di una straordinaria amicizia. Del tempo trascorso da Van Gogh nella casa di cura di Saint-Paul-de-Mausole ho scelto il mio quadro preferito dell’intera mostra, il Paesaggio a Saint-Rémy del giugno 1889, che è una sinfonia di vento e natura. Infine, a chiudere questa strepitosa galleria, il Covone sotto un cielo nuvoloso, uno degli ultimissimi dipinti di Van Gogh, realizzato a Auvers prima della fine di luglio del 1890″, conclude.

 

 

E continua: “Voglio tenere accesa una fiammella. Il proseguire delle chiusure delle mostre, dall’inizio di novembre, per ulteriori, altre settimane, ci getta ovviamente nello sconforto e, non lo nascondo, in una situazione economica che per Linea d’ombra si va facendo complicatissima. Però voglio continuare a parlare di pittura, a raccontarla, a scriverne, e lo farò fin quando sarà possibile”.

 

Ed è per questo motivo che ha deciso di offrire a tutti un nuovo segno di bellezza direttamente dalle sale della mostra meravigliosa “Van Gogh. I colori della vita”, aperta nel Centro San Gaetano a Padova per sole tre settimane a ottobre, e poi chiusa a causa dell’emergenza sanitaria in atto.

 

“È un vero dolore per me – conclude Goldin – attraversare le sale vuote da settimane e settimane quando con i restauratori andiamo a controllare lo stato di conservazione dei dipinti e dei disegni. È quella solitudine dei capolavori, il segno tangibile del tempo disastroso che stiamo vivendo”.

 

Appuntamento (online) a lunedì 18 gennaio alle 21, quindi, in attesa di poter avere la gioia di confrontarsi da vicino con i colori, il mondo e la vita del celebre pittore olandese!

Per ulteriori info: www.lineadombra.it

Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita

 

Il Prof. Giancarlo Zaramella, scomparso di recente, è stato il fondatore del Circolo Piranesi. Apprezzato pittore, aderente fin da giovane alla corrente del Cubismo, era l’anima del mondo culturale moglianese, che ha rappresentato a Mogliano per diversi decenni.

 

Certamente un uomo d’altri tempi sia per il suo portamento che per il modo di porsi con gli altri. Un vero gentleman sempre impeccabilmente elegante in sintonia col suo carattere gentile ed altruista. Un  punto di riferimento per la vita artistica e culturale della città di Mogliano, riconoscibile per il suo immancabile papillon al collo e per i suoi marcati modi garbati che lo contraddistinguevano. Per qualsiasi spostamento adoperava i mezzi pubblici ricusando categoricamente l’uso di qualsiasi mezzo di locomozione moderno e veloce del tipo autovetture o motocicli.

 

Sempre elegante nell’abbigliamento e discreto nel comportamento e nei rapporti con gli altri. A chiunque lo avvicinasse non faceva mai pesare la differenza di cultura e la professione prestigiosa di insegnante d’arte, presso l’Accademia di Venezia, ad alto livello, che occupava.

 

La sua vita ha attraversato tappe importanti della cultura del ‘900 anche a livello nazionale. Fin dal suo apparire nel vasto firmamento artistico e culturale, aderì alla corrente del cubismo e non cambiò mai stile della sua arte. Fece emergere il suo talento esponendo alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma.

 

Pur avendo privilegiato l’insegnamento alla pittura ed all’arte, ha lasciato dei disegni e delle pitture di piccole dimensioni di ottima fattura delle quali sono rimasti pieni i muri non solo dell’appartamento dove aveva fissato il suo studio, ma anche della casa dove abitava.

 

Per Mogliano resterà per parecchio tempo un simbolo e un vero rappresentante della cultura in senso molto esteso, che non si limita cioè alle semplici materie sue professionali, ma va ben oltre nel vasto panorama dello scibile umano..

 

Nel 1962 fondò il Gruppo Artistico Piranesi col quale ha valorizzato l’eredità del celebre incisore nato anche lui proprio a Mogliano Veneto. Ha accolto promuovendone l’attività gli innumerevoli artisti locali e sotto i suoi quadri sono passate intere generazioni di pittori per ammirarne l’arte ed imitarne le tecniche. Mantenne rapporti culturali e frequentazioni con l’amico scrittore Giuseppe Berto ed il poeta Diego Valeri.

 

Esimio Professore, non dimenticheremo facilmente la tua affabilità e il tuo insostituibile papillon attraversare sempre a piedi con passo lesto le strade di Mogliano!

