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“Ancora una volta assistiamo all’intollerabile: cibi pericolosi destinati alle nostre tavole, con rischi per la nostra salute e danni per il lavoro dei nostri imprenditori. Per fortuna le Fiamme Gialle di Padova sono intervenute, dimostrando che non bisogna mai abbassare la guardia”.

Così il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commenta positivamente la notizia del maxi sequestro di 10 tonnellate di carne suina proveniente dalla Cina, introdotte in Europa in violazione delle norme e potenzialmente contaminate da peste suina.

 

“Chi pensa di arricchirsi sulla pelle dei veneti deve essere punito. Esprimo i miei complimenti alla Guardia di Finanza: hanno dimostrato di essere veramente degli angeli custodi, come tutte le forze dell’ordine che operano a tutela dei cittadini – continua il Governatore -. È ora di finirla, infatti, con l’arrivo nella nostra regione di cibi contraffatti e pericolosi; non va lasciato campo libero a questi trafficanti”.

Il ristorante celebra in grande stile il suo nuovo debutto, tra offerta enogastronomica rivisitata e design in bilico tra tradizione e modernità

 

La ristorazione slovena ha un nuovo punto di riferimento per tutti gli appassionati di gusto, tradizioni e materie prime di eccellente qualità. È Bistro Lipa, nato all’interno dell’Hotel Lipa di Šempeter pri Gorici, grazie a una recentissima ristrutturazione, che porta al centro della propria offerta un’esperienza enogastronomica genuina.

 

Il nuovo indirizzo gourmand di Šempeter pri Gorici (a due passi dalla Gorizia italiana) è pronto a celebrare il nuovo debutto. Al centro delle celebrazioni firmate Hit Universe of Fun sicuramente il grande impegno verso la sostenibilità ed un nuovo modo di offrire esperienze indimenticabili con un occhio sempre attento all’ambiente. Il nuovo bistro è infatti il perfetto esempio di come il gruppo Hit, a seguito dell’importante certificato internazionale di struttura green (Green Key) ottenuto dall’hotel Lipa nel mese di settembre 2019, abbia esteso il proprio impegno anche all’enogastronomia. I menù e l’offerta culinaria del ristorante sono infatti strettamente legati ai ritmi della natura e alle antiche tradizioni che da sempre contraddistinguono il patrimonio culinario della destinazione.

 

Lipa (tiglio in italiano) è la storia di un viaggio che profuma di scoperta, un percorso nel gusto legato ai territori e alle materie prime lavorate sapientemente e presentate sotto forma di proposte culinarie volte a conservare le storia della cucina slovena, con un pizzico di innovazione. Con l’aiuto dell’Associazione donne e ragazze di Šempeter (Društvo žena in deklet Šempeter), che si impegna a conservare la tradizione culinaria, sono state riportate alla luce ricette di alcuni piatti iconici del paese (Šempeter pri Gorici e dintorni) ed alcuni di questi, che vedono l’utilizzo di frutta, verdura e prodotti tipici della zona, sono stati inseriti nel menù grazie anche all’importante collaborazione con la scuola di Biotecnologia di Šempeter. L’istituto rifornisce il bistro di ortaggi e prodotti locali come il miele lavorato nella zona, un tempo conosciuta come «Orto del Goriziano» grazie al suo microclima e alla terra fertile.

 

Anche il design del locale è molto caratteristico. Bistro Lipa è stato pensato come un luogo intimo e raccolto, in bilico tra tradizione e modernità. Le sale sono state concepite per avere esperienze diretta con il cibo e con la storia. Tra arredi delle forme e dagli stili contemporanei sono stati aggiunti alcuni dettagli caratteristici del patrimonio etnologico del luogo. Una riproduzione grafica di una fotografia di un tram, per esempio, riporta alla memoria lo stretto legame tra la piazza dove sorge il Lipa Hotel e Bistro e la storia del paese nel periodo del primo dopo guerra. Questa era infatti la località dove all’epoca faceva l’ultima fermata il tram della linea Gorizia-Šempeter.

