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Assessore Donazzan: “Studenti influencer della prevenzione e della sana alimentazione grazie a questa iniziativa di LILT che parla il linguaggio dei giovani”

 

L’assessore regionale alla Scuola, Elena Donazzan, ha partecipato oggi alla conferenza stampa online per la presentazione del progetto “La Salute nel Piatto”, iniziativa che – col patrocinio della Regione del Veneto e dell’Istituto Oncologico Veneto – prevede il coinvolgimento degli studenti e delle studentesse degli istituti alberghieri di tutto il territorio regionale, che saranno chiamati a realizzare delle ricette secondo le indicazioni dei nutrizionisti della LILT. Obiettivo del progetto è promuovere la salute attraverso una sana alimentazione, con gli studenti chiamati a svolgere un ruolo attivo di ‘influencer’ nel diffondere questo messaggio a tutta la cittadinanza attraverso i social media più diffusi.

 

Insieme all’Assessore, alla presentazione del progetto – che è promosso dal Coordinamento LILT del Veneto nell’ambito delle iniziative per la Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica – sono intervenuti il Coordinatore LILT Veneto e Presidente LILT Padova, Dino Tabacci, il Consigliere e membro della Giunta dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, Orio Mocellin, l’astrochef ed esperto in sana alimentazione, nonché testimonial del progetto, Stefano Polato.

 

“Ringrazio il Coordinamento LILT del Veneto per aver ideato e dato vita ad una iniziativa che, in questo difficile periodo di vita sospesa causato dalla pandemia, porterà gli studenti degli istituti aderenti a diventare dei veri e propri ‘influencer’ a sostegno della prevenzione e della sensibilizzazione verso una sana alimentazione – ha affermato l’assessore Regionale Donazzan. – Trovo particolarmente apprezzabile ed efficace che si sia scelto di puntare sul linguaggio e sulle piattaforme social preferite dai più giovani: la consapevolezza deve partire infatti dalla scuola, perché i nostri ragazzi saranno presto chiamati ad essere i professionisti della ristorazione, un mondo che spazia dal bar sotto casa al ristorante stellato, magari puntando a quella vetta rappresentata dal testimonial di questa iniziativa, l’astrochef Stefano Polato”.

 

Sono 13 gli Istituti alberghieri veneti che hanno aderito, per un totale di circa 375 studenti che potranno scegliere al massimo due ingredienti tra quelli indicati dall’equipe di nutrizionisti e creare una ricetta sul tema della corretta alimentazione, specificandone le proprietà nutrizionali e le accortezze da adottare in cottura per ridurre al minimo le alterazioni di tali proprietà e la formazione di possibili composti dannosi. Ingrediente principe di questo progetto sarà il principe della dieta mediterranea, l’olio Extra Vergine di Oliva.

 

“Come ben ricordato dal capacissimo animatore delle Città dell’Olio Orio Mocellin – ha concluso l’Assessore Donazzan – la scelta di inserire l’olio EVO tra gli ingredienti de ‘permetterà a questo progetto di promuovere anche la valorizzazione di un prodotto che è sinonimo del miglior Made in Italy agroalimentare nel mondo: un prodotto che dobbiamo tutelare, perché la scelta consapevole dei prodotti italiani sarà alla base della nostra rinascita. Chi si occupa dell’alimentazione altrui si occupa anche di molte altre ricadute, dalla salute alla promozione della propria Terra: un plauso dunque agli istituti alberghieri aderenti, ma questa esperienza merita di essere diffusa anche agli altri, dagli istituti statali a quelli professionali, fino alla formazione terziaria dell’ITS-Academy del Turismo Veneto che è fiore all’occhiello della nostra Regione”.

Le giornate uggiose sono le migliori per mettersi ai fornelli ed elaborare qualcosa di sfizioso da portare in tavola. Di seguito vi proponiamo 5 tipiche ricette Veneziane per riscoprire tradizioni storiche e antichi sapori.

 

 

Bigoli in salsa

I bigoli in salsa sono un piatto antichissimo, tramandato fin dai tempi della Serenissima Repubblica.

 

Ingredienti per 4 persone:

• 400 gr di pasta tipo bigoli
• 1 cipolla
• 1 bicchiere di vino bianco
• 5 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
• 100 gr di acciughe salate
• 1 macinata di pepe
• sale

 

Procedimento:

Sbucciare le cipolle, affettarle finemente e farle dorare nell’olio. Ricordarsi di mescolarle con un cucchiaio di legno e di farle appassire con un cucchiaio di acqua. Prendere le acciughe, tagliarle a pezzetti e aggiungerle alle cipolle stufate. Continuare la cottura mescolando, fino a quando le acciughe non si saranno sfaldate e ne risulterà una crema omogenea. A piacere, aggiungere una macinata di pepe.
Nel frattempo mettere a bollire l’acqua, salarla e versarci la pasta. Lasciarla cuocere al punto giusto, scolarla e condirla con il sugo facendo amalgamare bene il tutto.

 

 

Sarde in saòr

Altro piatto tipico della Laguna Veneta sono le sarde in saòr, la pietanza principale della festa del Redentore. Vi consigliamo di prepararne in abbondanza perché dopo due o tre giorni, quando i sapori si saranno ben amalgamati, sarà ancora migliore di appena fatto!

