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In occasione della Giornata Mondiale del Teatro che si celebra oggi, 27 marzo, abbiamo intervistato il dottor Giampiero Beltotto, Presidente del Teatro Stabile del Veneto.

 

 

 

Il film diretto da Paolo Genovese, ormai uscito 7 anni fa, diventa una serie.

Questo passaggio dal grande al piccolo schermo è dovuto al grande successo del film, ma anche perché è sempre stata considerata una buona storia da raccontare, tutto qui.

 

La serie presenta un cast con volti molto noti nel panorama televisivo italiano come Claudio Bisio, abituato ai film si è cimentato in un telefilm.

Prodotta da RTI con la partecipazione di Lotus Production, è già disponibile su Amazon Prime Video che è anche uno dei collaboratori nella produzione.

 

Composta da otto episodi racconta una storia sostanzialmente semplice, ma onesto e in poco tempo ha catturato il pubblico con una storia intrigante, ma comunque con toni leggeri e quasi comici rendendola perfetta per tutti.

Un azzardo riproporre questa storia (un po’ come giocare su Leovegas), ma il pubblico sta veramente apprezzando.

 

Tutte le carte in regola per un gran successo

Tutta colpa di Freud ha una trama molto fitta e che non si perde in giri di parole, oltre ad essere comunque divertente, emozionante, a tratti malinconica, ma sicuramente spensierata. Un super mix di emozioni e generi che piace molto a chi cerca una storia accattivante, ma che comunque facendo pensare fa anche strappare un sorriso.

 

Il protagonista è Francesco Tamarelli, interpretato da Claudio Bisio, uno psicologo che ha cresciuto da solo le sue tre figlie, Sara, Marta ed Emma, a cui è particolarmente legato, anche se era particolarmente contento quando le ragazze si sono allontanate da casa.

 

Purtroppo, chi per un motivo, chi per un altro le tre ragazze sono costrette a tornare a casa con il padre. Sara molto vicina matrimonio, non crede più di amare il suo compagno; Marta deve riprendere in mano la sua carriera da assistente universitario dopo una delusione in amore; Emma invece vuole diventare influencer.

 

A rendere più ricco il cast c’è Max Tortora, nei panni del fratello di Francesco, un’ottima spalla comica che sarà veramente un punto di riferimento per tutti i personaggi.

 

Freud non c’entra solo perché Francesco è uno psicologo, ma anche perché attraverso uno studio, si è trovato il modo di associare il sentimento amoroso e come stravolge la vita di ognuno a una nevrosi del pensiero freudiano.

 

Cosa c’è di diverso dal film del 2014

Non può essere né considerato un sequel, né un reboot, questa serie prende solo come spunto il film di Genovese, diciamo che la miscela non è cambiata, ma i contenuti, i luoghi e i volti sì. Claudio Bisio prende il posto che è stato interpretato da Marco Giallini; Marta nel film era interpretata da Vittoria Puccini, alle prese con la gestione della biblioteca di famiglia, avuta in eredità dal nonno e inoltre è legata sentimentalmente con un non-udente, qui invece è un’assistente universitaria che si frequenta con un avvocato lavorista. Sara, che aveva il volto di Anna Foglietta, era nel film una donna energica, gay, e molto spiritosa che torna in Italia dopo una lunga permanenza negli Stati Uniti decidendo di trovare l’amore in un uomo, con conseguenze disastrose; la giovane Emma invece nella pellicola di Genovese era ancora una studentessa di liceo, legata a un uomo più grande che ha sua volta era sposato con Claudia, diventata poi interesse amoroso di Francesco. Nella serie tv questo triangolo amoroso non esiste, anzi, il protagonista ha una storia d’amore, ma con la sua dottoressa. Il personaggio di Max Tortora, infine, è stato pensato appositamente per diventare spalla comica di Bisio.

 

 

Photo Credits: primevideo.com

Dal 7 al 12 giugno 2021 al Teatro Mario Del Monaco le audizioni della 49ma edizione del concorso internazionale per cantanti nato a Treviso nel 1969, trampolino di lancio per prestigiosi nomi della lirica. Iscrizione gratuita a partire dal 12 aprile

 

Come promesso alla città di Treviso dall’Amministrazione comunale e dallo Stabile del Veneto ritorna al Teatro Mario del Monaco il concorso internazionale per cantanti “Toti Dal Monte”. Dopo una pausa di due anni e un rinvio dovuto all’emergenza Covid-19, dal 7 al 12 giugno 2021 si terranno le audizioni per la 49ma edizione del primo concorso in Italia e nel mondo che offre ai vincitori oltre che un premio in denaro anche il debutto in palcoscenico, in questo caso nei ruoli del Don Pasquale, opera buffa in tre atti di Gaetano Donizetti, ovvero Don Pasquale, basso, Dottor Malatesta, baritono, Ernesto, tenore, Norina, soprano, Un Notaro, basso.

 

“Quella di oggi è l’ennesima giornata importante per il Teatro Mario del Monaco. Era fondamentale dare continuità a un Premio straordinario come il “Toti Dal Monte” che darà la possibilità agli artisti di costruirsi un percorso nel mondo della musica – dichiara Mario Conte, Sindaco di Treviso. – Abbiamo mantenuto la promessa di restituire ai trevigiani questo Premio, un vero e proprio pezzo di storia che torna a rivivere oltreché un tassello prestigioso nel percorso di valorizzazione che abbiamo intrapreso in sinergia con il Teatro Stabile.”