Grandi esperti a confronto al Castello di Roncade, guidati dall’enologo di fama internazionale Umberto Trombelli

 

Al via la seconda edizione de “il dietro le quinte dei grandi vini”. L’appuntamento per appassionati, opinionisti, giornalisti e addetti ai lavori è venerdì 17 e sabato 18 gennaio 2020 al Castello di Roncade (Roncade in provincia di Treviso). Ad accompagnare il pubblico sarà l’enologo Umberto Trombelli, enologo di fama internazionale.

 

Esattamente un anno fa il Castello di Roncade, della famiglia del barone Vincenzo Ciano Bassetti, ha creato in diretta l’assemblaggio del Villa Giustinian 2017, il vino di riferimento del Castello di Roncade (Rosso Igt Veneto gr. 13,5). L’incontro, di grande valore culturale, ha permesso agli ospiti di degustare in anteprima le partite di vino che compongono un “Taglio bordolese” personalizzato con autoctoni veneti. «Degustare assieme le partite di vino che compongono un “Taglio bordolese” – spiega l’enologo Umberto Trombelli – tra Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Carmenère, Raboso e, tra loro, campioni di barriques, tonneaux, botticelle e botti grandi, ha rappresentato un grande momento di confronto sul mondo del vino, sul vino di Roncade, sull’arte di fare il vino e sull’enologia. Un aspetto enologico che molti non conoscono, soprattutto quando si tratta di mettere le tessere al loro posto facendo lo con vini “grezzi”, non puliti, semplicemente prelevati dalla botte».

 

 

Una due giorni, solo su invito, riservata a opinionisti, appassionati, giornalisti, addetti ai lavori ed esperti del settore wine

Questa nuova edizione targata 2020, rappresenta un’esperienza unica dal grande valore didattico ed esperienziale anche per chi partecipa per la prima volta. Al termine della prima edizione ogni partecipante ha espresso la propria opinione su di una pergamena in sughero: ciascuna è stata sigillata all’interno di una bottiglia decorata per l’occasione. In questa seconda edizione, al termine dell’affinamento in vetro che ha subito il vino, saranno aperti e letti i fogli di sughero e, di nuovo, gli esperti si confronteranno sulla tipologia di vino degustando il Villa Giustinian pronto per la commercializzazione.

 

«La prima edizione de “Il dietro le quinte dei grandi vini” è stata senza alcun dubbio – spiega il barone Claudio Ciani Bassetti – una grande occasione per tutti i partecipanti e ha rappresentato un momento d’incontro e di confronto. La seconda edizione svelerà il risultato della prima e ripeterà l’esperienza alla presenza di un pubblico di tutto rispetto per la scena italiana e internazionale nel mondo del vino».

 

 

Il programma su invito:

Venerdì 17 gennaio 2020
Ore 19.30 cena di gala al castello di Roncade.

Sabato 18 gennaio
Ore 9:00 arrivo ospiti e ritrovo presso wine shop del Castello
Visita guidata al Castello: come si è sviluppato il concetto di Villa Veneta, storia del Castello e della
tradizione vitivinicola, a partire dalla famiglia Giustinian, per arrivare ai giorni nostri.
Ore 10:00 “il dietro le quinte dei grandi vini” tenuto dall’Enologo Umberto Trombelli
Ore 13:00 fine evento, a seguire buffet.

 

Vino Villa Giustinian 2015 Rosso Igt Veneto gr. 13,5
50% cabernet sauvignon, 10% cabernet franc, 30% merlot, 5% Raboso 5% Carmenere
Rosso rubino intenso tendente al granato, naso pulito e franco, spezie orientali; bocca morbida, caldo,
tannini setosi, medio lungo nel finale.
Eccellente 90/100
Vini dal taglio bordolese, con un’estrema pulizia olfattiva.

