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Per i 250 anni dalla nascita del grande compositore tedesco l’orchestra, diretta da Massimo Raccanelli con il pianoforte di Anna Barutti, esegue sul palco del Del Monaco la Sinfonia n. 5. in Do min. Op. 67 e il Concerto n.3, op.37 in do minore.

 

Dopo aver aperto la stagione concertistica del Teatro Mario Del Monaco, ideata dallo Stabile del Veneto e dal Comune di Treviso, i Solisti di Radio Veneto Uno tornano sul palcoscenico del Comunale – mercoledì 22 gennaio,  ore 20.45 – con il primo dei tre concerti Beethoven 250, il focus dedicato al duecentocinquantesimo anniversario dalla nascita del grande compositore tedesco Ludwig van Beethoven (1770-1827). L’Orchestra diretta dal maestro Massimo Raccanelli e accompagnata dal pianoforte di Anna Barutti eseguirà il Concerto n.3, op.37 in do minore e la Sinfonia n. 5. in Do min. Op. 67.

 

Il concerto verrà trasmesso in live su un network televisivo della Corea Del Sud

Il concerto verrà trasmetto in live su un network televisivo della Corea Del Sud, in virtù del premio Korea Award 2019 assegnato lo scorso ottobre ai Solisti di Radio Veneto Uno dalla ICDI di Seul, un ente internazionale affiliato al ministero della Cultura della Corea del Sud e dal CWAP, Comitato Internazionale per la Cultura e la Pace nel mondo, per il lavoro di promozione della musica e della cultura in Italia svolto dall’Orchestra.

 

Alle ore 20.00 nel Ridotto del Teatro Del Monaco il Dipartimento di musica di Radio Veneto Uno terrà la conferenza di introduzione al concerto aperta al pubblico.

 

Il Concerto n. 3, Op. 37 in Do minore per pianoforte e orchestra di Ludwig Van Beethoven è uno dei concerti d’orchestra e solista più amati dai grandi esecutori del repertorio classico e romantico. Fu stampato a Vienna nel 1804, ma già un anno prima vide Beethoven stesso cimentarsi nell’esecuzione in prima assoluta a Vienna. Il suo stile è diverso, del tutto sperimentale, rispetto a quanto conosciuto nel Settecento, sia relativamente all’orchestrazione che alla tecnica tastieristica. Nonostante l’inevitabile riferimento allo stile settecentesco, periodo della formazione musicale, si evolve, in sicura energia, verso quella che sarà l’evoluzione romantica, stacco deciso dal secolo passato. È un concerto straordinario al quale il compositore conferisce un’energia diversa rispetto alle forme tradizionali, ed è marcata la volontà di ricerca per il rinnovamento.

 

Il pianoforte, strumento relativamente recente inventato dal padovano Bartolomeo Cristofori solo nel 1701, con il classicismo divenne molto presto lo strumento con cui venivano riprodotte, studiate, adattate le partiture orchestrali, dando origine a una diversa e proficua relazione tra universi musicali fino a prima sconosciuti. Sta scritto nelle cronache del tempo, ma chissà perché sempre tenuto nascosto, che nel periodo della sua formazione Beethoven ha avuto come insegnante il trevigiano compositore e maestro Andrea Lucchesi di Motta di Livenza, Kappelmaister dell’orchestra nella quale il grande compositore tedesco ha suonato la viola per almeno quattro anni. Un’esperienza che nel tempo ha poi spinto il Beethoven pianista e compositore ad affinare la sua sfida in termini di creatività, rendendolo uno dei primi protagonisti del classicismo.

 

Sinfonia n. 5. in Do min. Op. 67

La leggenda racconta che i violenti battiti della governate alla porta del suo studio, corrispondessero alle prime due battute, quelle che hanno dato ispirazione al famosissimo tema della quinta sinfonia. In effetti la composizione che assieme alla nona, si ritiene sia la più nota, costò al compositore tedesco almeno quattro anni di lavoro prima della sua stesura finale; dopo le continue esecuzioni al pianoforte, furono innumerevoli i rifacimenti per perfezionare l’orchestrazione.

