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Doppio sold-out per la “Tosca” al Mario del Monaco

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Teatro Mario Del Monaco sold-out per la prima dell’opera di Puccini, nel nuovo allestimento a cura di Ivan Stefanutti.

TREVISO – Dopo il successo della prima di “Tosca” che venerdì sera ha registrato il tutto esaurito al Teatro Mario Del Monaco di Treviso, il capolavoro di Giacomo Puccini – titolo scelto per celebrare i 100 anni dalla morte del compositore toscano – è tornato sul palcoscenico trevigiano ieri pomeriggio, domenica 11 febbraio, per una seconda rappresentazione.

La regia dell’opera è affidata a Ivan Stefanutti così come scene, costumi e luci. “In una Roma lugubre e per niente pittoresca si svolge una vicenda altrettanto nera, quasi gotica, fatta di desideri malsani e tragici epiloghi, dove l’amore è solo un episodio di passaggio” commenta Stefanutti nelle note di regia.“C’è chi si diverte col delitto, e c’è chi lo usa per difendersi. In questa storia le tenebre sono all’interno delle cupe cattedrali e dei lugubri palazzi. Fuori, invece, la notte è illuminata da bellissime stelle e dalla luna piena. Ma sono un’illusione: spariranno senza dare soccorso. Spesso si associa la fine con il buio, ma in questo caso è l’esatto contrario, quando l’alba arriva, è solo per portare il tragico epilogo. Questa volta l’amore non comanda… e nessuno sopravvive.”

La prima rappresentazione di “Tosca” si tenne a Roma, al Teatro Costanzi, il 14 gennaio 1900. Nove mesi più tardi, il 23 ottobre, l’opera veniva rappresentata a Treviso. Nel cast spiccava il nome di Enrico Caruso nel ruolo di Cavaradossi accanto al promettente soprano Ada Giachetti. I primi e solenni accordi che aprono l’opera sono sufficienti, come poche e sapienti pennellate, a tratteggiare la solennità e al tempo stesso la grande drammaticità della Tosca di Giacomo Puccini. L’azione dura poco più di mezza giornata, scandita da orazioni e campane. Il realismo nell’ambientazione storica e topografica si manifesta in un’azione coerente e perfettamente congegnata: ogni passaggio trova la sua conseguenza, immancabilmente tragica, nel prosieguo dell’opera e in una musica di straordinaria efficacia. Il dramma musicale ha un decorso pressoché cinematografico: il tempo della rappresentazione corrisponde quasi immancabilmente al tempo dell’azione e la musica si sussegue in un continuum che non conosce arresti né cali di tensione.

Photo ©Michele Crosera

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