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Direttamente a casa o in ufficio senza alcuna fatica: oltre 700 ordini in quattro mesi, clienti soddisfatti che ri-prenotano la consegna del pesce a domicilio con una media di quattro ordini al mese. Richieste dal Lazio e dalla Sicilia, ma lo zoccolo duro restano Lombardia e Veneto

 

Sono moltissime le persone che hanno già assaporato l’eccellenza dei prodotti ittici freschi di Itty.fish, azienda veneta leader nel commercio online, così come nell’import-export con Alemar.

 

La qualità del pescato e la scelta di pescherecci italiani controllati garantiscono – assieme alla puntualità del servizio di consegna a domicilio entro 48 ore – uno standard elevato.

 

L’esperienza raccolta in due generazioni di pescatori nel raccogliere durante la notte i doni del mare per spedire il pesce freschissimo la mattina seguente, è messa al servizio dei clienti privati di tutta Italia, che possono ricevere i prodotti ordinati direttamente a casa propria, con il piacere e la comodità di Internet.

 

Dopo le spese di spedizione gratuite durante i mesi di lockdown, Itty.fish ha ora lanciato un’altra buona nuova, perché se è vero che l’estate è sinonimo di aria frizzante e profumo di mare, in casa Itty.fish estate significa anche novità!

 

È così che l’azienda veneta, con sede a San Stino di Licenza (VE) ha inaugurato una sezione del suo e-commerce adibita alla vendita di frutta e verdura fresca di stagione, proveniente da coltivazioni italiane a filiera controllata, con cui divertirsi in cucina e portare in tavola sfiziose ricette di pesce.

Poiché è estate e cresce sempre di più la voglia di piatti freschi e leggeri da gustare tra amici o in famiglia, a tutti gli amanti della buona cucina offriamo alcuni suggerimenti per dare il via alla fantasia e portare in tavola del buon pesce, abbinato alla frutta e alla verdura di stagione.

 

Il pesce da comprare a luglio, dalla A alla Z

Acquistare pesce di stagione significa rispettare il ciclo naturale della terra e dei mari, assecondarne i ritmi, trasformare un dono spontaneo in una creazione culinaria che dia beneficio ai nostri sensi e alla nostra salute.

 

Ecco la lista dei pesci da comprare nel mese di luglio:

• alici
• cefalo
• cozze
• dentice
• fasolaro
• granchio
• nasello
• orata
• pesce spada
• ricciola
• sarago
• sardina
• scampo
• scorfano
• seppia
• sgombro
• sogliola
• spigola
• totano
• triglia
• vongola verace
• zerro.

 

Le ricette per portare in tavola il pesce di luglio

Cucinare con il pesce di luglio permette davvero di spaziare tra un’infinità di preparazioni, tra piatti ricchi ma anche ricette veloci per sperimentare una cena leggera in poco tempo, da accompagnare con un buon calice di vino. Eccone alcune:

  • Gnocchetti con ragù di triglie e scampi, da insaporire con foglie di basilico fresco.
  • Spaghetti alla bottarga profumati al rosmarino, un primo piatto veloce ma dal sapori intenso grazie alle erbe aromatiche fresche.
  • Tagliolini al nero di seppia, una ricetta ancora più ricca di sapori con l’aggiunta di carciofi freschi.
  • Orata al cartoccio con mela e kiwi, un piatto dal sapore agrodolce, in cui il sapore della frutta si abbina in maniera sublime alla polpa dell’orata.
  • Pesce spada all’ananas, frutto dal sapore esotico per assecondare i vostri slanci di fantasia in cucina.
  • Insalatona con le alici, dove non possono mancare ciliegini rossi e gialli, cipollotti bianchi a rondelle, fagiolini lessi, un peperone verde tagliato a bastoncini e il succo di mezzo limone.
  • Insalata di mela verde, kiwi e polpa di granchio, un connubio di sapori tutto da provare!

Tutto è pronto per la terza edizione del Premio Locanda Da Gerry, il riconoscimento promosso dallo chef di Monfumo Gerry Menegon, dedicato al talento under 35, che quest’anno ha voluto riconoscere l’impegno e la dedizione del personale sanitario premiando 3 giovani professionisti tra medici, infermieri e operatori sociosanitari che hanno operato in prima linea nell’emergenza Covid negli ospedali delle province di Treviso, Vicenza e Belluno.

