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Al fine migliorare e promuovere la qualità, la sicurezza e l’appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita in questa fase di epidemia da COVID-19, la Regione del Veneto ha risposto alle maggiori preoccupazioni delle donne in gravidanza e delle neomamme.

 

Le risposte sono basate sulle evidenze scientifiche tratte dalle Raccomandazioni del 18 marzo 2020 del Royal College of Obstetricians & Gynaecologists e dal Gruppo di Lavoro dell’Istituto Superiore di Sanità con la comunità scientifica italiana dei neonatologi, pediatri, ginecologi e ostetriche (SIN, SIMP, SIP, SIGO, AOGOI, AGUI e FNOPO) coordinato dal Centro Nazionale di Prevenzione delle Malattie e di Promozione della Salute (CNaPPS). La diffusione di queste risposte può aiutare le donne in gravidanza a vivere in modo più sereno e consapevole questo momento importante della loro vita.

 

Si tratta di 19 domande e altrettante risposte elaborate dalla Direzione Prevenzione della Regione, in collaborazione con il dottor Gianfranco Jorizzo, Responsabile del Servizio di Medicina Prenatale dell’Ulss 6 Euganea, Coordinatore dell’Area Materno Infantile dell’Ulss 6 Euganea, Coordinatore del Comitato Percorso Nascita Nazionale, del Ministero della Salute, e consulente Materno Infantile del Ministero della Salute.

 

Il dr. Jorizzo e i tecnici regionali guidati dalla dr. Francesca Russo hanno suddiviso le domande e le risposte in tre ambiti principali: la gravidanza, il travaglio e parto, l’allattamento.

Nonostante i numerosi eventi saltati del Marzo Donna 2020 a causa dell’attuale emergenza sanitaria, l’Amministrazione comunale di Mogliano Veneto ha voluto fare qualcosa per omaggiare le donne: una iniziativa semplice ma d’impatto, che abbellisce e colora di nastri gialli la fontana di Piazza Caduti.

 

Così Giuliana Tochet, assessore alle Pari opportunità: “Questo di marzo è il mese dedicato a tutte le donne che, nonostante la quarantena, sono indispensabili per le famiglie sia come mamme, sia come figlie, sia come nipoti. Perché allora non ricordarsi di tutte loro con un semplice fiocco e l’illuminazione della fontana di Piazza Caduti di colore giallo, che richiama il colore della mimosa, fiore dell’8 marzo?

 

È fuori dubbio che anche noi donne moglianesi dobbiamo rispettare le direttive che ci sono state impartite.
Abbiamo il dovere di cambiare il nostro modo di vivere la quotidianità per arginare i contagi e non portare i nostri figli a casa di altri: si tratta di emergenza sanitaria! Cerchiamo di prediligere le passeggiate lungo gli argini dei fiumi, a Mogliano ne abbiamo! Facciamoli correre in un prato e non in un centro commerciale.

 

Nelle navi la bandiera gialla rappresentava la quarantena. Allora donne, ricordiamocelo anche con il fiocco giallo: stiamo attente al contagio”.

Un atteggiamento sano e maturo sarebbe quello di gridare per strada la parola “mestruazioni” fino a che la stessa potesse finalmente smettere di creare imbarazzo tra i passanti. La sfumatura di tabù che ancora circonda questa termine sanitario è una delle più grandi sciocchezze dei nostri tempi. Se la vergogna è alle corde della parola, non parliamo poi di quel vergognosissimo simbolo che è un prodotto igienico femminile.

 

Il giorno in cui mi sono laureata avevo le mestruazioni. La celebrazione è profusa in un lussuoso pranzo in un’altana di Venezia con parenti e amici. L’atmosfera di gioia e festosità è stata bruscamente interrotta da un mio gesto azzardato, quando con nonchalance ho tirato fuori un pacco di assorbenti per prendere uno con me e distribuire un paio a delle amiche nella mia stessa condizione. La loro reazione è stata scioccante. “Cosa ti passa per la testa? Mica puoi far vedere il pacco di assorbenti”. Se la loro reazione è stata d’imbarazzo, la mia risposta è stata la confusione. Soprattutto perché le emozioni causate dal mio gesto aveva scatenato imbarazzato nel genere femminile, lo stesso che a che fare con le mestruazioni in prima persona.

