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Alla conferenza di questa mattina sulla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è stato reso noto il nutrito programma che coinvolgerà il territorio comunale e limitrofo con manifestazioni, spettacoli teatrali, convegni e performance musicali, da oggi fino alla fine di novembre.

 

L’intento è sensibilizzare la cittadinanza e l’opinione pubblica su un tema tanto delicato e sentito, quotidianamente alla ribalta delle cronache, quale la violenza sulle donne. Un tema contro cui il prossimo 25 novembre tutto il mondo si stringerà a gridare il suo NO.

 

Dopo i saluti iniziali del Sindaco Davide Bortolato, l’assessore alle Politiche sociali e alle Pari opportunità Giuliana Tochet ha preso la parola e aperto la conferenza: “Quest’anno l’amministrazione comunale ha voluto lavorare a più mani per mettere a punto gli eventi proposti in calendario. Affianco a me ho l’assessore alla Sicurezza, Carlo Albanese, poiché così come le pari opportunità anche la sicurezza del territorio è un fattore importante al fine di verificare possibili anomalie che possano portare a casi di violenza”.

 

Pietra miliare delle iniziative in programma si riconferma anche quest’anno la staffetta del 24 novembre che percorrerà il Terraglio, strada simbolo della tratta delle donne. Con partenza da Preganziol, la Staffetta sul Terraglio confluirà in Piazza Caduti, dove quest’anno sarà deposta una pietra d’inciampo, una mattonella a memoria di tutte le donne vittime di femminicidio, realizzata dallo scultore Giovanni Benetton.

L’opera sarà scoperta all’arrivo delle partecipanti, invitate a trattenersi di fronte a essa per un momento di riflessione, e poi a prendere parte alle azioni sceniche e alle letture a tema, proposte dai gruppi Quante storie e L’8sempre Donne Mogliano.

 

“Da assessore alle Pari opportunità, con questi eventi e in particolar modo con l’assessore alla Sicurezza, come Amministrazione comunale vogliamo far prendere coscienza ai maschi che noi donne non siamo giocattoli di loro proprietà che altri vogliono prendere o che a loro piacimento possono usare; siamo Persone e con l’intelletto, quindi pretendiamo RISPETTO invitandoli a pensare e ad agire con responsabilità verso l’ALTRO” – continua la Tochet. – “La violenza sulle donne non è soltanto quella fisica ma anche quella silente, psicologica, che si percepisce solo fra le mura domestiche o si subisce nei posti di lavoro o di responsabilità dove la donna purtroppo ancora oggi è vista come essere inferiore, dove l’uomo si sente in diritto di giudicare a prescindere, dove manca il rispetto”.

 

Questo è l’inizio di un percorso che coinvolgerà l’amministrazione moglianese a partire da oggi (e per altri 5 incontri il lunedì pomeriggio) con il laboratorio di autostima al femminile Io sto con me, concepito come uno spazio di scambio e di confronto tra le partecipanti e di esplorazione di sé in relazione con le altre.

 

Proseguendo con le iniziative, nel pomeriggio di domenica 24 novembre al teatro Astori si terrà una rappresentazione teatrale a cura della compagnia Attori per Caso, dal titolo Las mariposas, che racconta visioni e spaccati di vita delle sorelle Mirabal.

Altra rappresentazione teatrale è quella di giovedì 28 novembre dal titolo Uno, nessuna, centomila, un reading a due voci ad opera di Marco Artusi ed Evarossella Biolo, su racconti di violenza in forma romanzata, che si terrà sempre all’Astori.

 

Altra pietra miliare di quest’anno per Mogliano è il convengo di venerdì 29 novembre Vite Oltre il Limite, di cui la moglianese Luciana Ermini sarà moderatrice, con la partecipazione del criminologo Andreas Aceranti e dell’avvocato penalista Mattia Alfano.

L’assessore Carlo Albanese si è così pronunciato: “Due mesi fa ho partecipato a un congresso dell’Osservatorio Nazionale contro il femminicidio, dove ho visto delle video-testimonianze di donne e di uomini vittime di violenza che mi hanno colpito molto per le problematiche raccontate. Spesso noi vediamo solo il servizio alla TV o leggiamo la notizia sui giornali se avviene in un territorio a noi vicino, come i recenti casi accaduti a Noventa di Piave e a San Donà. Però qui finisce tutto. Memore di quell’incontro così toccante e profondo, mi sono attivato per proporre qualcosa di analogo riuscendo a individuare delle persone che potessero intervenire per spiegare al meglio queste dinamiche e il prossimo 29 novembre al centro sociale di Mogliano ci sarà questo grande evento, a cui vi invito tutti. Ringrazio infine quanti hanno dato la loro disponibilità al raggiungimento dell’obiettivo.”

