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Oggi è la Giornata Europea contro la tratta degli esseri umani

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Oggi si celebra l’undicesima Giornata Europea contro la Tratta di esseri umani. Mai come in questo momento storico, fatto di migrazioni e importanti trasformazioni sociali, è importante concentrarsi sulle numerose sfide da affrontare in questo senso, con particolare attenzione alle fasce più deboli.

Il pericolo di essere vittime del circuito di sfruttamento e traffico di esseri umani è concreto: in base ai dati Eurostat, si parla di circa 20,9 milioni di persone vittime della tratta nel mondo. Sono soprattutto i soggetti più vulnerabili ad essere in pericolo, perché privi di tutele.

Uno dei fenomeni più preoccupanti è quello dei Minori Stranieri non Accompagnati (MSNA). In Italia, il numero complessivo dei minori che non sono accompagnati da un adulto responsabile è tragicamente cresciuto negli ultimi anni. Ne ha parlato lo scorso maggio Paola Zuliani (in foto) referente della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice, nell’ambito del convegno “Tracce per un Nuovo Modello Sociale ed Economico” a Roma.

Nel 2016, il 14% dei 181.500 migranti arrivati via mare in Italia erano MSNA, minori privi di qualsiasi tipo di protezione e sostegno. In soli tre anni, la percentuale di MSNA su minori sbarcati via mare è cresciuta esponenzialmente dal 49% al 92%. Questi dati oggettivi sono particolarmente preoccupanti e rilevano un trend drammatico che suggerisce la mancanza di un approccio bambino-centrico da parte delle politiche migratorie.

Le condizioni precarie di accoglienza sono infatti una concausa di un dato ancora più allarmante, ovvero l’irreperibilità degli MSNA: dopo l’identificazione e l’assegnazione a un centro, una percentuale importante dei minori scompare, risultando di fatto irrintracciabile e dunque maggiormente esposta al pericolo di tratta. Il Ministero del Lavoro ha rilevato che per 6135 minori nel 2016 è stato registrato l’allontanamento dalla struttura di accoglienza. La lungaggine delle procedure burocratiche, nonché le complicazioni poste dalla difficoltà di identificare i minori, comporta una sfiducia sempre più crescente nei confronti del sistema di accoglienza.

Il futuro che si prospetta per i MSNA, soprattutto quelli irreperibili, è sempre più caratterizzato dal pericolo di tratta o di essere fagocitati da circuiti criminosi. A marzo è stata approvata in via definitiva la legge 47/2017 che sancisce l’istituzione del tutore volontario per i minori stranieri, una figura non istituzionale che si occupa del bambino e lo accompagna attraverso le fasi più difficili dell’accoglienza, curando i suoi interessi e rappresentandolo negli atti e nei procedimenti con valore legale. Questa importante iniziativa non implica la convivenza con il minore, né il suo sostentamento, ma rappresenta una grande opportunità per incentivare il processo di integrazione sia burocratica, sia umana.

Promuovere questa iniziativa è particolarmente importante. Il motivo ce lo ricorda quanto ha stabilito il Consiglio d’Europa nel 2011: “Un bambino è prima di tutto e soprattutto un bambino […] e la sua condizione di migrante è secondaria”

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