 

Il concorso nato nel 1969, per volontà di Antonio Mazzarolli e del celebre soprano Toti Dal Monte, a cui è stato intitolato dal 1975, nel corso degli anni ha premiato ben 260 cantanti, con una percentuale di stranieri che raggiunge quasi il 50%. Molti di essi hanno in seguito intrapreso prestigiose carriere internazionali calcando le scene dei maggiori Teatri al mondo, tra questi si ricordano il soprano Ghena Dimitrova, il soprano Mariella Devia, il basso Ferruccio Furlanetto.

 

“Fin dall’inizio, quando la gestione del Teatro Del Monaco è passata allo Stabile del Veneto, ci siamo impegnati per riportare in città questo prestigioso concorso, un vanto per Treviso che ha lanciato sulla scena internazionale della lirica grandi cantanti e che ha sempre raccolto una numerosa partecipazione dall’Europa e da tutto il Mondo – commenta Massimo Ongaro, direttore del Teatro Stabile del Veneto. – A distanza di due anni siamo di nuovo insieme ad annunciare finalmente il ritorno del premio. Con il Toti Dal Monte vogliamo rilanciare e valorizzare la vocazione musicale di questa città attraverso il talento e la formazione delle giovani generazioni. In questo particolare momento storico con le difficoltà in cui versa il mondo della cultura, abbiamo deciso di rendere gratuita l’iscrizione di questa edizione, proprio per incentivare la partecipazione dei ragazzi e costruire insieme a loro il futuro della musica”.

 

“Il Toti Dal Monte è un concorso storico, che viene da lontano e che ha sempre conservato una vocazione internazionale con partecipanti provenienti da tutta Europa e in molti casi anche dall’Africa – aggiunge Stefano Canazza, direttore artistico della stagione lirica e concertistica del Teatro Mario Del Monaco. – L’edizione di quest’anno, in virtù della precarietà del momento che caratterizza il mondo della cultura e della musica, prevede un elemento di novità del tutto simbolico che è dato dalla gratuità dell’iscrizione. Stiamo inoltre coinvolgendo importanti direttori artistici di realtà internazionali che, dopo una fase di preseleziona on line, andranno a comporre la commissione che dovrà giudicare e selezionare i talenti per i quali questo concorso auspichiamo sia, come è stato per molti in passato, un vero e proprio trampolino di lancio. Il nostro augurio ed obiettivo è di riuscire a continuare ad onorare al meglio Treviso, la memoria del nostro territorio, di Mario Del Monaco e di Toti Dal Monte a cui è dedicato questo premio”.

 

Il bando

Dopo una fase di preselezione online in cui si chiederà ai candidati di inviare un video di prova, una Commissione giudicatrice, costituita da rappresentanti degli Enti co-produttori e da eminenti personalità del settore artistico musicale internazionale, selezionerà i vincitori dei rispettivi ruoli nelle recite programmate nella stagione 2021-2022 al Teatro Comunale Mario Del Monaco e nella stagione lirica 2021 del Comune di Padova. La domanda di iscrizione dovrà pervenire al Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso tra il 12 e il 30 aprile 2021, secondo le modalità previste dal bando.

 

L’opera protagonista del bando è il Don Pasquale, ambientato a Roma agli inizi del XIX secolo, fu composto in undici giorni e rappresentato la prima volta al Theatre des Italiens di Parigi il 3 gennaio del 1843, quando Gaetano Donizetti aveva 46 anni ed era dunque al punto di maturità della sua carriera artistica.

 

Per maggiori informazioni tramite email: [email protected]teatrostabileveneto.it.

Il Capodanno 2021 del Teatro Stabile del Veneto si fa “in tre” per produrre cultura, raccontare un territorio e regalare emozioni

 

Il primo dell’anno i Teatri Verdi, Goldoni e Del Monaco insieme alle tre città di Padova, Venezia, Treviso si uniscono per dar vita, in streaming, a un evento d’eccezione che mescola opera, musica pop e danza, in un unico spettacolo

 

Trasmesso a partire dalle ore 17.00 su YouTube e sulla piattaforma Backstage dello Stabile, l’evento unisce per la prima volta l’Orchestra di Padova e del Veneto e l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta con più di 48 elementi sul palco assieme a 20 artisti tra cantanti lirici, pop e danzatori

 

 

Tre città e tre eventi per il Concerto di Capodanno 2021 del Teatro Stabile del Veneto, che il 1°gennaio saluterà il nuovo anno assieme alle amministrazioni comunali di Padova, Venezia e Treviso, con un evento inedito che unisce i palcoscenici dei Teatri Verdi, Goldoni e Mario Del Monaco in un unico spettacolo di musica e danza, per il pubblico connesso da casa. Un Capodanno all’insegna della collaborazione, che vede per la prima volta insieme l’Orchestra di Padova e del Veneto e l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta con più di 48 elementi sul palcoscenico, 20 artisti tra cantanti lirici, pop e danzatori, oltre a tutte le maestranze del teatro coinvolte nella produzione.

