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Sanità. Liste d’attesa in Veneto

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Le visite specialistiche in ritardo saranno pagate dall’Ulss


Liste d’attesa nella sanità. Alcuni dei provvedimenti prospettati dal Decreto Legge del Governo, per contrastare il fenomeno delle lunghe liste d’attesa, sono già stati messi in campo nella nostra regione anche attraverso una circolare del dg. Annicchiarico inviata a maggio alle Ulss venete. “Le persone che si rivolgono alla sanità pubblica hanno il loro diritto di ricevere la prestazione entro i tempi stabiliti dalla ricetta, anche ricorrendo al privato intramoenia qualora l’attesa si prolunghi oltre il termine fissato” questi in sintesi i contenuti della circolare inviata alle Ulss venete il 13 maggio scorso dal direttore generale dell’area Sanità e Sociale della Regione Veneto Massimo Annicchiarico, che ricorda alle Ulss i dettami del decreto legislativo 124 del 1998.

La conferma che questo provvedimento verrà applicato ci è data dal direttore generale Francesco Benazzi dell’Ulss trevigiana: con l’applicazione del Decreto Legge n.124 sarà possibile ricorrere all’esame intramoenia pagando solo il ticket se la lista d’attesa per una visita specialistica non rispetta i tempi previsti.

C’è una novità molto importante sulle liste d’attesa sanitarie e riguarda il Decreto legge 124 del 1998. Quest’ultimo regolamenta proprio le liste d’attesa e indica che le Regioni, insieme alle Asl locali e agli ospedali, debbano stabilire i tempi massimi che intercorrono tra la richiesta della prestazione e la sua esecuzione. Tempi massimi che devono essere comunicati dagli operatori dei Cup ai cittadini in modo che essi possano chiedere che la prestazione sia svolta in intramoenia pagando solo il costo del ticket. La novità è che, se le tempistiche previste dal Cup non dovessero venire rispettate, i pazienti potranno chiedere il rimborso delle spese sostenute direttamente alla Ulss.

Francesco Benazzi, direttore generale dell’Ulss 2, il 14 maggio, ha spiegato nel dettaglio cosa cambierà per i pazienti: «I cittadini che non saranno visitati nei tempi previsti dal Cup potranno fare richiesta di essere visitati intramoenia, da un nostro specialista dell’Ulss 2, previa ricevuta di appuntamento concordato con il Cup. Se il cittadino non viene chiamato nei tempi previsti dall’appuntamento fissato con il Cup potrà essere visitato in libera professione totalmente a spese dell’Ulss 2 a meno che non sia previsto un ticket sanitario che, a quel punto, sarà la sola spesa a carico dell’utente. Importante – sottolinea Benazzi – che i cittadini non pensino di poter chiedere i rimborsi per visite private esterne che hanno fatto di loro spontanea volontà per anticipare i tempi del Cup. Quelle visite non saranno rimborsate».

«Le prestazioni su cui siamo più in ritardo sono le visite dermatologiche e le risonanze magnetiche – continua Benazzi. – Per le prime non ci sono dermatologi purtroppo, quindi presto saranno sature anche le visite in libera professione con questo nuovo sistema. Le risonanze magnetiche stanno invece accumulando ritardi a causa del trasferimento dei macchinari alla nuova Cittadella della Salute. Ogni settimana l’Ulss 2 riceve a livello generale circa 65mila richieste di prenotazioni (+34% rispetto al 2019), sicuramente questo sistema non riuscirà ad azzerare del tutto le liste d’attesa ma darà una svolta importante – conclude Benazzi -. Visite da rimborsare ci saranno senza dubbio, tengo però a precisare che l’appuntamento per le visite intramoenia a spese dell’Ulss non potrà essere rifiutato dai pazienti».

l dg della sanità veneta Massimo Annichiarico ha sottolineato come per le liste d’attesa si raggiungerà la normalità entro la fine dell’anno, mentre sono sempre garantite le prestazioni urgenti e sono smaltite le liste d’attesa che prevedono visite con priorità a 30 e 90 giorni.

Luciana Ermini

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