 

Ingredienti per 4 persone:

• 600 g di sarde freschissime
• 50 g di uvetta sultanina
• 50 g di pinoli
• 400 g di cipolle bianche
• 2 cucchiai di olio d’oliva extra-vergine
• olio per friggere
• 30 cl di aceto di vino bianco
• 1/2 bicchiere di vino bianco
• 3 chiodi di garofano
• 1 cucchiaino di semi di coriandolo
• 1 manciata di farina
• pepe in grani
• sale

 

Procedimento:

Squamare le sarde raschiandole leggermente con un coltellino, togliere la testa e le interiora. Sciacquare l’uvetta con acqua tiepida e metterla a rinvenire nel vino bianco.
Riempire per metà la padella con l’olio e farlo scaldare.
Infarinare le sardine metterle in padella lasciandole dorare da entrambe le parti.
Via via che sono pronte, mettere una spolverata di sale e tenerle da parte. Sbucciare le cipolle e affettale sottili. Scaldare due cucchiai d’olio in una padella antiaderente e far rosolare le cipolle, mescolandole spesso. Quando cominceranno a prendere colore, bagnarle con l’aceto e unire pepe, coriandolo e chiodi di garofano. Far bollire per due o tre minuti e spegnere la fiamma.
Intanto, in una piccola terrina formare uno strato di sarde, coprirle con parte delle cipolle e cospargerle con una parte dei pinoli e dell’uvetta sgocciolata e asciugata.
Continuare a formare gli strati fino ad esaurimento degli ingredienti e ultimare il tutto con uno strato di cipolle. Infine versare la salsa di aceto, quindi coprire la terrina con pellicola trasparente e far riposare la preparazione in frigorifero per almeno 24 ore prima di consumarla.
Ricordarsi di toglierla dal frigo qualche ora prima di servirla.

 

 

Risi e bisi

La storia ha sempre attribuito i risi e bisi alla tradizione Veneta, poiché era consuetudine offrire questo piatto al Doge nel giorno del 25 aprile, in occasione della festa di San Marco, patrono della città di Venezia. In realtà però, è molto probabile che la sua origine sia addirittura bizantina: i popoli orientali, infatti, che intrattenevano intensi intrecci commerciali con i Veneziani, accompagnavano spesso il riso con verdure di tutti i tipi.

 

Ingredienti per 6 persone:

• 500 g di riso
• 700 g di piselli
• 80 g di burro
• 1 cipolla
• prezzemolo
• 60 g di formaggio parmigiano grattugiato
• brodo
• sale
• pepe

 

Procedimento:

Per prima cosa far rosolare la cipolla e il prezzemolo tritati a fuoco medio in 40g di burro.
Appena la cipolla inizia a dorarsi, unire i piselli e continua la cottura per 5 minuti.
Aggiungere 5 mestoli di brodo, portare a bollore, versare ora il riso e mescolare.
Far cuocere a fiamma vivace per 15 minuti, mescolando e aggiungendo brodo.
Togliere dal fuoco il tutto ancora al dente.
Aggiustare di sale, unire il burro rimanente, il parmigiano e il pepe a piacere.
Se si preferisce realizzare una versione più “light” del di questo piatto, si può tranquillamente sostituire il burro con 4 cucchiai di olio extravergine di oliva.

 

 

Seppie in nero

Servire le seppie al nero caldissime spolverate con un po’ di prezzemolo tritato. La morte loro è in accompagnamento a una morbida!

 

Ingredienti per 4 persone:

• 1 kg di seppie freschissime
• 1/2 bicchiere di vino bianco secco
• 100 g di passato di pomodoro
• 3 cucchiai di olio d’oliva extra-vergine
• 1 cipolla piccola
• 1 spicchio di aglio
• prezzemolo
• sale
• pepe

Procedimento:
Iniziare con l’asportate l’osso dalle sacche delle seppie, quindi staccare il ciuffo dei tentacoli e togliere occhi e becco. Rovesciare ora le sacche e svuotale, facendo molta attenzione a non rompere le vescichette con l’inchiostro che dovranno essere conservare. Togliere anche la pellicina esterna.
Sciacquare il tutto più volte sotto l’acqua corrente, quindi tagliare le sacche a striscioline.
Sbucciare la cipolla e tritarla finissima insieme allo spicchio d’aglio e, separatamente, anche il prezzemolo.
In un tegame scaldare l’olio a fuoco moderato, per farci rosolare la cipolla tritata.
Appena comincia a prendere colore, unire le seppie insieme a parte del prezzemolo tritato e farle insaporire per qualche minuto a fiamma vivace.
Quando si saranno quasi asciugate, insaporirle con sale e pepe e bagnarle anche con il vino.
Far sfumare e unire a questo punto la salsa di pomodoro e tutto l’inchiostro contenuto nelle vescichette, diluito con un paio di cucchiai d’acqua tiepida.
Mescolare, abbassare la fiamma e proseguire la cottura per circa mezz’ora, unendo qualche cucchiaio d’acqua se necessario.

 

 

Baccalà mantecato

Il baccalà mantecato alla Veneziana è una ricetta davvero gustosa, che può essere servita come antipasto, se spalmato su crostini di pane o polenta, oppure come piatto unico. A voi la scelta!

 

Ingredienti per 4 persone:

• 600 g di stoccafisso
• 150 g di olio d’oliva
• 100 g di latte
• sale
• pepe

Procedimento:

Mettere lo stoccafisso già ammollato in una casseruola, coprirlo d’acqua, portarlo a bollore e continuare la cottura per circa un quarto d’ora. Farlo quindi completamente raffreddare nello stesso liquido, poi sgocciolarlo.
Togliere ora la pelle, eliminare le lische ed eventuali particelle fibrose. Poi tagliarlo a piccoli pezzi.
In un tegame scaldare intanto quattro cucchiai di olio. Adagiare quindi lo stoccafisso nel recipiente e versarci sopra, lentamente, il latte caldo e l’abbondante olio avanzato, mescolando energicamente.
Cuocere per un’ora a fuoco basso, mantenendo il liquido in leggera ebollizione.
Il composto deve diventare bianco, spumoso, cremoso. Regolare di sale e pepe, quindi prepararsi a servirlo.

 

 

Fonte e photo credits: anticahostariadantealighieri.it

Se occuparsi della propria dieta non basta, c’è da pensare anche a quella dei propri animali domestici. La più popolare in questi giorni è la dieta canina B.A.R.F, che sta per “cibo crudo biologicamente appropriato”. Fondata dal veterinario e nutrizionista Ian Billinghurst, il principio è quello di nutrire i cani con la dieta con cui si sono evoluti: una dieta composta da carni e verdure fresche, crude e selvatiche. La struttura genetica dei cani domestici supporta la teoria.

