Nella giornata inaugurale del nuoto in acque libere ai Campionati Europei di Nuoto a Belgrado subito tre medaglie nella 10km con SuperGreg sempre d’oro, l’argento di Barbara Pozzobon e il bronzo di Giulia Gabbrielleschi
BELGRADO – Non potevano iniziare meglio questi Campionati Europei di Nuoto. Nella giornata inaugurale del nuoto in acque libere all’Ada Ciganlija, un’isola del fiume Sava, tripletta azzurra nella 10 chilometri. Oro nella gara maschile con il solito Super Gregorio Paltrinieri che comanda la gara e lascia alle spalle il vincitore di Golfo Aranci e argento iridato Marc-Antoine Olivier e il campione del mondo a Doha Kristof Rasovszky (terzo a Golfo Aranci) che finisce nono. Quarto Domenico Acerenza.
Doppietta azzurra invece nella gara femminile con Barbara Pozzobon (2 ore 00’54″9) e Giulia Gabbrielleschi in 2 ore 00’58″5. L’altra azzurra Veronica Santoni, è sedicesima con 2h01’58″8.
SuperGreg sempre d’oro
A Belgrado scende una lieve pioggia, ma non basta per fermare SuperGreg. Parte subito forte l’ungherese David Betlehem, con a ruota Domenico Acerenza, i francesi Sacha Velly e Marc-Antoine Olivier, Gregorio Paltrinieri, l’altro magiaro Kristof Raszovsky e il britannico Hector Pardoe.
Al primo rifornimento (1.7 km) in testa c’è Acerenza (17’38) che precede Betlehem, Velly, Olivier, Raszovsky, Paltrinieri, Pardoe e il sorprendente greco Athanasios Kynigakis. Più indietro l’altro azzurro Dario Verani nella sua solita gara d’attesa.
Subito dopo il rifornimento torna davanti Betlehem. L’ungherese non crea un gap significativo con tutto il gruppo racchiuso in una decina di metri con Verani che inizia a risalire dalla coda del gruppo.
Secondo passaggio con Betlehem che comanda (35’40″8) tallonato da Acerenza, che poi ha un leggero problema con gli occhialini, Kynigakis, Oliver, Velly, Raszovsky, Pardoe e subito dopo ci sono Paltrinieri e Verani sempre coperto.
Dal quarto chilometro sale in testa Paltrinieri con Acerenza, Rasovszky e Olivier in testa, mentre Velly, Pardoe e Betlehem si mettono nella pancia del gruppo. SuperGreg è primo al passaggio dei cinque chilometri (54’28″2), seguito da Acerenza e Rasovszky.
Secondo giro con Paltrinieri che non molla la testa del gruppo. Olivier e Betlehem scavalcano Acerenza, mentre Raszovsky affianca il fondista lucano. Verani viaggia intorno alla decima posizione. Nel frattempo aumenta d’intensità della pioggia. Altro rifornimento e Olivier è sempre più minaccioso alle spalle di Paltrinieri. Mette la testa avanti anche il britannico Pardoe.
A 2.5 km dalla fine Acerenza toglie per un attimo il comando a Paltrinieri, ma rimangono minacciosi Olivier, Raszovsky e Pardoe guardingo per tutta la gara. Verani è undicesimo ad appena sei secondi dalla testa.
La gara entra nel momento decisivo: Paltrinieri è sempre leader con Olivier in scia, Verani aumenta le marce e risale in quinta posizione alle spalle immediate di Acerenza, Olivier e Velly ma i più forti sono tutti sulla stessa linea. Ultimo rifornimento pronti per il rush finale.
A 1200 metri dal traguardo tutti iniziano ad accelerare. Olivier passa all’interno Paltrinieri ed è costretto ad allargare leggermente la linea giusta. Betlehem è il primo a mettersi in scia al francese, con Verani sempre tra i primi. Traiettoria esterna per Raszovsky, Acerenza, Pardoe e Verani. Solo Paltrinieri va larghissimo e prova a sorprendere tutti, giudici e telecamere compresi, con un’azione da fuoriclasse.