 

 

Photo Credits: FB @centroartepiranesi 

Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita

 

Vincenzo (Enzo) Loria – Pittore
(n. a Caccuri, Calabria, nel 1948)

Enzo Loria rappresenta una tra le tante storie di persone che negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso in massa arrivavano al Nord dal Meridione d’Italia, perché lì non si trovava lavoro e la disoccupazione praticamente si aggirava intorno al cento per cento della popolazione.

 

Approdato a Mogliano aveva trovato subito da lavorare al Cotonificio Veneto Olcese di via Torni. Ma ben presto il Cotonificio chiuse definitivamente i battenti. Lui perse il lavoro e da allora non è più riuscito a trovare un’occupazione stabile e gratificante.

 

In assenza di alternative accettabili per sopravvivere non ha disdegnato però di svolgere lavori modesti e saltuari.

Circostanza questa che gli ha permesso però di dedicarsi quasi a tempo pieno alla pittura, utilizzando il suo abbondante tempo libero fin da subito all’arte pittorica, verso la quale si sentiva maggiormente portato e della quale ha vissuto e vive tutt’ora.

 

In tutti i suoi quadri ha adoperato uno stile originale, tutto suo e personalissimo, senza imitare nessuno fin dai primi lavori. La sua tecnica è fatta non di pennellate ma dall’insieme di minuscoli puntini variopinti che colorano le immagini ed i paesaggi che lui intende rappresentare. In pratica un meraviglioso mosaico multicolore simile a quelli della migliore tradizione.

 

A Mogliano ha frequentato assiduamente l’Artis Domus e il Centro Artistico Piranesi, fondato e presieduto dal Prof. Giancarlo Zaramella, sotto la cui guida illuminata ha mosso i primi passi verso l’arte pittorica.

 

Fortemente schivo e restio ad ogni logica di mercato, difficilmente è propenso a cedere i suoi lavori, ma è più incline a conservarli. Per far conoscere la sua arte ha allestito moltissime mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero, attirando l’attenzione di numerosi critici d’arte di grande rilievo e riscuotendo un grande successo in chiunque abbia visitato le sue mostre.

 

Nei suoi quadri preferisce i colori tenui a quelli sgargianti, e nelle sue opere non nasconde una certa malinconia, forse causata dalla nostalgia della sua meravigliosa terra d’origine, la Calabria.

 

Il suo oggetto preferito è la laguna veneta “della quale egli dipinge nei suoi quadri non tanto il paesaggio lagunare, quanto il sentimento che esso suscita nell’autore” (Luigi Scala). Le sue pennellate mostrano delle sfumature che danno l’idea di una tenue nebbiolina che toglie alle sue opere il senso del tempo ed infonde nell’animo umano un senso di lirismo e sentimenti di pace, di serenità ed amore per il bello ed il giusto.

 

Nel vasto firmamento delle stelle che dedicano giorno per giorno alla pittura e all’arte più genericamente la loro passione Enzo Loria rappresenta un talento puro ed assoluto per bravura e dedizione a quella che col tempo è diventata la sua professione.

 

Enzo, la mia massima ammirazione ed i complimenti più sinceri con l’augurio che tu possa raggiungere ulteriori traguardi e riconoscimenti gratificanti!                

 

Photo Credits: G. Marino

Raffaello, se parliamo di genio e arte alzi lo smartphone, il tablet, l’app chi non lo ha mai sentito nominare. La grande mostra alle scuderie del Quirinale a lui dedicata, inaugurata il 5 marzo e sospesa dopo solo tre giorni in seguito all’emergenza Coronavirus trasloca online con un programma allettante.

 

Sono ben 500 anni dalla scomparsa del genio di Urbino e questo è il più grande evento espositivo a lui dedicato. 204 dipinti, di cui ben 120 firmati dal protagonista che restano ben custodite nel museo con l’attesa febbrile di aprire per fruire. Perché la cultura unisce e accalora, e serve per vivere, sognare, amare. Che poi è il migliore dei modi per sostenere la vita.

 

Oggi per ingannare piacevolmente il “live”, approfondimenti, videoracconti, backstage sono pronti a tenerci compagnia sui social sotto l’hashtag #Raffaellooltrelamostra: per contemplare e ammirare i segreti sull’arte del Divin Pittore.