 

A cura di Coop Alleanza 3.0, il gruppo L’8sempre Donne Mogliano e ANPI, il concerto musicale Armoniose chiuderà in musica il calendario di eventi proposto, con la performance di due concertiste catanesi, che verranno a Mogliano per portare la loro testimonianza.

 

Inoltre, da venerdì 22 novembre la fontana di Piazza Caduti sarà illuminata di rosso, come omaggio a tutte le donne vittime di violenza, mentre uno striscione esposto a fianco del Municipio servirà a ricordare che la violenza sulle donne è inaccettabile.

 

Ricordiamo che il Comune di Mogliano Veneto fa parte della Commissione Intercomunale per le Pari Opportunità (CPOI), insieme ai Comuni di Casier, Preganziol, Casale sul Sile, Zero Branco e Marcon.

Donne operate al seno incontrano le donne che si devono operare

 

Un salottino, dei biscotti intinti in un tè, un po’ di musica e l’opportunità di stare insieme per una chiacchierata in un luogo dove nulla ha a che vedere con la malattia, dove tutto lascia spazio alla speranza e al proponimento di iniziare una battaglia che già tante altre donne hanno vinto. È “Cafè Coraggio” l’iniziativa promossa dalla LILT di Treviso e dalla Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier che vedrà il suo primo incontro lunedì 11 novembre alle ore 18.00 al Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier in via Giovanni XXIII, 9. Sarà aperto a tutte quelle donne alle quali è appena stata fatta la diagnosi di un tumore al seno e si terrà ogni primo lunedì del mese. Qui altre donne come loro, già operate, si metteranno a disposizione per raccontare la propria esperienza, gli stati d’animo, le difficoltà avute e… superate.

 

“Il nostro non è un incontro medico, vuole essere un momento in cui, in punta di piedi, ci mettiamo a disposizione per offrire un supporto e, ci auguriamo, un sostegno valido nel momento in cui la donna è particolarmente fragile – ha detto Rita De Mattia responsabile della delegazione LILT di Treviso e referente di “Cafè Coraggio”. – Abbiamo pensato che tramite il confronto con altre donne si possano fornire gli strumenti necessari per affrontare il periodo di cure con maggiore serenità”.

 

Il fine di “Cafè Coraggio” è quello di creare un ambiente confidenziale e sincero in cui condividere stati d’animo, esperienze, difficoltà e trasmettere fiducia sui risultati che possono essere raggiunti superando l’inevitabile stato di prostrazione iniziale che inevitabilmente coinvolge da donna ma anche il compagno, i figli, l’intera famiglia.

 

“Ho tre figli e la mia diagnosi è stata fatta 2 anni fa” – racconta Michela Bardi Volontaria di “Cafè Coraggio” e donna operata al seno. – “Il mio primo pensiero è andato a loro. Ricordo che quel giorno il medico mi disse che da quel momento non dovevo pensare a loro ma concentrare la forza su di me. E da lì è partita la volontà di capire cosa mi stava succedendo e di farcela.
È per questo che ora mi sento di condividere la mia esperienza con altre persone che stanno facendo il mio stesso percorso. Per far capire loro che le emozioni e le sensazioni iniziali di smarrimento e paura sono normali. Ma poi passano rimanendo solo un ricordo”, conclude Michela.

 

Chi volesse partecipare può telefonare allo 0422.896659 dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19 oppure scrivendo a [email protected].

