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Studenti e famiglie meno abbienti potranno beneficiare fino a 200 euro di buono-libri per l’acquisto di libri di testo e contenuti didattici alternativi, comprese le dotazioni tecnologiche. Lo prevede la Giunta regionale del Veneto che, anche per l’anno scolastico 2019-2020, su proposta dell’assessore alla Scuola Elena Donazzan, ha avviato il bando per erogare il contributo destinato agli studenti della scuola dell’obbligo, nonché delle scuole secondarie superiore e degli istituti di formazione professionale.

 

Ne potranno beneficiare in via prioritaria le famiglie residenti in Veneto, con un indicatore di reddito equivalente fino a 10.632,94 euro. I nuclei familiari con reddito Isee fino a 18 mila euro concorreranno alle eventuali risorse residue. La somma totale messa a disposizione dal Ministero e dalla Regione Veneto ammonta quest’anno a 5.840.575,30 euro.

 

Le famiglie che intendono avvalersi del contributo dovranno fare domanda via web, a partire dal 16 settembre ed entro il 16 ottobre, al Comune di residenza. Saranno i Comuni ad eseguire l’istruttoria e a verificare il rispetto dei requisiti previsti dal bando e, infine, a erogare il contributo ai beneficiari, sulla base del riparto regionale delle risorse. Lo scorso anno hanno beneficiato del buono-libri 27.458 studenti del  Veneto.

 

“Il buono-libri è una delle misure, come il buono-scuola o i contributi per il trasporto scolastico, con cui la Regione Veneto assicura il diritto allo studio ai ragazzi delle famiglie con minori capacità reddituali – osserva l’assessore Donazzan – sia che frequentino la scuola pubblica, sia quella paritaria o privata”.

«Tutti ammessi con la sola autocertificazione, niente certificati patrimoniali da richiedere in consolato evocati dai leghisti. Con la circolare inviata a tutti i Comuni della regione dall’assessore Donazzan, firmata anche da Anci Veneto, il dietrofront della Giunta Zaia viene finalmente formalizzato. Avevamo ragione noi: vittoria!». Esulta Piero Ruzzante (Liberi e Uguali), che nei giorni scorsi con due interrogazioni aveva chiesto alla Giunta regionale di chiarire una volta per tutte le ambiguità sul bando relativo al buono libri.

 

«Occhio però: dopo aver fatto tutta questa confusione, la Giunta Zaia non pensi di archiviare il caso con questa circolare. Chiediamo che vengano riaperti i termini del bando per dare la possibilità di rientrare a chi non ha presentato la domanda, scoraggiato dai certificati che venivano richiesti. Un atto doveroso dopo il caos della Regione, necessario anche a evitare ricorsi da parte di eventuali esclusi».

«Non bastano gli annunci alla stampa, se è stato commesso un errore nei confronti dei cittadini non comunitari va riparato. La Giunta Zaia dopo aver fatto dietrofront e aver smentito la legge regionale del 7 febbraio, non ha fatto seguire alcun atto ufficiale. Zaia e i suoi assessori hanno dovuto ammettere che l’autocertificazione vale per tutti, ma si sono limitati a dirlo a parole». Così il consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi e Uguali), che nella mattinata di ieri ha depositato un’interrogazione a risposta immediata chiedendo alla Giunta regionale “quali rimedi intende apprestare per la tutela dei cittadini extracomunitari il cui accesso al contributo regionale in discorso è stato precluso”. «A chi non ha presentato domanda perché fuorviato dalle notizie date alla stampa – afferma Ruzzante – deve essere concessa la riapertura del bando. In fondo l’errore è tutto interno alla Giunta Zaia, alla Lega e a una legge errata a cui mi sono opposto». È la legge regionale 7 febbraio 2018, n. 2.

 

«A causa dell’errato riferimento normativo all’interno delle istruzioni per la compilazione della domanda, ai cittadini non comunitari è stata di fatto preclusa la presentazione della domanda. Chi è stato escluso va riammesso, non ci sono altre possibilità. La soluzione – conclude Ruzzante – è riaprire il bando, in modo che possano essere valutate tutte le domande». Nei giorni scorsi il consigliere regionale di Liberi e Uguali aveva chiesto al Presidente Zaia di riferire in Consiglio regionale del Veneto rispetto alle dichiarazioni rese alla stampa sul “buono libri” e alle iniziative effettivamente intraprese dalla Giunta regionale.

“L’integrazione parte dai banchi di scuola: dare agli alunni extracomunitari, come alle famiglie italiane in difficoltà, strumenti quali i libri e l’accesso alla mensa scolastica, sono le condizioni di base per agevolare un percorso che è interesse di tutti venga seguito. Chiediamo alla Regione di rivedere la normativa che di fatto impedisce alle famiglie straniere in difficoltà economica di accedere ai contributi per il buono-libri”. Cinzia Bonan, segretario generale della Cisl Belluno Treviso, si dice fortemente preoccupata per le conseguenze della normativa sull’erogazione di contributi e sussidi approvata lo scorso febbraio dalla Regione Veneto.

 

La norma stabilisce che i cittadini stranieri provenienti da Paesi extra Ue per ottenere qualunque beneficio economico debbano presentare, oltre all’Isee, una documentazione che certifichi eventuali redditi o patrimoni nello Stato d’origine. Una certificazione internazionale difficile da ottenere per famiglie che risiedono in Italia da anni e che provengono da Paesi martoriati da guerre civili e instabilità politica. Il risultato immediato, in provincia di Treviso, è l’esclusione dalle graduatorie per l’ottenimento del buono-libri, il contributo concesso alle famiglie degli studenti residenti in Veneto per la copertura totale o parziale dell’acquisto dei libri di testo.

 

“È stato universalmente riconosciuto – spiega Teresa Merotto, segretario generale della Cisl Scuola Belluno Treviso – che la scuola è stata tra i principali artefici dell’accoglienza e dell’integrazione dei bambini stranieri fin dai primi anni di arrivo in Italia delle famiglie extracomunitarie. Dire che la scuola forma i cittadini e che è il futuro del nostro Paese significa, al di là della retorica, garantire anche le condizioni materiali perché questo possa avvenire, in un contesto di regole chiare ed accessibili a tutti, senza alcuna discriminazione”.

 

“Non possiamo permettere – afferma il segretario generale della Cisl Belluno Treviso Cinzia Bonan – che una rigida interpretazione delle norme demolisca quello che è stato costruito in questi anni. Occorre fare chiarezza al più presto e dare la possibilità a chi ha diritto al buono-scuola regionale di potervi accedere. Accoglienza, integrazione, inclusione sono concetti che vanno resi operativi con norme e regole certe e chiare. Mettere in discussione principi che stanno alla base della convivenza civile fra persone è un rischio che in epoca di globalizzazione non possiamo permetterci. In caso contrario a pagare saremo tutti”.

 

Durante l’anno scolastico 2016/2017, nella Marca gli alunni con cittadinanza non italiana sono stati 17.900617 in meno rispetto al precedente anno scolastico e in costante calo dal 2013. Il 69,1% degli studenti è nato in Italia da genitori stranieri. L’incidenza percentuale sul totale degli alunni è pari al13,2% (terza dopo Verona, 14,1%, e Vicenza 13,3% ma superiore alla media veneta, pari al 13,0%). Le nazionalità rappresentate erano 108.

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