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“Sull’emergenza Pfas Zaia non sposti l’attenzione su altri attori: visto che chiede al Governo di porre limiti nazionali pari a zero; anzitutto li realizzi qua in Veneto dove abbiamo la contaminazione più grande al mondo con 350 mila residenti e 50 Comuni coinvolti e arriva a danneggiare anche il delicato territorio di Rovigo”.
È quanto afferma Cristina Guarda, consigliera della Lista AMP, assieme ai colleghi Zanoni e Azzalin (Partito Democratico), Ruzzante (Liberi E Uguali) e Bartelle (Italia In Comune); commentando le affermazioni odierne del governatore che parla di ‘questione nazionale’.
“Perché non implementa e finanzia il sistema di analisi e filtraggio delle acque in Veneto, visto che ne ha la facoltà, come gli stiamo chiedendo da tempo? Parla di Pfas zero ma in realtà mica lo persegue in Veneto! – aggiungono i consiglieri – Già da novembre 2018 infatti proponiamo che il Governo decreti urgentemente limiti per tutti i Pfas. Crediamo sia necessario unificare la normativa a livello nazionale; in modo che l’Italia possa avere una voce più autorevole in Europa prima che venga definita la nuova direttiva Ue sulla qualità delle acque destinate al consumo umano.
Il ministro dell’Ambiente può agire subito e in piena autonomia, con decretazione di urgenza, come ha fatto con il Decreto Genova, per innalzare la quantità di idrocarburi ammessi nei fanghi di depurazione da spargere sui terreni, scelta dalle terribili conseguenze ambientali e sanitarie. Se l’ha fatto per una questione emergenziale, come ha ribadito, senza chiedere permessi a nessuno, non capiamo perché su questo tema, di enorme valore sociale e sanitario, non possa comportarsi in identico modo”.

«Siamo di fronte alla possibilità di scambi di favore avvenuti all’interno della Medicina legale di Padova al fine di permettere a soggetti con problemi di tossicodipendenza di riacquisire la patente di guida. Com’è possibile che a fronte di un’inchiesta giudiziaria sui referti medici alterati, che coinvolge anche il direttore della Medicina legale, la Giunta Zaia non sia intervenuta in alcun modo?».

 

Così il consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi E Uguali) a margine della seduta odierna; durante la quale la Giunta regionale ha risposto alla sua interrogazione “Presunti scambi di favori presso l’istituto di medicina legale di Padova? Quali interventi da parte della Giunta regionale?” presentata il 2 agosto 2018.

«La falsificazione avrebbe permesso ad alcuni soggetti di rimettersi alla guida, nonostante il test ancora positivo all’alcaloide della cocaina. Questa indagine – sottolinea Ruzzante – getta ombre sulla struttura del servizio sanitario regionale che dovrebbe garantire il corretto iter per riottenere la patente di guida. Non mi spiego perché a fronte dell’inchiesta non sia stata prevista una sospensione cautelare del direttore della Medicina legale. La Giunta Zaia è avvisata: su questo punto non mollo e presenterò un’altra interrogazione».

“Ci sono voluti 530 giorni (1 anno, cinque mesi e 14 giorni, tanto è passato dal fatidico referendum-truffa), ma alla fine il bluff presidente Zaia è crollato: addio residuo fiscale, addio al principio del 90% da trattenere per i Veneti, addio intesa “blindata” col governo e benvenuto iter parlamentare”. Questa l’accusa di Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Patrizia Bertelle (Italia in Comune) rivolta al governatore Luca Zaia e alla Lega; colpevoli secondo i due esponenti di aver beffato i veneti.
I due esponenti proseguono: “Ma ve la ricordate la proposta di legge per il Veneto regione a statuto speciale? Tutte balle, ieri a Roma il presidente ha confermato nei fatti quello che noi abbiamo sostenuto fin dall’inizio; ben prima della campagna elettorale-referendaria: prima di tutto che quella dei 9/10 del residuo fiscale è una fregnaccia bella e buona. Inoltre nessun progetto di autonomia può andare a compimento senza il necessario passaggio parlamentare”.
“Quando lo dicevamo, Zaia e i suoi ci davano dei disfattisti, dei gufi e chissà che altro. Hanno venduto fumo ai veneti per raccogliere consensi al referendum; poi hanno pure fatto una legge in cui all’articolo 2 si parla dei nove decimi di residuo fiscale”. Rincarano Ruzzante e Bertelle, che poi concludono.
“Il presidente ha cambiato idea? Chiediamo che Zaia venga subito a riferire in consiglio, ci deve spiegare perché ha presentato ieri al Parlamento una linea profondamente diversa da quella assunta nella campagna referendaria e nella proposta di legge votata dal Consiglio Regionale, perché ci ha fatto votare su un bluff? Ma soprattutto ha il dovere nei confronti dei veneti di confessare che li ha presi in giro e che da questa autonomia il Veneto non riceverà un euro in più, anche con il suo consenso!”