È stato presentato ieri il progetto avviato dalla LILT di Treviso con la Casa di Cura “Giovanni XXIII”: si chiama “Cafè Coraggio”. Si tratta dell’istituzione di un punto di incontro, simile ad un salotto, all’interno del Centro Servizi “Villa delle Magnolie”, in cui chi sia stato operato al seno si metta a disposizione di donne che stanno vivendo la malattia.
“L’iniziativa intende offrire un supporto e sostegno nel momento in cui la donna è particolarmente fragile -ha detto Rita De Mattia responsabile della delegazione LILT di Treviso e referente di Cafè Coraggio. – Abbiamo pensato che tramite il confronto con altre donne, che hanno già affrontato questa prova molto difficile, si possa fornire, alle donne alle quali è appena stata diagnosticava, gli strumenti necessari per affrontare il peridoto di cure con maggiore serenità”.
“Ho tre figli e la mia diagnosi è stata fatta 2 anni fa” – racconta con commozione Michele Bardi Volontaria di Cafè Coraggio e donna operata al seno. – “Il mio primo pensiero è andato a loro. Ricordo benissimo che proprio quel giorno il medico mi disse che in quel momento non dovevo pensare a loro ma concentrare la forza su di me. E da lì è partita la volontà di capire cosa mi stava succedendo e di farcela.
È per questo che ora mi sento di condividere la mia esperienza con altre persone che stanno facendo il mio stesso percorso. Per far capire loro che le emozioni e i sentimenti che proviamo sono veramente cose normale”.
Il fine di Cafè Coraggio è di creare un ambiente confidenziale e sincero in cui condividere stati d’animo, esperienze, difficoltà e trasmettere fiducia sui risultati che possono essere raggiunti superando l’inevitabile stato di prostrazione iniziale.
L’iniziativa partirà l’11 novembre e avrà cadenza mensile.
Chi fosse interessato può telefonare allo 0422.896659, dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19.

Ciò che Lei scrive è conoscenza per tutti.

 

La cooperativa sociale Sol.Co., in collaborazione con l’Associazione Rete al Femminile di Treviso, propone un ciclo di incontri per raccontare il patrimonio bibliografico storico delle biblioteche di Treviso relativo alla Storia delle Donne.

Le tre conferenze si svolgeranno nella Biblioteca Comunale di Treviso “Andrea Zanzotto”.

 

Perché tre conferenze? Il legame è con la Dea Prudenza, dea a tre facce, la cui miniatura raffigurante l’emblema della città di Treviso era posta all’inizio degli Statuti comunali (1231). Le tre donne che ci condurranno simbolicamente in queste conferenze sono quindi Paola Lombroso, che aveva fondato il progetto delle bibliotechine rurali, Maria Pezzé Pascolato fondatrice di molte biblioteche popolari tra cui la biblioteca del carcere femminile di Venezia e Anna Eliot Ticknor, fondatrice della Society to Encourage Studies at Hom, che aiutava le donne statunitensi a ricevere un’adeguata formazione.

 

“SolCo ha sempre avuto a cuore il ruolo delle donne. A testimonianza di ciò, l’esperienza condivisa la scorsa primavera con Emiliana, che ci ha portato a scoprire donne che hanno cambiato il corso della storia, in molti ambiti lavorativi. Abbiamo quindi colto con entusiasmo la proposta di “Rete al Femminile” nella realizzazione di questa importante iniziativa” dichiara Luciana Cremonese Presidente di Sol.Co. cooperativa sociale.

 

“Nell’immaginario comune sembra che il lavoro culturale delle donne non abbia grande valore perché sono poco conosciute, poco citate, poco celebrate.spiega Emiliana Losma, storica delle donne e relatrice degli incontri – Così, conoscere i libri che raccontano la Storia delle Donne attraverso gli scritti delle donne stesse, è un modo per recuperare, integrare e rafforzare la genealogia con le nostre antenate e il nostro stare al mondo di donne”

 

“La Rete al Femminile di Treviso – afferma la leader Francesca Neroni – ha voluto fortemente sostenere e promuovere questi incontri curati dalla nostra socia  Emiliana Losma, perché rappresentano un primo importante tassello di un ben più ampio progetto di valorizzazione e promozione della letteratura femminile che intendiamo portare avanti.”

 

Le conferenze si terranno negli spazi della Biblioteca Comunale “Andrea Zanzotto” di Treviso:

 

Sabato 12 ottobre ore 16

“La biblioteca delle donne”

 

Sarà un incontro dedicato alla letteratura femminile. In particolare in occasione della Giornata Internazionale della salute mentale (che si celebra il 10 ottobre) sarà introdotto uno spazio per le scrittrici e artiste che ne sono state affette o che ne hanno parlato nei loro libri e nelle loro opere.

 

Sabato 23 novembre e Sabato 7 dicembre ore 16

“Perché essendo donne dobbiamo pensare attraverso le nostre madri”

Due incontri dedicati alla Storia delle Donne attraverso il patrimonio bibliografico delle biblioteche comunali di Treviso. Verranno presentati libri che indagano la condizione femminile da diversi punti di vista e che rappresentano una via alla conoscenza delle relazioni tra uomini e donne nella Storia, valide anche nella società attuale.

