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Alunni stranieri esclusi dal "buono-libri"

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“L’integrazione parte dai banchi di scuola: dare agli alunni extracomunitari, come alle famiglie italiane in difficoltà, strumenti quali i libri e l’accesso alla mensa scolastica, sono le condizioni di base per agevolare un percorso che è interesse di tutti venga seguito. Chiediamo alla Regione di rivedere la normativa che di fatto impedisce alle famiglie straniere in difficoltà economica di accedere ai contributi per il buono-libri”. Cinzia Bonan, segretario generale della Cisl Belluno Treviso, si dice fortemente preoccupata per le conseguenze della normativa sull’erogazione di contributi e sussidi approvata lo scorso febbraio dalla Regione Veneto.

 

La norma stabilisce che i cittadini stranieri provenienti da Paesi extra Ue per ottenere qualunque beneficio economico debbano presentare, oltre all’Isee, una documentazione che certifichi eventuali redditi o patrimoni nello Stato d’origine. Una certificazione internazionale difficile da ottenere per famiglie che risiedono in Italia da anni e che provengono da Paesi martoriati da guerre civili e instabilità politica. Il risultato immediato, in provincia di Treviso, è l’esclusione dalle graduatorie per l’ottenimento del buono-libri, il contributo concesso alle famiglie degli studenti residenti in Veneto per la copertura totale o parziale dell’acquisto dei libri di testo.

 

“È stato universalmente riconosciuto – spiega Teresa Merotto, segretario generale della Cisl Scuola Belluno Treviso – che la scuola è stata tra i principali artefici dell’accoglienza e dell’integrazione dei bambini stranieri fin dai primi anni di arrivo in Italia delle famiglie extracomunitarie. Dire che la scuola forma i cittadini e che è il futuro del nostro Paese significa, al di là della retorica, garantire anche le condizioni materiali perché questo possa avvenire, in un contesto di regole chiare ed accessibili a tutti, senza alcuna discriminazione”.

 

“Non possiamo permettere – afferma il segretario generale della Cisl Belluno Treviso Cinzia Bonan – che una rigida interpretazione delle norme demolisca quello che è stato costruito in questi anni. Occorre fare chiarezza al più presto e dare la possibilità a chi ha diritto al buono-scuola regionale di potervi accedere. Accoglienza, integrazione, inclusione sono concetti che vanno resi operativi con norme e regole certe e chiare. Mettere in discussione principi che stanno alla base della convivenza civile fra persone è un rischio che in epoca di globalizzazione non possiamo permetterci. In caso contrario a pagare saremo tutti”.

 

Durante l’anno scolastico 2016/2017, nella Marca gli alunni con cittadinanza non italiana sono stati 17.900, 617 in meno rispetto al precedente anno scolastico e in costante calo dal 2013. Il 69,1% degli studenti è nato in Italia da genitori stranieri. L’incidenza percentuale sul totale degli alunni è pari al13,2% (terza dopo Verona, 14,1%, e Vicenza 13,3% ma superiore alla media veneta, pari al 13,0%). Le nazionalità rappresentate erano 108.

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