 

Vero è, il senso dato, del destino che bussa alla porta: un destino contro il quale Beethoven suo malgrado si è dovuto misurare con veemenza, è ben nota la sordità che lo ha afflitto e penalizzato, una tragedia per un musicista, essere privato dell’udito; ascoltare le Sue composizioni, rende idea della chiara vittoria della ragione umana sul fato avverso, del grande compositore. Beethoven vince e ricaccia il Suo ingrato destino nella tenebra della superstizione in nome della chiarezza della ragione umana. La Quinta Sinfonia inizia con un “Allegro con brio,” un turbine carico di energia, protagonista è l’inciso iniziale, rare apparizioni del secondo tema cantabile ad esaltare la suprema arte del Grande Maestro che con poche note sa esaltare contrasti e vigore fino ad allora inarrivabili.
A seguire un “Andante con moto” a trasmettere sensazioni di tranquillità, pacatezza, due i temi cantabili, strutturati con eleganza di varianti colorate di musicalità quasi leggiadra.
Su questo delicato quadro irrompe lo “Scherzo”, tratto arcigno ad opera di bassi ascendenti che declinano nel ritorno del tema “del destino,” per attimi di estrema drammaticità; seguono momenti quasi di danza che si dissolvono sullo “Scherzo,” saranno poi i timpani a dare il senso dei cupi colpi del destino. Ma la vittoria dell’intelletto e della ragione su un fato inclemente, è il senso dell’”Allegro” finale, sfolgorante ritorno al motivo centrale della Sinfonia, ad affermare l’universalità della composizione. Vale la pena di citare le parole del musicologo Paul Bekker, che, nel 1918 intuì la soluzione di continuo data dalle sinfonie di Beethoven, non tanto relativamente alla composizione il modello sinfonica, ma di sensazioni fino ad allora sconosciute allo spettatore, considerato dal grande e rivoluzionario compositore non più il consueto passivo pubblico, ma colto fruitore di sensazioni universali, date dalla musica: “L’immagine ideale di un uditorio per il quale Beethoven scrisse, e da cui attinse la forza e l’impeto delle sue idee, fu un’ulteriore elaborazione del grande movimento democratico che dalla Rivoluzione francese condusse alle guerre di liberazione tedesche. Elaborazione come si presentò allo spirito di Beethoven. Possiamo percepirla ogni volta di nuovo quando viviamo in noi stessi la potenza catartica e solenne di una Sinfonia di Beethoven, poiché in tali momenti noi stessi diventiamo il pubblico per il quale Beethoven ha composto, la comunità cui egli parla”.

 

Orchestra filarmonica “I Solisti di Radio Veneto Uno”

Radio Veneto Uno è la radio di Treviso che nel 2020 compie i suoi primi 45 anni, e da circa 20 svolge attività di informazione di interesse generale, con in palinsesto programmi di carattere culturale. Da una decina d’anni ha creato il Laboratorio permanente per la riscoperta della “Scola Granda” di Musica Veneta, la prima scuola di musica mai esistita al mondo, dalla quale hanno attinto a piene mani tutte le scuole del mondo evolvendosi di generazione in generazione, nella musica classica attuale. L’Orchestra filarmonica di Radio Veneto Uno è il loro punto d’incontro, e la radio è la loro cassa armonica: all’iniziativa collaborano i musicisti più autorevoli e prestigiosi del Veneto e non solo.

Un nuovo grande protagonista nel già ricco cartellone della rassegna “Dal Vivo” firmata da Veneto Jazz in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto: Giovanni Allevi si esibirà in “Piano Solo” giovedì 12 marzo (ore 20.45) al Teatro Del Monaco di Treviso

 

Compositore, direttore d’orchestra e pianista, Giovanni Allevi ha stregato con le sue note milioni di giovani che, affascinati dal suo esempio, si sono avvicinati alla musica colta e all’arte creativa della composizione. Due diplomi con il massimo dei voti in Pianoforte al Conservatorio di Perugia e in Composizione al Conservatorio di Milano. Una laurea con lode in Filosofia, con la tesi “Il vuoto nella Fisica Contemporanea”. Jeans, t-shirt, scarpe da ginnastica: questo il look con cui Allevi va incontro al suo pubblico nei teatri più prestigiosi del mondo, dalla Carnegie Hall di New York all’Auditorium della Città Proibita di Pechino. Numerose sono le tesi di laurea a lui dedicate. L’agenzia spaziale americana NASA gli ha intitolato un asteroide.

