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Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita

 

Vincenzo (Enzo) Loria – Pittore
(n. a Caccuri, Calabria, nel 1948)

Enzo Loria rappresenta una tra le tante storie di persone che negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso in massa arrivavano al Nord dal Meridione d’Italia, perché lì non si trovava lavoro e la disoccupazione praticamente si aggirava intorno al cento per cento della popolazione.

 

Approdato a Mogliano aveva trovato subito da lavorare al Cotonificio Veneto Olcese di via Torni. Ma ben presto il Cotonificio chiuse definitivamente i battenti. Lui perse il lavoro e da allora non è più riuscito a trovare un’occupazione stabile e gratificante.

 

In assenza di alternative accettabili per sopravvivere non ha disdegnato però di svolgere lavori modesti e saltuari.

Circostanza questa che gli ha permesso però di dedicarsi quasi a tempo pieno alla pittura, utilizzando il suo abbondante tempo libero fin da subito all’arte pittorica, verso la quale si sentiva maggiormente portato e della quale ha vissuto e vive tutt’ora.

 

In tutti i suoi quadri ha adoperato uno stile originale, tutto suo e personalissimo, senza imitare nessuno fin dai primi lavori. La sua tecnica è fatta non di pennellate ma dall’insieme di minuscoli puntini variopinti che colorano le immagini ed i paesaggi che lui intende rappresentare. In pratica un meraviglioso mosaico multicolore simile a quelli della migliore tradizione.

 

A Mogliano ha frequentato assiduamente l’Artis Domus e il Centro Artistico Piranesi, fondato e presieduto dal Prof. Giancarlo Zaramella, sotto la cui guida illuminata ha mosso i primi passi verso l’arte pittorica.

 

Fortemente schivo e restio ad ogni logica di mercato, difficilmente è propenso a cedere i suoi lavori, ma è più incline a conservarli. Per far conoscere la sua arte ha allestito moltissime mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero, attirando l’attenzione di numerosi critici d’arte di grande rilievo e riscuotendo un grande successo in chiunque abbia visitato le sue mostre.

 

Nei suoi quadri preferisce i colori tenui a quelli sgargianti, e nelle sue opere non nasconde una certa malinconia, forse causata dalla nostalgia della sua meravigliosa terra d’origine, la Calabria.

 

Il suo oggetto preferito è la laguna veneta “della quale egli dipinge nei suoi quadri non tanto il paesaggio lagunare, quanto il sentimento che esso suscita nell’autore” (Luigi Scala). Le sue pennellate mostrano delle sfumature che danno l’idea di una tenue nebbiolina che toglie alle sue opere il senso del tempo ed infonde nell’animo umano un senso di lirismo e sentimenti di pace, di serenità ed amore per il bello ed il giusto.

 

Nel vasto firmamento delle stelle che dedicano giorno per giorno alla pittura e all’arte più genericamente la loro passione Enzo Loria rappresenta un talento puro ed assoluto per bravura e dedizione a quella che col tempo è diventata la sua professione.

 

Enzo, la mia massima ammirazione ed i complimenti più sinceri con l’augurio che tu possa raggiungere ulteriori traguardi e riconoscimenti gratificanti!                

 

Photo Credits: G. Marino

Raffaello, se parliamo di genio e arte alzi lo smartphone, il tablet, l’app chi non lo ha mai sentito nominare. La grande mostra alle scuderie del Quirinale a lui dedicata, inaugurata il 5 marzo e sospesa dopo solo tre giorni in seguito all’emergenza Coronavirus trasloca online con un programma allettante.

 

Sono ben 500 anni dalla scomparsa del genio di Urbino e questo è il più grande evento espositivo a lui dedicato. 204 dipinti, di cui ben 120 firmati dal protagonista che restano ben custodite nel museo con l’attesa febbrile di aprire per fruire. Perché la cultura unisce e accalora, e serve per vivere, sognare, amare. Che poi è il migliore dei modi per sostenere la vita.

 

Oggi per ingannare piacevolmente il “live”, approfondimenti, videoracconti, backstage sono pronti a tenerci compagnia sui social sotto l’hashtag #Raffaellooltrelamostra: per contemplare e ammirare i segreti sull’arte del Divin Pittore.