Castello di Roncade

via Roma, 141
31056 Roncade – Treviso
Tel. +39 0422 708736
Fax +39 0422 840964
Mail: [email protected]
Sito: http://www.castellodironcade.com
Facebook: https://www.facebook.com/castellodironcade/
Instagram: https://www.instagram.com/castello_di_roncade/

Una dieta basata solo sulle piante, o Plant-based diet, come viene chiamata in inglese, è l’ultima moda del momento nel mondo dell’alimentazione. Di sicuro, suona meglio che dieta vegana. Ho notato che il termine sta venendo integrato nel linguaggio quotidiano quando in una sessione di jogging al parco, qui a Queenstown dove vivo, un’altra jogger mi ha detto di avere provato una dieta basata solo sulle piante per almeno un mese, dopo aver visto un documentario. Non stiamo parlando di un documentario qualsiasi, ma lo stesso che ha convinto me due mesi a passare da una dieta vegetariana a una vegana, e probabilmente lo stesso che ha alimentato questo tendenza. The Game Changers non è passato inosservato.

 

In una sola settimana è stato incoronato il documentario più venduto di iTunes di sempre. Almeno sette anni in preparazione, questo tanto atteso documentario mira a “esporre miti obsoleti sul cibo che non incidono solo sulle prestazioni umane ma sulla salute dell’intera popolazione globale”. È un film documentario del 2018 sui benefici del mangiare a totalmente base vegetale per gli atleti. Il documentario segue l’ex combattente UFC James Wilks che, mentre si sta riprendendo da un infortunio, viaggia per il mondo e parla con atleti d’élite che seguono diete a base vegetale. Tra gli atleti intervistati ci sono Arnold Schwarzenegger, Patrik Baboumian e Dotsie Bausch. Il documentario inizia spiegando come è si è scoperto che i gladiatori ai tempi degli Antichi Romani avevano una densità minerale nelle ossa molto alta (data dalla presenza dello stronzio), che significa una dieta di qualità e molto esercizio. La stessa dieta aveva dato ai gladiatori un nome, i Hordearii, che significa “mangiatori di fagioli e orzo”. Un’alta quantità di stronzio nelle ossa, che le rende forti e sane, è associata alla dieta vegetariana. I gladiatori,  proprio coloro che nell’immaginario italiano vengono rappresentati come forzati pieni di muscoli. Perché lo erano, e grazie anche alla loro dieta basate solo sulle piante.

 

Con questo articolo non voglio convincere nessuno a diventare vegano. Il mio consiglio è sempre: sperimentare con il proprio corpo. Quello che funziona per me non funziona per tutti gli altri, perché ognuno ha un metabolismo unico, anche se a grandi linee siamo tutti fatti della stessa pasta. Piuttosto, un buon metodo è provare a eliminare certi cibi e vedere come va, e poi a reintegrarli. La sperimentazione empirica può essere molto più efficace che seguire la dieta di qualcun altro. Come sta andando la mia sperimentazione? Per ora, la sola idea di mangiare del parmigiano mi rivolta. Per non parlare di una bistecca. Spesso io e il mio fidanzato, convinto vegano anche lui, scherziamo che quello che produciamo nella toilette parla già da sé. O in altri termini, abbiamo una digestione perfetta da quando non mangiamo più prodotti animali, non solo da quando abbiamo rinunciato alla carne e al pesce.

 

Ho notato tantissimi benefici da quando non mangio più prodotti animali: il primo che mi viene in mente, è che ora vorrei andare a correre, ma non riesco a smettere di lavorare. Posso lavorare per dieci ore senza stancarmi, e non mi è mai capitato che la mia capacità d’attenzione fosse così alta. Anzi, normalmente dopo cinque minuti mi capitava di distrarmi.

 

Secondo, mi ammalo di meno e guarisco più in fretta. Il mio corpo in generale si infiamma di meno. Per anni ho avuto una psoriasi sulla mano destra; ma non più, e come questa altre piccole noie che sono sparite. Quando i carnivori mi fanno la classica domanda “Ma da dove prendi le proteine?”, la mia risposta è sempre la stessa “E gli animali che mangi, da dove pensi che prendano quelle proteine?”. Risposta: dalle piante. Solo che io preferisco accederci direttamente. E quando sono in vena, di solito aggiungo: “E tu da dove prendi le fibre?”, questa benedetta risorsa importante tanto quanto le proteine, ma spesso dimenticata.