Ruzzante (Liberi e Uguali): “Un consiglio regionale straordinario dedicato alla montagna. Stavolta davvero”

 

Torniamo in montagna, torniamo a Rocca Pietore per spiegare ai cittadini cosa si sta facendo per rimettere in sesto quei territori martoriati e, soprattutto, per far tesoro di quel che è avvenuto. Andiamo a dire chiaramente qual è l’impegno del Consiglio regionale in termini di prevenzione, perché simili catastrofi non debbano più ripetersi“. Questa la proposta di Piero Ruzzante, consigliere regionale di Liberi e Uguali, nella seduta di ieri, 04 dicembre, del Consiglio regionale del Veneto dedicata alla sessione di bilancio.

 

Torniamo a Rocca Pietore, stavolta per affrontare un problema concreto: non come il 24 settembre – ricorda Ruzzante -, quando la Lega ci ha imposto una discussione pretestuosa e propagandistica, un litigio con Trento e con Roma: paradossale, se si pensa che la Lega governa sia a Roma che, adesso, anche a Trento. E la conferma è che il problema che allora veniva posto, quello del confine sulla Marmolada, se lo sono dimenticati tutti: che fine ha fatto l’ordine del giorno approvato dalla maggioranza? Nessuno lo ricorda, a partire dalla Lega. Eppure stiamo parlando di poche settimane fa“.

 

All’epoca ho provato a porre una serie di problemi relativi alla montagna, alle sue specificità e agli interventi necessari: mi è stato risposto picche, la priorità era discutere di un confine tracciato oltre un secolo fa. Un mese dopo, il diluvio ha riportato alta l’attenzione sul tema del rischio idrogeologico e del cambiamento climatico: ma bisogna uscire dall’ottica dell’emergenza e cambiare radicalmente modello di sviluppo. Quello della Marmolada non è un caso isolato, la Lega continua ad utilizzare il Consiglio regionale per discutere provvedimenti “show”, di pura propaganda, come la leva obbligatoria, finita per fortuna nel dimenticatoio. Con una novità – sottolinea Ruzzante -: adesso che la Lega è al governo del Paese ed ha una dimensione nazionale, notiamo che ci sono (o vorrebbero esserci) due Leghe: quella romana e quella del territorio, in apparente contrasto su molti temi.

 

Primo tra tutti, l’autonomia: è chiaro – osserva il consigliere di Liberi e Uguali – che lo scontro non è sulle materie ma sui soldi, con Zaia che in campagna elettorale aveva fissato l’asticella a 21 miliardi per poi abbassarla a 18 subito dopo il referendum. La “Lega nazionale” di Salvini potrà mai approvare una legge che prevede un simile trasferimento di risorse al Veneto?. Il territorio del Veneto – conclude Ruzzante – non merita di essere in ostaggio di queste schermaglie tra le due Leghe: fare un po’ di confusione è utile a nascondere i problemi nel breve periodo ma prima o poi i nodi vengono al pettine e, come insegna Rocca Pietore, la storia a volte ha accelerate improvvise“.