È la mossa decisiva. SuperGreg si crea il margine e va a vincere davanti a Olivier e Betlehem in un’ora 49’19”6. Beffati Acerenza e Verani rispettivamente quarto e quinto.
Ottava vittoria in carriera nella dieci chilometri per Gregorio Paltrinieri, già campione del mondo a Budapest 2022 ed europeo a Lupa Lake 2021. Gli altri successi alle Universiadi a Taipei 2017, agli US Open a Miami 2019, in Coppa LEN a Piombino 2021 e Alghero 2022, nelle word series a Setubal 2022.
“Quando faccio gare de genere mi sento bene. Mi sento in controllo. Una dieci calda, acqua 27 gradi, acqua piatta, caratteristiche che mi piacciono. Ho faticato comunque fino a metà, quando non avevo sensazioni ancora buonissime, dopo mi sono messo davanti e ho iniziato a nuotare meglio. Al terzo, quarto e quinto giro sono stato davanti, poi nell’ultimo giro mi hanno un po’ messo in mezzo, accerchiato, Marcolino Olivier da una parte e Mimmo dall’altra, e non riuscivo tanto a nuotare.
Quindi l’ultimo tratto ho fatto una traiettoria impossibile: sono andato veramente molto interno cercando di distanziarli e ha funzionato. Avevo tanta velocità, me lo sentivo. Mi sentivo di poter mettere un passo che gli altri, in quel momento, non avevano. L’unica alternativa era staccarmi tanto e andare dalla parte opposta. Loro, invece, sono rimasti esterni. All’ultima boa mi sono accorto di essere solo e sono arrivato così bene”.

Doppietta femminile
Le azzurre vengono beffate allo sprint dalla tedesca Leonie Beck in 2h00’54″8, ma il tricolore sventola comunque due volte per l’argento di Barbara Pozzobon, terza in Coppa LEN a Piombino 2023 e vice campionessa d’Europa dei 25 chilometri a Roma 2022, e il bronzo di Giulia Gabbrielleschi, terza a Golfo Aranci 2023 e settima a Roma 2022.
Gara tattica e ritmi più bassi rispetto ai Mondiali, dove con australiane e statunitensi a fare selezione il ritmo si alza. La percezione della temperatura in acqua è di 27 gradi. Il tempo peggiora e l’arrivo, premiazioni comprese, è sotto la pioggia.
Ventisei al via e start puntualissimo alle 9.00. La temperatura dell’acqua è ufficialmente 24.5° ma la sensazione è che i gradi possano essere di più e oscillare tra i ventisei e i ventisette. Ritmi non eccessivi ma a tirare il gruppo si pone subito l’ungherese Bettina Fabian, seguita dalle spagnole Martinez Guillen e De Valdes Alvarez, dalle azzurre Gabbrielleschi e Santoni e dall’israeliana Eva Fabian. Più arretrate la tedesca Leonie Beck e Barbara Pozzobon ma la gara deve ancora evolversi e le posizioni al termine del primo giro – chiuso dalle migliori in 20’04 – restano invariate ma soggette a rivoluzionarsi con il passare dei chilometri e l’aumentare della stanchezza.
Secondo giro con gruppo che all’inizio rimane compatto ma guadagnano posizioni la portoghese Rosa, la monegasca Pou e la finlandese Kasvio, Davanti sempre la magiara Fabian, tallonata da Gabbrielleschi, come sempre brava a marcare le sue avversarie, Santoni e da De Valdes Alvarez.
Passaggio ai 3.3 con Gabbrielleschi davanti a tutti in 40’39″7, seguita da Pou, Rosa, Santoni, De Valdes Alvarez; poi un piccolo buco con Martinez Guillen a trascinare le inseguitrici, tra cui Bettina Fabian, Pozzobon e Beck che come sempre gioca a carte copertissime.