Prima di fare i cinici, sperimentate.

Sono davvero giovanissimi i due nuovi campioni della Tiramisù World Cup Junior 2019, la seconda edizione della “sfida più golosa dell’anno”, aperta ai piccoli chef.

 

Ecco i loro nomi: Deva Marton (classe 2010) di Fossò di Venezia, in gara per la ricetta originale, e Daniele Fabris (classe 2009) di Sant’Angelo di Piove di Sacco (Padova) con un Tiramisù realizzato con panna, torrone e fave di Tonka, per la ricetta creativa del dolce (in foto).

 

Dopo le selezioni che si erano tenute nella giornata di sabato, presso la Scuola di Formazione Professionale Fondazione “Lepido Rocco” di Lancenigo di Villorba (TV), la splendida cornice di Villa De Reali di Canossa a Dosson di Casier è stata il teatro delle semifinali e delle finalissime di domenica per entrambe le ricette del dolce, originale e creativa.

 

   

 

I ragazzi hanno dato prova di possedere già la manualità degli adulti, muovendosi con dimestichezza fra savoiardi, uova e mascarpone, e impugnando fruste e cucchiai “da adulti”.

Nella due-giorni di gare l’entusiasmo e la passione dei giovanissimi pasticceri, accompagnati al tavolo da un adulto, hanno fatto divertire gli stessi partecipanti e il pubblico che ha assistito alla competizione e fatto il tifo per loro.

 

«Con dei Campioni così, il futuro del Tiramisù è assicurato – scherza Francesco Redi di Twissen, ideatore e organizzatore della rassegna – . Le iscrizioni per la TWC 2020 sono già aperte e siamo al lavoro per un 2020 che nasce per stupire e crescere ancora di più».

 

La giuria

A decretare i due Campioni di quest’anno, è stata una giuria composta dai nomi “celebri” della Tiramisù World Cup: Sara Arrigoni (Campione TWC 2019, ricetta creativa), Fabio Peyla (Campione TWC 2019, ricetta originale), Diletta Scandiuzzi (Campione TWC 2018, ricetta originale), Marco Bertolo (Campione TWC 2018, ricetta originale), Riccardo Landonio (Campione TWC Junior 2018, ricetta creativa).

 

I finalisti

Per la ricetta creativa, erano giunti in finale anche:

Cristina Pulos, classe 2010, di Zoppola (PN) con un Tiramisù con la Mastica di Chio;

Ambra Arvedi, classe 2010, di Casier (TV) con un Tiramisù con pistacchi salati, mandorlato e sciroppo d’acero.

Per la ricetta originale, erano giunti in finale anche:

Mattia Carraro, classe 2009, di Lasi (VR);

Miguel Fantuz, classe 2009, di Codognè (TV).

Oggi le selezioni all’Istituto “Lepido Rocco” di Lancenigo di Villorba. Le semifinali domani presso Villa De Reali di Canossa a Dosson di Casier

 

Al via oggi pomeriggio le selezioni della Tiramisù World Cup Junior riservata ai “piccoli chef” di età compresa fra gli otto e i tredici anni di età. Anche per loro, due categorie: la ricetta originale (uova, mascarpone, zucchero, savoiardi, caffè e cacao) e la ricetta creativa (con la possibilità di aggiungere fino a tre ingredienti e di sostituire il biscotto). Semifinali e finali nella mattinata di domenica 15 dicembre a Villa De Reali di Canossa a Dosson di Casier.

 

Sono già “armati” di savoiardi e mascarpone i giovanissimi concorrenti che si sfideranno per realizzare il “tiramisù più buono del mondo” nella gara riservata ai ragazzi. La competizione comincerà presso l’Istituto “Lepido Rocco” a Lancenigo di Villorba alle 14.00, quando scenderanno in campo i partecipanti iscritti alla categoria “originale” del dolce al cucchiaio più famoso del mondo; a seguire, dalle ore 16,00 sarà la volta degli iscritti per la ricetta creativa.

