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Ponte 1 maggio: hotel a Venezia vicini al sold-out

Ponte del 1 maggio da quasi tutto esaurito per gli hotel della città storica. A confermarlo è l’Ava, Associazione Veneziana Albergatori, che ha calcolato come sia ormai quasi impossibile trovare una stanza nelle strutture ricettive

Ponte del 1 maggio da quasi tutto esaurito per gli hotel della città storica. A confermarlo è l’Ava, Associazione Veneziana Albergatori, che ha calcolato come sia ormai quasi impossibile trovare una stanza nelle strutture ricettive della città per le notti di sabato e domenica e come la disponibilità sia ridotta a pochissimi posti letto per le notti di venerdì 27 e lunedì 30 aprile.

«Ci avviciniamo verso l’ennesimo quasi tutto esaurito del quale siamo molto soddisfatti e per nulla sorpresi – spiega il presidente di Ava, Vittorio Bonacini – Siamo di fronte a una fase che consideriamo ciclica in cui si alternano periodi come quello Pasquale nel quale non abbiamo toccato il top di presenze per più motivi a questo lungo ponte che vedrà i nostri operatori e i nostri hotel lavorare a pieno ritmo con gli ospiti in arrivo. Era ampiamente prevedibile che sarebbe successo ed è, comunque, per noi, una consuetudine visto che la stagione è, di fatto, iniziata a tutti gli effetti».

 

Le percentuali di occupazione delle strutture ricettive veneziane saranno molto sopra il 90% per sabato e domenica notte, attorno all’85% per venerdì e lunedì. Gli indicatori di booking danno ancora qualche stanza da occupare ma nelle prossime ore è previsto che le disponibilità possano andare esaurite.

Sarà un test, quello di questo ponte, anche per l’ordinanza emessa dal Comune di Venezia per limitare e gestire i flussi turistici e gli arrivi a Venezia. «È evidente che non possiamo non condividere la decisione del sindaco anche se, sotto il profilo pratico, in qualità di categoria maggiormente rappresentativa degli interessi legati al turismo, avremmo gradito esprimere la nostra opinione e dare il nostro apporto a riguardo – aggiunge Bonacini -. Detto questo ci auguriamo che non vengano penalizzati i nostri clienti, limitandone o rendendone problematico l’accesso in città e alle strutture. Visto che si tratta di una prima sperimentazione ci auguriamo, in futuro, di poter dare anche noi come Associazione che rappresenta uno dei principali attori del turismo, la nostra opinione e il nostro contributo. Assieme al Comune ci piace pensare di poter lavorare e collaborare per l’unico obiettivo e interesse condiviso che è il bene di Venezia».

 

«Ci sono comunicazioni e decisioni molto importanti e di una certa delicatezza che sarebbe preferibile che andassero, se non altro, condivise prima con la nostra associazione che rappresenta quasi 400 hotel –conclude Claudio Scarpa, direttore di Ava – L’Associazione Veneziana Albergatori è sempre aperta al confronto e alla condivisione purché sia costruttiva, a vantaggio della città e in grado di migliorare l’immagine di Venezia nel mondo».

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