 

Da un pastore tedesco a un chihuahua, i cani condividono la stessa struttura genetica dei loro antenati, i lupi grigi. La dieta cruda è ricca di proteine, moderata di grassi e con una quantità minima di carboidrati. Per lo più è composta da carne, ossa crude, organi e verdure e frutta. I benefici sembrano essere numerosi, tra cui: una corporatura più snella e muscolosa; un miglioramento della pelle e del pelo; denti più puliti e alito più fresco, ecc.

 

Per non dimenticare il vantaggio ambientale: l’alimentazione di materie prime riduce l’impronta ecologica. Una dieta cruda è più pienamente utilizzata dal corpo di cani (e anche gatti), il che equivale a feci più piccole e lettiere più pulite. La dieta B.A.R.F. utilizza anche parti di animali come le carni organiche che, sebbene siano sicure per noi da mangiare, di solito vengono evitate dagli esseri umani. L’uso di queste parti della carne riduce gli sprechi.

 

Le ricerche della veterinaria Karen Becker sul B.A.R.F. mostrano quanto tale dieta possa essere di beneficio rispetto a una basata solo su crocchette tradizionali, e non è la sola. La ricercatrice veterinaria Björkman ha studiato i livelli di omocisteina nei cani, che è un indicatore di infiammazione e malattie croniche legate alla dieta.

 

L’esperimento ha coinvolto quattro gruppi di cani per sei mesi. Il primo gruppo era costituito da cani nutriti in precedenza con cibi crudi che sono stati passati al cibo secco per la seconda metà dello studio. Il secondo gruppo era costituito da cani alimentati a secco, che sono stati passati al cibo crudo per tre mesi. Il terzo e il quarto gruppo hanno continuato a mangiare il loro cibo normale (secco o crudo per l’intero studio di sei mesi).

 

I risultati della ricerca hanno dimostrato che i cani nutriti con cibi crudi che hanno continuato a mangiare cibi crudi avevano i livelli di omocisteina più bassi, mentre i cani che mangiavano cibo secco e continuavano a mangiare cibo secco avevano i livelli dieci volte più alti di omocisteina. Infine i cani allevati con cibo crudo e passati alle crocchette hanno avuto un aumento di cinque volte dei livelli di omocisteina nel corpo al termine dello studio.

 

Se si vuole cambiare dieta al proprio cane, è bene che accada lentamente. La transizione completa può spesso essere realizzata entro una settimana; senza dimenticarsi che il passaggio deve avvenire in modo prudente. I cuccioli possono generalmente cambiare dieta nel corso di pochi giorni, poiché in genere hanno un sistema digestivo più sano rispetto ai cani più anziani. Più vecchio è il cane, più tempo bisogna impiegare nel passaggio a una dieta cruda.

Per cominciare, si consiglia di far digiunare il cane da mezza giornata a un’intera giornata prima del pasto, per garantire un buon appetito, quindi nutrirlo solo un po’ per vedere come gestisce il cibo fresco. Se non ci sono problemi, si può continuare a sostituire un po’ della dieta originale con la dieta cruda. Ci si può aspettare un grande sorriso canino.

Ristorazione praticamente ferma e comunque con attività ridotta ai minimi storici. Il settore ittico, una delle filiere trainanti del Paese, è colpito duramente dall’emergenza sanitaria: la domanda è diminuita di oltre il 50 per cento e le flotte lavorano a scartamento ridotto.

 

Come segnala la FAO (Food and Agriculture Organization), in alcune parti del Mediterraneo e del Mar Nero oltre il 90 per cento dei piccoli pescherecci si è trovato costretto a smettere di lavorare.

 

Stringe i denti e si reinventa Alessandro Marcon, amministratore delegato della veneta Alemar e ideatore di Itty.Fish, “il pesce a domicilio come la pizza”.

 

Nel primo lockdown, grazie anche all’iniziativa a sostegno delle regioni più colpite, con consegne gratuite che hanno raggiunto addirittura la Valle d’Aosta, l’azienda ha registrato circa mille ordini online.

 

 

 

Fermare il pescatore significava portare in sofferenza una filiera intera – dice Marcon – di certo con la chiusura o comunque con l’attività ridotta di hotel e ristoranti, tra i nostri maggiori clienti, abbiamo avuto un bello scossone. Prima di tutto eravamo enormemente dispiaciuti per loro, sappiamo quanto sacrificio ci sia dietro queste attività, spesso a conduzione familiare, frutto di enormi sacrifici. Di conseguenza, però, anche il nostro settore ha subito quasi una battuta d’arresto”.

 

Così, come i ristoratori si sono reiventati con l’asporto e le consegne a domicilio, noi abbiamo pensato di consegnare il pesce a casa delle persone, esattamente come si fa con la pizza. È da lì, infatti, che mi si è accesa la lampadina. Il risultato è stato portare le vendite del pesce su altri canali. I nostri tre negozi di pescheria e gastronomia in Veneto a San Stino di Livenza, San Donà di Piave e Conegliano hanno continuato a lavorare bene, ma non era sufficiente. I dipendenti di Alemar hanno tutti famiglia, dovevamo pensare anche e soprattutto a loro. Così abbiamo ampliato la logistica interna con consegne a domicilio a circa 30 chilometri da casa per ogni negozio, e in tutta Italia con l’e-commerce”.

 

 

La riapertura, dopo il primo lockdown, ha portato a un periodo di stasi: “I clienti sono ritornati al ristorante ma poco dopo il 20 per cento ha ricominciato a ordinare. Attualmente abbiamo una media di 50 ordini settimanali”.

 

Conservati in atmosfera protetta, i cibi cotti preparati dagli chef di Itty.Fish possono durare in frigorifero dai 5 agli 8 giorni. Tutto è preparato al momento, in base all’ordine del cliente. Il fresco, invece, mantiene le sue proprietà organolettiche per quattro giorni in frigo, altrimenti si può mettere in congelatore.