 

Coloro che riusciranno a superare questa fase approderanno alle semifinali di domani mattina (inizio ore 9.00) e i più bravi raggiungeranno le finali che si terranno a partire dalle 11.00, sempre a Villa De Reali di Canossa a Dosson di Casier (TV).

 

Quest’anno, la Tiramisù World Cup Junior ha deciso di sostenere la missione in Etiopia della Comunità Missionaria di Villaregia.
Per tutte le info: www.tiramisuworldcup.com

Domenica 15 dicembre, alle ore 17, in area Infopoint Infovox del centro commerciale Auchan Porte di Mestre si terrà lo show-cooking “Indovina chi viene a cena?”, a cura dello chef Marino Rolfi.

 

Rolfi cucinerà dal vivo, davanti agli occhi del pubblico, con uno show-cooking al quale si potrà liberamente assistere per scoprire quali siano i trucchi dello chef nella preparazione di piatti tipici per il pranzo natalizio. Ogni ricetta verrà descritta ed accompagnata da spiegazioni in tempo reale.

 

Al termine dello show-cooking, un ospite a sorpresa interverrà all’evento, per la gioia soprattutto dei più piccini!

 

Chef Marino Rolfi è docente e consulente in campo alimentare, è annoverato tra i migliori chef del Veneto e tra i migliori trenta in Italia. Ha partecipato a trasmissioni televisive quali “La prova del cuoco” e tiene ciclicamente rubriche radiofoniche.

Dall’allattamento alla condivisione dei pasti con la famiglia, l’incontro organizzato dalla Stilelibero Preganziol parlerà di come passare dal latte materno alle pappe e di come apprendere le sane abitudini alimentari per un corretto stile di vita già dai primi mesi dopo la nascita. Una importante occasione in forma amichevole per chiarire i propri dubbi e ascoltare i consigli del pediatra.

 

L’incontro si terrà il prossimo 30 novembre, dalle 9.30 alle 12.30, presso le piscine e palestre di via Manzoni 40, a Preganziol.

Rivolto a tutte le donne in gravidanza o alle neo mamme, vuole offrire momenti di:

• informazione su temi specifici la gravidanza e post gravidanza;
• condivisione e confronto fra mamme sulle esperienze personali.

 

Programma della giornata:
9.30 – 11.00, incontro gratuito
11.15 – 12.15, lezione in acqua per le future mamme (costo 10 euro o gettone lezione per le iscritte ai corsi Future Mamme in acqua).

 

Relatori:
Dott. Gorinati – Pediatra
Dott.ssa Giulia Baldisser – Scienze Motorie e Responsabile attività Future Mamme e neo mamme presso la Stilelibero.

 

Si raccomanda la prenotazione allo 0422.633870.

 

Lui è Fabio Peyla, addetto marketing di 40 anni di Uggiate Trevano (Como), ed è Campione del Mondo con la sua ricetta originale del Tiramisù. Lei è Sara Arrigoni, insegnante di Paladina (Bergamo) di 27 anni ed è Campionessa del Mondo con la sua ricetta creativa al mojito (ma rigorosamente non alcolica). Sono loro a trionfare nella terza edizione della Tiramisù World Cup, la competizione che premia “chi fa davvero il Tiramisù più buono del mondo”.

 

Oltre ai Campioni del Mondo, erano arrivati in finale anche Eleonora Andronico di Gemona e Beatrice Castellan di Valdobbbiadene. Per la ricetta creativa, al tavolo delle finali, condotte da Filippo Ferraro di RDS 100% Grandi Successi, anche Rossella Favaretto di Mestre (pepe e pere), Camilla Paludetto di Feltre (amaretti, formaggio e lamponi).

Il commento dei vincitori

Ora voleranno in Brasile, ospiti dell’Ambasciata italiana a Curitiba per la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, bandiere del Belpaese del dolce al cucchiaio più popolare e amato da tutti. «Ancora non ci posso credere – ha dichiarato emozionata Sara Arrigoni -. Ho provato tante ricette e alla fine questa è quella che i miei amici e famigliari hanno giudicato essere la migliore. È stato il terzo anno di partecipazione e finalmente ho vinto!».

