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5 piatti tipici della tradizione Veneziana

4 minuti di lettura

5 tipiche ricette Veneziane, per riscoprire tradizioni storiche e antichi sapori.
 

Bigoli in salsa

I bigoli in salsa sono un piatto antichissimo, tramandato fin dai tempi della Serenissima Repubblica.
 
Ingredienti per 4 persone:
• 400 gr di pasta tipo bigoli
• 1 cipolla
• 1 bicchiere di vino bianco
• 5 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
• 100 gr di acciughe salate
• 1 macinata di pepe
• sale
 
Procedimento:
Sbucciare le cipolle, affettarle finemente e farle dorare nell’olio. Ricordarsi di mescolarle con un cucchiaio di legno e di farle appassire con un cucchiaio di acqua. Prendere le acciughe, tagliarle a pezzetti e aggiungerle alle cipolle stufate. Continuare la cottura mescolando, fino a quando le acciughe non si saranno sfaldate e ne risulterà una crema omogenea. A piacere, aggiungere una macinata di pepe.
Nel frattempo mettere a bollire l’acqua, salarla e versarci la pasta. Lasciarla cuocere al punto giusto, scolarla e condirla con il sugo facendo amalgamare bene il tutto.


 
 

Sarde in saòr

Altro piatto tipico della Laguna Veneta sono le sarde in saòr, la pietanza principale della festa del Redentore. Vi consigliamo di prepararne in abbondanza perché dopo due o tre giorni, quando i sapori si saranno ben amalgamati, sarà ancora migliore di appena fatto!
 
Ingredienti per 4 persone:
• 600 g di sarde freschissime
• 50 g di uvetta sultanina
• 50 g di pinoli
• 400 g di cipolle bianche
• 2 cucchiai di olio d’oliva extra-vergine
• olio per friggere
• 30 cl di aceto di vino bianco
• 1/2 bicchiere di vino bianco
• 3 chiodi di garofano
• 1 cucchiaino di semi di coriandolo
• 1 manciata di farina
• pepe in grani
• sale
 
Procedimento:
Squamare le sarde raschiandole leggermente con un coltellino, togliere la testa e le interiora. Sciacquare l’uvetta con acqua tiepida e metterla a rinvenire nel vino bianco.
Riempire per metà la padella con l’olio e farlo scaldare.
Infarinare le sardine metterle in padella lasciandole dorare da entrambe le parti.
Via via che sono pronte, mettere una spolverata di sale e tenerle da parte. Sbucciare le cipolle e affettale sottili. Scaldare due cucchiai d’olio in una padella antiaderente e far rosolare le cipolle, mescolandole spesso. Quando cominceranno a prendere colore, bagnarle con l’aceto e unire pepe, coriandolo e chiodi di garofano. Far bollire per due o tre minuti e spegnere la fiamma.
Intanto, in una piccola terrina formare uno strato di sarde, coprirle con parte delle cipolle e cospargerle con una parte dei pinoli e dell’uvetta sgocciolata e asciugata.
Continuare a formare gli strati fino ad esaurimento degli ingredienti e ultimare il tutto con uno strato di cipolle. Infine versare la salsa di aceto, quindi coprire la terrina con pellicola trasparente e far riposare la preparazione in frigorifero per almeno 24 ore prima di consumarla.
Ricordarsi di toglierla dal frigo qualche ora prima di servirla.


 
 

Risi e bisi

La storia ha sempre attribuito i risi e bisi alla tradizione Veneta, poiché era consuetudine offrire questo piatto al Doge nel giorno del 25 aprile, in occasione della festa di San Marco, patrono della città di Venezia. In realtà però, è molto probabile che la sua origine sia addirittura bizantina: i popoli orientali, infatti, che intrattenevano intensi intrecci commerciali con i Veneziani, accompagnavano spesso il riso con verdure di tutti i tipi.
 