 

Riceviamo molte richieste in questo senso – spiega Alessandro Marcon – quindi abbiamo attivato un servizio telefonico per dare risposte a tutti. Il nostro intento è offrire il prodotto di stagione e non fuori mercato, perché non ha lo stesso gusto e proprietà”.

 

 

 

Attualmente i 27 pescherecci della compagnia escono in mare quasi ogni giorno. Tutti i pescatori lavorano. Solo nel Nord Italia si parla di 120 persone, senza contare l’indotto. “Solo parte del personale del servizio ristorazione è in cassa integrazione, ma a rotazione, in modo da far lavorare tutti. E poi ci sono i pescatori delle cooperative che lavorano per noi, in Croazia piuttosto che in Sicilia, dove acquisto il gambero rosso, per esempio”.

 

Insomma, con Itty.Fish Alessandro Marcon è riuscito a far mantenere il proprio lavoro non solo ai pescatori veneti, ma anche a tutti quelli che, in Italia e non solo, escono in mare sicuri che Alemar acquisterà il loro pescato. “Ora più che mai è importante non solo fare rete – conclude Marcon – ma anche reinventarsi, mantenendo alti gli standard di qualità”.

Evitare i luoghi affollati è uno dei primi comportamenti responsabili che possiamo adottare in questo particolare periodo, difficile per tutti, per limitare al massimo il rischio di contagio.
Se è vero che il buon cibo può risollevare il morale, sono sempre di più – per fortuna – gli e-commerce attivi con le consegne a domicilio sull’intero territorio nazionale!

 

In questo periodo di restrizioni che stiamo vivendo, sperimentare in cucina è diventato uno dei passatempi prediletti dagli italiani per scandire le proprie giornate. Ma andiamoci cauti con torte e biscotti, questa volta! I nutrizionisti consigliano infatti una dieta sana e bilanciata, accompagnata da attività fisica (una camminata di 30 minuti è sufficiente). Da sempre alleato della nostra salute è il pesce, uno degli alimenti più amati della dieta mediterranea. Le sue carni sono fonte di proteine, ricche di vitamine, di sali minerali e di acidi grassi essenziali Omega3, toccasana per la memoria.

Dal momento che evitare supermercati affollati e pescherie fuori comune è più che raccomandato, ecco che chiunque può si adopera per arrivare direttamente nelle case degli italiani attraverso il servizio di consegna a domicilio.

Un esempio ne è Itty.Fish, una pescheria del Veneziano con tre negozi in Veneto (a San Stino di Livenza, San Donà e Conegliano), il cui servizio di consegna di pesce fresco a domicilio è sempre attivo!

 

Come ordinare online?

Ordinare online è semplicissimo: una volta ricevuto l’ordine del cliente attraverso lo shop online, questo viene trasmesso al team che, sulla base del pescato del giorno, prepara il pacco. Tutto il pesce ordinato viene confezionato in ATM (= atmosfera protettiva, una metodologia che permette di aumentare il periodo di conservazione dei prodotti alimentari) e successivamente trasportato su mezzi refrigerati in grado di garantire il rispetto della catena del freddo, ovvero una temperatura compresa tra 0-4°C, lungo tutto il tragitto. In questo modo il pesce mantiene la sua freschezza e le proprie caratteristiche organolettiche inalterate fino alla porta del suo destinatario.

 

Ordinare pesce online: crudo o cotto?

Il sito di Itty.Fish è sempre aggiornato con le proposte di pesce crudo e cotto del giorno, a seconda del pescato e della stagione.

Se sei una di quelle persone che ha tempo e passione di stare ai fornelli, ti suggeriamo di navigare tra le proposte di pesce fresco di giornata (dove trovi il pesce già pulito, eviscerato e sfilettato, pronto da cucinare). Se al contrario cucinare non è il tuo forte, ti invitiamo ad assaggiare le proposte di pesce già cotto, preparato con grande passione e attenzione secondo le ricette degli Chef di Itty.Fish.

Se invece appartieni per metà alla prima e per metà alla seconda categoria, puoi sempre acquistare ciò che più ti ispira nella loro pescheria online e provare a replicare a casa tua nuovi sapori seguendo le ricette pubblicate puntualmente sui loro canali Social (Facebook e Instagram).

 

 

Photo Credits: Itty.Fish

Sarebbero stati ben 200 i concorrenti e 100 i giudici, italiani e stranieri, attesi questo fine settimana all’interno dell’elegante orangerie allestita in piazza dei Signori a Treviso, nel cuore del salotto della città, insieme a tecnici, assistenti, cameramen e addetti ai lavori

 

Nel rispetto del nuovo Dpcm sul Covid-19, firmato dal presidente del Consiglio Conte, la 4^ edizione della Tiramisù World Cup, programmata dal 30 ottobre al 1° novembre a Treviso, è stata posticipata. Ad annunciarlo, con un video diffuso su tutti i canali social, è stato l’ideatore della famosa competizione internazionale, Francesco Redi: «Cari concorrenti, vi abbiamo seguito in questi mesi, siete diventati bravissimi. Ci piacerebbe dire che vi diamo più tempo solo per perfezionare le vostre gustosissime ricette, ma a causa dell’ultimo Dpcm la Tiramisù World Cup 2020 viene posticipata, magari ci faremo gli auguri a Natale».

 

Dopo l’ultimo Dpcm firmato dal premier Conte, gli organizzatori non hanno avuto scelta che posticipare la Tiramisù World Cup 2020; tuttavia non si sono persi d’animo e si sono messi subito al lavoro con nuove idee per non deludere gli amanti del tiramisù ed organizzare comunque, con modalità e tempi diversi, la competizione più golosa dell’anno.

 

Redi invita i concorrenti a non rilassarsi perché avranno «un programma di allenamento molto impegnativo». «Fateci vedere il vostro spirito, la vostra energia e allenatevi perché ci vedremo presto!», conclude nel video-messaggio pubblicato sui Social.