 

Fabio Peyla aveva prenotato per restare una sola notte a Treviso, ma alla fine è dovuto rimanere per le semifinali e anche per la finalissima della “sfida più golosa dell’anno”: «Ho avuto il supporto e il calore della mia famiglia che mi ha sostenuto e che ringrazio immensamente. Sono riuscito a vincere, dopo tanti, tantissimi Tiramisù preparati in tutte le ultime settimane per migliorare sempre più».

 

Il commento degli organizzatori

La tre-giorni in quello che è stato ribattezzato “Palazzo dei Tiramisù”, nel cuore di Treviso, ha avuto un grandissimo successo di pubblico, con il coinvolgimento di centinaia di concorrenti e giudici provenienti da ogni dove: «Siamo orgogliosi di questa edizione, che è andata oltre le migliori aspettative – dice Francesco Redi, ideatore e organizzatore della Tiramisù World Cup. Il mio ringraziamento va ai partecipanti, ai sostenitori, ai nostri partner, al Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, per la sensibilità dimostrata nel credere da subito alla nostra manifestazione; un grazie a Treviso e alla sua Amministrazione comunale per averci dato la possibilità di ospitare le gare in piazza dei Signori».

Dopo Bibione, Udine e Bruxelles, inizia ora la fase finale dell’edizione di quest’anno. Presidente di Giuria, Roberto Lestani. E chi vince vola in Brasile

 

Dopo “Bibione e Venezia Orientale – Summer Selections”, le “Friuli Venezia Giulia Selections” a Villa Manin di Passariano (21 e 22 settembre) e le “European Selections” a Bruxelles (dall’11 al 14 ottobre), arriva ora il Grand Final della Tiramisù World Cup 2019.

Da oggi, venerdì 1° novembre, a domenica 3 novembre, inizia il lungo week-end della “sfida più golosa dell’anno” in piazza dei Signori, nella “green-house” allestita per l’occasione nel cuore di Treviso.

 

Oggi e domani sono gli ultimi due giorni di selezione. Poi, nella mattinata di domenica 3 novembre, si terranno le semifinali e quindi la finalissima dalle ore 15.00.

 

La tre-giorni chiude l’edizione 2019 della TWC, per la prima volta itinerante in Italia e in Europa.

Centinaia di chef amatoriali (rigorosamente non professionisti) si sono già dati battaglia a suon di mascarpone e savoiardi, e in questo week-end c’è l’ultima possibilità per accaparrasi un posto nelle semifinali, chi nella ricetta originale (uova, mascarpone, zucchero, savoiardi, caffè e cacao) e chi in quella creativa (con la possibilità di aggiungere fino a tre ingredienti e sostituire il biscotto).

 

L’appuntamento con la sfida più golosa dell’anno, che quest’anno vedrà Roberto Lestani, presidente della Federazione Internazionale Pasticceria Gelateria Cioccolateria, in qualità di presidente della giuria della finale, si rinnova: «Abbiamo voluto rendere omaggio a Treviso e al Tiramisù con una installazione che richiama le caffetterie dell’Ottocento, che ospita le gare nel cuore della città – spiega Francesco Redi di Twissen, ideatore e organizzatore della rassegna – . D’altronde, già spontaneamente nei social network era nato l’hashtag #civediamoaTreviso durante le selezioni a cui hanno partecipato concorrenti da ogni dove: siamo felici di essere riusciti a portare l’evento ad di fuori dei confini della Marca e dell’Italia. Ai partecipanti va il nostro ringraziamento, che verrà sancito nell’intervallo della partita Benetton Rugby – Edimburgo Rugby di sabato 2 novembre a Monigo, dove i semifinalisti verranno presentati e acclamati dal pubblico presente. Ma il “week-end da leoni” vedrà la Benetton Rugby essere al nostro fianco durante tutta la rassegna».

 

Come annunciato, coloro che diventeranno Campioni avranno l’occasione di essere ospitati dall’Ambasciata italiana a Curitiba (Paranà, Brasile) nel corso della Settimana Italiana della Cucina nel Mondo.