 

La loro spiegazione è stata che “è come se tirassi fuori dei preservativi a tavola con i parenti”. Quindi gli assorbenti nel loro immaginario sono qualcosa di intimo, legati strettamente al pudore. La mia prospettiva, molto meno popolare, è quelle che i tamponi sono alla stregua di cerotti.

 

D’altronde, non hanno forse entrambi la funzione di fermare lo scorrere del sangue. Tristemente, quella giornata non ho convinto le mie amiche a pensare in maniera alternativa. Questo episodio, però, continua a farmi riflettere. Per esempio, negli ultimi tempi, si è tornato a parlare della tampon tax. E da qui la mia domanda: Come possiamo infatti discutere e far rispettare i nostri diritti, se parlare di questi diritti in pubblico ci può fare arrossire?

 

Se le donne non sono capaci di cambiare la mentalità al riguardo “fattore mestruazioni”, non è solo la cultura ad andarci di mezzo, ma anche le nostre tasche.

La tampon tax è l’imposta sul valore aggiunto (iva) applicata su assorbenti, tamponi e coppette mestruali. La Camera dei Deputati ha – alla buon’ora – approvato un emendamento al decreto fiscale che abbasserà l’iva dal 22 al 5 per cento, ma solo per gli assorbenti biodegradabili e compostabili.

 

Questi rappresentano una minima parte dei prodotti in commercio e non sono comunemente usati dalle donne. La decisione, arrivata dopo la bocciatura della proposta di abbassare l’iva al 10 per cento su tutti i prodotti igienici femminili, sembra più dettata da valutazioni ambientali e di sostenibilità che diretta a eliminare una disparità di genere. In Italia l’iva sugli assorbenti femminili è stata introdotta nel 1973 e, come per altri beni e servizi, è cresciuta nel tempo dal 12 al 22 per cento. Come riporta il “Testo unico sull’iva”, il decreto del Presidente della Repubblica numero 633 del 1972, l’aliquota è ridotta al 4, al 5 e al 10 per cento per una serie di beni e servizi elencati nel decreto stesso. Per farsi un’idea, prodotti come il tartufo o i francobolli da collezione hanno un’imposta agevolata al 10 per cento. Sono invece tassati al 4 per cento beni come il latte, gli occhiali, i libri e i manifesti per le campagne elettorali.

 

Ricapitolando, in Italia i prodotti igienici femminili, come anche i pannolini per i neonati, sono sottoposti all’aliquota ordinaria del 22 per cento, perché non sono considerati beni di prima necessità. Come è possibile, se gli assorbenti sono un’esigenza che si ripete ogni mese per ogni donna in un certo limite d’età, non si può non usarli? Una donna, durante il periodo fertile, che dura in media quarant’anni, ha circa 450 cicli mestruali e consuma tra i diecimila e i 14mila assorbenti.

 

Per questo motivo anche altri governi nel mondo, sotto l’impulso di movimenti e associazioni femministe, si stanno muovendo verso la riduzione o l’abolizione della tampon tax con lo scopo di eliminare quella che è stata definita una discriminazione fiscale di genere. Il Canada, per esempio, ha abolito la tassazione nel 2015 a seguito di una petizione presentata al governo. Negli Stati Uniti lo stesso è successo nello stato di New York nel 2016 e poi a seguire in altri sedici stati. Quest’anno in Australia, dopo 18 anni di proteste, si è passati da un’imposta del 10 per cento all’eliminazione della tassa. Il Kenya l’ha abolita dal 2004 e, dopo accese manifestazioni, anche in India l’aliquota del 12 per cento sugli assorbenti è stata completamente eliminata nel luglio del 2018. La Scozia ha avviato un programma di distribuzione gratuita di assorbenti nelle scuole. Anche diversi paesi europei si stanno muovendo verso questa direzione. Secondo una direttiva del Consiglio dell’Unione europea del 2006, gli stati membri possono decidere l’ammontare dell’imposta sul valore aggiunto da applicare su beni e servizi, senza scendere sotto la cifra del 15 per cento.