 

Foto di Renato Vettorato (2016)

 

Tra le voci protagoniste quelle di Amii Stewart (in foto) e Alessandro Safina, nel cast dei cantanti lirici i soprani Francesca Dotto e Maria Mudryak, il tenore Matteo Roma e il basso Maurizio Muraro, diretti dai maestri Alvise Casellati, Silvia Casarin Rizzolo e Nicola Simoni Ad accompagnare la musica saranno le coreografie della Compagnia Naturalis Labor diretta da Luciano Padovani, mentre l’attrice Beatrice Schiaffino presenterà il programma del concerto conducendo il pubblico da casa in una passeggiata tra i tre storici teatri.

 

Trasmesso in streaming a partire dalle ore 17.00 sulla piattaforma Backstage e sul canale YouTube del Teatro Stabile del Veneto, l’evento diretto dal regista Daniele De Plano riunisce in un pot-pourri virtuale tre eventi di generi diversi – valzer, tango, opera, musica pop e danza – allestiti nei teatri Verdi, Goldoni e Del Monaco. Un’unica emozione per raccontare un territorio, regalare al pubblico un pomeriggio di intrattenimento di qualità, far lavorare e mettere insieme un sistema che produce cultura e che in questi mesi non si è mai fermato, con coraggio, nonostante la pandemia.

 

“Tre Comuni che lavorano insieme per la cultura di un territorio sono una potenza e rappresentano insieme l’alternativa e la soluzione al disastro a cui il mondo dello spettacolo dal vivo e dell’intrattenimento stanno assistendo ormai da troppi mesi – dichiara Giampiero Beltotto, presidente del Teatro Stabile del Veneto. Siamo la dimostrazione concreta che un modello veneto di collaborazione tra istituzioni culturali, amministrazioni comunali, artisti, e orchestre si può fare, ma una grande offerta culturale per reggersi ed essere valorizzata ha bisogno della fiducia e del sostegno della politica. Grazie all’uso del digitale, alla disponibilità delle amministrazioni comunali, degli artisti e tutti gli operatori coinvolti in questi mesi di produzioni in streaming stiamo tenendo aperta una speranza per tutti, per il pubblico, per i lavoratori dello spettacolo e le loro famiglie, soprattutto in un momento di festività come questo”.

 

Siamo veramente orgogliosi che, nonostante un periodo difficile per tutti, sia nato questo spettacolo che unisce grandi artisti, generi diversi e tre Teatri come quelli di Treviso, Padova e Venezia”, afferma il Sindaco di Treviso Mario Conte. “Un lavoro straordinario che, ne siamo certi, darà origine a un grande concerto-evento per inaugurare un 2021 che dovrà essere l’anno della ripartenza e del rilancio per il mondo della cultura. Ringrazio il Teatro Stabile del Veneto per aver creduto in questa rete virtuosa nell’organizzazione di un concerto unico nel suo genere“.

 

Grazie al presidente del Teatro Stabile del Veneto Giampiero Beltotto e a tutte le maestranze per questa iniziativa che vede Venezia insieme a Treviso e Padova, due città che ho sempre incluso nella mia idea di Città Metropolitana allargata – commenta il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro –. Questa iniziativa culturale, ampia e di qualità, è un bel modo per cominciare l’anno e apre una grande prospettiva per le celebrazioni dei 1600 anni di Venezia con cui dal 25 marzo vogliamo raccontare al mondo la storia, le tradizioni, le eccellenze, il coraggio e il cuore di una città viva e resiliente, per preparare insieme la fase di rilancio del nostro territorio, che sono sicuro arriverà e ci troverà pronti. Buon concerto a tutti.”

 

“Questo concerto è l’esempio virtuoso di come si possa collaborare tra istituzioni – ha affermato l’assessore alla cultura del Comune di Padova Andrea Colasio. Il Veneto è una grande realtà metropolitana in grado di produrre un’offerta culturale di livello internazionale, come quella che proponiamo in questo eccezionale evento augurale allestito per festeggiare uniti il nuovo anno con il pubblico connesso da casa”.

 

Come in un viaggio, l’evento inizia al Teatro Verdi di Padova con alcuni dei brani eseguiti dall’Orchestra di Padova e del Veneto e l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta nel concerto lirico sinfonico diretto dal maestro Alvise Casellati, insieme alle voci dei soprani Francesca Dotto e Maria Mudryak, il tenore Matteo Roma e il basso Maurizio Muraro. Nel repertorio del concerto patavino una selezioni di brani classici tratti da Romeo et Juliette di Charles Gounod, Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, da la Norma di Vincenzo Bellini, da La fille du régiment di Gaetano Donizetti e da La Traviata di Giuseppe Verdi.

 

L’emozione prosegue poi al Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso, con le voci di due importanti artisti pop-jazz Amii Stewart e Alessandro Safina, accompagnati da OPV e Filarmonia Veneta e dirette dai Maestri Nicola Simoni e Silvia Casarin Rizzolo in un concerto crossover pop tra la magia dei più celebri jingle natalizi e della musica napoletana, insieme al loro sul palcoscenico trevigiano anche la band composta da Valter Sivilotti (pianista e arrangiatore), Stefano Panizzo (basso elettrico) e Paolo Prizzon (batteria). Le voci dei due artisti scalderanno l’atmosfera con celebri brani della storia della musica italiana e internazionale, Ami Stewart interpreterà E penso a te di Battisti, Caruso di Dalla, Metti una sera a cena di Morricone e Alessandro Safina, canterà Canzone per te di Endrigo, Ci vorrebbe il mare di Masini e Les Feuilles Mortes di Montand. Non mancherà un emozionante duetto sulle note di Memory di Barbra Streisand.