 

 

«Non bastano gli annunci alla stampa, se è stato commesso un errore nei confronti dei cittadini non comunitari va riparato. La Giunta Zaia dopo aver fatto dietrofront e aver smentito la legge regionale del 7 febbraio, non ha fatto seguire alcun atto ufficiale. Zaia e i suoi assessori hanno dovuto ammettere che l’autocertificazione vale per tutti, ma si sono limitati a dirlo a parole». Così il consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi e Uguali), che nella mattinata di ieri ha depositato un’interrogazione a risposta immediata chiedendo alla Giunta regionale “quali rimedi intende apprestare per la tutela dei cittadini extracomunitari il cui accesso al contributo regionale in discorso è stato precluso”. «A chi non ha presentato domanda perché fuorviato dalle notizie date alla stampa – afferma Ruzzante – deve essere concessa la riapertura del bando. In fondo l’errore è tutto interno alla Giunta Zaia, alla Lega e a una legge errata a cui mi sono opposto». È la legge regionale 7 febbraio 2018, n. 2.

 

«A causa dell’errato riferimento normativo all’interno delle istruzioni per la compilazione della domanda, ai cittadini non comunitari è stata di fatto preclusa la presentazione della domanda. Chi è stato escluso va riammesso, non ci sono altre possibilità. La soluzione – conclude Ruzzante – è riaprire il bando, in modo che possano essere valutate tutte le domande». Nei giorni scorsi il consigliere regionale di Liberi e Uguali aveva chiesto al Presidente Zaia di riferire in Consiglio regionale del Veneto rispetto alle dichiarazioni rese alla stampa sul “buono libri” e alle iniziative effettivamente intraprese dalla Giunta regionale.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi e Uguali)

 

«Il Consiglio regionale del Veneto, approvando il mio ordine del giorno, ha impegnato la Giunta regionale a dare maggiori garanzie per la stabilità lavorativa dei lavoratori dei Centri per l’impiego transitati presso l’ente Veneto Lavoro e a trasferire quanto prima i dipendenti delle polizie provinciali all’interno dell’organico della Regione: un segnale importante per questi lavoratori che da mesi chiedono certezze per il loro futuro e quello delle loro famiglie. Dopo anni di tagli indiscriminati alla spesa pubblica, con le relative riduzioni degli organici, sarebbe ora di invertire la rotta e investire seriamente su questi servizi utili a tutti i cittadini del Veneto».

 

Il consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) spiega così il contenuto dell’ordine del giorno presentato durante la discussione sul progetto di legge per l’armonizzazione dei fondi del personale regionale. «Il Consiglio ha anche approvato la proposta di Liberi e Uguali di inserire nel prossimo bilancio consolidato anche Veneto Sviluppo e Veneto Strade: una scelta – conclude Ruzzante – che ritengo in linea con i principi di trasparenza e partecipazione democratica».

«Nel 2017 la disoccupazione giovanile in Veneto è aumentata del 2%, passando dal 18,7% al 20,9%, mentre l’imprenditoria giovanile è in calo costante con il -4,1%, 1.456 imprese guidate da under 35 in meno nell’ultimo anno. I giovani scappano dal Veneto, che è sempre meno attrattivo: 10.751 veneti emigrati nel 2016, il 13,2% in più rispetto all’anno precedente, seconda regione in Italia per fuga. Nel frattempo, le scuole venete si spopolano e dal prossimo anno scolastico spariranno altri 7mila studenti». Il consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi e Uguali), relatore di minoranza del progetto di legge statale sulla leva obbligatoria, ha argomentato il suo No alla reintroduzione della naja partendo dai dati relativi alla popolazione giovanile in Veneto.
«I giovani vorrebbero più risorse per il diritto allo studio, vorrebbero pagare meno per gli abbonamenti dei treni (come avviene in Emilia Romagna), vorrebbero edifici scolastici a norma e più risorse per la ricerca e l’innovazione: vorrebbero insomma che la Giunta credesse in loro e investisse nelle loro idee; non che ripristinasse un obbligo e una corvè di stato, togliendo loro un anno di vita… per di più a gratis! E perché nella legge non sono previsti esoneri, ad esempio per chi ha un contratto di lavoro o un dottorato? Per chi ha dei figli o è orfano di un genitore?», chiede Ruzzante in sede di discussione generale e anticipando l’illustrazione degli oltre 50 emendamenti al progetto di legge.