 

Infine un invito: «Andate a mangiare il tiramisù a Treviso», aggiunge Redi. Sono moltissimi i bar e i ristoranti (indirizzi e info qui) che propongono il famoso dolce al cucchiaio nelle sue innumerevoli varianti: tradizionale, creativo, scomposto, da asporto e in versione gelato, solo per citarne alcune.

Mestre rappresenta l’espansione della bellissima Venezia nella terraferma. Benché la bellissima città lagunare faccia sempre da protagonista, anche Mestre presenta scorci, parchi, vecchie osterie e luoghi di attrazione storico-artistica che meritano di essere scoperti

 

“Una piccola Versailles”: proprio così fu definita la città di Mestre da Carlo Goldoni sul finire del Settecento: oggi non rimane molto di quelle maestose ville, giardini e corsi d’acqua, tuttavia alcuni di questi ultimi valgono la pena di essere visitati, sia a piedi che in bicicletta!

 

Tutto ciò che più conta risiede oggi in Piazza Ferretto, un grazioso e tranquillo centro storico pedonale dove trascorrere piacevolmente un paio d’ore ad ammirare il settecentesco Duomo di San Lorenzo, in stile neoclassico, l’antica Scuola dei Battuti, il Palazzo da Re, il Teatro (oggi cinema) Toniolo e l’adiacente galleria in stile liberty, la fontana di Alberto Viani (uno dei più importanti scultori del Novecento, mestrino di nascita) e la Torre dell’Orologio risalente al 1108, l’unica rimasta delle 11 che un tempo si ergevano lungo le fortificazioni del castello, finendo per guardare le vetrine dei negozi e sedersi ad uno dei tanti localini per un aperitivo.

 

A pochi passi dal centro sorge inoltre l’M9, il primo museo esclusivamente multimediale in Italia, nonché un esempio quasi unico in Europa, che racconta in modo avvincente il Novecento italiano.

 

In direzione opposta si incontrano i siti verdi della città, a partire dai giardini delle Mura, risalenti al Medioevo, con ingresso da via Torre Belfredo. Con un’altra manciata di minuti si arriva al parco di Villa Querini, primo giardino pubblico della città, attraversabile anche in bicicletta, che conserva sculture di pregio nascoste tra il verde.

 

A due chilometri ancora, lungo il Terraglio, sorge inoltre il giardino di villa Tivan, che offre la cappella settecentesca della Santissima Trinità.

 

Un’ultima tappa è parco Piraghetto, sito nelle vicinanze della ferrovia, dove gli spazi alberati si alternano a prati, offrendo anche un laghetto, attrezzi per esercizi a corpo libero, una zona con giochi per bambini, un campo per le bocce e uno per la pallacanestro.

 

Spostandosi ulteriormente dal salotto cittadino in direzione Venezia – meglio se in sella ad una bicicletta – è possibile raggiungere i due grandi parchi di Mestre: Parco San Giuliano e Parco Albanese-Bissuola.

 

Il primo, che affaccia sulla laguna, è il polmone verde della città di Mestre ed è situato nel punto di contatto con Venezia, in prossimità del ponte della Libertà. Palcoscenico di moltissime manifestazioni nazionali, è il più grande parco d’Europa.

 

Il secondo rappresenta invece il luogo ideale per trascorrere una domenica in famiglia, soprattutto d’estate. Al suo interno vi è anche una piscina coperta e un grande impianto sportivo dove è possibile praticare tennis, basket, pallavolo e calcio.

 

Percorrere il tragitto poc’anzi descritto in tutta sicurezza dal traffico urbano non sarebbe possibile senza il tessuto ciclabile oggi presente in città. A Mestre, infatti, la bici è un mezzo di trasporto molto usato, certamente parecchio al di sopra della media italiana (benché ancora al di sotto di quella delle città mitteleuropee).

 

Di conseguenza le rastrelliere per il posteggio delle biciclette sono presenti ormai in abbondanza e non manca nemmeno un grande bici-park, situato nelle vicinanze della stazione ferroviaria.

 

Il BiciPlan portato avanti con impegno dalle varie Amministrazioni comunali che si sono susseguite nel corso degli anni ha infatti portato a compimento un’ottima rete di piste ciclabili. Da segnalare è sicuramente la ciclabile di via Dante, in quanto la più antica di Mestre, nonché la più importante ancora oggi per l’intenso traffico ciclistico cittadino di cui è oggetto.

 

E dopo tutto questo spostarsi, unire il piacere di una pedalata a quello più classico di una buona mangiata in una tipica osteria mestrina è quasi d’obbligo!

 

Proprio in via Dante sorge una delle più storiche, l’Antica Hostaria Dante Alighieri, dove è possibile assaggiare gustosissimi piatti della tradizione veneziana rivisitati in chiave moderna. Un posto che piacerà in particolar modo agli amanti della bicicletta!

 

Questo locale dispone infatti di un parcheggio esclusivo dedicato a chi arriva in sella alle due ruote, attrezzato anche di una presa elettrica per la ricarica e di un kit di prima emergenza.

 

Vicino al ristorante, ai civici 33-35, è stata inoltre da poco inaugurata “L’officina & Bike-Café”, specializzata in manutenzione e riparazione di biciclette.

 

Fonti: https://www.improntenelmondo.it/https://www.venetoinside.com/https://www.anticahostariadantealighieri.it

Aperte le selezioni su Instagram per le gare del 30 e 31 ottobre 2020. I giudici saranno scelti attraverso la Tiramisù Academy. Finalissima il 1° novembre a Treviso

 

Golosi di tutto il mondo, unitevi: sono aperte le candidature per diventare uno dei 100 giudici della Tiramisù World Cup 2020! In tutto 200 i tiramisù da assaggiare e due le giornate per aggiudicarsi un posto tra i fortunati giurati: 30 e 31 ottobre in Piazza dei Signori a Treviso durante le selezioni della Tiramisù World Cup. Come lo scorso anno, chiunque, purché maggiorenne, può iscriversi al test online e rispondere alle 15 domande sul tiramisù e il regolamento di gara. Due le novità di quest’anno: test su Instagram e selezioni dei giudici ancora più severe attraverso la Tiramisù Academy. Le preziose ricette vincitrici saranno secretate e custodite in una cassaforte come dei gioielli. I segreti del tiramisù più buono del mondo saranno al sicuro e conservati nel caveau della Consultinvest di Piazza Sant’Andrea a Treviso.