 

Ad accompagnare l’ascolto saranno gli interventi coreografici di tango della Compagnia Naturalis Labor, diretta da Luciano Padovani. Dal Teatro Goldoni di Venezia i danzatori Alice Beatrice Carrino, Umberto Gesi, Giovanni Leone, Roland Kapidani, Mirko Maghenzani, Roberta Morselli, Elisa Mucchi, Luca Parolin, Roberta Piazza, Giuseppe Morello, Alice Risi, Andrea Rizzo e Elisa Spina si esibiranno sulle arie di Verdi, Bellini e Strauss oltre che in un tango in omaggio a Astor Piazzolla.

 

I concerti di Padova e Treviso una volta trasmessi nella selezione prodotta ad hoc per l’evento di Capodanno, verranno proposti successivamente anche in forma separata e integrale sulle piattaforme digitali del Teatro Stabile del Veneto.

 

Oltre che sulla piattaforma Backstage e sul canale YouTube del Teatro Stabile del Veneto, il Concerto di Capodanno verrà trasmesso anche sulle pagine Facebook dei quotidiani Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi. Grazie alla media partnership stretta tra lo Stabile del Veneto e il Gruppo Editoriale GEDI i canali social dei quotidiani veneti ospiteranno anche altri appuntamenti tra cui, domenica 27 dicembre, il concerto Deliri d’amore con Francesca Dotto e Maria Cristina Vavolo e lo spettacolo dell’ultimo dell’anno con il duo comico veneziano Carlo e Giorgio.

 

 

Concerto di Capodanno

con

Amii Stewart

Alessandro Safina

Francesca Dotto – soprano

Maria Mudryak – soprano

Matteo Roma – tenore

Maurizio Muraro – basso

Orchestra di Padova e del Veneto

Orchestra Regionale Filarmonia Veneta

direttori d’orchestra

Alvise Casellati

Nicola Simoni

Silvia Casarin Rizzolo

Compagnia Naturalis Labor

Regia e coreografie Luciano Padovani

conduce

Beatrice Schiaffino

 

Regia

Daniele De Plano

Un documentario su Venezia e le tormentate pagine della sua storia più recente

 

Il 12 novembre 2019 Venezia è stata colpita da una serie di acque alte che hanno sommerso la città lagunare per una settimana. Le immagini delle barche affondate, delle chiese allagate e dei piani terra devastati hanno fatto il giro del mondo.

 

A un anno esatto dall’alluvione, giovedì 12 novembre il documentario “Città delle Sirene”, diretto da Giovanni Pellegrini e prodotto da Ginko Film in collaborazione con Università Ca’ Foscari Venezia e Science Gallery Venice, sarà presentato in streaming. Della durata totale di 52 minuti, sarà disponibile gratuitamente online dalle 18 alle 24 sul canale YouTube di Ginko Film e sul sito di Science Gallery Venice.

Montato durante i mesi di marzo e aprile 2020, in pieno lockdown, “La città delle sirene” vede la collaborazione alle musiche del compositore e direttore Filippo Perocco e il contributo di Francesca Seravalle per la scrittura della voice over.

 

La visione online de “La città delle sirene” includerà anche un breve intervento a cura di Giovanni Pellegrini e di Jacopo Chessa, direttore della Veneto Film Commission.

 

 

Il documentario

Partendo dalla sua propria casa e dallo studio di Ginko Film, che scopre completamente allagati, il regista veneziano comincia a esplorare la città, attraversandola ora a piedi, ora in barca, per giungere, dove consentito, negli spazi pubblici e privati violati dall’acqua alta. Case, negozi, botteghe, piazze e fondamenta che vedono trasfigurata la propria fisionomia sotto l’effetto della violenza dell’acqua che sale, sono i comprimari di un racconto visivo che emoziona, scuote, fa indignare.

Pellegrini, nel suo girovagare, si scontra con l’amarezza e la disperazione di coloro che cercano di salvare il salvabile (gli elettrodomestici della cucina, i vestiti riposti nell’armadio, il divano, i ricordi stipati nello sgabuzzino, i volumi della libreria) e con una dotazione tecnica ridotta all’osso (prima uno smartphone, poi una telecamera e un microfono), registra l’alluvione veneziana del 2019 nelle ore in cui si è manifestata e in quelle immediatamente successive.

Scandito dall’eco delle sirene di allertamento dell’acqua alta e dal suono della sua piccola barca a motore, il racconto audiovisivo di quel tempo è unico e originale, guidato ora da uno sguardo documentaristico, che sa essere oggettivo ed emotivamente controllato, ora dallo stupore di scoprirsi sopraffatto.

 

Anticipazioni

La città delle sirene” è anche il nuovo capitolo di una storia tutta dedicata alla città lagunare raccontata dalla casa di produzione Ginko Film, e iniziata col film documentario “Venezia Liquida” – attualmente in lavorazione e con uscita prevista a inizio 2021 – che intende restituire un’istantanea inedita di un luogo in conflitto col clima, l’inquinamento e il turismo di massa.