 

Inoltre per la mera e indissolubile cronaca due importanti progetti si inerpicano all’orizzonte. Il primo è quello del regista britannico Phil Grabsky che ci promette un nuovo racconto in esclusiva per il cinema. Un altro porta la firma di Sky Arte per La Grande Arte al Cinema. Diretto da Maurizio Ferrari, Raffaello.

 

Il giovane prodigio dovrebbe avere un mood particolare ed esplorare il mondo del genio urbinate a partire dai suoi favolosi ritratti femminili. 10 metri avanti e capolavori assoluti, Raffaello promette e mantiene, sempre.

 

Mauro Lama
#Instacult

Oltre 100 opere, 11 paesi e 30 città. Musement propone un percorso digitale alla scoperta di Raffaello, per scoprire le opere dell’artista nel Cinquecentenario della sua morte

 

Musement, il servizio leader per la prenotazione di esperienze di viaggio in tutto il mondo, celebra l’anniversario dei 500 anni dalla morte di Raffaello, lanciando un messaggio forte e chiaro: non dimenticare la cultura, soprattutto in occasione di questa importante ricorrenza. Proprio per questo motivo la piattaforma inaugura Raffaello500, un percorso museale virtuale alla scoperta dei capolavori più famosi ed alcune delle gemme artistiche meno conosciute dell’artista, custodite ora nelle più celebri istituzioni culturali del mondo. Un museo virtuale che associa arte e scoperta e, allo stesso tempo, uno strumento in grado di far viaggiare stando comodamente seduti davanti al proprio laptop, tablet o smartphone, tra 11 paesi e più di 30 città che ospitano oggi oltre 100 delle più importanti opere che hanno segnato la carriera artistica del genio di Urbino. L’intento è quello quindi di ispirare tutti gli esploratori virtuali e dare loro la possibilità di lasciarsi incantare da uno dei geni più importanti della storia, in occasione di una ricorrenza degna di ogni nota.

 

 

 

Tra Italia, Spagna, Francia, Inghilterra, Germania, Scozia, Ungheria, Austria, Russia, Stati Uniti d’America e Brasile sono più di 30 le città incluse in questo lungo viaggio digitale alla scoperta dell’evoluzione artistica di Raffaello. Per partire non serve nemmeno allacciare la cintura di sicurezza o acquistare un biglietto aereo: il viaggio infatti inizia con un semplice clic e, proprio come se ci si trovasse ai Musei Vaticani, al Louvre, alla Galleria degli Uffizi, al Prado, a Villa Borghese o al Museo dell’Ermitage, ogni appassionato d’arte potrà fare un salto nel tempo di 500 anni alla scoperta della propria opera preferita o scoprirne di nuove.

 

Musei e opere

L’Italia guadagna il podio. Anche in questa occasione, il Bel Paese occupa un posto d’eccezione nel viaggio all’insegna dell’arte. Da nord a sud, passando per Milano, Brescia, Bergamo, Modena, Bologna, Firenze, Urbino, Città di Castello, Roma, Città del Vaticano e Napoli, sono 18 i centri culturali che si possono visitare virtualmente per ammirare opere del calibro della Stanza della Segnatura, dello Sposalizio della Vergine, della Dama col licorno e molti altri ancora.

 

Allargando il raggio d’azione e puntando verso la Francia, Parigi, Strasburgo e Chantilly sono le mete in cui l’aereo virtuale con livrea Musement farà tappa. Qui sono 18 le opere custodite nelle sale del Louvre, Museo Condé e Museo delle Belle Arti: Angelo, le Tre Grazie, San Michele e il drago, San Giorgio e il drago, Madonna d’Orleans, Belle Jardinière, Madonna del Diadema blu, Madonna del velo, Ritratto di Baldassarre Castiglione, Dio Padre benedicente tra due angeli, San Giovannino nel deserto, San Michele Sconfigge Satana, Sacra Famiglia di Francisco I, Ritratto di Dona Isabel de Requensens, Santa Margherita, Autoritratto con amico, Piccola Sacra Famiglia e Ritratto di giovane donna.