 

Onore quindi al merito di Francesca Andretta, 30 anni, medico specializzando in Malattie Infettive e Tropicali all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso (Usl 2 Marca Trevigiana). Originaria di Castelfranco Veneto (TV) vive e studia a Padova ed è al penultimo anno del percorso accademico specialistico. Nei mesi della pandemia ha seguito da vicino i pazienti Covid positivi ricoverati nell’area infettivologica dell’ospedale del capoluogo trevigiano. Esercita la professione con dedizione, abbinando capacità clinica, impegno e attitudine alla relazione con i pazienti.

 

«Mi ha spinta a diventare medico la curiosità verso il corpo umano, la passione per la scienza e il desiderio di poter essere concretamente utile al migliorare la salute delle persone» spiega la vincitrice «le malattie infettive sono un mondo molto complesso, fin dall’inizio dell’università mi ha affascinata l’idea di scoprire in che modo qualcosa di infinitamente piccolo e invisibile come un virus sia in grado di procurare danni al nostro organismo. E di conseguenza come la Medicina debba operare scegliendo le armi migliori per sanare questi danni».

 

Per Francesca l’esperienza nel reparto Covid di Treviso resterà impressa per sempre nella memoria e nel cuore.
«Seguire i pazienti affetti da Coronavirus in questi mesi è stata un’enorme sfida: dal punto di vista scientifico, per l’approccio a nuovi farmaci e l’utilizzo di terapie sperimentali, ma anche dal punto di vista emotivo, per la gestione della sofferenza in solitudine e dell’isolamento assoluto che hanno sperimentato i malati – sottolinea Francesca – Quest’esperienza mi ha formata moltissimo come medico e soprattutto sotto il profilo umano e mi ha fatto capire come il lavoro in team sia fondamentale per il buon funzionamento di un reparto: in Malattie Infettive a Treviso siamo diventati una famiglia!».

 

L’impegno di Francesca è stato rivolto anche all’ambulatorio trevigiano dedicato ai soggetti con sintomi lievi causati dal Covid, bisognosi di un monitoraggio costante per valutare l’evoluzione del quadro clinico e poter intervenire tempestivamente in caso di peggioramento, predisponendo il ricovero e le terapie di supporto necessarie ad arginare l’infezione.

 

«Voglio citare proprio l’esperienza di gestione dei pazienti paucisintomatici tramite l’ambulatorio dedicato in cui abbiamo seguito circa 130 soggetti in questi tre mesi con visite di controllo bisettimanali, esami del sangue, radiografie del torace… Un bell’impegno ma molto soddisfacente».

 

Sul podio insieme a Francesca, anche Maria Chiara Barletti, 26 anni, infermiera, ha operato nel reparto Sub intensivo di Pneumologia dell’ospedale San Martino di Belluno (Usl 1 Dolomiti), e Silvia Basso, 33 anni, operatore sociosanitario nel Covid center allestito all’ospedale di Santorso nel Vicentino (Usl 7 Pedemontana), il prossimo sabato riceveranno una preziosa opera realizzata dall’artista Giovanni Casellato, maestro del ferro con bottega a Maser, le cui creazioni sono apprezzate a livello internazionale, dalla Biennale di Venezia al Festival del Cinema di Marrakech, passando per Matera Capitale della cultura e il Principato di Monaco.

Camst Group, una delle principali aziende italiane operanti nella ristorazione scolastica, mette a disposizione delle famiglie tutta la propria esperienza e il proprio know-how in materia di nutrizione ed educazione alimentare per bambini in età scolare e pre-scolare in questo periodo di chiusura delle scuole.

 

Come mangiare in maniera corretta e quali errori evitare? Quali giochi si possono realizzare a casa per scoprire insieme ai bambini i segreti di una giusta alimentazione?

Nasce così “Camst è di casa”, un sito internet dove le famiglie potranno trovare menù settimanali elaborati dai nutrizionisti di Camst Group, ricette per tutta la famiglia, consigli nutrizionali, giochi e attività con finalità educative da realizzare insieme a casa.

 

Le attività proposte sono il frutto della lunga esperienza dell’azienda nel settore della ristorazione scolastica dove, oltre a occuparsi della preparazione dei piatti, l’azienda affianca le scuole nella proposta di progetti di educazione alimentare. Da 75 anni ogni giorno Camst serve il pranzo a oltre 250mila bambini in tutta Italia, per un totale di oltre 45milioni di pasti all’anno nel settore scolastico.

 

“In questo periodo, a causa delle misure restrittive necessarie per contenere il propagarsi del Coronavirus, le scuole sono chiuse e i bambini sono a casa – ha dichiarato il Presidente di Camst, Francesco Malaguti. – È fondamentale curare l’alimentazione dei bambini nel corso della giornata, rispettando i principi nutrizionali dei pasti senza dimenticare varietà e gusto. In questo momento così particolare, vogliamo essere vicini ai genitori offrendo suggerimenti e consigli per sostenerli nella quotidianità”.

