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Riflessioni…in punta di piedi

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Sarà perché la amo da sempre e per molti anni l’ho praticata. Sarà perché mia figlia la coltiva con passione e vorrebbe farne il suo mestiere. Mi piace porre l’attenzione ad una disciplina, la danza, che è antica quanto la storia dell’uomo ed è patrimonio comune ad ogni popolo, in ogni epoca. E la nostra Regione è in prima linea nel tributarle i giusti onori.

 

Si è da poco concluso, infatti, EventiDanzaVerona, 5° stage internazionale di danza, dieci giorni, dal 21 al 30 Luglio, dove docenti di grande fama ed esperienza, italiani e stranieri, sperimentano e stimolano il talento di giovani allievi nei vari ambiti della danza, del canto e del musical.
Un elogio speciale si deve ai due organizzatori, Stefania Cantarelli e Giovanni Patti, rispettivamente già ballerina solista e primo ballerino della Fondazione Arena di Verona. Ma un elogio, a mio parere, va all’Amministrazione comunale che crede in questo progetto e decide di investire in cultura.

 

Perché la danza è in primis cultura e arte che si concretizzano nelle scene di uno spettacolo dove l’armonia dei corpi e della musica sono emozione pura. Ma siamo anche di fronte ad una bella lezione che la politica dà alla politica. Scegliendo di sostenere questa importante iniziativa, l’Amministrazione di Verona non solo aiuta i giovani ad avvicinarsi all’arte, offrendo loro spazi e strumenti adeguati: dal punto di vista educativo questo è un valore altissimo, soprattutto in un momento storico-sociale in cui i ragazzi incontrano sempre più difficoltà nell’avere punti di riferimento sicuri e possibilità concrete di realizzare i propri obiettivi.

 

L’Amministrazione in questo senso smentisce anche quella classe politica, assai vasta in Italia, purtroppo, che crede che la cultura non “produca”. E così l’indotto che inevitabilmente si crea intorno a questo evento offre anche un interessante stimolo economico che giova agli operatori e al commercio in città. Un esempio da osservare, sostenere, imitare. In Italia dovremmo essere cultori di queste iniziative: i nostri scenari paesaggistici ed architettonici offrono palcoscenici unici per qualsiasi attività artistica.

 

Non è necessario aspettare l’ennesimo produttore straniero che decida di utilizzare un qualsiasi angolo del nostro Paese per farne una location del suo prossimo film: l’Italia ha capacità e risorse proprie per far si che l’arte non muoia, ma anzi possa educare la sua popolazione, arricchendola spiritualmente ed economicamente. Insomma un meraviglioso circolo virtuoso che parte dall’arte e ritorna all’arte: in una mattina di prove, mentre mia figlia era impegnata in sala, mio marito ed io abbiamo visitato il ricchissimo Museo Archeologico, collegato, fatalità, proprio al Teatro Romano.

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