 

Con il concerto di piano solo di Giovanni Allevi, sono quindi quattro gli appuntamenti firmati da Veneto Jazz per la rassegna “Dal Vivo” che dal Teatro Goldoni di Venezia è approdata anche nel palcoscenico trevigiano. Da febbraio a marzo in cartellone il rito dei Dervisci rotanti “Galata Mevlevi Ensemble” (6 febbraio), la cantante israeliana Noa con Letters to Bach, riscritte sulla musica del grande compositore; (18 febbraio) e Paolo Fresu con Tempo di Chet, con le musiche tratte dell’omonimo progetto teatrale dedicato a Chet Baker (21 aprile). 

 

Biglietti

Platea 40€ + diritto di prevendita
Palchi I, II, III ordine centrali 40€ + diritto di prevendita Palchi I, II, III ordine laterali 35€ + diritto di prevendita Palchi IV ordine 35€ + diritto di prevendita
Loggione 30€ + diritto di prevendita
Loggione scarsa visibilità 12€ + diritto di prevendita 

I biglietti sono disponibili in prevendita a partire dalle ore 12.00 di lunedì 20 gennaio nel circuito Ticketone, nel circuito del Teatro Stabile del Veneto e alla biglietteria del Teatro Del Monaco di Treviso.

 

Prevendite

www.ticketone.it
www.teatrostabileveneto.it

 

Biglietteria Teatro Del Monaco 

Tel. +39.3791201100
[email protected]teatrostabileveneto.it

 

Orari

dal martedì al sabato: dalle 10.00 alle 14.00 e dalle 15.00 alle 18.00 domenica e lunedì chiuso
giornate con spettacolo:
dal martedì al sabato: dalle 10.00 alle 14.00 e dalle 15.00 a inizio spettacolo domeniche con spettacolo: dalle 15.00 a inizio spettacolo.

“La promessa” parla di memoria. Di una memoria tenuta gelosamente in serbo da uno degli ultimi sopravvissuti a una catastrofe chiamata Olocausto.

 

Un anziano professore è, da qualche tempo, costretto a vivere in una casa di riposo, dove la vita si riduce a una sereno scivolare verso l’oblio. Ha fatto promettere a sua nipote di non andare a trovarlo. Farsi vedere in quella situazione equivale ad abdicare a una dignità che lui ritiene essenziale. Quella goccia di divinità che ciascuno si porta dentro.
Lo spettacolo inizia con l’arrivo di Lil, la nipote, nel residence. Lo scontro con un medico che a un primo approccio appare come la rappresentazione della banalità del male. Portatore sano di una burocratica esistenza, al servizio di un sistema che trasforma i pazienti in clienti.
Giuseppe, il protagonista, ha chiesto alla nipote di venire a trovarlo. La solleva della sua promessa. Le chiede aiuto. La memoria lo sta abbandonando. Ed è qualcosa che lui non si può permettere.
Qualcuno deve scrivere quello che lui si è promesso di dire al mondo, quello che ciascuno dei sopravvissuti all’inferno del lager ha giurato di continuare a raccontare.