Sono sempre di più i ristoranti che questa Pasqua consegneranno a domicilio le loro proposte di stagione. Scoprite di più nel sito di Ristoranti Che Passione, oppure lasciatevi ispirare dalle ricette firmate dai suoi Chef, anche questo è un modo per sostenerli.

 

Le Cantine Vitivinicole si propongono inoltre di consegnare a domicilio alcuni selezionati vini, da abbinare con i piatti di stagione:

• baccalà mantecato e Durello (l’edizione limitata che sarà interamente devoluta al San Bortolo Ospedale di Vicenza) della Tenuta Nantalina Grandi
• torta salata con piselli e uova, e il Prosecco dei Colli Berici come La Pria
• asparagi e Vespaiolo, come quello di Io Mazzucato di Breganze
• erbette spontanee e bruscandoli per un bel risotto di stagione e Pralis di Paladin, un uvaggio di Chardonnay e Sauvignon di Annone Veneto
• capretto e Roccolo Pinot Nero di Ca’ Duso di Costabissara, con passaggio in barrique
• agnello più delicato e uva del territorio dei Colli Berici, il Tai Rosso di Gianni Tessari
• grigliata di carne e vini della Valpolicella di Zymè
• brindisi di benvenuto o conclusivo con un Franciacorta da Villa o un Saten di Castello Bonomi
• colomba pasquale e Recioto di Gambellara della Tenuta Nantalina Grandi o Torcalato di Io Mazzucato di Breganze o ancora Verduzzo Soandre di Bosco del Merlo.

La nostra Redazione, in questo momento in cui molte sono le persone in difficoltà e si affidano ai servizi di consegna a domicilio anche per il pranzo e la cena, vuole essere presente e, nei limiti delle sue possibilità, di aiuto.

 

Oggi segnaliamo Vorrey.it Consegne a domicilio, un portale gestito da tre giovani del Trevigiano, a sostegno delle attività di ristorazione e di vendita nel territorio. Dalla piattaforma è possibile ordinare e ricevere a casa la spesa, le pietanze dei propri ristoranti preferiti, e anche altri articoli come fiori.

 

Come funziona

Vorrey.it permette di godere dei vantaggi di un servizio a domicilio rapido ed efficiente. Basta ordinare ciò che si desidera e sarà consegnato a domicilio a partire da un costo di 2 euro.

In questo momento di difficoltà sempre più persone si affidano ai servizi di consegna a domicilio, anche per il pranzo o la cena. Quest’oggi segnaliamo www.trovaloo.it, un portale completamente gratuito a sostegno delle attività del settore food nel nostro territorio.

 

Anche la nostra Redazione infatti, nel suo piccolo, intende dare il proprio contributo e invita tutte le attività di ristorazione locali che svolgono consegne a domicilio a registrarsi gratuitamente in questa piattaforma, al fine di portare nelle case dei veneti i loro gustosissimi piatti o prodotti.

 

Creando la propria pagina, ciascuno ristoratore potrà inserire i dati della sua attività e i contatti utili per le prenotazioni.

Il pescato del giorno, crudo o cotto con raffinate ricette, a casa o in ufficio in assoluta comodità

 

Negli ultimi cinquant’anni, il consumo per persona di prodotti ittici è raddoppiato e il volume del commercio mondiale è decuplicato. Il pesce è l’unica categoria alimentare che abbia registrato un’impennata simile nelle abitudini dei consumatori, di qualsiasi possibilità economica. Resta il nodo del tempo, che in una società frenetica è sempre troppo poco, spesso a discapito della qualità.

 

 

Alessandro Marcon racconta perché è nata Itty.Fish

Nasce così Itty.Fish, dall’idea di Alessandro Marcon, erede di una famiglia che vive di pesca da oltre trent’anni: “Se non hai tempo di andare in pescheria, ti portiamo il pesce a casa o in ufficio. Con il mondo che corre veloce – spiega – per il cliente venire in pescheria è sempre più difficile. Gli orari d’ufficio spesso non coincidono. Così ho pensato che, se una persona può ordinare la pizza da asporto comodamente dal divano di casa, dopo una giornata di lavoro, potevo farlo anche con il pesce, mantenendo freschezza e qualità”.

 

Per Alessandro è il nuovo concetto del commercio, consapevole di poter offrire prodotti di pregio, esattamente come in pescheria, forte di una flotta di pescherecci che ogni giorno esce in mare, con un valore aggiunto: se il tempo è veramente poco, a casa arriva anche il pesce preparato dai suoi chef. Pronto per essere messo in tavola, dopo essere stato rigenerato in padella, in forno o al microonde.

