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Parigi 2024 sotto la pioggia. Di critiche

3 minuti di lettura

Inaugurata la XXXIII dei Giochi Olimpici estivi di Parigi 2024. Quattro ore di spettacolo sotto a una pioggia battente, soprattutto di critiche

PARIGI – Doveva essere una cerimonia di apertura storica quella dei XXXIII Giochi Olimpici Estivi di Parigi 2024 e così è stato. Unica, nel suo non svolgersi per la prima volta in uno Stadio ma usando la città stessa come palcoscenico. Non la solita pista d’atletica per la parata dei 205 Comitati Olimpici Nazionali, ma la Senna come scenario per il passaggio di 85 imbarcazioni contenenti 6800 atleti.

Per la terza volta teatro delle Olimpiadi dopo le edizioni del 1900 e del 1924, Parigi è stata lo scenario ma anche la protagonista assoluta della cerimonia. Partendo dal Pont d’Austerlitz fino al Pont d’Iéna percorsa per 6 km da est ad ovest.

Quattro ore di spettacolo aperto dall’ex pallone d’oro Zinedine Zidane con in mano la torcia olimpica che corre per la città e poi sale in metropolitana dove rimane bloccato. Qui inizia un viaggio in cui la torcia passa a dei bambini e poi a un misterioso tedoforo mascherato. Lui ci guida per le strade e per i tetti della città, attraverso i suoi principali monumenti da Notre-Dame al Louvre, ma anche i luoghi dove si svolgeranno le gare. Il tutto intervallato da spettacoli (tra cui Lady Gaga) e il passaggio delle delegazioni. Una rappresentazione a volte confusa e caotica, come lo è una Metropoli come Parigi del resto.

Tra giochi di luce e balli sfrenati nelle varie chiatte e nei ponti e pontili, Parigi si è dimostrata la città della notte, ma anche della diversità , libertà, fraternità, sorellanza e dell’uguaglianza. Il famoso motto della Rivoluzione Francese accompagnato da altri concetti a titolo di ogni momento della cerimonia.

La famosa Grandeur francese questa volta però, forse ha esagerato. In un gesto di autoincensamento a tratti quasi fastidioso.

Poco spazio allo sport e ai momenti più iconici delle Olimpiadi precedenti. Poco spazio per gli atleti, visti per pochi secondi, e da lontano, mentre sfrecciavano sulle barche lungo il fiume. Nessuna inquadratura per gli attesissimi portabandiera statunitensi con la tennista Coco Gauff e la personificazione del Basket NBA Le Bron James.

Anche le divise, momento atteso per quattro anni da tutte le Nazioni, intraviste in velocità, tra una barca e l’altra. Finanche l’arrivo al Trocadero, sotto alla Torre Eiffel per l’accensione del braciere Olimpico ha visto gli atleti come spettatori, non come massimi interpreti del momento. Anche se bella l’idea di vederli tutti mescolati, in un potpourri di razze e culture, come lo è del resto composto il popolo parigino.

Molti alti e soprattutto bassi, per uno spettacolo spesso troppo lento e confuso. La pioggia di certo non ha aiutato, e le emozioni più grande si sono concentrate tutte alla fine.

I momenti top

Inizia bene la cerimonia, con un attore francese che entra allo stadio con la torcia Olimpica e lo trova inspiegabilmente vuoto, arriva in suo soccorso l’ex calciatore Zidane. Da lì inizia il viaggio.

È Lady Gaga a dare il via alla parata, dando il benvenuto a Parigi. Sfilano le prime imbarcazioni contenenti le delegazioni mescolate con equipaggi anche di quattro Nazioni all’interno. Da lì i momenti più iconici sono dati dal rimando a “I miserabili“, i personaggi dei quadri del Louvre che scappano e il furto da parte dei Minions della Gioconda.

Emozionante il momento della Marsigliese, con la mezzosoprano Axelle Saint-Cirel che canta in piedi sul tetto del Grand Palais in una posa che ricorda ampiamente il quadro di Delacroix, il tutto sotto alla pioggia sempre più battente. In contemporanea dall’acqua emergono le statue di dieci donne che hanno cambiato la storia a simbolo della sorellanza.

Una sfilata di moda in mezzo a un banchetto di Drag Queen vede comparire l’atleta simbolo delle paralimpiadi Bebe Vio, portabandiera italiana a Tokyo 2020 e simbolo di resilienza e uguaglianza nella diversità.

L’atmosfera si scalda, le barche sono tutte arrivate e un misterioso cavaliere argentato si lancia su un cavallo meccanico lungo la Senna portando la bandiera Olimpica fino all’inizio della parte protocollare della cerimonia.

In contemporanea il tedoforo mascherato restituisce la fiaccola di nuovo nelle mani di Zidane che la porta all’interno del Trocadero dove ormai sono riuniti tutti gli atleti e le personalità politiche e sportive. Bellissima l’immagine del Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, tutto bagnato e spettinato che applaude.

Da lì un crescendo rossiniano. L’ex calciatore consegna la fiaccola al vincitore di 14 Roland Garros, Rafa Nadal. Il tennista sale in barca con Serena Williams, Nadia Comaneci e Carl Lewis, 20 medaglie d’oro Olimpiche in quattro. Il loro viaggio termina al Louvre, dove la fiamma olimpica passa di mano in mano tra 18 atleti olimpici fino a concludere il suo viaggio ai Jardin des Tuileries.

La fiamma viene quindi passata agli ultimi due tedofori: il judoka Teddi Riner e la campionessa dei 200 e 400 Marie-Josè Perec. Loro il compito di accendere non il classico braciere ma una mongolfiera che svetterà nei cieli di Parigi fino alla fine dei giochi.

È l’ora del momento più emozionante e commovente di tutta la cerimonia. Partono le note di “L’hymne à l’amour“, canzone scritta dalla grandissima Edith Piaf dopo la morte del marito pugile in un incidente aereo. A cantarla da sopra alla Torre Eiffel è a sorpresa Celine Dion, che torna sulla scena a quattro anni dalla diagnosi di sindrome da persona rigida.

Scende la notte su Parigi. Ora la parola passa allo sport, quello vero.

Dalle parole del Presidente francese Emmanuel Macron: “Dichiaro aperti i Giochi Olimpici di Parigi“.

Foto Simone Ferraro, Antonio Fraioli, Augusto Bizzi e Luca Pagliaricci CONI

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Nasce a Venezia e fin da piccola coltiva la passione per lo sport, la scrittura e l'Oriente. Prima cestista, poi calciatrice, infine allenatrice. Lotta da sempre per l'uguaglianza nello sport. Caregiver, convive con 4 gatti maschi
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