Abbiamo tutti bisogno degli altri. Siamo… necessari. Dobbiamo sopravvivere, non per noi stessi, ma per mettere in guardia tutti quanti…. È questo il compito. Per questo Dio ci ha tenuto in vita. Perché dobbiamo raccontare al mondo quello che è successo. È il nostro dovere. E non possiamo permetterci di morire, o di perdere la memoria… Lo capisci? Ricordare, raccontare… è il nostro modo di mettere in guardia gli altri. Come fanno gli animali… È il nostro grido di allarme. Il nostro urlo. Affinché chi viene dopo di noi possa scansare il pericolo… riconoscere il mostro… “

 

Il resto è la narrazione della lotta disperata dell’individuo – in questo caso un anziano professore innamorato della letteratura classica – del simbolo potente della volontà dell’uomo di tutelare con ogni mezzo non solo la dignità della sua esistenza, ma anche quella di coloro che vengono dopo di lui.
Perché l’orrore è lì, sempre in agguato, in attesa che la memoria abbassi la guardia.

 

Martedì 14 gennaio 2020 – Aula Magna, ore 18.00

Ateneo Veneto, Consolato Uruguay di Venezia, Figli della Shoah, Associazione MilanoFestivaLetteratura

 

“La promessa”

testo e regia di Milton Fernandez

Interpreti: Ilaria Nadin, Aldo Stella, Antonio Paiola

Saluto di Claudio Scarpa e Gianpaolo Scarante

Lunedì 13 gennaio debutta il progetto “Nonno… vieni con me?” – patrocinato dal Comune di Mogliano Veneto. Una serie di attività creative e culturali per bimbi e nonni insieme, per giocare, ridere, fare, pensare, sorprendersi e conoscersi (o ri-conoscersi) in compagnia del clown Romualdo. Insomma, una vera avventura!

 

Il progetto si apre con “A caccia del Tesoro”, una rivisitazione delle famose avventure dei pirati di Stevenson, ospitata al Centro Ricreativo Anziani, così se qualcuno arriva senza il nonno lo può trovare lì!

 

Tra musica, narrazione, canti, pirati e capitani, barche e locande… ci saranno colpi di scena e risate a non finire!
È preferibile prenotare al 331.1044697.

 

Si rinnova la collaborazione di Veneto Jazz con il Teatro Stabile del Veneto con una nuova programmazione al Teatro Mario Del Monaco di Treviso. La rassegna “Dal Vivo”, che ha portato con successo importanti nomi della musica al Teatro Goldoni di Venezia, si estende al palcoscenico trevigiano per ora con tre appuntamenti di altissimo livello:
Dervisci rotanti “Galata Mevlevi Ensemble” (6 febbraio);
• Noa con Letters to Bach (18 febbraio);
• Paolo Fresu Trio con Tempo di Chet (21 aprile).

 

Dichiarati Patrimonio dell’Unesco, i dervisci rotanti “Galata Mevlevi Ensemble” del maestro Sheik Nail Kesova rappresentano il simbolo del misticismo orientale, che prende origine nel tredicesimo secolo.  Vestiti di una tunica bianca come un sudario, un copricapo che richiama le pietre tombali dei paesi musulmani, le braccia aperte verso il cielo, lo sguardo rivolto al cuore, diversi uomini danzano piroettando e girando intorno al loro maestro. Uno spettacolo inteso, emotivamente e spiritualmente, che cattura il pubblico lasciandolo senza fiato.

 

Nuova tappa del fortunato tour e progetto discografico Letters to Bach di Noa, una delle voci internazionali più emozionanti, un’artista unica capace di cambiare ed evolversi in ogni progetto, mantenendo sempre il suo tratto distintivo elegante e raffinato. Nel disco, prodotto dal leggendario Quincy Jones, Noa riprende 12 brani musicali del compositore tedesco Johann Sebastian Bach e li arricchisce con le sue parole, grazie ai testi in inglese ed ebraico, ispirati a temi che spaziano dalla sfera personale a una più universale. Con lei, in scena, lo storico collaboratore Gil Dor (chitarra e direzione musicale), Or Lubianiker (basso elettrico), Gadi Seri (percussioni).

 

Nato dall’avventura teatrale del progetto Tempo di Chet – La versione di Chet Baker, il trio, voluto dallo stesso Paolo Fresu con Dino Rubino (piano e flicorno) e Marco Bardoscia (contrabbasso) propone le musiche che appaiono anche sul cd Tempo di Chet, pubblicato da Tǔk Music, etichetta discografica del trombettista sardo, fondamentalmente dedicata ai nuovi talenti italiani. Un dialogo a tre voci raffinato, di grande impatto emotivo e intellettivo che si compone del suono caldo e corposo e della mente vivida e creativa di Fresu, delle linee potenti e coinvolgenti del contrabbasso di Bardoscia e del pianismo elegante e vibrante di Rubino.