 

L’aliquota maggiore dell’Unione è applicata dall’Ungheria (27 per cento), quella inferiore dal Lussemburgo (17 per cento). I 28 paesi possono inoltre prevedere due aliquote ridotte che non possono essere inferiori al 5 per cento per un numero limitato di beni, oltre a un tasso “super-ridotto” se preesistente alla direttiva del 2006. Ma negli ultimi anni l’Unione ha discusso la possibilità di concedere maggiore flessibilità ai governi nazionali e di permettere l’eliminazione totale della tassa sui prodotti sanitari, e quindi anche su assorbenti, tamponi, coppette e spugne mestruali. Dal punto di vista fiscale, in dodici stati i prodotti igienici femminili non sono ancora considerati beni di prima di necessità.

 

La questione della tassazione degli assorbenti non può essere letta solo attraverso una lente economica, e viceversa. Oltre la battaglia politica, c’è anche quella culturale. Equiparando i prodotti per le mestruazioni ad altri beni che non sono di prima necessità, come i telefoni o la birra, si manda alla società un messaggio distorto. I prodotti igienici femminili devono essere considerati per quello che sono: beni essenziali la cui spesa inevitabile grava ingiustamente su chi deve usarli. Nella mia costante e testarda guerriglia personale, ora tengo sempre tra le mani in bella vista, un assorbente, quando si tratta di andare in bagno. Se in un ristorante affollato, ancora meglio. E ne vado fiera.

 

N.B. Basato sull’articolo “Perché la tampon tax è un’imposta ingiusta” di Giulia Testa

“I dati pubblicati dalla Polizia di Stato nei giorni scorsi riguardanti le violenze sulle donne In Italia sono preoccupanti e non possono essere ignorati dalle istituzioni”. Questo il pensiero delle deputate del Gruppo Misto Silvia Benedetti e Sara Cunial, che proseguono: “Ottantotto donne al giorno, una ogni quarto d’ora. Un numero impressionante per un paese che si considera civile. Un numero enorme di uomini che perpetua violenza sulle donne: non ci stancheremo mai di ripetere che occorre guardare a chi è soggetto attivo nelle violenze, perché il fulcro del problema risiede in una mascolinità tossica. La mascolinità tossica porta l’uomo a pensare che la compagna sia di sua proprietà, che non abbia diritto a una propria opinione e men che meno a ribellarsi. I dati sfatano anche il mito che a essere violenti sono gli stranieri: l’80,2% delle vittime è italiano, come il 74% dei carnefici. I femminicidi, ovvero le violenze conclusesi con un tragico epilogo, rappresentano il 34% di tutti gli omicidi, sono aumentati nell’ultimo anno e in 6 casi su 10 l’assassino è partner o ex. Si tratta di una vera e propria strage di innocenti”.

 

“La politica non può più ignorare questi dati, specialmente il 25 novembre, nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Con il Codice Rosso si è fatto un primo passo nel combattere questi fenomeni, ma occorre far capire, attraverso campagne di sensibilizzazione sempre maggiormente diffuse soprattutto tra i giovani ragazzi,  che l’uomo e la donna sono paritari in tutto e vi deve essere rispetto tra loro”, terminano le portavoci.

Alla conferenza di questa mattina sulla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è stato reso noto il nutrito programma che coinvolgerà il territorio comunale e limitrofo con manifestazioni, spettacoli teatrali, convegni e performance musicali, da oggi fino alla fine di novembre.

 

L’intento è sensibilizzare la cittadinanza e l’opinione pubblica su un tema tanto delicato e sentito, quotidianamente alla ribalta delle cronache, quale la violenza sulle donne. Un tema contro cui il prossimo 25 novembre tutto il mondo si stringerà a gridare il suo NO.

