Il Procuratore capo della Repubblica di Treviso Marco Martani ha stretto il cerchio sui sospettati per l’omicidio di Vincenza Saracino, la 50enne uccisa con cinque coltellate nel tardo pomeriggio di martedì scorso, nelle campagne trevigiane
Preganziol – Il corpo di Vincenza è stato trovato all’esterno di un casolare abbandonato di via Maleviste. Nel fascicolo per omicidio volontario, aperto qualche giorno fa, non figurano al momento nomi di possibili indagati ma si tratta di uno stallo momentaneo. Quella che sta iniziando, sostengono gli investigatori, sarà una settimana decisiva.
Le indicazioni fatte trapelare dal Procuratore hanno per ora escluso il possibile coinvolgimento del marito, Fabio Stefanato, titolare dello sexy shop De Sade di via Gagliazzo a Preganziol, in cui la moglie Vincenza lavorava. Inoltre, sembra essere esclusi anche altri parenti e improbabile l’eventuale aggressione causale a scopo di rapina.
Il DNA sotto le unghie
Sono state trovate tracce di DNA sotto un’unghia di Vincenza Saracino. Potrebbe essere l’analisi di queste tracce ad incastrare l’assassino della 50enne, uccisa con cinque coltellate al volto e al collo lo scorso 2 luglio 2024.
Nei giorni scorsi il delitto è stato definito dagli inquirenti un “femminicidio”, elemento ad indicare quale possa essere la chiave per ipotizzare un movente che appare per ora oscuro. Dall’analisi dello smartphone di Enza, inspiegabilmente abbandonato dal killer che si è invece premunito di portare via con sè l’arma del delitto, starebbe emergendo uno spaccato molto utile per gli uomini del nucleo investigativo di Treviso che hanno fin da subito percorso la pista passionale. Anche l’analisi delle telecamere di videosorveglianza (sia pubbliche che private) starebbero dando le prime risposte.
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