 

Biglietti

I biglietti sono disponibili in prevendita nel circuito Ticketone e alla biglietteria del Teatro Del Monaco.

 

6 febbraio 2020 – ore 20.45
Dervisci rotanti “Galata Mevlevi Ensemble”

Platea 28€ + diritto di prevendita

Palchi I, II, III ordine centrali 28€ + diritto di prevendita

Palchi I, II, III ordine laterali 24€ + diritto di prevendita

Palchi IV ordine 24€ + diritto di prevendita

Loggione 20€ + diritto di prevendita

Loggione scarsa visibilità 10€ + diritto di prevendita

 

18 febbraio 2020 – ore 20.45
Noa Letters to Bach

Noa – voce e percussioni
Gil Dor – chitarra e direzione musicale
Or Lubianiker – basso elettrico
Gadi Seri – percussioni

 

Platea 40€ + diritto di prevendita

Palchi I, II, III ordine centrali 40€ + diritto di prevendita

Palchi I, II, III ordine laterali 35€ + diritto di prevendita

Palchi IV ordine 35€ + diritto di prevendita

Loggione 30€ + diritto di prevendita

Loggione scarsa visibilità 12€ + diritto di prevendita

 

 

 

 

21 aprile 2020 – ore 20.45
Paolo Fresu Trio
Tempo di Chet

Paolo Fresu – tromba, flicorno, effetti
Dino Rubino – piano e flicorno
Marco Bardoscia – contrabbasso

 

Platea 35€ + diritto di prevendita

Palchi I, II, III ordine centrali 35€ + diritto di prevendita

Palchi I, II, III ordine laterali 30€ + diritto di prevendita

Palchi IV ordine 30€ + diritto di prevendita

Loggione 25€ + diritto di prevendita

Loggione scarsa visibilità 12€ + diritto di prevendita

 

 

 

 

Prevendite

www.ticketone.it

www.teatrostabileveneto.it

 

Biglietteria Teatro Del Monaco

Tel. +39 379 1201100
[email protected]teatrostabileveneto.it

 

Orario

dal martedì al sabato: dalle 10.00 alle 14.00 e dalle 15.00 alle 18.00
domenica e lunedì chiuso
giornate con spettacolo:
dal martedì al sabato: dalle 10.00 alle 14.00 e dalle 15.00 a inizio spettacolo
domeniche con spettacolo: dalle 15.00 a inizio spettacolo

 

Informazioni

Veneto Jazz – [email protected] – mob. (+39) 366.2700299 – www.venetojazz.com

Al Teatro Goldoni la favola senza tempo di J. M. Barrie trasporta grandi e piccini sull’ Isola che non c’è grazie al solo potere dell’immaginazione

 

Dopo la magia delle feste, al Teatro Goldoni di Venezia continuano gli appuntamenti della rassegna Famiglie a Teatro dello Stabile del Veneto, il cartellone di pensato per i più piccoli, da 3 fino a 10 anni, e le loro famiglie.
Domenica 12 gennaio (ore 16.00) sul palcoscenico veneziano arriva la favola senza tempo di Peter Pan firmato da Giorgio Scaramuzzino, Pasquale Buonarota e Alessandro Pisci.

 

Nello spettacolo nato dalla collaborazione tra il Teatro Nazionale di Genova e la Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani di Torino, nove attori scatenati e tante canzoni dal vivo raccontano sulla scena l’entusiasmante avventura del protagonista del romanzo di J. M. Barrie. Un classico che non conosce età né periodi storici e vuole essere un invito per tutti, grandi e piccini, a liberare le ali della fantasia perché il sogno e l’immaginario non dovrebbero mai spegnersi nel cuore di nessun essere umano.