“Sono nato a Venezia – ha dichiarato il regista – e l’acqua alta ha sempre accompagnato la mia vita. Negli anni ho visto questo fenomeno diventare sempre più frequente e minaccioso, fino alla notte del 12 novembre scorso. Il mio studio era completamente allagato e mi ero rifugiato su uno sgabello. In quel momento per la prima volta ho avuto paura dell’acqua. Nei giorni successivi mi sono sentito in dovere di documentare quello che stava accadendo alla mia città. Mentre filmavo la situazione di Venezia mi è sembrata sempre di più emblematica del nostro tempo. La crisi climatica è ovunque e i mari si stanno alzando in tutto il pianeta. Oggi non è in pericolo solo Venezia, ora rischiamo di veder scomparire tutto il nostro mondo. Quello che mi ha colpito è la velocità con cui tutto questo potrebbe accadere.”

 

 

Fonte: www.cinemaitaliano.info

La prima della “Tosca” di Puccini è stato il primo spettacolo italiano ad essere andato in scena a meno di 24 ore dall’ultimo Dpcm che sospende l’apertura dei teatri

 

In ottemperanza al nuovo dpcm che sospende gli spettacoli aperti al pubblico nelle sale teatrali in cartellone fino al prossimo 24 novembre, l’attesissima serata di inaugurazione della stagione 2020 del Teatro Stabile del Veneto si è svolta in diretta streaming grazie alla piattaforma Backstage.

 

A collegarsi online per assistere alla prima della “Tosca” di Giacomo Puccini sul palco del Del Monaco di Treviso sono stati oltre duemila spettatori.

Un “sold out” che ha premiato la decisione del Teatro Stabile del Veneto e del Comune di Treviso di non annullare la rappresentazione, bensì di andare in scena e inaugurare la stagione del Del Monaco davanti a una platea virtuale che ha seguito lo spettacolo in diretta da casa sul sito o su Backstage, la piattaforma digitale del Teatro Stabile Veneto nata proprio nei mesi di lockdown grazie anche all’agenzia trevigiana NEREIDA, che solo nelle ultime ore ha raccolto 800 registrazioni di utenti.

 

Completamente gratuita per gli utenti, a cui viene richiesta la sola registrazione al primo accesso, con un layout moderno e intuitivo la piattaforma Backstage offre al pubblico la possibilità di interagire con i contenuti digitali esprimendo il proprio gradimento con like, commenti e creando playlist personalizzate.

 

Numerosi infatti i pollici all’insù e i commenti lasciati dal pubblico virtuale per l’esibizione, interazioni a dimostrazione di vicinanza che sono valsi come calorosi applausi dalla platea per gli artisti che ieri sera sono saliti sul palco del Del Monaco di Treviso in tutta sicurezza.

 

Sul palco il trevigiano Fabio Sartori, nei panni di Mario Cavaradossi, la giovane e promettente soprano bellunese Chiara Isotton, a prestare la voce a Tosca, e il baritorno brindisino Claudio Sgura nel ruolo del barone Scarpia.

 

 

Vendita biglietti per gli spettacoli in cartellone

Presentato il cartellone della stagione ottobre-dicembre del Teatro Mario Del Monaco, a partire da venerdì 16 ottobre le biglietterie sono aperte al pubblico su prenotazione per la vendita dei biglietti. Per gli spettacoli in programma nel 2020, infatti, non sono previsti abbonamenti.

Dal 16 al 30 ottobre, la vendita dei biglietti è riservata esclusivamente agli abbonati della stagione 19/20.

A partire dal 3 novembre, invece, la vendita sarà aperta anche ai non abbonati, in biglietteria e online (https://www.teatrostabileveneto.it/rinnovo-abbonamenti/).

A seguito del nuovo dpcm che sospende gli spettacoli aperti al pubblico nelle sale teatrali a partire dal 26 ottobre, la serata di inaugurazione della stagione 2020 del Teatro Mario Del Monaco con la rappresentazione della “Tosca” di Giacomo Puccini sarà trasmessa esclusivamente in streaming sulla piattaforma Backstage del sito del Teatro Stabile del Veneto, sviluppata dall’agenzia trevigiana NEREIDA 

 

A 120 anni esatti dalla prima esecuzione di Tosca con il debutto di Enrico Caruso sul palcoscenico trevigiano, questa sera alle ore 20.00 il Comune di Treviso e il Teatro Stabile del Veneto alzano il sipario sulla stagione 2020 del Teatro Mario Del Monaco, portando in scena una nuova rappresentazione in forma di concerto della celebre opera di Giacomo Puccini.

 

Una festa per la città che segna il ritorno sul palcoscenico di casa di una star trevigiana, il tenore Fabio Sartori nel ruolo di Cavaradossi. A vestire i panni del barone Scarpia e della protagonista Floria Tosca saranno rispettivamente Claudio Sgura e la bellunese Chiara Isotton. Dirigerà l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta e concerterà l’opera il maestro Francesco Lanzillotta, uno dei principali direttori italiani della sua generazione, già direttore musicale del Macerata Opera Festival. I cori saranno il Coro di Voci bianche dell’Istituto Manzato diretto dal maestro Livia Rado e il Coro Insieme Corale Ecclesia Nova diretto dal maestro Matteo Valbusa.

