A due giorni dalla festa delle donne, ricorre oggi la Giornata internazionale delle Donne Giudici. Un’occasione importante per tutte quelle donne che hanno intrapreso la missione di onorare la giustizia attraverso la loro professione.
La storia della magistratura nel nostro Paese, vede le donne entrare per la prima volta in magistratura nel 1963, in seguito all’abrogazione della legge 1176 del 1919 che le escludeva da tutti gli uffici pubblici che implicavano poteri giurisdizionali, l’esercizio di diritti e potestà politiche, o la difesa militare.
Nonostante quella legge, le donne continuano, oggi, a essere meno presenti nelle posizioni decisive. Secondo i dati dell’Ufficio Statistico della Magistratura (febbraio 2020), la presenza delle donne in quest’ambito diminuisce in base alla rilevanza degli incarichi. Molto marcato è infatti il divario di genere nel Consiglio Superiore della Magistratura dove solo 1 su 4 sono le donne elette e complessivamente queste ultime non sono mai state più del 25%.
Nella home page dell’Associazione donne magistrato italiane campeggia un invito a partecipare a una conferenza dal titolo “Eguaglianza di genere nel CSM, una questione ancora aperta” l’appuntamento porta la data del 16 giugno 2018.
E sembra rimasto tutto immobile da quella data. D’altronde, l’emergenza sanitaria degli ultimi due anni e le terribili vicende relative alla Guerra tra Russia e Ucraina, non fanno altro che attestare una situazione che molto difficilmente sembra votata al cambiamento. Si rende quindi urgente pensare a un riequilibrio di genere, affinché le bambine di oggi possano con serenità e passione ambire a questa meravigliosa professione.
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