 

 

Lo spettacolo

“Solo i bambini, i pazzi e gli innamorati possono vedere le fate”. Dice così Peter Pan a un’incredula Wendy prima di convincerla a volare con lui verso l’Isola che non c’è. La capacità di immaginare, che ha il suo picco proprio nell’infanzia, è fondamentale per l’essere umano. Eppure, in un mondo bombardato da immagini, paradossalmente diventa sempre più difficile sviluppare questa attitudine. Con pochi elementi scenici che danno vita di volta in volta alla nave dei pirati, alla cameretta di Wendy e al mare dell’Isola che non c’è, i bambini diventano coprotagonisti della storia, spesso coinvolti e invitati a sognare.

A teatro continueremo ad essere bambini non per voltare le spalle alla realtà, ma per uscire dalla sala con un briciolo di leggerezza e originalità in più, come toccati dalla polvere delle fate.

 

 

Info

TEATRO NAZIONALE DI GENOVA, FONDAZIONE TEATRO RAGAZZI E GIOVANI ONLUS

drammaturgia: Giorgio Scaramuzzino, Pasquale Buonarota, Alessandro Pisci

con: Pasquale Buonarota, Alessandro Pisci, Celeste Gugliandolo

musiche: Paolo Silvestri

regia: Giorgio Scaramuzzino

scene e costumi: Lorenza Gioberti

luci: Aldo Mantovani

tecnica utilizzata: teatro di narrazione

età consigliata: dai 5 ai 10 anni

durata: 55′ senza intervallo

 

teatrostabileveneto.it

 

 

Photo Credits: Federico Pitto

Da Jesolo Paese con il concerto dei Baccoxbacco in piazza Primo maggio e i fuochi d’artificio lungo l’ansa del Sile, al Lido di Jesolo con la festa diffusa all’interno del Christmas Village, a Jesolo inizia il conto alla rovescia per la notte più lunga dell’anno e per dare il benvenuto al 2020

 

Oggi sarà un San Silvestro diffuso un po’ in tutta Jesolo, con appuntamenti programmati tra il centro storico e il Lido di Jesolo per dare l’opportunità ai cittadini e agli ospiti della località di festeggiare al meglio la fine del 2019 e iniziare con il giusto slancio il nuovo anno e il nuovo decennio del 2020.

 

A Jesolo paese, in piazza Primo Maggio si stanno ultimando gli allestimenti per il grande concerto dei Baccoxbacco, in programma a partire dalle ore 22 di stasera, martedì 31 dicembre, e che accompagnerà il conto alla rovescia fino alla mezzanotte. Allo scoccare del nuovo anno, dall’ansa del fiume Sile si alzeranno verso il cielo i fuochi d’artificio che illumineranno la notte jesolana. Sarà il momento degli auguri, dei brindisi, ancora all’insegna della musica.

 

A dare il suo benvenuto al 2020 sarà anche lo Jesolo Christmas Village con le casette che saranno aperte per distribuire cibo e bevande calde al pubblico e ben due appuntamenti musicali. Dal palco di piazza Mazzini prenderà il via il Gasoline Music and Fun: un djset di livello, con animazione e tanta musica. Anche piazza Aurora vivrà di musica con la cover band ufficiale di Jovanotti “Jovanotte Live”.

 

Domani, 1° gennaio, alle ore 17.30 il teatro Vivaldi ospiterà il tradizionale concerto di Capodanno curato dall’orchestra giovanile “La Réjouissance”, diretta da Elisabetta Maschio che proporrà al pubblico musiche della tradizione viennese e italiana.

 

“Queste settimane e in particolare gli ultimi giorni a cavallo del Natale sono stati molto positivi per la città che ha registrato grande presenza di turisti, attirati dal bel tempo e dai tanti eventi organizzati per le feste. Lunghe code si sono formate fuori dal presepe di sabbia per ammirare le sculture e la gente ha affollato anche lo Jesolo Christmas Village, cogliendo l’occasione per fare una passeggiata in spiaggia. E gli ospiti non sono mancati nemmeno nel centro storico e alla Fattoria di Natale – è il commento del sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia -. Ora siamo pronti a festeggiare l’arrivo del nuovo anno e di un nuovo decennio che siamo sicuri porteranno grandi soddisfazioni e nuove opportunità per la città di Jesolo, i suoi cittadini e i turisti”.