 

L’evento è patrocinato dal Comune di Treviso, nell’ambito del progetto “Treviso città che legge”.

Si svolgerà sabato 27 luglio dalle ore 16.30 presso i Bagni Clodia di Sottomarina (VE) una delle tappe venete delle selezioni ufficiali di Miss Grand Prix, concorso nazionale di bellezza femminile che nelle precedenti edizioni ha visto primeggiare svariate modelle divenute poi starlette del mondo dello spettacolo. Durante il pomeriggio si terranno inoltre spettacolari performance artistiche, per un evento unico e imperdibile.

 

La giuria voterà le concorrenti che sfileranno nelle classiche uscite in abito da sera, costume da bagno e T-shirt ufficiale, assegnando i seguenti titoli in palio: Miss Grand Prix auto, Miss Grand Prix talento, Miss Grand Prix calcio, Miss Grand Prix fitness, Miss Grand Prix moto.

 

Ricordiamo che le iscrizioni sono aperte e gratuite all’indirizzo mail: [email protected]

Maggiori informazioni sul sito ufficiale.

È possibile inoltre seguire il concorso sulla pagina Facebook Miss Grand Prix e su Instagram @missgrandprix.

 

I partner della manifestazione sono: Ducati Moto, Caffè Mokambo, Bes – Beauty e Science, Legea, New Faces & Stars, Marie Ange di Costa. Media partner: Eva 3000, Vip, A tutto Gossip.

Imperdibile appuntamento quindi con l’estate, la moda e la bellezza sabato 27 luglio ai Bagni Clodia.

 


AGGIORNAMENTO DEL 26 LUGLIO 2019, ORE 17.18

A seguito delle avverse condizioni meteo previste per domani, l’evento è stato rinviato a sabato 3 agosto.

Preziose azioni, portate avanti insieme, per brindare alle donne e alla vita!

 

Pinot Grigio Rosé e Rosé Spumante Brut Bosco del Merlo inaugurano il nuovo impegno dell’azienda verso il sociale, sostenendo i progetti promossi e portati avanti da LILT Treviso.

 

Si chiama “4V Project” l’approccio al vino di Casa Paladin, sintesi di quella passione che anima la nostra famiglia fin dal 1962. Le 4 “V” (Vino, Vite, Verde e Vita) riflettono la filosofia di sostenibilità in tutte le sue tenute, Paladin in Veneto, Bosco del Merlo in Friuli, Castello Bonomi in Franciacorta e Castelvecchi nel Chianti Classico. Si esprime in un percorso che comprende innovazioni profonde portate dentro il sistema complessivo “vigneto-cantina”: perché la qualità di ogni vino non può prescindere da una tensione più ampia verso l’eccellenza, intesa anche come rispetto per la terra madre e responsabilità verso il futuro.

 

La quarta “V” del progetto 4V sta per Vita e in essa è racchiusa l’intera filosofia di Casa Paladin e di Bosco del Merlo, espressa e veicolata da prodotti a cui si è pensato non semplicemente come prodotti di qualità elevata, ma perché siano comunicatori attenti e rispettosi dei valori della persona legati al suo benessere fisico e psicologico. Questo ci fa muovere verso una sempre maggiore attenzione per il sociale. Ed è ciò che ci ha portati alla decisione di sostenere le attività di LILT Treviso devolvendo parte del ricavato delle vendite di Pinot Grigio Rosé e Rosé Brut Bosco del Merlo all’impegno di questa Associazione nella lotta contro i tumori, in particolare per la prevenzione del tumore al seno, per il potenziamento dell’attività di educazione alla salute e di sensibilizzazione alla diagnosi precoce.

 

Vi invitiamo a seguire il sito per maggiori informazioni sull’iniziativa.

Sempre più donne in Veneto si rivolgono ai Centri antiviolenza: il report annuale sull’attività dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio (da oggi online nel sito della Regione Veneto) rivela che nel 2018 le segnalazioni sono aumentate del 79% circa, passando dai 4733 contatti registrati nel 2017 agli 8464 dello scorso anno. In media, un contatto su tre si traduce in una effettiva presa in carico dalle strutture. Lo scorso anno i nuovi casi presi in carico dai Centri veneti sono stati 2373, 280 in più rispetto al 2017. Tradotto: in Veneto ogni 300 donne residenti una ha preso contatto con un Centro antiviolenza e una ogni 700 è stata presa in carico.

