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Indomita Paolini

3 minuti di lettura

Un’indomita Jasmine Paolini batte al Tie Break in 2 ore e 51 minuti Donna Vekic ed è la prima italiana nella storia a conquistare la finale di Wimbledon

WIMBLEDON – È il torneo delle prime volte. Mai una tennista italiana era arrivata in semifinale a Wimbledon, mai era arrivata in finale. C’è riuscita un’indomita Jasmine Paolini che si ripete dopo il Roland Garros. In un match tiratissimo che a più riprese sembrava ormai irrecuperabile. Ma non per la ventottenne toscana.

Era la prima volta in semifinale di uno Slam, invece, per la sfidante Donna Vekic, numero 37 WTA. Più volte sembrata in grado di chiudere la partita, ma sempre ripresa dalla Paolini. La croata, soprattutto nelle prime palle, è sembrata a tratti ingiocabile, ma la resistenza dell’azzurra l’ha mandata prima in confusione e poi innervosita fino al pianto.

Paolini, dopo un’incredibile rimonta, riesce quindi al Tie Break a vincere per 2-6 6-4 7-6 (10-8) la semifinale femminile più lunga nella storia di questo torneo in ben 2 ore e 51 minuti. Non una delle migliori gare per la tennista italiana, ben distante dal livello di tennis messo in campo nel match precedente con Emma Navarro a cui aveva concesso solo tre game.

La numero 7 del Ranking (da lunedì numero 5) però ha dimostrato una volta in più la sua grinta, la voglia di vincere, ma soprattutto la crescita mentale di quest’ultimo anno, riuscendo a ribaltare un match che più volte sembrava segnato.

Un terzo set da leggenda con break e controbreak continui iscrivono l’azzurra direttamente nella storia di questo sport essendo la quinta donna (l’ultima fu la Regina Serena Williams nel 2016) a riuscire a giocare la finale del Roland Garros e di Wimbledon nello stesso anno.

Assurdo pensare che fino a un mese fa non avesse mai vinto un match sull’erba e ora si ritroverà, con merito, a calcare sabato pomeriggio il leggendario campo centrale, tempio di questo sport, per una finale che è già storica. L’avversaria sarà una tra la kazaka Elena Rybakina, n.4 del ranking e vincitrice del torneo nel 2022, e la ceca Barbora Krejcikova, n.32 WTA. Comunque andrà, il tennis italiano ha una nuova regina al numero 5, unica italiana ad arrivarci dopo la sua compagna di doppio Sara Errani nel 2013.

E ora sotto con Lorenzo Musetti contro Djokovic domani. Difficile. Ma non impossibile per il momento d’oro del tennis azzurro.

La partita

Il primo set vede Jasmine Paolini molto in difficoltà, soprattutto nel servizio, e una Vekic perfettamente in controllo della gara. Dopo aver rischiato di prendere il break già nel primo game, l’azzurra cede il servizio alla croata al quinto, per poi capitolare nel settimo. Finisce 6-2 in 35′.

Il secondo set sembra ricalcare il primo, con Paolini che riesce ad annullare una palla break già al terzo game. Ma qualcosa è cambiato nella testa dell’azzurra che in quello successivo si porta per la prima volta nella condizione di strappare il servizio all’avversaria, non riuscendo però poi a chiudere.

L’Italiana fa sempre fatica a tenere la battuta ma anche la Vekic inizia a dare segni di cedimento con sempre più errori al servizio, portando così Paolini a chiudere il set sul 6-4.

Potrebbe essere il set della svolta, e invece l’azzurra concede subito il break. 3 a 1 per la Vekic, la partita sembra finita. Ma con la Paolini di quest’anno non è mai finita.

La toscana strappa il servizio, Vekic lo recupera, Paolini brekka ancora. La croata è chiaramente in difficoltà, Paolini non approfitta del primo Match point sul 5-4. L’azzurra salva due palle break e va sul 6-5, cambio di campo e Vekic in lacrime. La cosa la carica e annulla il secondo match point guadagnandosi così il tie break.

La rimonta avrebbe potuto spezzare chiunque, e sembra proprio così visto che la Paolini, con un doppio fallo, va subito sotto 3-1. Ma, come abbiamo avuto già modo di dire, la tennista toscana non molla mai ed eccola subito riportarsi sotto e andare punto a punto fino al 9-8.

Scambio lungo, la tensione è alle stelle. Vekic mette fuori un dritto. L’urlo di Paolini e di tutti i tifosi italiani scuote la tranquillità di Wimbledon.

È finale. E il sogno continua.

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