 

Per rivelare l’evoluzione del percorso artistico di Raffaello nel corso del tempo, necessario un pit-stop a Londra dove, tra la National Gallery ed il Victoria and Albert Museum, sono custodite 15 opere di altissimo spessore culturale. Ad aggiungersi all’appello delle più importanti istituzioni museali europee restano a questo punto solo il Prado di Madrid, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Museo di Belle Arti di Budapest, National Gallery of Scozia di Edimburgo e alcuni importanti centri culturali della Germania come il Gemäldegalerie e il Bode Museum di Berlino e l’Alte Pinakothek di Monaco di Baviera.

 

Per Musement il mondo non ha confini e per questo, con pochi click, sarà possibile lasciarsi incantare anche dalle tante opere di Raffaello custodite negli Stati Uniti d’America, in Brasile e in Russia dove, tra Detroit, New York, Pasadena, Worcester, Baltimora, Boston, Washington, San Paolo e San Pietroburgo, sono disponibili moltissime tavole di finissima pittura.

 

A tutti gli effetti un viaggio che, partendo da Urbino, conduce ai confini del mondo per riscoprire l’autenticità del pittore e architetto che in solo 37 anni di vita seppe cambiare le sorti della storia dell’arte a livello mondiale.

 

Un corso per partire con il piede giusto con questa affascinante tecnica pittorica.
I materiali corretti, le tecniche su bagnato e asciutto, la gestione di acqua e colori… sfruttando toni e contrasti per dare profondità ai propri disegni sintetizzando forme e composizioni.

 

L’associazione Sogno Numero2 aps Anteas organizza 5 incontri a Treviso (Borgo Mestre 107) per avvicinarsi all’arte dell’acquerello.

 

Gli incontri si terranno dalle 19.30 alle 21.30, secondo il seguente calendario:

• Ottobre: lun. 7, lun. 14, merc. 23, lun. 28
• Novembre: lun. 4

 

Minimo 6 persone.

 

Nella giornata di oggi, sabato 22 giugno, e in un secondo appuntamento, sabato 13 luglio, presso la piazza eventi Unieuro del centro commerciale Auchan Porte di Mestre, i pittori dell’associazione “La Torre” allestiranno un’esposizione delle loro opere pittoriche e dipingeranno dal vivo. Il tema trattato sarà quello dell’arrivo dell’estate, con i suoi fiori e colori.

 

L’evento rientra nell’ambito del filone “Painting Therapy – l’Atelier del Pittore”. Un appuntamento ormai consolidato per mostrare al pubblico come nasce un quadro e quali siano le tecniche e gli strumenti necessari a creare un’opera d’arte. I pittori sono a disposizione degli interessati per spiegare le loro idee artistiche, dipingendo dal vivo e trasformando la piazza Eventi in un vero e proprio atelier. Dopo la pausa estiva del mese di agosto, i pittori riprenderanno il ciclo di appuntamenti domenica 15 settembre.

 

L’associazione “La Torre” è un riferimento della cultura in terraferma. Dal 1999, oltre alle tradizionali mostre mensili nella storica via Palazzo in centro a Mestre, i soci partecipano a diverse manifestazioni di carattere regionale. Il gruppo si impegna inoltre nel diffondere e mantenere viva l’attenzione e l’interesse per l’arte.

Venezia si fa promotrice della cultura giovanile contemporanea con il concorso “Artefici del nostro tempo”. Lanciato dal Comune lo scorso 8 febbraio, il progetto è giunto alla sua realizzazione, con l’inaugurazione della mostra dei vincitori a Ca’ Pesaro e la premiazione dei primi tre classificati per ciascuna delle 6 sezioni del bando.

 

La risposta al bando è stata massiccia: sono state presentate complessivamente 2262 candidature (161 per la poesia visiva, 76 per la street art, 1286 per la pittura, 77 per i video clip musicali, 98 per il fumetto e 694 per la fotografia) da parte di autori tra i 18 e i 35 anni.