 

«E infatti i giovani sono contrari alla reintroduzione della leva obbligatoria – sottolinea Ruzzante – e lo hanno detto chiaramente la settimana scorsa, con la protesta pacifica promossa dalla Rete degli Studenti Medi del Veneto e da Studenti Per Udu Padova, Udu Verona e Udu Venezia in cui decine di ragazzi e ragazze si sono tagliati i capelli per dire No al servizio militare obbligatorio. Oggi, mentre alcuni rappresentanti degli studenti sono presenti in Consiglio regionale, consegnerò questi capelli al presidente Ciambetti».
«Forse così ricorderà che nel 2001 la Lega votò per l’abolizione della naja – conclude Ruzzante, all’epoca tra i promotori della fine della servizio militare obbligatorio – oggi si rimangiano tutto con una legge che per come è scritta abolisce il Servizio Civile Nazionale e che costa almeno 15 miliardi all’anno, altro che i 25 milioni previsti nel pdl».

Riceviamo e trasmettiamo comunicato stampa del consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi e Uguali)

«Massima solidarietà al lavoratore di origine capoverdiana colpito da un piombino sparato con un fucile ad aria compressa». Così il consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi e Uguali), commentando quanto avvenuto nei giorni scorsi a Cassola, in provincia di Vicenza, dove un operaio di origine straniera è stato ferito da un colpo di fucile ad aria compressa mentre lavorava a sette metri d’altezza su una pedana mobile.

 

Ruzzante continua: «La penso esattamente come il Presidente della Repubblica: è inaccettabile che si cada in una sorta di Far West dove uno si affaccia al balcone e spara. Questa è una barbarie, io credo invece nel rispetto per la vita umana e per il lavoro».

 

«La vittima, ancora una volta, è un lavoratore con la pelle scura, l’ennesimo episodio frutto di un clima d’odio e di razzismo, che riguarda sempre più anche i luoghi di lavoro. Basti pensare al fenomeno del caporalato in agricoltura oppure, in altri ambiti, alle selezioni del personale basate anche su criteri razzisti. E non è un caso che gli incidenti sul lavoro colpiscano spesso proprio i lavoratori immigrati».

 

«Faccio mio l’appello della CGIL del Veneto e chiedo a tutti i cittadini veneti di condannare una deriva di questo genere, a partire dai miei colleghi ai quali chiedo di sottoscrivere e votare la risoluzione di Liberi e Uguali nel prossimo Consiglio regionale».

Trasmettiamo di seguito il comunicato stampa del consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi e Uguali).

 

«Non ho partecipato al voto per il consiglio straordinario voluto dalla Lega perché non è chiaro l’oggetto. Se però si vuole affrontare il problema dell’autonomia e della specificità della montagna, con le relative risorse, prevista dall’articolo 15 dello Statuto del Veneto, sarò ben lieto di portare il mio punto di vista e la posizione di Liberi e Uguali». Commenta così il consigliere regionale Piero Ruzzante, a margine della seduta della commissione affari istituzionali del Consiglio regionale del Veneto.

 

E continua: «Se si vuole affrontare il tema della sanità, con il continuo impoverimento dei servizi per il territorio montano, io ci sto. Anzi, è da mesi che sto incalzando la Giunta Zaia proprio su questi aspetti con interrogazioni e atti d’indirizzo politico». «Sarò quindi ben lieto – conclude Ruzzante – di vedere il voto favorevole al mio emendamento per la montagna che presenterò all’assestamento di bilancio».

Liberi e Uguali, il movimento politico di Pietro Grasso, sbarca a Casale sul Sile.

 

Venerdì 13 gennaio il Senatore Felice Casson spiegherà ai casalesi il progetto della neo formazione politica parlando di economia e delle candidature alle prossime elezioni politiche

 

Modererà l’incontro il coordinatore di Liberi e Uguali di Casale, Gianpaolo Bassetto. L’incontro sarà tenuto alle ore 20,30 presso il Centro Sociale di Casale.

 

Interverranno anche Miriam Poloni, Assessore a Casier, e Margherita Lacchin, Consigliere nel comune di Marcon.

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