 

 

L’assessore Lanzarin: “In arrivo più fondi e nuove strutture per potenziare la rete”

“È un segnale da seguire con attenzione – commenta l’Assessore regionale al sociale, Manuela Lanzarin – Se, da un lato, è la spia di un dramma sociale dagli esiti spesso tragici che continua a persistere nella nostra società, come purtroppo le cronache ci testimoniano, dall’altro conferma la valenza e l’attività di una rete di servizi, sia pubblici sia privati, sempre più diffusa e omogenea nel territorio, che si è strutturata e qualificata nell’offrire risposte alle donne in difficoltà e sotto minaccia. Quest’anno, con una variazione del bilancio regionale, abbiamo assegnato 100 mila euro in più alla rete delle strutture antiviolenza, portando così la posta complessiva a 600 mila euro. Sono risorse regionali che, integrate ai fondi statali per strutture e attività formative/sensibilizzazione, garantiscono un supporto indispensabile al lavoro continuativo dei Centri antiviolenza e relativi sportelli e delle Case rifugio. Consentiranno, inoltre, di avviare a breve una nuova campagna di informazione e sensibilizzazione, perché le donne sappiano a chi rivolgersi per chiedere aiuto e sostegno”.

 

La strutture attive in Veneto per contrastare la violenza contro le donne e accogliere e proteggere le vittime sono salite a 44 (22 centri antiviolenza e 22 case rifugio), con l’apertura di un nuovo centro antiviolenza a Legnago e di tre case rifugio nelle province di Verona, Treviso e Padova. Altri due Centri  antiviolenza sono in fase di avvio, ad Asiago e a Cogollo del Cengio, e una nuova Casa rifugio aprirà presto ad Asolo. La provincia con maggiore copertura territoriale è Venezia, con 6 strutture attive e 3 sportelli, seguita da Padova (4 centri e 5 sportelli territoriali). I finanziamenti pubblici in media riescono a coprire più del 70 per cento  del costo totale delle strutture.

 

I percorsi delle donne presso i Centri antiviolenza durano in media un anno e mezzo e in due casi su tre giungono a  termine. Quelli di ospitalità e reinserimento nelle Case rifugio durano in media circa tre mesi e nel 50 per cento dei casi consentono alle donne di acquisire una loro autonomia.

 

Chi si rivolge ai Centri antiviolenza

A rivolgersi ai Centri antiviolenza sono in prevalenza le donne italiane (67%), coniugate o conviventi (59%), con un grado di istruzione medio alto (64%) e con un lavoro ( 52%), quasi sempre con figli (68%). In sei casi su 10 i figli sono testimoni delle violenze, e quindi a loro volta vittime da assistere e proteggere.   Le donne riferiscono agli operatori dei centri di essere vittime in prevalenza di violenze psicologiche (50,6 % delle segnalazioni) e di violenze fisiche (37,5%). Ma solo in un caso su 3 si rivolgono ai servizi di Pronto soccorso (754 accessi su 2110 violenze subite) e solo una su quattro prende il coraggio di denunciare la violenza alle Forze dell’Ordine. Percentuale invariata negli anni, nonostante il continuo aumento delle segnalazioni ai Centri antiviolenza.

 

Il report 2019 sugli interventi regionali per prevenire e contrastare la violenza contro le donne è consultabile a questo indirizzo: http://www.regione.veneto.it/web/relazioni-internazionali/rilevazione-delle-strutture-regionali.

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Dal 21 giugno al 13 settembre, ogni mercoledì e venerdì, 20 tra le più belle voci femminili del jazz italiano cantano per dare voce alle donne del mondo in difficoltà 

 

Torna a grande richiesta, per il terzo anno consecutivo, “Women for Freedom in Jazz”, la maratona di concerti e solidarietà organizzata da Elena Ferrarese in collaborazione con l’organizzazione umanitaria Women for Freedom sulla splendida terrazza Top of the Carlton Sky Lounge dell’Hotel Carlton on The Grand Canal di Venezia, ogni mercoledì e venerdì (alle 21), dal 21 giugno al 13 settembre 2019, con importanti novità.