 

 

I vincitori del concorso

Le opere che si sono aggiudicate il primo premio sono:

 

• la poesia visiva Aversa FS – Poesia di Giovanni Vanacore di Alessandro Durso 

 

 

La Giuria concorda nell’assegnare il primo premio alla poesia visiva di Alessandro Durso, AVERSA FS – Poesia di Giovanni Vanacore, ritenendola un lavoro che manifesta un profondo messaggio poetico calibrato attraverso un testo connotato da un’originale scelta lessicale. Secondo la Giuria la scelta di utilizzare il video quale inedito supporto per una poesia visiva è apprezzabile, anche perché l’artista ha saputo piegare tale mezzo tecnologico alle proprie esigenze poetiche, rendendolo strumento atto a veicolare la propria voce nella sua migliore valenza espressiva.

 

 

il videoclip musicale Mostarda di Gloria Maria Gorreri 

 

 

La Giuria concorda all’unanimità nell’assegnare il primo premio al videoclip Mostarda di Gloria Maria Gorreri, ritenendolo lavoro che integra molto bene la canzone, la musica e il girato di immagini originali, corredate da bella fotografia. È opera complessivamente di buona fattura nell’esecuzione musicale, nelle riprese, e nel montaggio ben realizzati, molto piacevole alla visione e all’ascolto.

 

 

il dipinto 1.68 ricordo su misura di Gabriele Siniscalco

 

 

L’opera di Gabriele Siniscalco 1.68 Ricordo su misura viene premiata per l’originalità del progetto, la complessità della realizzazione, la tecnica di esecuzione e la suggestiva presentazione multimediale. La ricerca della tridimensionalità ed il movimento cinetico rendono il risultato artistico una sorta di grande e animato flip book.

 

 

il fumetto Il regalo di Emanuele Simoncini 

Motivazione della giuria: per l’originalità grafica, storia e messaggio buoni; regia che garantisce la leggibilità dell’opera ed espressività dei volti.

 

 

il lavoro di Street art Wait di Gioele Bertin 

 

 

La Giuria ne ha premiato la qualità del disegno, la composizione, il senso pittorico e cromatico. L’opera è declinabile su diversi supporti, dalla tela al muro.

 

 

la fotografia Il tempo dell’analisi di Valeria Annunziata Salvo 

 

 

La Giuria ha voluto premiare la capacità di aver saputo valorizzare, attraverso una tecnica impeccabile, gli aspetti apparentemente minori della natura, assunti a metafora dei valori nascosti da riscoprire.

 

 

“Tutto è nato da un incontro che ho avuto con il sindaco di San Paolo in Brasile – ha ricordato il sindaco Brugnaro – città che ospita un’altra famosa Biennale d’Arte, durante il quale è emersa la necessità di dare spazio ai giovani e alle nuove discipline artistiche. L’idea è di aprire la città alla creatività. Ecco allora che le prime opere classificate verranno esposte qui a Ca’ Pesaro, luogo in cui nel ‘900 si promuoveva l’arte moderna, e a rotazione al Padiglione Venezia, dove da tre anni a questa parte puntiamo ad esporre la miglior produzione della città. Ma tutte le 60 finaliste saranno visibili al pubblico anche a Mestre, che è il luogo della modernità. La città nel suo complesso vuole essere aperta ai giovani e vogliamo che la produzione culturale possa tornare ad esserne una parte integrante. Questo è il senso di ‘Artefici del nostro tempo’. Per l’anno prossimo contiamo di fare di più e meglio, nel senso che vogliamo trovare ulteriori spazi e spero anche di riuscire a portare alcune opere alla Biennale brasiliana”.

 

 

Dove vedere le 60 opere finaliste

Quest’ultime – come ha avuto modo di spiegare Giovanna Zabotti – saranno esposte, dal 15 giugno a rotazione, ogni 15 giorni, anche al Padiglione Venezia, nel corso della 58esima Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, mentre tutte le 60 finaliste saranno visibili a Mestre a partire dal 14 giugno, sempre fino al 24 novembre, tra il Centro Culturale Candiani e Forte Marghera (qui in particolare le 10 opere di Street Art, per gli spazi disponibili che consentiranno proiezioni e applicazioni su supporti diversi).

Ai primi tre classificati del concorso è andato inoltre un contributo pari a 3mila, 2mila e mille euro.