 

«Poche settimane fa due turisti hawaiani hanno fatto visita al Municipio – racconta Mario Conte, sindaco di Treviso -. Parlando con loro, è emerso che fra le parole italiane conosciute c’era proprio “tiramisù“. Questo dolce, che parte dalle cucine delle nostre nonne e arriva fino all’altro capo del mondo, trova nella sua World Cup una competizione bella, avvincente e golosa. Nella scorsa dizione abbiamo avuto modo di assaggiare le migliori espressioni tradizionali e creative e siamo certi che anche quest’anno, nella magnifica cornice di Piazza dei Signori, gusto e divertimento saranno protagonisti. Non vedo l’ora di premiare il miglior “Tiramisù-maker” del mondo!»

 

«Il tiramisù rappresenta non solo un’eccellenza della cucina trevigiana ma una vera e propria attrazione turistica – dice Lavinia Colonna Preti, assessore ai Beni culturali e al Turismo di Treviso – . Sono tantissimi, infatti, i visitatori italiani e stranieri che all’arrivo in città chiedono di assaggiare il nostro dolce, reso ancor più mitico dalle leggende e dagli aneddoti sulle sue origini e dalle centinaia di varianti possibili. La fama del tiramisù ha raggiunto dimensioni planetarie, ecco perché possiamo parlare di una vera e propria coppa del mondo dedicata. Francesco Redi è stato bravissimo a credere in questo progetto, riuscendo a coniugare spettacolo e tradizione, professionalità e folclore».

 

Secondo Federico Caner, assessore al Turismo della Regione Veneto: «Creatività, genuinità ed eccellente qualità dei prodotti sono alla base di quello che è probabilmente il dolce più conosciuto al mondo e a ben guardare questi ingredienti sono anche quelli che caratterizzano l’offerta turistica veneta. E se l’enogastronomia é di fatto uno dei motori trainanti dell’ospitalità della nostra regione, probabilmente nessun prodotto può meglio del Tiramisù rappresentare il Veneto a livello planetario».

 

Anche Mario Pozza, presidente di Unioncamere Veneto e della Camera di Commercio di Treviso – Belluno|Dolomiti ha ribadito come: «La Camera di Commercio di Treviso – Belluno|Dolomiti ha da subito creduto nel grande progetto della Tiramisù World Cup incoronando il primo vincitore bellunese nella sede camerale a Treviso e poi ancora per la grande festa del dolce creativo della seconda edizione. Abbiamo pertanto pensato che il sistema camerale, incaricato della promozione dei territori, fosse il giusto partner e sponsor istituzionale anche con la propria sede di Bruxelles di Unioncamere Veneto dove si è svolta la prima presentazione 2019 della tappa europea e poi a livello internazionale nella sede della Camera di Commercio Italo-Brasiliana di Curitiba. Oggi a livello locale sosteniamo questo importante evento di promozione del nostro territorio  con l’accordo strategico con Ascom Confcommercio. Quindi Buona competizione e vinca il migliore realizzatore del dolce più amato al mondo.

 

L’intero sistema Confcommercio – con l’appoggio diretto di Fipe e Federalberghi – si pone a sostegno del progetto TWC, «perché da sempre le categorie di Confcommercio sono impegnate nella valorizzazione delle eccellenze territoriali quali principali veicoli di diffusione della nostra identità culturale», afferma Federico Capraro, presidente di Ascom-Confcommercio Treviso.

Nell’insieme, Confcommercio garantisce a TWC non solo collaborazione e sostegno, ma la necessaria cornice che rende questo evento un vero progetto identitario del territorio, vissuto e promosso a pieno dalle imprese, per assicurarne non solo il successo turistico e di pubblico, ma la continuità e la crescita nel tempo. «Il tiramisù è un grande investimento sulla storia e sulla nostra identità che ci sta restituendo notevoli soddisfazioni. Con questa edizione si sta consolidando un grande progetto di marketing turistico per il nostro territorio», ha concluso Capraro.

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