 

Prima novità: alle 13 meravigliose voci del jazz e della bossa nova, le migliori del Nordest, che si sono esibite l’anno scorso e che quest’anno hanno riconfermato la loro partecipazione, se ne sono aggiunte altre. In tutto ci saranno 20 tra le più belle voci femminili del panorama jazz italiano che canteranno per dare voce alle donne del mondo in difficoltà:

• Alessia Obino
• Francesca Bertazzo Hart
• Alice Testa
• Rosa Emilia Dias
• Enrica Bacchia
• Paola Furlano
• Piera Acone
• Angela Milanese
• Carlotta Martorana
• Elena Libralesso
• Federica Capra
• Francesca Della Puppa
• Francesca Viaro
• Franca Pullia
• Rito Bincoletto
• Gialiana Spanò
• Jennifer Cabrera Fernandez
• Heloisa Lourenco
• Cristina Renzetti
• Tati Valli

 

Seconda novità: non solo artiste del Nordest. Quest’anno “Women for Freedom in Jazz” inaugurerà il primo giorno d’estate, venerdì 21 giugno alle 21, con due ospiti speciali che hanno voluto aderire alla maratona: un formidabile duo bolognese, AS MADALENAS, composto dall’italiana Cristina Renzetti e la brasiliana Tati Valle, tra le più grandi interpreti della bossanova italiana, che verranno a presentare Vai menina”, il loro nuovo lavoro discografico ricco di inediti e rielaborazioni di brani di musica d’autore brasiliana.

 

Terza novità: quest’anno l’ingresso sarà gratuito (con obbligo di consumazione e prenotazione consigliata) e senza supplementi. Durante le serate dei concerti di “Women for Freedom in Jazz” verrà scelto un piatto del giorno e un drink, prendendo i quali si andrà a sostenere le attività all’organizzazione umanitaria Women for Freedom.

 

Raccolti 10.000 euro con le prime due edizioni 

Grazie alla prima e alla seconda edizione di “Women for Freedom in Jazz”, a Women for Freedom sono stati donati 10.000 euroarrotondati dalla generosità della proprietaria dell’Hotel Carlton on The Grand Canal, la signora Paola Cori, che ha sposato questa causa con il cuore.

«Con questi fondi – spiega Davide Parise, fondatore dell’organizzazione umanitaria Women for Freedom – siamo in grado di fare la differenza. Siamo al fianco di tante ragazze nel primo giorno del loro ritorno a scuola in Nepal, per accompagnarle lungo un cammino di formazione e liberazione dai pregiudizi. Siamo al loro fianco in Camerun, quando usano il loro primo prestito del programma di micro-credito per avviare la loro attività, e gioiamo con loro quando diventano indipendenti e in grado di provvedere autonomamente ai bisogni dei loro figli. Siamo in India, al fianco di tutte le ragazze che grazie all’istruzione trovano il coraggio di far sentire la loro voce, le loro idee e le loro opinioni senza curarsi del contesto socio-economico da cui provengono. Siamo in Romania, a fianco a chi ogni giorno insegna ai bambini che un’infanzia difficile può trasformarsi in una vita serena. Saremo anche tra gli impervi valichi di montagna al confine tra il Nepal e l’India, a controllare ogni auto sospetta, e trarre in salvo le giovani vittime del traffico umano prima che sia troppo tardi. Le accoglieremo, stringeremo le loro mani, e le aiuteremo a ritrovare la strada di casa».

 

Informazioni e prenotazioni

Hotel Carlton On The Grand Canal
Santa Croce, 578 – 30135 Venezia

Tel. 0412752200 [email protected]carltongrandcanal.com
www.carltongrandcanal.com

“IO SONO BELLA”, LE SPORTIVE DIVENTANO TESTIMONIAL DI BELLEZZA PER ACCONCIATORI ED ESTETISTE DI CONFARTIGIANATO

Modelle per un giorno per raccontare ad acconciatori ed estetiste le esigenze di bellezza della donna che pratica sport. Sei atlete professioniste della provincia di Treviso protagoniste di “Io sono bella”, lo speciale stage formativo sulla bellezza femminile promosso da Confartigianato Imprese Marca Trevigiana

 