 

Chi sceglierà di rispondere all’annuncio più goloso dell’anno, dovrà aver letto a fondo non solo il regolamento di gara, ma dimostrare di aver consultato il sito www.tiramisuworldcup.com per poter ottenere il punteggio più alto e sperare di far parte della giuria. Le domande variano dalla conoscenza della ricetta del dolce ai casi specifici che si possono presentare in fase di gara. Coloro che vengono selezionati come giudici devono essere in grado di valutare il tiramisù, secondo tutti i criteri previsti, sia nella ricetta originale sia in quella creativa: dall’esecuzione tecnica alla presentazione estetica, dall’intensità gustativa all’equilibrio del piatto fino alla sapidità e all’armonia (https://tiramisuworldcup.com/le-regole/). E mentre per il Grand Final del 1° novembre a Treviso ci sarà una giuria di soli “addetti ai lavori”, nelle selezioni chiunque può diventare giudice, proprio perché il tiramisù è il dolce più popolare del pianeta.

 

 

Negli anni scorsi migliaia di persone da tutto il mondo avevano tentato il test: «Quest’anno la modalità sarà diversa perché passerà da Instagram @tiramisuworldcup – spiega Francesco Redi di Twissen, ideatore ed organizzatore della Tiramisù World Cup – e il test sarà ancora più severo perché i giudici saranno selezionati attraverso la Tiramisù Academy». L’Associazione è nata per divulgare il tiramisù nel mondo ed i valori culturali italiani. E quasi tutti gli associati vengono da fuori Italia, come Belgio, Gran Bretagna e Brasile. Tra loro Ugo Massabò che mette così in guardia i candidati: «In Gran Bretagna i consumatori stanno imparando a riconoscere il vero tiramisù e diventano sempre più esigenti», mentre Simona Ferretti ricorda che «in Belgio il tiramisù è molto amato in particolar modo nella versione creativa» e «come cuochi italiani vigiliamo affinché il rispetto della tradizione non venga stravolto». Roberta Goncalves, altra socia della Tiramisù Academy, spiega che «in Brasile amano la versione originale anche se ce ne sono diverse gustose con la frutta» e che «è difficile trovare tutti gli ingredienti base». Dal vicepresidente Andrea Mattana Renon, infine, arriva un monito e un augurio: «Il tiramisù è il dolce dell’italianità nel mondo; tanto radicata è ormai la sua tradizione quanto sarà sorprendente il suo futuro».

 

 

 

Le ricette vincitrici della Tiramisù World Cup 2020, la tradizionale e la creativa, saranno secretate per essere consegnate ai posteri e alla storia. A custodirle nel proprio caveau Consultinvest Investimenti Sim: così come ogni patrimonio viene tutelato, protetto e valorizzato, anche queste preziose rielaborazioni del dolce simbolo della città saranno conservate preziosamente. «Da trent’anni abbiamo a cuore i patrimoni che ci vengono affidati e ce ne prendiamo cura facendoli crescere – afferma Luca Zanata, consulente finanziario e titolare dell’ufficio trevigiano Consultinvest Investimenti Sim -. Con la medesima professionalità e impegno custodiremo le ricette dei campioni del mondo di Tiramisù. Per noi, questa partecipazione rafforza ulteriormente il legame con il territorio, basato sulla condivisione di valori storici, morali ed economici».

 

La consegna delle ricette, in busta chiusa, avverrà a conclusione della Tiramisù World Cup 2020 domenica 1° novembre alle ore 19.00 nell’ufficio di piazza Sant’Andrea.

 

Per la gara, la Tiramisù World Cup ha scelto gli “ingredienti” delle aziende: Matilde Vicenzi (savoiardi), Hausbrandt (caffè), Lattebusche (mascarpone), Barilla (Pavesini), Amadori (uova); oltre a loro, anche, Tognana Porcellane (fornitore piatto ufficiale), Ascotrade (fornitore ufficiale di energia), Consultinvest, Dolcefreddo Moralberti e Best Western Premier BHR Treviso Hotel.

 

RDS 100% Grandi Successi è radio ufficiale della Tiramisù World Cup 2020.

Per tutte le info, è possibile consultare il sito www.tiramisuworldcup.com.

Si intitola “Teatro da mangiare, teatro da bere” ed è la proposta di Tema Cultura per l’edizione 2020 dell’Estate Incantata: dal 27 agosto, sei spettacoli pensati per stuzzicare l’appetito di vecchi e nuovi appassionati di teatro, andranno in scena al tramonto tra le vie della città

 

Stuzzicare la fame di conoscenza tra assaggi di musica d’altri tempi e sorsate di storie uscite dalla vena creativa dei più grandi scrittori e drammaturghi di sempre. È la ricetta dell’associazione Tema Cultura, che per l’edizione 2020 dell’Estate Incantata – organizzata dall’Amministrazione Comunale di Treviso – promuove la rassegna “Teatro da mangiare, teatro da bere”: sei spettacoli teatrali in scena al tramonto in alcuni degli angoli della città preferiti da turisti e avventori del posto per l’aperitivo o la cena, trasformati per l’occasione in palcoscenici a cielo aperto.

 

 

Le date

A dare il via al divertimento in salsa culturale sarà lo spettacolo “Pomo pero disi il vero”, fissato in calendario per giovedì 27 agosto in piazza Indipendenza, vicolo “Hostaria dai Naneti”: a partire dalle 19.30, tra parole del teatro classico ed espressioni dialettali prenderà vita il racconto delle peripezie di un amante insoddisfatto, che tenterà di risollevare le sue sorti interpellando un insolito genio, stipato nientemeno che in una bottiglia di prosecco. In sottofondo, la chitarra di Francesco Zanetti, che firma testo e regia, nel cast insieme agli attori Giulia Pelliciari e Giacomo Vianello.

