Il Venezia Fc vince 1-0 la gara di ritorno dei Playoff di Serie B con la Cremonese e, dopo lo 0-0 dell’andata, guadagna una meritata promozione in Serie A
VENEZIA – No. Non è solo un sogno. È un DreAm. Come stampato sulle maglie della celebrazione per questa incredibile impresa. Il Venezia è di nuovo in Serie A!
Vanoli ha portato a termine il suo capolavoro, dopo aver preso la squadra in mano l’anno scorso all’ultimo posto in classifica. Dei giocatori allo sbando, buttati lì in mezzo non si capiva perché. Presi e creati squadra. Portati, contro ogni previsione, ai Playoff e già era stato un successo.
In questa stagione invece l’asticella si era alzata. Un campionato sempre al vertice e a giocarsi la promozione diretta con il Parma. Era lì, alla portata, ma vari passi falsi, giornate storte, sfortuna, ma anche errori banali, avevano portato il Venezia a giocarsela all’ultima partita con La Spezia. Bisognava solo vincere. E invece…
La delusione più grande, che avrebbe potuto spezzare il gruppo e tutte le velleità di promozione. Una sconfitta che consegna una meritata promozione diretta in A al Como di Fabregas. Eppure Vanoli si è dimostrato una volta in più il vero Leader della squadra. Ha ricompattato il gruppo e messo ancora più benzina nei motori dei giocatori veneziani.
Prima il doppio successo con il Palermo: 1 a 0 al Barbera con gol di Pierini e un sontuoso ritorno in casa con i gol di Tessmann e Candela, solo sporcato dall’autogol di Svoboda a tempo quasi scaduto, ma con la qualificazione alla finale già in tasca.
L’ultimo atto di questa cavalcata durata un anno e mezzo, iniziata nel novembre 2022 quando viene annunciato come nuovo allenatore Paolo Vanoli. Grande carriera come calciatore (vincitore con il Parma di una coppa Uefa, una Supercoppa italiana e una Coppa Italia, più un’altra con la Fiorentina), ma mai sotto i riflettori come allenatore. Tanta gavetta nelle Nazionali giovanili, collaborazioni con lo staff tecnico di Chelsea e Inter, un’annata nello Spartak Mosca con cui vince la Coppa di Russia ma poi molla per la guerra in Ucraina. E poi la chiamata a Venezia.
Il resto è già storia. All’andata a Cremona uno 0-0 figlio dei tanti giocatori veneziani in diffida. Un ritorno fatto di grinta, lacrime e pazienza. Con il doppio vantaggio di due risultati utili su tre, visto il piazzamento migliore nella classifica, e il giocare la gara finale in quel (per molti obsoleto) piccolo gioiello che è lo Stadio Penzo. Delle tribune tra cielo e laguna che possono rendere tutto possibile. Soprattutto per la forza dei suoi tifosi.
La partita
È uno stadio completamente Sold Out, nei suoi (lo so, suona quasi ridicolo) 11 150 spettatori. La città di Venezia è una bolgia già dal mattino, con tifosi festanti che si ritrovano nei locali con anche il Presidente Niederauer pronto a brindare.
Si scende in campo.
Joel Pohjanpalo riceve il Premio Pablito, dedicato al grande compianto ex attaccante della Nazionale Paolo Rossi, come miglior Marcatore della Serie BKT.
La Fanfara dei Bersaglieri suona l’inno di Mameli. Tutto è pronto per la sfida. Rispetto all’andata, sul terreno di gioco ci sono Gytkjaer e Zampano in campo per il Venezia, Mister Stroppa mette Tsadjout al posto dell’attaccante Coda.
I padroni di casa partono subito bene, grintosi e arrembanti, ma è la Cremonese proprio con Tsadjout ad aver la prima vera occasione da gol con la parata di Joronen.
Gli ospiti provano inutilmente da fuori con Sernicola e Castagnetti, ma al 24′ cambia tutto. Il Doge Pohjanpalo recupera un pallone e lo mette per Busio che si lancia verso l’area. Tocco corto per l’accorrente Gytkjaer che la piazza tra portiere e difensori.
Gol.
Il Penzo esulta e salta. Come tutta Venezia, isole e terraferma comprese.
Non è una novità per il giocatore danese (poi giustamente nominato MVP della serata), già protagonista con una doppietta con lo stesso Stoppa della promozione del Monza due anni fa.
La Cremonese scende in campo nel secondo tempo con il bomber Coda e Collocolo al posto di Vazquez e Buonaiuto. Occasione per Zanimacchia al 54′ che sfiora l’incrocio dei pali. Saro fa il miracolo sul tiro di Bjarkason. Joronen para su Tsadjout.
Assedio della Cremonese. Ma il Venezia tiene senza troppi patemi d’animo anche se la stanchezza è ormai palpabile per entrambe le squadre. I minuti passano. Il traguardo è sempre più vicino. L’arbitro Sozza chiama 6 di recupero. Quasi non si respira. Il Venezia riprende la palla a 2 dalla fine. Ormai nulla fa più paura.
L’arbitro fischia.
Lacrime. Pianti. Gioia. Urla.
Praticamente quasi tutti gli 11mila spettatori scendono in campo in una festa che in laguna si ricorderà per molto tempo.
Dopo due anni il Venezia torna in Serie A.

Il tabellino
Venezia-Cremonese 1-0
Marcatore: 24’ Gytkjaer.
Venezia (3-5-2): Joronen; Idzes, Svoboda, Sverko (80’ Altare); Candela (80’ Dembele), Busio (59’ Lella), Tessmann, Bjarkason (80’ Andersen), Zampano; Pohjanpalo, Gytkjaer (56’ Pierini). A disposizione: Bertinato, Grandi, Modolo, Jajalo, Cheryshev, Ellertsson, Olivieri. All.: Paolo Vanoli.
Cremonese (3-5-1-1): Saro; Antov (86’ Ciofani), Ravanelli, Bianchetti; Zanimacchia (71’ Falletti), Pickel, Castagnetti, Buonaiuto (46’ Collocolo), Sernicola (86’ Quagliata); Vazquez (46’ Coda); Tsadjout. A disposizione: Jungdal, Marrone, Tuia, Ghiglione, Abrego, Majer, Lochoshvili. All.: Giovanni Stroppa.
Ammoniti: 28’ Sverko e Vazquez, 58’ Idzes, 71’ Candela, 79’ Sernicola, 84’ Pickel, 86’ Ravanelli.
Arbitro: Simone Sozza (sez. Seregno).
Assistenti: Stefano Alassio (sez. Imperia) e Valerio Colarossi (sez. Roma 2).
Quarto Ufficiale: Matteo Marcenaro (sez. Genova).
VAR: Paolo Valeri (sez. Roma 2).
AVAR: Valerio Marini (sez. Roma 1).
Minuti di recupero: 2’ pt + 6’ st.
Spettatori: 11.150, di cui ospiti 1.001.

Photo Credits: Zaira Marini/Arianna Dal Borgo
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