TREVISO, 6 GIUGNO 2019 – Vengono dalle più diverse discipline, eppure sono accomunate dalla medesima esigenza: come conciliare la cura della bellezza con la pratica quotidiana dell’attività sportiva? Sono sei atlete professioniste della provincia di Treviso le protagoniste di “Io sono bella”, originale percorso formativo proposto dalle comunità acconciatori ed estetiste di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana. Per un giorno, lunedì 10 giugno, alle ore 10 al BHR Treviso Hotel, saranno chiamate a vestire i panni di modelle per una dimostrazione tecnica di acconciatura e trucco, che avrà lo scopo di illustrare a una platea di professionisti del settore alcune soluzioni estetiche, pratiche e veloci, utili a far convivere sport e bellezza nella vita di tutti i giorni. Affidate alle cure di Ivone Santi, parrucchiere castellano con oltre 35 anni di esperienza, e Carlotta Meo, regional make-up artist de La Truccheria, la academy italiana di Make Up Forever, nella squadra di modelle d’eccezione figurano Barbara Pozzobon, atleta delle Fiamme Oro campionessa mondiale di nuoto di fondo, Luna Mendy, pluricampionessa italiana e argento europeo di kick-boxing, Soraya Paladin, ciclista del team femminile UCI Alè Cipollini, Micol Cavina, protagonista in questi giorni della conquista del primo storico scudetto di Iniziative Villorba Rugby, la pallavolista Valentina Fiorin e Silvia Marangoni, atleta della Polizia Penitenziaria, 11 volte campionessa mondiale di pattinaggio artistico.

 

Perché la scelta delle sportive come modelle per un corso di formazione per acconciatori ed estetiste? «Quello delle sportive è il settore certamente più difficile per i professionisti delle nostre categorie – spiegano gli ideatori di “Io sono bella”, Giannantonio Papa, Presidente della categoria degli acconciatori, e Nicla Marcolongo, Presidente del settore estetica sempre di Confartigianato – Il numero di donne che pratica sport è in crescita, perciò sempre più spesso ci troviamo di fronte a problemi di gestione della bellezza legati all’acconciatura, che non deve essere eccessivamente elaborata, al capello sfruttato, alla pelle sciupata: i nostri stilisti mostreranno come costruire acconciature e trucchi che evidenzino la bellezza senza togliere praticità e, soprattutto in questo caso, la necessità del lavaggio frequente».

 

«Ringraziamo le atlete che si sono messe in gioco per questo progetto – aggiungono – perché ci permettono di misurarci con esigenze reali, che appartengono alla vita quotidiana di tante donne: sono queste le figure con cui abbiamo bisogno di confrontarci per imparare e per crescere. Con gli stages “Io sono bella” vogliamo affinare la nostra capacità di essere vicini al mondo femminile e, pur prendendone sempre ispirazione, più lontani dal mondo patinato della moda e dello spettacolo. Un atto che rispetta le ultime evoluzioni di un mercato della bellezza che tende ad infrangere gli stereotipi, a mettere in luce le imperfezioni e a rispettare i tempi di vita delle donne».

 

L’iniziativa è finanziata dall’Ente Bilaterale dell’Artigianato Veneto, EBAV.

 

È stata inaugurata sabato 18 maggio presso il Palazzo comunale della Loggia di Noale (VE), in Sala Lancerotto, la mostra Women&Blades, a cura dell’artista Paola Volpato.

 

Questa mostra – dice l’artista – esplora la doppia linea della normalità della vita femminile e la minaccia nascosta e persistente a questa normalità. Un doppio binario su cui corrono le guerre, i valori ed i modi di vita che le donne abitano senza averle decise, ospiti di un mondo di valori capovolti.

 

Le opere

 

Opere di grande formato dove lo sguardo dell’artista si alterna in una narrativa a tratti ironica; ma su cui incombe il dramma e si nasconde la tragedia di vite spezzate dalla cieca violenza della sopraffazione.
Tutto questo avviene senza cedere alla facile volgarità della rappresentazione urlata, esasperata da un linguaggio che troppo spesso procede per semplificazioni e schematismi preconcetti.

 

 

 

Lo stile

Volpato – ai toni sopra le righe – preferisce mostrare le cose di ogni giorno, del lavoro, del divertimento, dello stare in compagnia, dell’abbandono al mondo dei sogni. Ma queste azioni che contengono una grazia senza tempo,
si scontrano silenziosamente con i campi minati, la violenza alle donne, la minaccia della sopraffazione, la distruzione della natura.

 

Info

Orari di apertura: martedì, giovedì e sabato: 16-19,30 – domenica: 9,30-12,30, 16-19.30.

Ingresso libero

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