 

Un po’ di storia

Strutturata in tre atti, Tosca è riconosciuta come l’opera più drammatica di Puccini, ricca com’è di colpi di scena che tengono lo spettatore in costante tensione. La prima rappresentazione avvenne al Teatro Costanzi di Roma il 14 gennaio 1900, mentre a Treviso debuttò il 23 ottobre dello stesso anno con Enrico Caruso nel ruolo di Cavaradossi al fianco della giovane e promettente soprano Ada Giachetti (cugina di Flora, madre di Mario Del Monaco) nel ruolo di Floria Tosca. Il libretto di Giuseppe Giocosa e Luigi Illica deriva dal dramma La Tosca di Victorien Sardou, rappresentato per la prima volta il 24 novembre 1887 al Théatre de la Porte-Saint-Martin di Parigi.

 

 

La trama

L’opera è ambientata a Roma, nel giugno nell’Ottocento: la napoleonica repubblica romana è appena stata abolita e sono in corso rappresaglie nei confronti degli ex repubblicani. Fra questi Cesare Angelotti, già console della Repubblica che, evaso da Castel Sant’Angelo, trova rifugio nella Chiesa di Sant’Andrea della Valle. Qui incontra il suo amico pittore Mario Cavaradossi che gli assicura aiuto e collaborazione. Il colloquio fra i due è interrotto dal sopraggiungere della cantante Floria Tosca, amante del pittore, che si lascia andare ad una scenata di gelosia perché si accorge che il volto di Maria Maddalena, che Mario sta dipingendo, è quello della marchesa Attivanti. Dopo essere stata rassicurata dal pittore, Tosca lascia la chiesa e i due amici fuggono via.

 

Il resto della storia si sviluppa intorno al personaggio del barone Scarpia, capo delle Guardie Pontificie, il quale, venuto a conoscenza dell’intesa fra il fuggiasco e il pittore, ordisce una trappola per conseguire il duplice obiettivo di sedurre Tosca e catturare Angelotti. Fa dunque arrestare Cavaradossi con l’accusa di cospirazione e poi costringe Tosca, con la promessa di un salvacondotto per il suo amato, a promettersi a lui ed a rivelare il nascondiglio di Angelotti. Tosca cede al ricatto ma, non appena ottenuto il documento, estrae un coltello ed uccide Scarpia. Corre dunque a salvare il suo amato ma giunge tardi perché, nel frattempo, Mario è stato fucilato. Colta dalla disperazione, Tosca si toglie la vita gettandosi nelle acque del Tevere.

 

I momenti più intensi del melodramma pucciniano sono contenuti nelle arie “Vissi d’arte”, nel II atto, e “E lucevan le stelle”, nel III. In “Vissi d’arte”, romanza divenuta celebre, si coglie la poetica disperazione e lo smarrimento di Tosca che, sotto l’atroce ricatto di Scarpia, si scopre incapace di concepire e di comprendere tanta cattiveria e si rivolge a Dio con toni di supplica ma anche di risentimento: “Vissi d’arte, vissi d’amore, non feci mai male ad anima viva!… Nell’ora del dolore, perché, perché Signore, perché me ne rimuneri così?”.

 

Gli interpreti

Mario Cavaradossi sarà interpretato dal trevigiano Fabio Sartori, che già nel 2019 aveva celebrato la riapertura del Teatro Comunale di Treviso e aperto l’Autunno Musicale come protagonista del Gala di riapertura del Teatro Comunale. Tenore di fama internazionale, debutta nel 1996 ne La Bohème alla Fenice e nel 1997 prende parte al Macbeth alla Scala (M° Riccardo Muti) per l’inaugurazione della stagione e poi alla Messa da Requiem. Nella stagione 1997 – 1998 inaugura La Fenice e il Comunale di Bologna con Simon Boccanegra e Don Carlo, titolo con cui nello stesso anno debutta a Parma. Nel 1999 debutta a Berlino (M° Claudio Abbado) con Simon Boccanegra e anche a Vienna e Chicago. Negli anni successivi la carriera si consolida e apre il repertorio ai ruoli tenorili più celebri dai grandi titoli donizettiani fino a Pagliacci, senza mai trascurare il suo amore per i capolavori verdiani. È ospite dei principali teatri e nel 2018 inaugura con Attila la Scala, teatro con cui ha un sodalizio artistico intenso: partecipa alle celebrazioni dell’anno verdiano con Oberto, alle produzioni di Foscari, Boccanegra, Attila, Don Carlo, Tosca, Aida, Masnadieri e alle tournée (Buenos Aires Messa da Requiem, Mosca, Taipei e Seoul Boccanegra e Savonlinna Masnadieri).

 

Tosca avrà la voce di Chiara Isotton, giovane e promettente soprano bellunese che, diplomatasi al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia perfezionandosi con William Matteuzzi e Roberto Scandiuzzi e frequentando i corsi dell’Accademia Chigiana con Renato Bruson e nel 2009 a Treviso le Masterclasses di Regina Resnik e Maria Chiara, nel 2013 risulta fra i vincitori del Concorso di Spoleto che le consente di esibirsi nell’estate al Festival dei Due Mondi e debuttare in Tosca. Nello stesso anno entra a far parte dell’Accademia di perfezionamento del Teatro alla Scala dove debutta in Teatro come Sacerdotessa nell’Aida diretta da Zubin Mehta ed Alisa nella Lucia di Lammermoor diretta da Stefano Ranzani. Nel giugno 2015 si diploma all’Accademia e a settembre ritorna a Spoleto interpretando Mimì ne La bohème.