 

Inoltre per la mera e indissolubile cronaca due importanti progetti si inerpicano all’orizzonte. Il primo è quello del regista britannico Phil Grabsky che ci promette un nuovo racconto in esclusiva per il cinema. Un altro porta la firma di Sky Arte per La Grande Arte al Cinema. Diretto da Maurizio Ferrari, Raffaello.

 

Il giovane prodigio dovrebbe avere un mood particolare ed esplorare il mondo del genio urbinate a partire dai suoi favolosi ritratti femminili. 10 metri avanti e capolavori assoluti, Raffaello promette e mantiene, sempre.

 

Mauro Lama
#Instacult

Oltre 100 opere, 11 paesi e 30 città. Musement propone un percorso digitale alla scoperta di Raffaello, per scoprire le opere dell’artista nel Cinquecentenario della sua morte

 

Musement, il servizio leader per la prenotazione di esperienze di viaggio in tutto il mondo, celebra l’anniversario dei 500 anni dalla morte di Raffaello, lanciando un messaggio forte e chiaro: non dimenticare la cultura, soprattutto in occasione di questa importante ricorrenza. Proprio per questo motivo la piattaforma inaugura Raffaello500, un percorso museale virtuale alla scoperta dei capolavori più famosi ed alcune delle gemme artistiche meno conosciute dell’artista, custodite ora nelle più celebri istituzioni culturali del mondo. Un museo virtuale che associa arte e scoperta e, allo stesso tempo, uno strumento in grado di far viaggiare stando comodamente seduti davanti al proprio laptop, tablet o smartphone, tra 11 paesi e più di 30 città che ospitano oggi oltre 100 delle più importanti opere che hanno segnato la carriera artistica del genio di Urbino. L’intento è quello quindi di ispirare tutti gli esploratori virtuali e dare loro la possibilità di lasciarsi incantare da uno dei geni più importanti della storia, in occasione di una ricorrenza degna di ogni nota.

 

 

 

Tra Italia, Spagna, Francia, Inghilterra, Germania, Scozia, Ungheria, Austria, Russia, Stati Uniti d’America e Brasile sono più di 30 le città incluse in questo lungo viaggio digitale alla scoperta dell’evoluzione artistica di Raffaello. Per partire non serve nemmeno allacciare la cintura di sicurezza o acquistare un biglietto aereo: il viaggio infatti inizia con un semplice clic e, proprio come se ci si trovasse ai Musei Vaticani, al Louvre, alla Galleria degli Uffizi, al Prado, a Villa Borghese o al Museo dell’Ermitage, ogni appassionato d’arte potrà fare un salto nel tempo di 500 anni alla scoperta della propria opera preferita o scoprirne di nuove.

 

Musei e opere

L’Italia guadagna il podio. Anche in questa occasione, il Bel Paese occupa un posto d’eccezione nel viaggio all’insegna dell’arte. Da nord a sud, passando per Milano, Brescia, Bergamo, Modena, Bologna, Firenze, Urbino, Città di Castello, Roma, Città del Vaticano e Napoli, sono 18 i centri culturali che si possono visitare virtualmente per ammirare opere del calibro della Stanza della Segnatura, dello Sposalizio della Vergine, della Dama col licorno e molti altri ancora.

 

Allargando il raggio d’azione e puntando verso la Francia, Parigi, Strasburgo e Chantilly sono le mete in cui l’aereo virtuale con livrea Musement farà tappa. Qui sono 18 le opere custodite nelle sale del Louvre, Museo Condé e Museo delle Belle Arti: Angelo, le Tre Grazie, San Michele e il drago, San Giorgio e il drago, Madonna d’Orleans, Belle Jardinière, Madonna del Diadema blu, Madonna del velo, Ritratto di Baldassarre Castiglione, Dio Padre benedicente tra due angeli, San Giovannino nel deserto, San Michele Sconfigge Satana, Sacra Famiglia di Francisco I, Ritratto di Dona Isabel de Requensens, Santa Margherita, Autoritratto con amico, Piccola Sacra Famiglia e Ritratto di giovane donna.

 

Per rivelare l’evoluzione del percorso artistico di Raffaello nel corso del tempo, necessario un pit-stop a Londra dove, tra la National Gallery ed il Victoria and Albert Museum, sono custodite 15 opere di altissimo spessore culturale. Ad aggiungersi all’appello delle più importanti istituzioni museali europee restano a questo punto solo il Prado di Madrid, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Museo di Belle Arti di Budapest, National Gallery of Scozia di Edimburgo e alcuni importanti centri culturali della Germania come il Gemäldegalerie e il Bode Museum di Berlino e l’Alte Pinakothek di Monaco di Baviera.

