21 anni dopo, l’Italia torna sul tetto del mondo nella staffetta del fondo in acque libere grazie a una gara strepitosa di SuperGreg Paltrinieri.
FUKUOKA – Ormai si sa, Gregorio Paltrinieri ha bisogno di un attimo di riscaldamento prima di tirare fuori il meglio di sé. Ecco quindi che, dopo un quinti posto nella 10 km e l‘argento nei 5 km davanti al fido Acerenza, l’azzurro trascina di prepotenza l’Italia finalmente sul primo gradino del podio nella 4X1500.
Un gara non semplice, anche se nelle acque giapponesi si tuffano tre quarti di squadra campione d’Europa e bronzo mondiale uscente: Ginevra Taddeucci, Domenico Acerenza e Gregorio Paltrinieri più la debuttante trevisana Barbara Pozzobon.
Un chilometro e mezzo a testa verso il tetto del mondo, guidati da Coach Stefano Rubaudo che faceva parte di quell’ultima spedizione vincente nel 2002 a Sharm el Sheikh anche se non era la stessa disciplina ma solo la somma dei vari tempi.
Gli azzurri trionfano con l’arrivo solitario del nostro capitano, il dominatore delle acque SuperGreg che tocca in 1h10’31″2 prima di risalire sul pontone e saltare nell’abbraccio dei compagni di squadra. L’ultimo a cedere è stato l’ungherese David Bethlem (1h10’35″2), che non tiene il passo del capitano che ora si concederà un paio di giorni di riposo prima di settarsi in modalità piscina per 800 e 1500. Terza l’Australia in 1h11’26″7, che al tocco lascia fuori dal podio la Germania campione uscente da cinque edizioni.
Teutonici con in squadra la campionessa dal cuore italiano Leonie Beck, ma non Florian Wellbrock, vincitore sia delle 10km che della 5km ma tenuto a riposo per le prossime gare in piscina.
La gara
Il percorso è il solito quadrilatero di 1.5 km a giro. Acque movimentate, con onda in stile litorale romano, frutto di una depressione per la coda dell’azione di un vasto monsone che ha colpito ieri il sud ovest del Giappone. L’Italia parte prima con due donne. Al primo cambio è nettamente in testa la Spagna con il diciannovenne Carlos Garach Benito, che passa in 16’40. Pozzobon gira al nono posto a +1’10 dalla testa. Davanti a lei meglio l’Australia con Chelsea Gubecka, argento iridato della 10 km, che dimostra condizione e feeling con bacino passando a +59″ al quarto posto.
La Spagna naviga in testa ancora con Guillem Pujol, ma Taddeucci a 2.5 km ha un buon margine sui competitor: la vicecampionessa europa della dieci chilometri ha +1’28 di distacco dallo spagnolo, ma ben otto di vantaggio dalla superfavorita tedesca Beck, campionessa della 5 e 10 come il compagno Wellbrock ai box e sostituito da Rob Muffels, bronzo iridato della dieci chilometri di Gwangju. Dietro anche l’Ungheria con Anna Olasz a +7 secondi dall’azzurra. Al secondo giro la Spagna è ancora prima in 34’45″5 con Stati Uniti e Francia a +7 secondi, ma con due uomini, ovvero Logan Fontaine e Brenna Gravley. Azzurri ottavi a +1’28, appena avanti alla Germania (+1′), il Brasile (+4′), l’Ungheria (+5′).
Al via con i maschi le nazioni favorite: sbuffa Kristof Rasovszky che ricuce su Italia e Germania. L’Australia passa in testa a 3.8 km con Nicholas Sloman sulla Spagna di Angela Martinez. L’Italia con Domenico Acerenza è nel gruppetto dei favoriti a +17″, in scia ad uno scatenato Rasovszky. Sforzo finale per l’azzurro, bronzo della 5 km, che ricuce ancora di più sul gruppetto di testa, virando a +7 secondi con Germania e Ungheria attaccate.
È lo sforzo decisivo perché il cambio veloce consente a Paltrinieri di rientrare subito sull’Australia e passare al comando. David Bethlem è attaccato, mentre la Germania perde acqua con Oliver Klemet, a +9 secondi. Parte il volatone finale. SuperGreg aumenta il vantaggio colpo su colpo. Bethlem non può nulla sulla forza dell’azzurro, che aumenta il divario e arriva in solitario al traguardo. L’Ungheria è a +4 secondi. L’Australia al tocco butte fuori la Germania con Klemet che sbaglia clamorosamente il tocco.