 

Dopo i saluti iniziali del Sindaco Davide Bortolato, l’assessore alle Politiche sociali e alle Pari opportunità Giuliana Tochet ha preso la parola e aperto la conferenza: “Quest’anno l’amministrazione comunale ha voluto lavorare a più mani per mettere a punto gli eventi proposti in calendario. Affianco a me ho l’assessore alla Sicurezza, Carlo Albanese, poiché così come le pari opportunità anche la sicurezza del territorio è un fattore importante al fine di verificare possibili anomalie che possano portare a casi di violenza”.

 

Pietra miliare delle iniziative in programma si riconferma anche quest’anno la staffetta del 24 novembre che percorrerà il Terraglio, strada simbolo della tratta delle donne. Con partenza da Preganziol, la Staffetta sul Terraglio confluirà in Piazza Caduti, dove quest’anno sarà deposta una pietra d’inciampo, una mattonella a memoria di tutte le donne vittime di femminicidio, realizzata dallo scultore Giovanni Benetton.

L’opera sarà scoperta all’arrivo delle partecipanti, invitate a trattenersi di fronte a essa per un momento di riflessione, e poi a prendere parte alle azioni sceniche e alle letture a tema, proposte dai gruppi Quante storie e L’8sempre Donne Mogliano.

 

“Da assessore alle Pari opportunità, con questi eventi e in particolar modo con l’assessore alla Sicurezza, come Amministrazione comunale vogliamo far prendere coscienza ai maschi che noi donne non siamo giocattoli di loro proprietà che altri vogliono prendere o che a loro piacimento possono usare; siamo Persone e con l’intelletto, quindi pretendiamo RISPETTO invitandoli a pensare e ad agire con responsabilità verso l’ALTRO” – continua la Tochet. – “La violenza sulle donne non è soltanto quella fisica ma anche quella silente, psicologica, che si percepisce solo fra le mura domestiche o si subisce nei posti di lavoro o di responsabilità dove la donna purtroppo ancora oggi è vista come essere inferiore, dove l’uomo si sente in diritto di giudicare a prescindere, dove manca il rispetto”.

 

Questo è l’inizio di un percorso che coinvolgerà l’amministrazione moglianese a partire da oggi (e per altri 5 incontri il lunedì pomeriggio) con il laboratorio di autostima al femminile Io sto con me, concepito come uno spazio di scambio e di confronto tra le partecipanti e di esplorazione di sé in relazione con le altre.

 

Proseguendo con le iniziative, nel pomeriggio di domenica 24 novembre al teatro Astori si terrà una rappresentazione teatrale a cura della compagnia Attori per Caso, dal titolo Las mariposas, che racconta visioni e spaccati di vita delle sorelle Mirabal.

Altra rappresentazione teatrale è quella di giovedì 28 novembre dal titolo Uno, nessuna, centomila, un reading a due voci ad opera di Marco Artusi ed Evarossella Biolo, su racconti di violenza in forma romanzata, che si terrà sempre all’Astori.

 

Altra pietra miliare di quest’anno per Mogliano è il convengo di venerdì 29 novembre Vite Oltre il Limite, di cui la moglianese Luciana Ermini sarà moderatrice, con la partecipazione del criminologo Andreas Aceranti e dell’avvocato penalista Mattia Alfano.

L’assessore Carlo Albanese si è così pronunciato: “Due mesi fa ho partecipato a un congresso dell’Osservatorio Nazionale contro il femminicidio, dove ho visto delle video-testimonianze di donne e di uomini vittime di violenza che mi hanno colpito molto per le problematiche raccontate. Spesso noi vediamo solo il servizio alla TV o leggiamo la notizia sui giornali se avviene in un territorio a noi vicino, come i recenti casi accaduti a Noventa di Piave e a San Donà. Però qui finisce tutto. Memore di quell’incontro così toccante e profondo, mi sono attivato per proporre qualcosa di analogo riuscendo a individuare delle persone che potessero intervenire per spiegare al meglio queste dinamiche e il prossimo 29 novembre al centro sociale di Mogliano ci sarà questo grande evento, a cui vi invito tutti. Ringrazio infine quanti hanno dato la loro disponibilità al raggiungimento dell’obiettivo.”