Ingredienti per 6 persone:
• 500 g di riso
• 700 g di piselli
• 80 g di burro
• 1 cipolla
• prezzemolo
• 60 g di formaggio parmigiano grattugiato
• brodo
• sale
• pepe
 
Procedimento:
Per prima cosa far rosolare la cipolla e il prezzemolo tritati a fuoco medio in 40g di burro.
Appena la cipolla inizia a dorarsi, unire i piselli e continua la cottura per 5 minuti.
Aggiungere 5 mestoli di brodo, portare a bollore, versare ora il riso e mescolare.
Far cuocere a fiamma vivace per 15 minuti, mescolando e aggiungendo brodo.
Togliere dal fuoco il tutto ancora al dente.
Aggiustare di sale, unire il burro rimanente, il parmigiano e il pepe a piacere.
Se si preferisce realizzare una versione più “light” del di questo piatto, si può tranquillamente sostituire il burro con 4 cucchiai di olio extravergine di oliva.
 
 

Seppie in nero

Servire le seppie al nero caldissime spolverate con un po’ di prezzemolo tritato. La morte loro è in accompagnamento a una morbida!
 
Ingredienti per 4 persone:
• 1 kg di seppie freschissime
• 1/2 bicchiere di vino bianco secco
• 100 g di passato di pomodoro
• 3 cucchiai di olio d’oliva extra-vergine
• 1 cipolla piccola
• 1 spicchio di aglio
• prezzemolo
• sale
• pepe
Procedimento:
Iniziare con l’asportate l’osso dalle sacche delle seppie, quindi staccare il ciuffo dei tentacoli e togliere occhi e becco. Rovesciare ora le sacche e svuotale, facendo molta attenzione a non rompere le vescichette con l’inchiostro che dovranno essere conservare. Togliere anche la pellicina esterna.
Sciacquare il tutto più volte sotto l’acqua corrente, quindi tagliare le sacche a striscioline.
Sbucciare la cipolla e tritarla finissima insieme allo spicchio d’aglio e, separatamente, anche il prezzemolo.
In un tegame scaldare l’olio a fuoco moderato, per farci rosolare la cipolla tritata.
Appena comincia a prendere colore, unire le seppie insieme a parte del prezzemolo tritato e farle insaporire per qualche minuto a fiamma vivace.
Quando si saranno quasi asciugate, insaporirle con sale e pepe e bagnarle anche con il vino.
Far sfumare e unire a questo punto la salsa di pomodoro e tutto l’inchiostro contenuto nelle vescichette, diluito con un paio di cucchiai d’acqua tiepida.
Mescolare, abbassare la fiamma e proseguire la cottura per circa mezz’ora, unendo qualche cucchiaio d’acqua se necessario.
 
 

Baccalà mantecato

Il baccalà mantecato alla Veneziana è una ricetta davvero gustosa, che può essere servita come antipasto, se spalmato su crostini di pane o polenta, oppure come piatto unico. A voi la scelta!
 
Ingredienti per 4 persone:
• 600 g di stoccafisso
• 150 g di olio d’oliva
• 100 g di latte
• sale
• pepe
Procedimento:
Mettere lo stoccafisso già ammollato in una casseruola, coprirlo d’acqua, portarlo a bollore e continuare la cottura per circa un quarto d’ora. Farlo quindi completamente raffreddare nello stesso liquido, poi sgocciolarlo.
Togliere ora la pelle, eliminare le lische ed eventuali particelle fibrose. Poi tagliarlo a piccoli pezzi.
In un tegame scaldare intanto quattro cucchiai di olio. Adagiare quindi lo stoccafisso nel recipiente e versarci sopra, lentamente, il latte caldo e l’abbondante olio avanzato, mescolando energicamente.
Cuocere per un’ora a fuoco basso, mantenendo il liquido in leggera ebollizione.
Il composto deve diventare bianco, spumoso, cremoso. Regolare di sale e pepe, quindi prepararsi a servirlo.
 
 
Fonte e photo credits: anticahostariadantealighieri.it

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