Il tradizionale appuntamento con il balletto russo quest’anno al Goldoni va in scena sulle musiche di Tchaikovsky

 

Il Natale è un periodo di tradizioni e al Teatro Goldoni, come ogni anno, anche per questo 26 dicembre non poteva mancare il classico spettacolo del balletto di Mosca. Sarà la prestigiosa compagnia Russian Classical Ballet, diretta da Evgeniya Bespalova e Denis Karakashev a portare in scena in un doppio appuntamento, alle ore 16.00 e alle 20.30, Lo Schiaccianoci, un grande classico danzato sulle musiche che hanno reso immortale il genio Pyotr Tchaikovsky.

 

Basato sulla fiaba Lo schiaccianoci e il re dei topi di E.T.A. Hoffmann, il balletto racconta la storia di una ragazza che sogna di incontrare un principe. In una selvaggia battaglia contro il Re dei Topi, lo Schiaccianoci si ritrova in pericolo. Clara, superando le sue stesse paure, entra in questa battaglia e lancia la sua scarpa, annientando la terribile creatura. Rotto l’incantesimo lo Schiaccianoci diventa un bellissimo principe. Mentre la fredda notte copre la città di fiocchi di neve lo Schiaccianoci porta Clara nel suo regno, il Regno dei Dolci, dove la Fata dello Zucchero condivide la gioia con tutti i bambini che, come Clara, possono continuare a sognare. Una storia meravigliosa, uno spettacolo da non perdere che scatena l’immaginazione di grandi e piccini per portarli nel regno della fantasia.

 

La compagnia del Russian Classical Ballet

È composta da un cast di ballerini diplomati nelle più prestigiose scuole coreografiche: Mosca, San Pietroburgo, Novosibirsk, Perm. Corpo di ballo e solisti, provenienti dalle principali Compagnie russe, formano un ensemble nel quale preparazione accademica ed esperienze internazionali si sposano con l’irriverenza di talenti emergenti nel panorama della danza classica moscovita.

 

Info utili

musiche Pyotr Ilyich Tchaikovsky

coreografie Marius Petipa e Lev Ivanov

libretto Marius Petipa e Vasili Vainonen basato sulla fiaba di E.T.A. Hoffmann

scenografie Russian Classical Ballet

costumi Evgeniya Bespalova

direzione Artistica Evgeniya Bespalova

 

Teatro Goldoni | Venezia

26 dicembre 2019

Ore 16.00

Ore 20.30

durata 1h 45’ con intervallo

teatrostabileveneto.it

“Mestre è come il rugby, brutta solo negli stereotipi”.

Così hanno commentato gli autori di SPORT CRIME la prima serie TV internazionale di investigazione sportiva, dopo il sopralluogo a Mestre per un episodio della seconda stagione (la prima è prevista in distribuzione nei primi mesi del nuovo anno).

 

Luca Tramontin, ex rugbista di Belluno, Casale sul Sile, Brescia, Viadana e Piacenza, conosciuto anche come telecronista e conduttore di Sportitalia ed Eurosport, ha vissuto quasi dieci anni in Viale Garibaldi. Recentemente ha lasciato le telecronache per scrivere e costruire la serie che racconta le vicende di un agenzia con base a Lugano che indaga su casi sportivi.

 

La co-autrice e produttrice è la veronese Daniela Scalia, analogamente conosciuta come inviata e anchorwoman di Sportitalia.

«Stiamo concludendo le riprese della prima stagione – spiega – ma stiamo già studiando le location per le prime puntate della stagione 2. Per lo spettatore c’è una teorica pausa, per le serie TV invece, specialmente per la nostra che volutamente contiene solo sei episodi a stagione, le pause non esistono».