 

A cura di Coop Alleanza 3.0, il gruppo L’8sempre Donne Mogliano e ANPI, il concerto musicale Armoniose chiuderà in musica il calendario di eventi proposto, con la performance di due concertiste catanesi, che verranno a Mogliano per portare la loro testimonianza.

 

Inoltre, da venerdì 22 novembre la fontana di Piazza Caduti sarà illuminata di rosso, come omaggio a tutte le donne vittime di violenza, mentre uno striscione esposto a fianco del Municipio servirà a ricordare che la violenza sulle donne è inaccettabile.

 

Ricordiamo che il Comune di Mogliano Veneto fa parte della Commissione Intercomunale per le Pari Opportunità (CPOI), insieme ai Comuni di Casier, Preganziol, Casale sul Sile, Zero Branco e Marcon.

Donne operate al seno incontrano le donne che si devono operare

 

Un salottino, dei biscotti intinti in un tè, un po’ di musica e l’opportunità di stare insieme per una chiacchierata in un luogo dove nulla ha a che vedere con la malattia, dove tutto lascia spazio alla speranza e al proponimento di iniziare una battaglia che già tante altre donne hanno vinto. È “Cafè Coraggio” l’iniziativa promossa dalla LILT di Treviso e dalla Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier che vedrà il suo primo incontro lunedì 11 novembre alle ore 18.00 al Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier in via Giovanni XXIII, 9. Sarà aperto a tutte quelle donne alle quali è appena stata fatta la diagnosi di un tumore al seno e si terrà ogni primo lunedì del mese. Qui altre donne come loro, già operate, si metteranno a disposizione per raccontare la propria esperienza, gli stati d’animo, le difficoltà avute e… superate.

 

“Il nostro non è un incontro medico, vuole essere un momento in cui, in punta di piedi, ci mettiamo a disposizione per offrire un supporto e, ci auguriamo, un sostegno valido nel momento in cui la donna è particolarmente fragile – ha detto Rita De Mattia responsabile della delegazione LILT di Treviso e referente di “Cafè Coraggio”. – Abbiamo pensato che tramite il confronto con altre donne si possano fornire gli strumenti necessari per affrontare il periodo di cure con maggiore serenità”.

 

Il fine di “Cafè Coraggio” è quello di creare un ambiente confidenziale e sincero in cui condividere stati d’animo, esperienze, difficoltà e trasmettere fiducia sui risultati che possono essere raggiunti superando l’inevitabile stato di prostrazione iniziale che inevitabilmente coinvolge da donna ma anche il compagno, i figli, l’intera famiglia.

 

“Ho tre figli e la mia diagnosi è stata fatta 2 anni fa” – racconta Michela Bardi Volontaria di “Cafè Coraggio” e donna operata al seno. – “Il mio primo pensiero è andato a loro. Ricordo che quel giorno il medico mi disse che da quel momento non dovevo pensare a loro ma concentrare la forza su di me. E da lì è partita la volontà di capire cosa mi stava succedendo e di farcela.
È per questo che ora mi sento di condividere la mia esperienza con altre persone che stanno facendo il mio stesso percorso. Per far capire loro che le emozioni e le sensazioni iniziali di smarrimento e paura sono normali. Ma poi passano rimanendo solo un ricordo”, conclude Michela.

 

Chi volesse partecipare può telefonare allo 0422.896659 dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19 oppure scrivendo a [email protected].