 

 

Consegne in 48 ore in tutto il centro e nord Italia

“In ogni momento, andando sul nostro sito, il cliente può attingere al prodotto che arriva ogni giorno dalle nostre barche, tranne il sabato e la domenica. Non c’è nulla di pronto, al momento dell’ordine il pesce viene pulito, preparato, se richiesto cotto dai nostri chef secondo la ricetta scelta, e spedito in vaschette col metodo di conservazione ATM (atmosfera modificata) in tutto il centro e nord Italia in 48 ore”.

 

Innamorato del suo lavoro, Alessandro spiega sorridendo come “il mare riservi ogni giorno una sorpresa, è la novità quotidiana della pesca. Il nostro punto di forza è proprio questo, l’amore e il rispetto per il mare, che viene ricambiato”.

 

Un amore che si traduce nel metodo di preparazione del suo pesce: “C’è chi raccoglie tutti gli ordini e poi prepara le spedizioni. Da noi l’ordine viene evaso in tempo reale. Appena appare la richiesta sul sito, prendiamo il pesce e lo prepariamo, sia cotto sia crudo, perché sia recapitato in 48 ore a casa o in ufficio”.

 

E spiega il motivo delle 48 ore: “Dal momento dell’ordine, peschiamo i pesci e prepariamo i piatti. Il prodotto viene messo nelle vaschette ATM, a loro volta inserite in imballi con ghiaccio secco che può essere riutilizzato”.

 

Dall’ufficio, o tra amici, si possono fare anche ordini multipli, con un’accortezza cui Alessandro tiene particolarmente: “Se il pacco arriva in ufficio alle 10 e si finisce di lavorare alle 17, per esempio, è importante non aprirlo subito e dividerlo tra colleghi e amici, per non perdere la catena del freddo. Una volta aperto l’imballo, le vaschette hanno cinque giorni garantiti di conservazione nel frigorifero di casa”.

 

Al momento Itty.fish offre la spedizione gratuita ai residenti di Veneto e Lombardia.

Il prossimo weekend sarà quello della sfida Veneta di basket tra l’Umana Reyer e la De’ Longhi Treviso Basket. E se è vero che lo sport crea squadra è altrettanto vero che la solidarietà unisce senza distinzioni di colori e tifoserie.

Matteo Chillo e il capitano Matteo Imbrò della De’ Longhi Treviso Basket, Andrea De Nicolao e Laura Macchi della Umana Reyer venerdì sera si sfideranno su un altro parquet: non quello del Taliercio di domenica, ma quello del salone del Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier (TV).

 

Venerdì sera serviranno ai tavoli assieme ai sindaci veneti

Niente pantaloncini e maglietta, insomma, ma la tuta ufficiale della squadra con sopra il grembiule per servire ai tavoli assieme agli altri 31 sindaci del Veneto e rappresentanti di Associazioni che hanno aderito all’iniziativa promossa dal Gruppo Sogedin della Casa di Cura “Giovanni XXIII” e del Centro Servizi “Villa delle Magnolie”, per raccogliere fondi per Venezia e i comuni del litorale colpiti dal maltempo del novembre scorso.

 

 

“Abbiamo accettato con entusiasmo la proposta del Gruppo Sogedin, nostro storico partner, di partecipare a questa iniziativa di solidarietà verso il territorio veneziano colpito dal maltempo nei mesi scorsi. Farlo proprio a due giorni dal derby con i nostri giocatori a fare da camerieri assieme ai giocatori della Reyer ci è sembrata un’iniziativa simpatica improntata al fair play e ai valori positivi che il nostro sport esprime – fa sapere Giovanni Favaro, direttore generale della De’ Longhi Treviso Basket. – Insomma, facciamo del bene al nostro territorio e presentiamo in maniera positiva il grande evento di domenica, grazie al Gruppo Sogedin!”

 

“Siamo felici di partecipare a questo importante evento di solidarietà organizzato dalla Casa di Cura Giovanni XXIII, nostro special partner da tanti anni – commenta Federico Casarin, presidente di Umana Reyer. – Domenica 9 febbraio è in programma al Taliercio il derby: una partita carica di emozioni e adrenalina. Credo non ci sia miglior modo per avvicinarsi a questo evento, che condividere con Treviso Basket una serata di solidarietà a sostegno dei cittadini veneziani vittime del maltempo. Ciò a testimonianza del fatto che se in campo ci daremo battaglia, al di fuori siamo vicini e uniti per cause importanti come questa. Ringraziamo dunque le famiglie Calvani e Geretto e tutto il gruppo Sogedin per l’invito e l’opportunità a partecipare a questa splendida iniziativa” conclude il Presidente di Umana Reyer.