Dopo l’appuntamento di venerdì 12 aprile, domenica 28 aprile (ore 10), i pittori dell’associazione La Torre allestiranno una nuova esposizione delle loro opere pittoriche presso la piazza eventi Unieuro del centro commerciale Auchan Porte di Mestre, dove dipingeranno dal vivo. Il tema trattato sarà ancora una volta l’arrivo della primavera, con i suoi fiori e colori.

 

L’evento rientra nell’ambito del filone “Painting Therapy – l’Atelier del Pittore”, un appuntamento ormai consolidato per mostrare al pubblico come nasce un quadro e quali sono le tecniche e gli strumenti necessari a creare un’opera d’arte.

 

L’associazione “La Torre”

Dal 1999, oltre alle tradizionali mostre mensili nella storica via Palazzo, in centro a Mestre, i soci partecipano a diverse manifestazioni di carattere regionale. Il gruppo si impegna inoltre nel diffondere e mantenere viva l’attenzione e l’interesse per l’arte.

Dopo il successo dell’esposizione di apertura “Passione e Giustizia”, conclusasi lo scorso gennaio, Jorge R. Pombo prosegue il dialogo con i dipinti di Tintoretto alla Scuola Grande di San Rocco a Venezia.

 

 

Il pittore spagnolo questa volta ha scelto di rivisitare sette capolavori del Maestro del Rinascimento veneziano che raffigurano altrettanti momenti paradigmatici della vita terrena della Vergine Maria: AnnunciazioneFuga in EgittoStrage degli InnocentiMaria in meditazioneMaria EgiziacaCrocifissioneAssunzione.

 

 

Un omaggio universale alla femminilità, alla donna come madre, creatura e creatrice, che trova nella figura della Madonna il suo archetipo.

 

 

Questo secondo ciclo di “variazioni”, dal titolo “Tintoretto – Pombo, Maternità e Passione”, resterà in esposizione dal 11 maggio al 20 agosto, coninaugurazione venerdì 10 maggio alla presenza dell’artista.

 

 

I quadri – che misurano 2,2 x 3,3 mt. – saranno collocati a fianco degli originali di Tintoretto nella Sala terrena della Scuola Grande di San Rocco, creando un dialogo ideale e di notevole impatto visivo ed emotivo tra pittura rinascimentale e interpretazione contemporanea, ed evidenziando la forza atemporale delle opere del Maestro.

 

 

Il progetto di Jorge R. Pombo è l’unico dedicato a Tintoretto in Italia nel 2019.

 

La mostra “Tintoretto – Pombo, Maternità e Passione” è curata da Sandro Orlandi Stagl con Frederick Ilchman e testo di Gabriella Belli. Nel libro la prefazione è del Patriarca di Venezia Francesco Moraglia e l’introduzione del Guardian Grando, Franco Posocco. La produzione è di ARTantide.com Gallery in collaborazione con Scuola Grande di San Rocco e il Movimento Arte Etica.

 

POMBO E LA FIGURA DI MARIA NEL TINTORETTO

 

“Ho scelto Maria, come protagonista, come omaggio alla femminilità e come principale persona danneggiata dalla sofferenza generata durante la Passione, purtroppo tante volte relegata in secondo piano – spiega Pombo -. E non potevo ritrovare tutti questi significati se non nei dipinti di Tintoretto. Mi sembra anche un ottimo momento storico per affermare l’importanza della figura femminile e della madre”.

 

 

Il tema della maternità è un argomento trattato dal pittore rinascimentale con particolare cura, varietà e sensibilità rispetto alla condizione della donna e della madre. Tuttavia, Tintoretto ci racconta che la figura femminile è anche metafora della contemplazione, della meditazione, forse della preghiera stessa, il sentimento più misterioso e segreto che l’uomo possa avvertire.

 

 

Le variazioni di Pombo, al cospetto degli originali del maestro veneziano, istituiscono una sequenza di coppie figurative che spingono anche a una riflessione generale sulla famiglia, sui suoi problemi e difficoltà, che trovano spesso un drammatico riscontro nella condizione del mondo femminile.

 

 

In tale prospettiva anche Jorge R. Pombo, con Jacopo Tintoretto, ci ricorda che il significato dell’arte non è solo quello della bellezza e dell’armonia, ma anche quello dell’ammonimento e della (com)passione.