 

Per Musement il mondo non ha confini e per questo, con pochi click, sarà possibile lasciarsi incantare anche dalle tante opere di Raffaello custodite negli Stati Uniti d’America, in Brasile e in Russia dove, tra Detroit, New York, Pasadena, Worcester, Baltimora, Boston, Washington, San Paolo e San Pietroburgo, sono disponibili moltissime tavole di finissima pittura.

 

A tutti gli effetti un viaggio che, partendo da Urbino, conduce ai confini del mondo per riscoprire l’autenticità del pittore e architetto che in solo 37 anni di vita seppe cambiare le sorti della storia dell’arte a livello mondiale.

 

Un corso per partire con il piede giusto con questa affascinante tecnica pittorica.
I materiali corretti, le tecniche su bagnato e asciutto, la gestione di acqua e colori… sfruttando toni e contrasti per dare profondità ai propri disegni sintetizzando forme e composizioni.

 

L’associazione Sogno Numero2 aps Anteas organizza 5 incontri a Treviso (Borgo Mestre 107) per avvicinarsi all’arte dell’acquerello.

 

Gli incontri si terranno dalle 19.30 alle 21.30, secondo il seguente calendario:

• Ottobre: lun. 7, lun. 14, merc. 23, lun. 28
• Novembre: lun. 4

 

Minimo 6 persone.

 

Nella giornata di oggi, sabato 22 giugno, e in un secondo appuntamento, sabato 13 luglio, presso la piazza eventi Unieuro del centro commerciale Auchan Porte di Mestre, i pittori dell’associazione “La Torre” allestiranno un’esposizione delle loro opere pittoriche e dipingeranno dal vivo. Il tema trattato sarà quello dell’arrivo dell’estate, con i suoi fiori e colori.

 

L’evento rientra nell’ambito del filone “Painting Therapy – l’Atelier del Pittore”. Un appuntamento ormai consolidato per mostrare al pubblico come nasce un quadro e quali siano le tecniche e gli strumenti necessari a creare un’opera d’arte. I pittori sono a disposizione degli interessati per spiegare le loro idee artistiche, dipingendo dal vivo e trasformando la piazza Eventi in un vero e proprio atelier. Dopo la pausa estiva del mese di agosto, i pittori riprenderanno il ciclo di appuntamenti domenica 15 settembre.

 

L’associazione “La Torre” è un riferimento della cultura in terraferma. Dal 1999, oltre alle tradizionali mostre mensili nella storica via Palazzo in centro a Mestre, i soci partecipano a diverse manifestazioni di carattere regionale. Il gruppo si impegna inoltre nel diffondere e mantenere viva l’attenzione e l’interesse per l’arte.

Venezia si fa promotrice della cultura giovanile contemporanea con il concorso “Artefici del nostro tempo”. Lanciato dal Comune lo scorso 8 febbraio, il progetto è giunto alla sua realizzazione, con l’inaugurazione della mostra dei vincitori a Ca’ Pesaro e la premiazione dei primi tre classificati per ciascuna delle 6 sezioni del bando.

 

La risposta al bando è stata massiccia: sono state presentate complessivamente 2262 candidature (161 per la poesia visiva, 76 per la street art, 1286 per la pittura, 77 per i video clip musicali, 98 per il fumetto e 694 per la fotografia) da parte di autori tra i 18 e i 35 anni.

 

 

I vincitori del concorso

Le opere che si sono aggiudicate il primo premio sono:

 

• la poesia visiva Aversa FS – Poesia di Giovanni Vanacore di Alessandro Durso 

 

 

La Giuria concorda nell’assegnare il primo premio alla poesia visiva di Alessandro Durso, AVERSA FS – Poesia di Giovanni Vanacore, ritenendola un lavoro che manifesta un profondo messaggio poetico calibrato attraverso un testo connotato da un’originale scelta lessicale. Secondo la Giuria la scelta di utilizzare il video quale inedito supporto per una poesia visiva è apprezzabile, anche perché l’artista ha saputo piegare tale mezzo tecnologico alle proprie esigenze poetiche, rendendolo strumento atto a veicolare la propria voce nella sua migliore valenza espressiva.

