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Il frutto di novembre: il melograno

Il melograno è un frutto che già le popolazioni antiche conoscevano per le sue grandi proprietà organolettiche.   Nella mitologia greca Ade dona a Proserpina un melograno e le chiede di mangiarne i suoi arilli (la parte

Il melograno è un frutto che già le popolazioni antiche conoscevano per le sue grandi proprietà organolettiche.

 

Nella mitologia greca Ade dona a Proserpina un melograno e le chiede di mangiarne i suoi arilli (la parte che, tendenzialmente, è rossa e si mangia) affinché avesse la certezza che lei sarebbe tornata da lui. I greci, quindi, associavano l’atto di regalare un melograno come segno di buon auspicio e, tutt’oggi, quest’atto è rimasto. In Italia, donare un melograno a Natale e consumarlo assieme alla propria famiglia durante la notte di San Silvestro, è assai frequente.

 

L’albero di melograno è originario dell’India e dell’Iran, ma venne importato nell’area del Mediterraneo a seguito delle colonizzazioni spagnole.

Esso fiorisce tra la primavera e l’estate, nei mesi di giugno e luglio, e fruttifica nei mesi autunnali.

 

Il frutto di melograno si presenta con una consistenza robusta e una forma tondeggiante. All’interno di ogni frutto troviamo gli arilli che sono costituiti da una polpa ricca di acqua e rappresentano la parte edibile del frutto. Negli arilli, invece, troviamo i semi.

 

La buccia rappresenta il 50 % del peso totale del frutto e, per quanto possa sembrare strano, presenta molti composti: calcio, sodio, magnesio, potassio, composti fenolici, flavonoidi. La buccia del melograno, non essendo digeribile per l’uomo, viene, a volte, utilizzata nell’industria cosmetica per la creazione di prodotti unitamente ai semi.

 

La composizione chimica degli arilli prevede:

– 85 % di acqua

– 10 % di zuccheri

– 1,5 % di pectine, acido organico e polifenoli

– vitamine A, B e C.

 

Dalla spremitura degli arilli otteniamo il succo di melograno che si presenta come un concentrato dei vari composti bioattivi presenti nel frutto.

 

Nel melograno troviamo dei composti bioattivi che rendono questo frutto un alimento nutraceutico, ovvero un alimento che presenta effetti positivi sulla salute e sul benessere. Quali sono questi composti? Aprendo un melograno ciò che ci salta subito all’occhio è il colore dei suoi arilli: il rosso. Il colore rosso degli arilli è dato da alcune molecole che prendono il nome di antocianine.

 

Le antocianine sono dei pigmenti presenti in molti frutti e fiori che danno una colorazione che va dal blu al rosso. Esse fanno parte dei composti flavonoidi e quindi, come tutti i componenti di questa classe, presentano un potere antiossidante. I composti antiossidanti hanno la capacità di reagire con i radicali liberi e di disattivarli evitando, così, di danneggiare altre molecole presenti nel nostro organismo. Il potere antiossidante delle antocianine è stato largamente studiato nel trattamento terapeutico di alcune malattie, evidenziando miglioramenti nella vista, nelle malattie cardiovascolari, nell’obesità e nel diabete di tipo 2. Le antocianine presenti nel melograno risultano avere un potere antiossidante sensibilmente maggiore di quelle presenti nel vino rosso e nel thè.

 

Quindi, se vi trovate in un bar e notate che, nel mese autunnali/invernali (attenti alla stagionalità dei prodotti!), hanno dei melograni dai quali poter ottenere un buon succo non esitate ad ordinarlo.

 

A così pochi zuccheri, tanta acqua e ottimi composti antiossidanti non si può mai dir di no!

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