 

La cena, che già da giovedì scorso registra il tutto esaurito, era accessibile solo per prenotazione.

 

 

Foto Credits: A. Gilardi / Ag. Ciamillo-Castoria

Maestri d’eccezione 4 camerieri dell’AIPD l’Associazione Persone Down

 

Sold-out alla cena dei sindaci camerieri per Venezia colpita dal maltempo! C’è stata un’adesione di massa soprattutto da parte dei primi cittadini provenienti da ogni parte del Veneto.
30 i sindaci che il 7 febbraio prossimo, alle 19.30, al Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier (TV) si cimenteranno nel servire ai tavoli. Avranno degli insegnanti d’eccezione i camerieri dell’AIPD l’Associazione Italiana Persone.

L’AIPD Marca Trevigiana da 15 anni promuove i diritti delle persone con la sindrome di Down e la loro piena inclusione. Organizza percorsi di terapia occupazionale individuale di autonomia sociale accompagnando le famiglie in ogni fase della vita della persona con sindrome di Down. Alla cena dei sindaci camerieri saranno presenti quattro ragazzi in uniforme che stanno svolgendo il corso di formazione “Il pranzo è servito” per l’acquisizione di abilità e competenze di sala e cucina che l’associazione promuove da molti anni.

Il 31% delle attività di ristorazione trevigiane sono pizzerie. Un dato che pone la provincia di Treviso ben al di sopra della media veneta del 21,7% (in Veneto le attività di ristorazione sono 26.116, di cui 5.661 pizzerie).
Nella Marca Trevigiana, invece, delle 2.468 attività di ristorazione producono solo pizza o anche pizza almeno in 766.*

 

È in aumento il trend di tutto il settore, basti pensare che le attività di ristorazione nel 2017 erano 2.373, cresciute di quasi cento unità in un paio di anni con le pizzerie che hanno una tendenza di crescita ben superiore alla ristorazione tradizionale.

 

«Per la pizza non c’è crisi che tenga o più probabilmente è stata proprio la crisi a trainarne il boom, per il costo mediamente moderato di un cibo nutriente e gustoso come pochi – afferma Enrico Foffani (in foto), responsabile sindacale di CNA HO.RE.CA., la categoria che rappresenta gli interessi delle attività di ristorazione, i bar, gli alberghi, i catering -. La crescita delle imprese con attività di pizzeria negli ultimi anni è stata costante, confermando il comparto come uno dei più virtuosi dell’economia trevigiana».

 

E se il ristorante pizzeria/classico ha perso qualche colpo, sono in crescita tutte le altre tipologie di attività che producono pizza per il consumo veloce (e meno costoso) come le pizzerie da asporto.

 

In occasione del Pizza Day, che si è festeggiato il 17 gennaio, CNA ha presentato una indagine condotta dal Centro Studi in collaborazione con CNA Agroalimentare su un business che in Italia è uno dei più attivi fattori di sviluppo economico. A livello nazionale infatti sono 230 mila le imprese coinvolte e centomila gli addetti a tempo pieno che diventano duecentomila nei fine settimana per sfornare circa 8 milioni di pizze al giorno, quasi 3 miliardi in un anno. Un business che ha un fatturato di 15 miliardi di euro e un movimento economico superiore ai 30.

 

Rotonda, quadrata, a tranci, sottile, spessa, croccante o soffice, la pizza è tra i piatti preferiti dagli italiani e per la pizza non c’è crisi che tenga. La crescita è costante. Tra il 2015 e il 2019 le imprese con attività di pizzeria sono cresciute, a livello nazionale, da 125.300 a 127 mila.
La pizza preferita è quella tonda, tradizionale e cotta a legna nel forno a pietra. Vincono i gusti tradizionali su quelli gourmet con 8 connazionali su 10 (78,8%) che scelgono la marinara, la margherita, la napoletana o la capricciosa.

 

La fascia di prezzo non supera in un caso su due i 7 euro, ma c’è una fascia di mercato (4%) oltre la soglia dei dieci euro per impasti speciali e ingredienti ricercati. Nello specifico, la quasi totalità delle pizze tonde “da piatto” costa tra i 5 e i 10 euro.

 

Cresce anche la voglia di pizza surgelata da consumare a casa: quasi 48 milioni di kg acquistati per una spesa di circa 300 milioni di euro, il 2,7% in più rispetto all’anno precedente.

 

 

* Fonte dei dati: Ufficio studi e statistiche CCIAA Treviso-Belluno.

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