 

 

il videoclip musicale Mostarda di Gloria Maria Gorreri 

 

 

La Giuria concorda all’unanimità nell’assegnare il primo premio al videoclip Mostarda di Gloria Maria Gorreri, ritenendolo lavoro che integra molto bene la canzone, la musica e il girato di immagini originali, corredate da bella fotografia. È opera complessivamente di buona fattura nell’esecuzione musicale, nelle riprese, e nel montaggio ben realizzati, molto piacevole alla visione e all’ascolto.

 

 

il dipinto 1.68 ricordo su misura di Gabriele Siniscalco

 

 

L’opera di Gabriele Siniscalco 1.68 Ricordo su misura viene premiata per l’originalità del progetto, la complessità della realizzazione, la tecnica di esecuzione e la suggestiva presentazione multimediale. La ricerca della tridimensionalità ed il movimento cinetico rendono il risultato artistico una sorta di grande e animato flip book.

 

 

il fumetto Il regalo di Emanuele Simoncini 

Motivazione della giuria: per l’originalità grafica, storia e messaggio buoni; regia che garantisce la leggibilità dell’opera ed espressività dei volti.

 

 

il lavoro di Street art Wait di Gioele Bertin 

 

 

La Giuria ne ha premiato la qualità del disegno, la composizione, il senso pittorico e cromatico. L’opera è declinabile su diversi supporti, dalla tela al muro.

 

 

la fotografia Il tempo dell’analisi di Valeria Annunziata Salvo 

 

 

La Giuria ha voluto premiare la capacità di aver saputo valorizzare, attraverso una tecnica impeccabile, gli aspetti apparentemente minori della natura, assunti a metafora dei valori nascosti da riscoprire.

 

 

“Tutto è nato da un incontro che ho avuto con il sindaco di San Paolo in Brasile – ha ricordato il sindaco Brugnaro – città che ospita un’altra famosa Biennale d’Arte, durante il quale è emersa la necessità di dare spazio ai giovani e alle nuove discipline artistiche. L’idea è di aprire la città alla creatività. Ecco allora che le prime opere classificate verranno esposte qui a Ca’ Pesaro, luogo in cui nel ‘900 si promuoveva l’arte moderna, e a rotazione al Padiglione Venezia, dove da tre anni a questa parte puntiamo ad esporre la miglior produzione della città. Ma tutte le 60 finaliste saranno visibili al pubblico anche a Mestre, che è il luogo della modernità. La città nel suo complesso vuole essere aperta ai giovani e vogliamo che la produzione culturale possa tornare ad esserne una parte integrante. Questo è il senso di ‘Artefici del nostro tempo’. Per l’anno prossimo contiamo di fare di più e meglio, nel senso che vogliamo trovare ulteriori spazi e spero anche di riuscire a portare alcune opere alla Biennale brasiliana”.

 

 

Dove vedere le 60 opere finaliste

Quest’ultime – come ha avuto modo di spiegare Giovanna Zabotti – saranno esposte, dal 15 giugno a rotazione, ogni 15 giorni, anche al Padiglione Venezia, nel corso della 58esima Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, mentre tutte le 60 finaliste saranno visibili a Mestre a partire dal 14 giugno, sempre fino al 24 novembre, tra il Centro Culturale Candiani e Forte Marghera (qui in particolare le 10 opere di Street Art, per gli spazi disponibili che consentiranno proiezioni e applicazioni su supporti diversi).

Ai primi tre classificati del concorso è andato inoltre un contributo pari a 3mila, 2mila e mille euro.

Dopo l’appuntamento di venerdì 12 aprile, domenica 28 aprile (ore 10), i pittori dell’associazione La Torre allestiranno una nuova esposizione delle loro opere pittoriche presso la piazza eventi Unieuro del centro commerciale Auchan Porte di Mestre, dove dipingeranno dal vivo. Il tema trattato sarà ancora una volta l’arrivo della primavera, con i suoi fiori e colori.

 

L’evento rientra nell’ambito del filone “Painting Therapy – l’Atelier del Pittore”, un appuntamento ormai consolidato per mostrare al pubblico come nasce un quadro e quali sono le tecniche e gli strumenti necessari a creare un’opera d’arte.

 

L’associazione “La Torre”

Dal 1999, oltre alle tradizionali mostre mensili nella storica via Palazzo, in centro a Mestre, i soci partecipano a diverse manifestazioni di carattere regionale. Il gruppo si impegna inoltre nel diffondere e mantenere viva l’attenzione e l’interesse per l’arte.

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