 

Il metodo di lavoro di Pombo

 

Pombo è probabilmente l’artista contemporaneo, assieme al grande pittore informale veneziano Emilio Vedova, che si è confrontato in modo più profondo con Tintoretto. Il legame con la sua pittura non è mai allusivo, ma dichiarato. Le sue “variazioni” prendono vita e significato proprio dalla dualità del passato e del presente e dello status quo e dalla sua distruzione. Allo stesso tempo le sue opere vivono anche del loro opposto: è la rigenerazione della pittura attraverso la negazione del passato, la storia che si perpetua nel presente, il riscatto dell’immaginario creativo contemporaneo sulla tradizione.

 

 

Nella pittura di Jorge R. Pombo la storia dell’arte è all’origine di quell’inganno visivo che alimenta l’ambiguità della sua ricerca, è dunque una finzione che si perpetua sul palcoscenico del mondo, ma è una spinta necessaria alla ricostruzione spirituale sulle macerie del passato. Nella sua visione, arte e religione si intersecano nell’espressione di un’armonia superiore. Le sue tele riflettono il senso profondo di speranza, di sogno, di fiducia e di giustizia in un mondo fatto di valori e di riferimenti condivisi, per riflettere sul complesso delle leggi morali che andrebbero promosse con forza in ogni spazio e ogni tempo.

 

 

La mostra di Venezia fa parte di un più ampio ciclo di opere che Jorge R. Pombo ha dedicato di recente a Tintoretto, già esposto sia alla Scuola Grande di San Rocco a Venezia, sia ad ARTantide.com Gallery a Verona (settembre 2018 – gennaio 2019) con le 25 variazioni de “La strage degli innocenti” – la cui opera principale è stata acquisita a titolo definitivo dalla Scuola.

 

JORGE R. POMBO, UNA TECNICA PITTORICA ORIGINALE

 

L’artista è divenuto famoso per la sua originale rivisitazione della pittura classica, che riproduce svuotando la figurazione con azioni di cancellazione a sfumature; questo per recuperare in modo plastico le “macchie”, le campiture di colore, che sente ancora vive e interessanti al tempo di oggi.

 

 

Pombo riproduce fedelmente le opere originali, sfumandole in un secondo momento con speciali solventi; versati sulla tela in posizione orizzontale, richiamando la tecnica dell’action painting americano. Tecnica che dona all’opera un effetto ottico di notevole impatto, spiazzante, fortemente dinamico.

 

 

Dal suo lavoro emerge prepotente l’influenza della pittura americana degli anni ’50, di Jackson Pollock e Barnett Newman, di Cage e di Cunningham.

 

 

Il tema centrale della sua poetica è la riflessione sul motivo della pittura in se stessa, concentrandosi sulla dimensione plastica e artistica delle opere. Mentre la molteplicità delle versioni/variazioni compone la complessità del rapporto dell’artista, qui impostato con il maestro del Rinascimento veneziano, Tintoretto.

 

 

Jorge R. Pombo

 

Nato a Barcellona (Spagna) nel 1973, all’età di 24 anni (nel 1998) si trasferisce a Parigi attratto istintivamente dall’arte e dalla storia della città. Nel 1999 torna nuovamente a Barcellona e avvia una serie di soggiorni in destinazioni con contrasti culturali partendo dall’Artico, soprattutto Groenlandia e Siberia, attratto dal paesaggio ghiacciato e dalle condizioni climatiche estreme. In futuro farà lo stesso per altri luoghi, come il Tibet o l’India.

 

 

Sempre mosso da una curiosità sull’antropologia naturale, nel 2010 si trasferisce a New York, sedotto dalla sua energia caotica, e dove ha vissuto per quasi cinque anni; approfondendo lo studio dei pittori dell’espressionismo astratto e, soprattutto, l’affermazione del Black Mountain College. Nel 2015 ha cambiato residenza scegliendo Reggio Emilia, dove attualmente lavora.

 

 

Espone regolarmente in gallerie in Spagna, Italia, Francia, Germania, Stati Uniti e Cina. Ha inoltre esposto il suo lavoro in istituzioni come il Wallraf-Richartz Museum (Colonia), Il Grande Museo del Duomo (Milano), il Museo Archeologico Nazionale (Venezia), Palazzo da Mosto (Reggio Emilia) e Fundaciò Can Framis (Barcellona).