 

Venerdì 28 agosto toccherà al primo dei tre originali flash mob del ciclo “Teatro all’improvviso”, che allo scoccare delle 19.30 esploderà in un punto della città a sorpresa a cura dei giovani attori di “Tema Academy”, la compagnia formata dai ragazzi che frequentano la scuola di teatro di Tema Cultura. Da William Shakespeare a Harold Pinter: un’esperienza tutta da scoprire, lasciandosi guidare dalla scia di indizi che precederà l’evento, disseminata sulle pagine Facebook e Instagram ufficiali dell’associazione.

Gli altri due flash mob (diversi dal primo) sono attesi venerdì 4 e venerdì 11 settembre.

 

 

Grazie alla collaborazione con lo staff del “Ristorante Alfredo”, in via Collalto giovedì 3 settembre a partire dalle 20.30 Edoardo Siravo si esibirà in prima regionale in “Significar mangiando”, un omaggio ad Arturo Filippini.

 

A fare da protagonisti, i piatti della tradizione locale che il noto ristoratore ha reso celebri anche oltreconfine e quelli descritti dalle penne di Tomasi di Lampedusa, Proust, Campanile, Montale (per citarne alcuni). Accompagnamento musicale a cura di Piero Trofa.

 

Evento su prenotazione, posti limitati.

 

Giovedì 10 settembre sarà la volta di “Donna di cuori, fante di danari”, in programma alle 19.30 in piazza Carducci nei pressi del bar “The Lodge”. Paola Zuliani e Giacomo Vianello metteranno in scena la parabola dell’amore, ripercorrendo con ironia i vari capitoli della storia di una giovane coppia di innamorati. Adattamento testuale e regia di Giovanna Cordova.

 

Il commento della direttrice artistica

«Come tutti gli altri eventi contenuti nella rassegna “Estate incantata”, promossa dal Comune di Treviso, questo spettacolo è la dimostrazione che nonostante tutto si può ripartire solo se l’attività degli operatori culturali, come in questo caso, è sostenuta da un’Amministrazione pronta e decisa a non fermarsi di fronte alle difficoltà, che predilige i fatti alle belle parole e alle rassicurazioni che non portano a nulla. Credo che sia questa la via giusta, l’unica che riuscirà a far ripartire il motore della cultura nel nostro Paese» afferma Giovanna Cordova, direttrice artistica di Tema Cultura.

 

Organizzati nel pieno rispetto delle misure anti-Covid, gli spettacoli sono a ingresso gratuito (in caso di maltempo saranno rinviati ad altra data).

L’estate è la stagione più indicata per sbizzarrirsi in cucina con piatti creati per stupire i propri ospiti. Il divertimento ha inizio con gli antipasti, con ricette fresche e semplici, per soddisfare tutti i gusti.

 

Un alimento raffinato e di classe, che ci permette di preparare piatti veloci (e altrettanto sfiziosi!), è il pesce, che noi consigliamo di accompagnare a ingredienti gustosi e di grande effetto visivo, come frutta, verdura, foglioline di menta e fiori commestibili. Ecco quindi di seguito queste cinque idee di ricette da portare in tavola.

 

 

1. Fasolari crudi

Difficoltà: bassa

Dosi: 4

Tempo di preparazione: 30 min

 

Ingredienti

1,5 kg di fasolari

2 limoni

1 mazzetto di prezzemolo

Peperoncino q.b.

Pomodori q.b. (facoltativo)

 

Un antipasto molto fresco e leggero, perfetto per gli amanti dei molluschi, facilissimo e d’effetto e super gustoso!

Il procedimento è davvero banale. Cominciate con l’aprire i fasolari, sgusciateli e ripuliteli dai residui di sabbia. Poi rimetteteli nel loro guscio.

A parte preparate una salsa a base di limone, prezzemolo e peperoncino con cui condirli. In alternativa potete aggiungerci dei pomodorini tagliati a pezzettini.

 

 

2. Carpaccio di salmone marinato agli agrumi

Difficoltà: bassa

Dosi: 4

Tempo di preparazione: 40 min (e 2 ore di marinatura)

 

Ingredienti

400 g di salmone fresco

150 g di panna acida

2 limoni

2 arance

6-8 fragole

Aneto q.b.

Pepe q.b.

Sale q.b.

Olio extravergine di oliva q.b.

 

Questo è un fresco antipasto ideale da servire nelle più diverse occasioni, ma anche da tenere in frigorifero pronto all’uso per guarnire tartine o arricchire un’insalatona. Fondamentale per questa ricetta è però utilizzare salmone molto fresco.

Come prima cosa sbucciate mezza arancia e mezzo limone con un pelapatate, in modo da recuperare solo la parte gialla e arancione, in striscioline molto sottili. In seguito spremete due limoni e un’arancia.

Nel frattempo cospargete con un pizzico di pepe e sale il fondo di una pirofila e versate un po’ del succo degli agrumi.

Aggiungete il carpaccio: poi salata, pepate, irrorate con il succo di agrumi rimanente e aggiungete qualche fettina di buccia messe da parte. Procedete in questo modo fino a esaurire tutto il salmone.

Ricoprite la pirofila con la pellicola e lasciate marinare in frigorifero per circa due ore.

Trascorso il tempo, scolate il salmone dal liquido di marinatura e lasciatelo a sgocciolare in uno scolapasta, che riporrete sempre in frigorifero.

Nel frattempo potete pelare anche l’altra arancia e recuperarne gli spicchi, insieme alle fragole lavate e tagliate.

Quando il carpaccio di salmone si sarà sgocciolato per bene, potete procedere al suo impiattamento guarnendo ogni pezzo con un filo d’olio extravergine d’oliva, la panna acida a lato e un po’ di aneto spezzettato. Infine non dimenticate gli spicchi di arancia e fragola, per dare un tocco di colore e di gusto.