 

Queste le dichiarazioni del “volto femminile del rugby italiano”, impressionata da molti angoli del centro, ma soprattutto da alcuni scorci fluviali di Marzenego e Oselin: «Con Luca non sai mai dove inizino gli affetti e finiscano le valutazioni professionali, e viceversa. Era da tempo che mi parlava di Mestre come possibile location, ma una serie TV internazionale costa molto, quindi ho voluto verificare, fotografare e condividere le immagini con il regista, che la pensa come me: Mestre è brutta solo negli stereotipi. Il nostro mestiere è abolirli».

 

Il muscolare e ironico atleta bellunese ha una spiegazione: «Mestre ha una sorella maggiore che la fa immaginare più che sembrare brutta. Fosse in un altro posto, magari in Australia, si farebbero chilometri per visitare Mestre. L’istinto e un antico ricordo mi hanno portato a punta San Giuliano. Bravo istinto, il posto è evocativo, inatteso e stranamente poco conosciuto, perfetto per una delle trame che ho in magazzino. La Canottieri Mestre ci ha accolto positivamente e l’incontro con il presidente Augusto Gandini ha aperto le porte a una collaborazione che ci porterà a girare in primavera per un paio di giorni nella suggestiva location del circolo».

 

Dai contatti ai cartelli “We are shooting/Stiamo filmando” c’è sempre una certa distanza, ma la filosofia della serie, che nella prima stagione ha “girato” nella Porto Tolle disastrata dal maltempo, a Fiume in Croazia e a Ronago, al confine svizzero, è dichiaratamente quella di offrire allo spettatore luoghi bellissimi e sconosciuti.

 

Continua Daniela Scalia: «Nell’ottica di una serie da (per esempio) Netflix, Amazon o distribuzione “open” (tipo Rai, Mediaset, Telecinco per intenderci) è più interessante San Giuliano che piazza San Marco. Suona assurdo, ma le serie TV sono le nuove reali agenzie di viaggio. Dalla Sicilia di Montalbano all’Aosta di Rocco Schiavone, o anche le remote e “brutte” aree della provincia americana di certe serie. Prima di Sherlock Holmes la nebbia londinese era solo un problema, adesso è un’attrazione turistica. Il nuovo turismo segue questi tragitti, lo spettatore deve dire “grazie di quello che mi fai scoprire”. Tra poco gireremo delle scene a Montecarlo, ma saranno angoli e prospettive inediti».

Mercoledì 18 dicembre alle 20.30, al Teatro Eden di Treviso “Beatles Classici”, con la Venice Classic & Pop Band. È il regalo di Natale di un gruppo di amici amanti dei “Fab Four”, che ha invitato a Treviso la band costituita per iniziativa di Stefano Toffolo – chitarrista,  liutista  e  musicologo , docente  al Conservatorio  “Benedetto  Marcello”  di  Venezia  –  con suoi allievi ed ex allievi di formazione classica e/o jazz e con esperienze concertistiche e discografiche significative. E ha chiesto loro una serata “tutta Beatles” in chiave soprattutto acustica, per assecondare la grande passione che li unisce e vivere insieme a tanti altri appassionati della musica del quartetto di Liverpool una straordinaria serata di “pop classico” raffinatamente eseguito.

 

Sul palco dell’Eden ci sarà uno strumentario che rispecchia il superamento delle barriere tra i vari generi musicali dei quali i Beatles furono un esempio illuminante. E assieme alle voci Alberto Boschiero, Chiara Spizzo e Martina Candido, sciorineranno quel repertorio immortale di “Yesterday”, “Michelle”, “Hey Jude” e tante altre, Stefano Toffolo e Giulio Tommasella alla chitarra classica, acustica  ed  elettrica;  Davide  De  Bortoli  al basso  elettrico;  Lorenzo Gioelli e Fabio Pez ai violini; Beatrice Fanin alla viola; Luca Strozzo al violoncello; Ilenia Grillo al pianoforte; Chiara Pittarella al clarinetto; Claudia Ciullo all’arpa e Leonardo Capolla alla Batteria. Gli arrangiamenti sono di Lorenzo Gioelli e Jacopo Caneva.

 

Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

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