 

Claudio Sgura, invece, interpreterà il terzo ruolo principale, quello del barone Scarpia: baritono brindisino, classe 1974, ha al suo attivo esibizioni nei più importanti teatri al mondo, come il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro Municipale di Piacenza, l’Astana Opera, il Verdi di Trieste, il Regio di Parma, la Norske Opera di Oslo, l’Opera di Vienna, la Royal Opera House di Londra, l’Opera di Zurigo, di Parigi, di Roma e il San Carlo di Napoli.

 

Tra gli altri interpreti: Alex Martini sarà il sagrestano, Andrea Pellegrini sarà Cesare Angelotti, Francesco Tuppo sarà Spoletta, Hazar Mürşitpınar sarà Sciarrone e Luca Scapin un carceriere.

 

 

Per seguire l’evento cliccare qui.

Grandi spettacoli, serie teatrali, intrattenimento per famiglie sempre disponibili on demand

 

Dopo il successo della “Stagione sul sofà”, il palinsesto digitale che nei mesi di chiusura delle sale teatrali ha intrattenuto il pubblico da casa con oltre 300 contenuti proposti e oltre 1milione e 300mila visualizzazioni, il Teatro Stabile del Veneto incrementa la propria proposta sul web e presenta “Backstage”, la prima piattaforma digitale con contenuti teatrali realizzati per il web.

 

Completamente gratuita per gli utenti, a cui verrà richiesta la registrazione nella fase del primo accesso, con un layout moderno e intuitivo la nuova piattaforma – realizzata da NEREIDA SRL – offrirà al pubblico la possibilità di interagire con i contenuti digitali esprimendo il proprio gradimento con like, commenti e creando playlist personalizzate. Non un contenitore di spettacoli nati per la scena e registrati a teatro, ma uno spazio dedicato a produzioni originali create appositamente per il web: oltre ai video di maggior successo di “Una stagione sul sofà”, come i racconti sull’Iliade e l’Odissea di Omero non piange mai di e con Andrea Pennacchi e la Figlia di Shylock con la scenografia virtuale di 4Dodo, la web serie #YuriLibero di Matteo Righetto e la rassegna di “Famiglie connesse” con compagnie e artisti del territorio tra cui Stivalaccio Teatro, Theama Teatro, MatricolaZero e Susi Danesin, la piattaforma si arricchirà di contenuti sempre nuovi. Web-serie teatralivideo-spettacoli integrali come Le regole dell’adolescenza, lungometraggio dedicato alle scuole con la Compagnia Giovani dello Stabile del Veneto diretta da Lorenzo Maragoni, o un inedito racconto di Pennacchi che verrà presentato nei prossimi mesi, una nuova edizione di “Famiglie connesse” con le storie interpretate dagli attori della compagnia Matricola Zero, e approfondimenti dedicati alla scoperta dei ruoli dietro le quinte e di come nasce una produzione teatrale.

 

 

Il commento del presidente Giampiero Beltotto

“Nel periodo di chiusura delle sale abbiamo aperto virtualmente il sipario per entrare nelle case dei nostri spettatori e continuare ad intrattenere il pubblico con contenuti di qualità. Un esperimento che oggi possiamo dire riuscito e a confermarlo sono i numeri che hanno superato di molto il milione di visualizzazioni – dichiara Giampiero Beltotto, presidente del Teatro Stabile del Veneto –. La rete non sostituirà certamente lo spettacolo dal vivo, ma siamo convinti che mostrare il teatro anche in questa forma, renderlo ancora più accessibile sfruttando le potenzialità del digitale, sia la strada giusta da percorrere per un coinvolgimento sempre maggiore del pubblico. Ecco perché abbiamo creato Backstage una piattaforma digitale che integri la proposta dei nostri cartelloni e accompagni gli spettatori nella scoperta dell’intero mondo del teatro”.

Nuove lezioni al via da oggi, martedì 15 settembre. Le iscrizioni sono aperte

 

L’emergenza Covid ha mutato le nostre vite e ha stravolto gran parte del mondo artistico, ma non ha intaccato la nostra passione. Tema Cultura è pronta per la nuova stagione di corsi di teatro dedicati a bambini, ragazzi e adulti. Un’opportunità aggregativa, soprattutto per i più giovani, che dopo mesi di isolamento e lezioni a distanza potranno tornare finalmente a stare insieme imparando e divertendosi.

Le lezioni saranno inaugurate oggi e si svolgeranno nella sede “Spazio 11” a Campocroce di Mogliano Veneto (in via Zero Branco, 16) e presso “La Stanza Spazio Eventi” a Treviso (in via Pescatori, 23).

 

Corsi per bambini e ragazzi

Per quel che riguarda le lezioni rivolte ai bambini e ai ragazzi, i corsi introdurranno alle nozioni fondamentali di tecnica teatrale. Dalla fiducia reciproca al rispetto dell’altro, dalla comprensione di un testo al controllo della voce, dall’espressione corporea alla coscienza dello spazio scenico. Dall’Abc del teatro, dunque, fino alle componenti più affascinanti: le costruzioni di un personaggio e di un vero e proprio spettacolo. E poi sessioni di pittura emozionale e di scenografia.