 

 

 

3. Vol-au-vent alla crema di nasello

Difficoltà: bassa

Dosi: 6

Tempo di preparazione: 60 min

 

Ingredienti

12 vol-au-vent medi

300 g di filetto di nasello

60 g di panna liquida

60 g di latte

½ bicchieri di vino bianco secco

Capperi

Scalogno

Prezzemolo

Olio d’oliva

Sale q.b.

Pepe nero in grani

 

Ecco un delizioso antipasto di pesce per stuzzicare l’appetito. Vediamone i vari passaggi.

Per la ricetta del vol-au-vent alla crema di nasello, versate in una casseruola mezzo bicchiere di vino. Unite subito un po’ di scalogno tritato, quindi fate evaporare il liquido finché ne resta metà. Aggiungete poi il filetto di nasello a pezzetti, mezzo cucchiaio di capperi, la panna, il latte, qualche foglia di prezzemolo spezzettata, un pizzico di sale e una macinata di pepe.

Dopo alcuni minuti di cottura a fuoco vivo, l’insieme diventerà cremoso. A questo punto trasferitelo nel frullatore, insieme a 3 cucchiai d’olio d’oliva, e azionatelo per ottenere un morbido impasto.

Distribuite infine la crema ottenuta all’interno dei vol-au-vent preriscaldati in formo e decorateli a piacere. Noi vi consigliamo con un cucchiaino di uova di salmone o una fogliolina di prezzemolo.

 

 

4. Insalatona di scampi tropicale

Difficoltà: bassa

Dosi: 4

Tempo di preparazione: 30 min (e 10 min di marinatura)

 

Ingredienti

200 g di valeriana

12 scampi

1 lime (2 cucchiai)

300g di avocado (in alternativa, mango o ananas)

1 melagrano

1 zenzero fresco

Pepe q.b.

Sale q.b.

Olio extravergine di oliva q.b.

 

In questa che si contraddistingue per la sua aromaticità e freschezza, gli scampi, pregiati e gustosi, sono esaltati dalla marinatura fatta con zenzero e lime. La delicatezza dello scampo incontra il gusto pieno dell’avocado e l’acidità dei chicchi del melagrano, per un sapore aromatico irresistibile.

Per prima cosa pulite gli scampi sotto l’acqua corrente, eliminate le teste e tagliate la parte inferiore del carapace con le forbici. Estraete la polpa e trasferite gli scampi sgusciati su un tagliere. A questo punto va incisa la parte centrale dello scapo e aiutandovi con la punta di un coltello, eliminato l’intestino. Versateli in una ciotola e lasciateli marinare per circa 10 minuti con il pepe e lo zenzero grattugiato.

Nel frattempo aprite il melagrano e sgraniamolo, tenendo da parte i semi. Sbucciate l’avocado, togliete il seme e dividetelo in quattro parti verticali uguali. Per evitare che si ossidi, potete irrorarlo con del succo di limone e poi tagliarlo a cubetti.

Ora scaldate la padella e ungetela leggermente con un cucchiaio di olio di oliva. Poi cuocete gli scampi. Dopo un minuto girateli e bagnateli con il succo di lime, proseguendo la cottura per altri 2-3 minuti. Condite ora la valeriana con olio extravergine di oliva e un pizzico di sale. Aggiungete i chicchi di melagrano e l’avocado, infine adagiate gli scampi sul letto di insalata e servite (per un gusto più esotico, potete sostituire l’avocado con l’ananas oppure il mango).

Chi è amante del crudo, certamente opterà per non cuocere nulla. In questo caso, si può pensare anche a delle mazzancolle già sgusicate e pronte da gustare con un leggero condimento a base di sale, pepe bianco e olio extravergine d’oliva.

 

 

 

5. Cocktail di granchio

Difficoltà: bassa

Dosi: 4

Tempo di preparazione: 30 min

 

Ingredienti

250 g di polpa di granchio già pulita

300 g di carote

2 foglie di cavolo viola

1 filo d’olio

2 cucchiai di maionese

2 cucchiai di yogurt non zuccherato

Succo di pompelmo q.b.

Sale q.b.

 

Quella del cocktail di granchio è una ricetta intramontabile, una certezza che piace sempre a tutti e che non sfigura mai. Oltretutto è una proposta di antipasto davvero semplice da realizzare. Vediamo insieme come.

Mondate le carote, pelatele, lavatele e grattugiatele a julienne. Lavate anche il cavolo viola e tagliatelo a listarelle.

Sgocciolate la polpa di granchio e stracciatela con le mani o con l’aiuto di un coltello.

In una ciotola unite la polpa di granchio, le carote, il cavolo, lo yogurt, la maionese, un filo d’olio e qualche goccia di succo di pompelmo.

Mescolate fino ad amalgamare tutti gli ingredienti e insaporite con un po’ di sale.

Un’idea carica per servire questo antipasto è distribuirlo in bicchierini monoporzione. Se non lo servite subito, ricordatevi di coprirlo con la pellicola fino al momento di portarlo in tavola.

 

 

Eccoci arrivati al termine di questa selezione di antipasti di pesce alla portata di tutti, perfetti per portare in tavola i colori dell’estate e il profumo del mare.

 

 

Photo Credits: Itty.fish

 


Itty.fish è un’azienda veneta leader nel commercio online, forte di una storia di pescatori che solcano il mare da oltre trent’anni e dell’esperienza di un colosso come Alemar, leader italiano nell’import-export.
Tutti i prodotti presenti nella sua pescheria online sono conservati in atmosfera protetta. Per le spedizioni si affida infatti a corrieri espressi che viaggiano solo con mezzi refrigerati, per mantenere gli ordini ad una temperatura compresa tra 0-4°C lungo tutto il tragitto. In questo modo la catena del freddo non viene mai interrotta e il pesce mantiene la sua freschezza e le caratteristiche organolettiche fino alla porta del consumatore finale.

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