Il commento di Paltrinieri: “Siamo contentissimi, è la prima volta che conquistiamo l’oro ai mondiali. Abbiamo vinto tutto e tutti nel corso degli anni, ma questa medaglia ci mancava e ci tenevamo moltissimo. In gara abbiamo fatto strategia a bomba. Ieri abbiamo studiato gli avversari, i percorsi, i ritmi, i tempi. Siamo stati tutti bravi. Le ragazze a mantenere posizione e seguire rotte e scie giuste. Poi Acerenza mi ha dato il cambio giusto. Avevo chiesto a Mimmo di farmi partire primo, in testa, non dietro né all’ Ungheria né alla Germania. Ci è riuscito e io ho tenuto botta. Il mondiale non era iniziato nel modo giusto, senza medaglie e pass olimpico, ma la condizione è cresciuta nel tempo. Sappiamo quanto siamo forti. Dobbiamo provare ad esprimerlo sempre, malgrado le difficoltà, anche se obiettivamente il progetto fondo sta andando benissimo. Questa medaglia ne è la dimostrazione. Abbiamo sognato tante volte di vincere l’oro ai mondiali come squadra e finalmente ci siamo riusciti“.
Il commento di Acerenza: “Abbiamo ribaltato onde e avversari. Siamo stati fantastici. Pozzobon e Taddeucci hanno gestito le frazioni, facendomi partire senza un distacco clamoroso. Io ho gestito bene le correnti. Sapevo che ogni secondo era importante, così negli ultimi 50-60 metri ho messo le gambe a tutta. Sapevo che era l’ultimo sprint del mondiale e ho lasciato tutte le energie in acqua per accontentare Paltrinieri che mi aveva chiesto di partire in testa. Poi lui ha chiuso alla grande. Dopo il cambio ero quasi sicuro del successo, ma finché non tocchi può succedere di tutto ed il mare oggi era difficile; è stato importante valutare bene le correnti, evitare ostacoli, adeguarsi. La frazione di Greg è stata infinita. La cosa bella è cantare l’inno di Mameli tutti insieme. Da squadra, con la squadra. C’é unione, forza, compattezza. L’Italia è forte“.
Il commento di Taddeucci: “Wow, che emozione. Siamo campioni del mondo. Non abbiamo lasciato nulla al caso. Cambi perfetti. Sintonia totale. Gara eseguita come studiata. C’è tanta soddisfazione. Sono riuscita a tenere la scia di Leonie Beck e dare un buon cambio ad Acerenza. Siamo uno squadrone“.
Il commento della debuttante Pozzobon: “Sono contentissima, è la prima volta che nuoto la staffetta e ho conquistato subito la medaglia d’oro. Per me che provengo dalle gare più lunghe è stato davvero un campionato del mondo esaltante. Ho tratto consapevolezza e determinazione. Partire subito forte coi maschi non è stato facile, però sono riuscita a seguire le loro scie e a dare un buon cambio. Il resto l’ha fatto la squadra di cui è un onore essere parte“.
Il bilancio del coordinatore tecnico Stefano Rubaudo: “È stato un campionato mondiale sicuramente positivo a partire dalla 10 chilometri femminile, in cui abbiamo piazzato le ragazze tra le prime 10, e con la maschile che confermato nel gruppo d’élite Paltrinieri, malgrado le pessime condizioni fisiche, ed Acerenza. Il mondiale è stato un crescendo di qualità e consapevolezza, con risultati che hanno ulteriormente cementato il gruppo, legittimando le scelte tecniche e di avvicinamento. La squadra ha affrontato con personalità un mondiale di passaggio che ci condurrà a quello di Doha e poi alle Olimpiadi. Siamo consapevoli di avere la responsabilità di continuare a crescere, di confermare sempre questi risultati e anzi migliorarli, ma per noi è una pressione stimolante. Chiudere con la medaglia d’oro della staffetta è stato bello anche perché la nazionale non ci era mai riuscita neanche nei momenti migliori. Bello anche perché è stato un successo costruito prima in allenamento, poi a tavolino e solo alla fine in acqua. L’obiettivo resta quello di portare quattro atleti alle Olimpiadi di Parigi e continuare ad allargare la base del gruppo per garantire ciclicità di risultati“.
Staffetta 4×1.5 km
1. Italia 1h10’31″2
con Barbara Pozzobon, Ginevra Taddeucci, Domenico Acerenza, Gregorio Paltrinieri
2. Ungheria 1h10’35″5
con Bettina Fabian, Anna Olasz, Kristof Rasovszky, David Betlehem
3. Australia 1h11’26″7
con Chelsea Gubecka, Moesha Johnson, Nicholas Sloman, Kyle Lee
Classifica per nazioni: Germania 116 punti, Italia 91, Ungheria 58, Australia 44, Brasile 40; 19 nazioni a punti
Photo Credits: Andrea Staccioli / DBM-Insidefoto
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