È stato presentato ieri il progetto avviato dalla LILT di Treviso con la Casa di Cura “Giovanni XXIII”: si chiama “Cafè Coraggio”. Si tratta dell’istituzione di un punto di incontro, simile ad un salotto, all’interno del Centro Servizi “Villa delle Magnolie”, in cui chi sia stato operato al seno si metta a disposizione di donne che stanno vivendo la malattia.
“L’iniziativa intende offrire un supporto e sostegno nel momento in cui la donna è particolarmente fragile -ha detto Rita De Mattia responsabile della delegazione LILT di Treviso e referente di Cafè Coraggio. – Abbiamo pensato che tramite il confronto con altre donne, che hanno già affrontato questa prova molto difficile, si possa fornire, alle donne alle quali è appena stata diagnosticava, gli strumenti necessari per affrontare il peridoto di cure con maggiore serenità”.
“Ho tre figli e la mia diagnosi è stata fatta 2 anni fa” – racconta con commozione Michele Bardi Volontaria di Cafè Coraggio e donna operata al seno. – “Il mio primo pensiero è andato a loro. Ricordo benissimo che proprio quel giorno il medico mi disse che in quel momento non dovevo pensare a loro ma concentrare la forza su di me. E da lì è partita la volontà di capire cosa mi stava succedendo e di farcela.
È per questo che ora mi sento di condividere la mia esperienza con altre persone che stanno facendo il mio stesso percorso. Per far capire loro che le emozioni e i sentimenti che proviamo sono veramente cose normale”.
Il fine di Cafè Coraggio è di creare un ambiente confidenziale e sincero in cui condividere stati d’animo, esperienze, difficoltà e trasmettere fiducia sui risultati che possono essere raggiunti superando l’inevitabile stato di prostrazione iniziale.
L’iniziativa partirà l’11 novembre e avrà cadenza mensile.
Chi fosse interessato può telefonare allo 0422.896659, dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19.

Ciò che Lei scrive è conoscenza per tutti.

 

La cooperativa sociale Sol.Co., in collaborazione con l’Associazione Rete al Femminile di Treviso, propone un ciclo di incontri per raccontare il patrimonio bibliografico storico delle biblioteche di Treviso relativo alla Storia delle Donne.

Le tre conferenze si svolgeranno nella Biblioteca Comunale di Treviso “Andrea Zanzotto”.

 

Perché tre conferenze? Il legame è con la Dea Prudenza, dea a tre facce, la cui miniatura raffigurante l’emblema della città di Treviso era posta all’inizio degli Statuti comunali (1231). Le tre donne che ci condurranno simbolicamente in queste conferenze sono quindi Paola Lombroso, che aveva fondato il progetto delle bibliotechine rurali, Maria Pezzé Pascolato fondatrice di molte biblioteche popolari tra cui la biblioteca del carcere femminile di Venezia e Anna Eliot Ticknor, fondatrice della Society to Encourage Studies at Hom, che aiutava le donne statunitensi a ricevere un’adeguata formazione.

 

“SolCo ha sempre avuto a cuore il ruolo delle donne. A testimonianza di ciò, l’esperienza condivisa la scorsa primavera con Emiliana, che ci ha portato a scoprire donne che hanno cambiato il corso della storia, in molti ambiti lavorativi. Abbiamo quindi colto con entusiasmo la proposta di “Rete al Femminile” nella realizzazione di questa importante iniziativa” dichiara Luciana Cremonese Presidente di Sol.Co. cooperativa sociale.

 

“Nell’immaginario comune sembra che il lavoro culturale delle donne non abbia grande valore perché sono poco conosciute, poco citate, poco celebrate.spiega Emiliana Losma, storica delle donne e relatrice degli incontri – Così, conoscere i libri che raccontano la Storia delle Donne attraverso gli scritti delle donne stesse, è un modo per recuperare, integrare e rafforzare la genealogia con le nostre antenate e il nostro stare al mondo di donne”

 

“La Rete al Femminile di Treviso – afferma la leader Francesca Neroni – ha voluto fortemente sostenere e promuovere questi incontri curati dalla nostra socia  Emiliana Losma, perché rappresentano un primo importante tassello di un ben più ampio progetto di valorizzazione e promozione della letteratura femminile che intendiamo portare avanti.”

 

Le conferenze si terranno negli spazi della Biblioteca Comunale “Andrea Zanzotto” di Treviso:

 

Sabato 12 ottobre ore 16

“La biblioteca delle donne”

 

Sarà un incontro dedicato alla letteratura femminile. In particolare in occasione della Giornata Internazionale della salute mentale (che si celebra il 10 ottobre) sarà introdotto uno spazio per le scrittrici e artiste che ne sono state affette o che ne hanno parlato nei loro libri e nelle loro opere.