Salgono i ritmi dal quinto chilometro e la Pou allunga il gruppo ma in scia si mantengono De Valdes, Gabbrielleschi, l’israeliana Fabian, Santoni, mentre iniziano ad accelerare minacciosamente Beck, la francese Caroline Jouisse e anche Pozzobon. Passaggio a metà gara in 1h’01’00″8 per la monegasca ma sono in quattordici in dieci secondi, che rendono ancora tutto da definire.
Il gruppo, trainato sempre da Pou, perde pezzi dal sesto chilometro e si riduce a una quindicina di atlete. Sale al secondo posto Pozzobon che prende una linea esterna rispetto alla monegasca, con lei Gabbrielleschi e Santoni. Dietro Pou ci sono le due spagnole, Beck, Bettina Fabian ed Eva Fabian e l’altra tedesca Lea Boy. Ai 6.6 km in testa ci sono proprio le tre azzurre; poi Pou, De Valdes Alvarez, Martinez Guillen, Rosa, Beck e le due Fabian.
Strappo della Pozzobon dopo il rifornimento: il cambio di passo è netto ma la traiettoria non delle migliori. Recuperano subito Pou, le spagnole, Gabbrielleschi, Santoni e soprattutto Beck, Jouisse e Bettina Fabian. A 2.5 chilometri dalla fine, ulteriore accelerazione di Pozzobon con sempre alle costole Pou, Gabbrielleschi, De Valdes, Martinez, Santoni e Leonie Beck che risale il gruppo dall’interno e inizia, come consuetudine, la sua gara in rimonta, insieme alla connazionale Boy.
Pozzobon in testa a un giro dalla fine (1h41’27″6), seguita da Gabbrielleschi ma avanzano Beck, Boy e Pou. Le energie spese dalla trevigiana sono notevoli, Beck, Gabbrielleschi, Pou e le altre big cercano la via migliore. A un chilometro dalla fine inizia la veemente progressione di Beck che si allarga, rispetto alla rotta di Pozzobon.
La traiettoria esterna della tedesca, ormai di casa in Italia, è battezzata da Gabbrielleschi e Pou ma è quella sbagliata, perché la trevigiana, sola, mantiene cinque secondi di vantaggio su Beck e le altre al passaggio dell’ultima boa. Pozzobon prende l’imbuto davanti a tutte. Lo sprint di Beck è fenomenale e serve per superare l’azzurra a dieci metri dalla fine, per un inaspettato argento. Terza è Gabbrielleschi.

Il commento di Barbara Pozzobon. “Avevamo detto con Fabrizio Antonelli che questa doveva essere una gara ordinata. Quindi ho fatto primi due giri tranquilli, poi in progressione giro per giro e dopo mi sono messa davanti alla fine del quarto giro cercando di tenere un buon ritmo ma conservando energie per lo sprint finale. Alla fine, invece, mi è passata davanti Leonie Beck; ero un po’ stanca e poi avevo l’acqua nell’occhialino e non l’ho proprio vista”.
Continua Giulia Gabbrielleschi. “Cercavo di risparmiare più energie possibile. Sono arrivata non in formissima, sono stata in altura tre settimane per finalizzare il 60° Trofeo Settecolli, dove proverò ad ottenere il tempo limite per Parigi. In realtà mi sentivo abbastanza bene; complimenti a Barbara che è sfuggita. Non l’ho vista. Sapevamo che Leonie sarebbe passata: ha un finale sempre molto forte”.

Finale 10 km femminile
1. Leonie Beck (Ger) 2h00’54″8
2. Barbara Pozzobon 2h00’54″9
3. Giulia Gabbrielleschi 2h00’58″5
16. Veronica Santoni 2h01’58″8
Finale 10 km maschile
1. Gregorio Paltrinieri 1h49’19″6
2. Marc-Antoine Olivier (Fra) 1h49’41″0
3. David Betlehem (Hun) 1h49’41″1
4. Domenico Acerenza 1h49’41″2
5. Dario Verani 1h49’41″5
Foto di Andrea Masini / DBM / Deepbluemedia.eu
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