Tema Cultura è anche abilitata a concedere certificazione al fine del riconoscimento dei crediti scolastici.

 

Corsi per adulti

Lo scopo del progetto per gli adulti, invece, è riassunto nel motto “Conosci l’attore che è in te”. Il programma proporrà tecniche di rilassamento e riscaldamento, improvvisazione, nozioni primarie di dizione e di lettura espressiva. Ci sarà spazio anche per un “viaggio” nella storia del teatro.

Alla fine del corso sarà rilasciato certificato di frequenza.
Tutti i corsi si concluderanno con la messa in scena di uno spettacolo.

 

Info utili

Tema Cultura consegnerà tutto il materiale necessario. Saranno forniti costumi, oggetti scenici, basi musicali e quanto utile alla realizzazione dello spettacolo di fine corso.

Adottato, naturalmente, un protocollo di regolamentazione legato alla normativa anti-Covid, che dovrà essere condiviso e accettato in ogni sua parte dall’utenza.

Tutti i corsi sono a numero chiuso, massimo 12 persone per corso.

L’iscrizione si riterrà confermata dopo una prova gratuita.

Orari, costi e ulteriori dettagli sui corsi nel sito www.temacultura.it.

Per informazioni e iscrizioni: [email protected] – 346.2201356

Sabato 12 e domenica 13 settembre sarà possibile scoprire la Treviso Medievale con gli studenti del Liceo Canova

 

Sabato 12 e domenica 13 settembre, nel centro storico di Treviso, sarà possibile partecipare ad un percorso incentrato sul modo di vivere in Città nel Medioevo attraverso dieci tappe che faranno da sfondo ad altrettanti ambiti di vita del 1300 trevigiano. L’iniziativa, organizzata con la collaborazione del liceo Canova in un programma di alternanza scuola/lavoro, ha permesso la formazione di 25 studenti che si sono resi disponibili per questo progetto extrascolastico. Il “viaggio” infatti si potrà fare in due modi: 10 tappe tutte di fila insieme all’organizzatrice delle giornate all’insegna della cultura Medievale, Manuela Parma, oppure in ordine casuale con la presenza, in ogni punto di interesse, di studenti preparati sull’argomento.

 

 

L’iniziativa, che gode del Patrocinio del Comune di Treviso, è aperta a tutti con la possibilità di conoscere tutti i segreti della Treviso medievale in inglese, francese, tedesco e russo. Il percorso è stato pensato anche per i non vedenti. Si partirà dalle Mura all’altezza dei bastioni per introdurre un concetto più ampio che è quello, sempre attuale, di appartenenza ad un territorio per approdare successivamente a San Francesco, un tempo sede dell’Inquisizione a Treviso, per comprendere il concetto di religione. Alla Pescheria sarà possibile conoscere le usanze culinarie dei nostri antenati e scoprire alcune importanti invenzioni che usiamo ancora oggi. La quarta tappa sarà Santa Caterina che, grazie al ciclo di affreschi di Sant’Orsola, illustra quella che era la moda del periodo e quindi il vestiario medievale. Si proseguirà poi con Piazza Santa Maria dei Battuti, già sede del vecchio ospedale di Treviso, che fa da cornice a quella che era l’arte medica dell’epoca. Seguirà Piazza dell’Umanesimo Latino, oggi sede universitaria, che sarà il luogo in cui si parlerà dell’istruzione medievale, delle università e della stampa a caratteri mobili. Alla Loggia dei Cavalieri si potranno conoscere le feste e i giochi che hanno reso famosa Treviso come la marca gioiosa et amorosa e quella che all’epoca era anche nota come urbs picta e Piazza dei Signori per alcuni approfondimenti su quello che era il governo del comune all’epoca. In Piazzetta Monte di Pietà si potrà apprendere quale fosse il concetto di denaro nel Medioevo. Ultima tappa la chiesa di San Nicolò per parlare di occhiali, lenti di ingrandimento e non solo. Anche i bambini potranno assistere alle visite grazie ad un linguaggio semplice e accattivante. Farà da cornice a questo itinerario una serie di proposte di intrattenimento fra le quali un giro in barca sul Sile che nel Medioevo era navigabile lungo tutto il suo corso con partenza presso la società “Canottieri Sile”.

 

 

Per i bambini sarà possibile realizzare delle opere con la creta con l’aiuto e la vigilanza di Ilenia. Non potevano mancare le streghe che ci ammalieranno con magiche letture e trattamenti miracolosi.  Verranno inoltre coinvolte le attività della città che prepareranno insieme ai piatti della cucina contemporanea, anche pietanze tipiche del Medioevo con alcune sorprese come lo “spritzevo”, lo spritz del Medioevo e un gelato con ingredienti medievali. Tutto questo per dimostrare che la cultura, oltre ai libri, può comprendere e dare supporto anche all’economia di un territorio. Un contributo sarà ben accetto in quanto vi è la volontà da parte degli studenti di devolvere quanto raccolto per un’opera cittadina. Conoscere la nostra storia e il nostro territorio ci porta a scoprire da dove proveniamo, dove siamo nel presente e dove stiamo andando o addirittura dove potremmo andare. Quali sono le opportunità che possiamo sfruttare.

 

Per prenotazioni e informazioni è possibile scrivere a [email protected] o chiamare il numero 333.6263991.

 

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