 

Sabato 23 novembre e Sabato 7 dicembre ore 16

“Perché essendo donne dobbiamo pensare attraverso le nostre madri”

Due incontri dedicati alla Storia delle Donne attraverso il patrimonio bibliografico delle biblioteche comunali di Treviso. Verranno presentati libri che indagano la condizione femminile da diversi punti di vista e che rappresentano una via alla conoscenza delle relazioni tra uomini e donne nella Storia, valide anche nella società attuale.

 

L’evento è patrocinato dal Comune di Treviso, nell’ambito del progetto “Treviso città che legge”.

Si svolgerà sabato 27 luglio dalle ore 16.30 presso i Bagni Clodia di Sottomarina (VE) una delle tappe venete delle selezioni ufficiali di Miss Grand Prix, concorso nazionale di bellezza femminile che nelle precedenti edizioni ha visto primeggiare svariate modelle divenute poi starlette del mondo dello spettacolo. Durante il pomeriggio si terranno inoltre spettacolari performance artistiche, per un evento unico e imperdibile.

 

La giuria voterà le concorrenti che sfileranno nelle classiche uscite in abito da sera, costume da bagno e T-shirt ufficiale, assegnando i seguenti titoli in palio: Miss Grand Prix auto, Miss Grand Prix talento, Miss Grand Prix calcio, Miss Grand Prix fitness, Miss Grand Prix moto.

 

Ricordiamo che le iscrizioni sono aperte e gratuite all’indirizzo mail: [email protected]

Maggiori informazioni sul sito ufficiale.

È possibile inoltre seguire il concorso sulla pagina Facebook Miss Grand Prix e su Instagram @missgrandprix.

 

I partner della manifestazione sono: Ducati Moto, Caffè Mokambo, Bes – Beauty e Science, Legea, New Faces & Stars, Marie Ange di Costa. Media partner: Eva 3000, Vip, A tutto Gossip.

Imperdibile appuntamento quindi con l’estate, la moda e la bellezza sabato 27 luglio ai Bagni Clodia.

 


AGGIORNAMENTO DEL 26 LUGLIO 2019, ORE 17.18

A seguito delle avverse condizioni meteo previste per domani, l’evento è stato rinviato a sabato 3 agosto.

Preziose azioni, portate avanti insieme, per brindare alle donne e alla vita!

 

Pinot Grigio Rosé e Rosé Spumante Brut Bosco del Merlo inaugurano il nuovo impegno dell’azienda verso il sociale, sostenendo i progetti promossi e portati avanti da LILT Treviso.

 

Si chiama “4V Project” l’approccio al vino di Casa Paladin, sintesi di quella passione che anima la nostra famiglia fin dal 1962. Le 4 “V” (Vino, Vite, Verde e Vita) riflettono la filosofia di sostenibilità in tutte le sue tenute, Paladin in Veneto, Bosco del Merlo in Friuli, Castello Bonomi in Franciacorta e Castelvecchi nel Chianti Classico. Si esprime in un percorso che comprende innovazioni profonde portate dentro il sistema complessivo “vigneto-cantina”: perché la qualità di ogni vino non può prescindere da una tensione più ampia verso l’eccellenza, intesa anche come rispetto per la terra madre e responsabilità verso il futuro.

 

La quarta “V” del progetto 4V sta per Vita e in essa è racchiusa l’intera filosofia di Casa Paladin e di Bosco del Merlo, espressa e veicolata da prodotti a cui si è pensato non semplicemente come prodotti di qualità elevata, ma perché siano comunicatori attenti e rispettosi dei valori della persona legati al suo benessere fisico e psicologico. Questo ci fa muovere verso una sempre maggiore attenzione per il sociale. Ed è ciò che ci ha portati alla decisione di sostenere le attività di LILT Treviso devolvendo parte del ricavato delle vendite di Pinot Grigio Rosé e Rosé Brut Bosco del Merlo all’impegno di questa Associazione nella lotta contro i tumori, in particolare per la prevenzione del tumore al seno, per il potenziamento dell’attività di educazione alla salute e di sensibilizzazione alla diagnosi precoce.

 

Vi invitiamo a seguire il sito per maggiori informazioni sull’iniziativa.

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