LE IMMAGINI DELLE OPERE DI J. POMBO IN ALLEGATO SONO DISPONIBILI SU RICHIESTA ANCHE AD ALTA RISOLUZIONE 

L’assessore comunale alla Coesione sociale, Simone Venturini, è intervenuto questa mattina al Museo del merletto di Burano all’anteprima della mostra “Pittura di luce. Burano e i suoi pittori”. A illustrare il percorso espositivo sono state le curatrici della mostra, Chiara Squarcina ed Elisabetta Barisoni.

 

La mostra

La mostra espone opere di pittori buranelli come Gino Rossi, Umberto Moggioli e Pio Semeghini; questi nel primo decennio del secolo scorso furono protagonisti del movimento artistico veneziano di Ca’ Pesaro, al centro di un vivace dibattito sull’arte moderna.

 

La storia

In quegli anni l’isola divenne una sorta di luogo idilliaco dove ritrarre “en plein air” la natura, i paesaggi sospesi tra acqua e cielo, i colori delle sue case e i suoi abitanti. La fine di questa prima stagione artistica arrivò con lo scoppio della Prima guerra mondiale. Ma la storia della pittura e dei pittori a Burano continuò per buona parte del secolo; questo sempre a fianco dell’avventura dei “capesarini”, fra i quali troviamo anche il trevigiano Nino Springolo e il veneziano Fioravante Seibezzi.

 

Le parole dell’assessore

“Spesso, fuori Venezia, la grande tradizione della pittura di Burano non è conosciuta, se non dagli addetti ai lavori. Era importante quindi che i tesori di artisti di Burano custoditi dai Musei civici di Venezia non fossero esposti solamente a Ca’ Pesaro, ma tornassero a casa in quest’isola, come omaggio ai pittori che hanno raccontato nei loro quadri questo luogo straordinario ma anche ai suoi abitanti”, ha dichiarato l’assessore Venturini.

 

Ringraziando la Fondazione Musei civici per aver organizzato la mostra, l’assessore Venturini ha poi aggiunto: “Questa esposizione è un altro importante tassello del percorso di riscoperta e valorizzazione della ricchezza immateriale di Burano. Non solo luoghi e paesaggi, ma uno straordinario patrimonio di tradizioni che non può andare perduto e che resta al centro delle attenzioni dell’Amministrazione comunale”.

 

Nel corso della mattinata l’assessore Venturini ha inoltre fatto visita, al Centro Galuppi, agli anziani del “Progetto sollievo isola di Burano”; avviato due anni fa grazie alla collaborazione con l’associazione Alzheimer Venezia per venire incontro alle esigenze dei pazienti che abitano nell’isola e che soffrono di Alzheimer o di altre forme di demenza e offrire loro attività mirate per rallentare il decadimento cognitivo senza costringerli a spostarsi ogni giorno a Venezia.

 

Info

L’esposizione sarà visitabile dal 6 aprile 2019 all’8 gennaio 2020.

Per maggiori informazioni sulla mostra vi invitiamo a visitare il sito del Museo del merletto.

Domani, sabato 23 marzo, presso la piazza eventi fronte Unieuro del centro commerciale Auchan Porte di Mestre, i pittori dell’associazione La Torre allestiranno un’esposizione delle loro opere pittoriche e dipingeranno dal vivo, a partire dalle ore 10. Il tema trattato sarà “Venezia”.

 

L’evento rientra nell’ambito del filone “Painting Therapy – l’Atelier del Pittore”, appuntamento a cadenza mensile per mostrare al pubblico come nasce un quadro e quali siano le tecniche e gli strumenti necessari a creare un’opera d’arte.

 

L’associazione “La Torre” è un riferimento della cultura in terraferma. Dal 1999, oltre alle tradizionali mostre mensili nella storica via Palazzo in centro a Mestre, i soci partecipano a diverse manifestazioni di carattere regionale. Il gruppo si impegna inoltre nel diffondere e mantenere viva l’attenzione e l’interesse per l’arte.

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