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Premiati questa mattina, giovedì 28 novembre, nella sala Teatro del Collegio Astori i ragazzi che hanno partecipato al Concorso Agro Altinate, giunto alla sua 5^ edizione. Promosso dal Centro Ricerca Storica Astori e l’Eco di Mogliano, con il patrocinio dal Comune di Mogliano, ha visto la partecipazione di ben sessanta alunni delle scuole medie moglianesi Margherita Hack, Levi Montalcini e Collegio Astori.

 

 

I ragazzi, dopo aver visitato lo scorso anno il Museo Don Giuseppe Polo e aver approfondito la ricerca storica dell’epoca romana, hanno scelto di partecipare al concorso multimediale con i loro manufatti costruiti con materiali vari e arricchiti da video e foto dei progetti.

 

 

Don Giuseppe Polo, l’insegnante e storico morto nel novembre del 2014 dopo cinquant’anni trascorsi all’Astori, aveva fondato il “Gruppo Ricerca storica Astori” ed era diventato un pilastro dell’istituto. Il Museo, a Lui intitolato, contiene numerosi reperti di età romana raccolti nelle campagne moglianesi.

 

   

 

“Sono contentissimo di poter collaborare con questa iniziativa che contribuisce ad accrescere il bagaglio storico culturale dei ragazzi – ha dichiarato l’Assessore alle Identità e Tradizioni locali, Enrico Maria Pavan. – Con l’Amministrazione comunale, stiamo valutando una data e un evento adeguato dove poter ospitare la mostra dei lavori dei ragazzi che meritano di essere visibili a un pubblico vasto”.

 

Tra i partecipanti, sono stati segnalati sei lavori e poi premiati cinque autori dalla giuria presieduta da Luciana Ermini e composta da Don Vito Maurizio, responsabile del progetto, Cesare Bison, fotografo e Giuseppe Dal Todesco. Oltre a un attestato di partecipazione per tutti i sessanta concorrenti, sono stati donati libri storici e dei preziosi braccialetti tecnologici per lo sport dallo sponsor Studio Tecnico Mario Cuzzolin.

 

 

 

 

 

La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, al fine di sensibilizzare l’umanità verso l’eliminazione della violenza contro le donne.

 

La scelta della data fu legata al 25 novembre del 1960, giorno in cui, nella Repubblica Dominicana di Trujillo, fu compiuto un brutale assassinio di tre sorelle considerate rivoluzionarie: le sorelle Mirabal, che furono torturate e strangolate. Dopo l’uccisione venne simulato un incidente e furono ritrovate in fondo a un burrone.

 

 

Ogni 15 minuti una donna è vittima di violenza

La matrice della violenza permane ancora oggi in ogni parte del mondo e in Italia, come registra il report 2019 della Polizia di Stato, in base al quale ogni 15 minuti si verificano reati di violenza contro il genere femminile.
In alcuni luoghi le donne bambine vengono date in spose, in altri vengono private dell’utero per poter lavorare senza l’inconvenienza del ciclo mestruale, in altri vengono violentate, trucidate e uccise con regolarità, in altri ancora sono vittime di violenze domestiche e altre violenze sempre più sofisticate e capaci di demolire la dignità femminile anche senza sfiorare fisicamente il corpo della donna e, talvolta, senza che la vittima ne abbia immediata consapevolezza.

 

Cadiamo spesso nell’errore di considerare la violenza solo come percosse, lesioni, minacce o stupro, contestualizzati in un ambiente degradato e caratterizzato da scarsa cultura o da condizioni economiche difficili. Ma la violenza non ha alcun cliché. Essa si può manifestare in dinamiche diverse e in contesti culturali e socio economici di ogni livello, concretizzandosi in comportamenti celati tanto quanto evidenti. Essere controllate in modo costante e soffocante dal partner, vedersi negato l’accesso alle risorse economiche dal marito o compagno, essere costrette ad avere un rapporto sessuale con il proprio marito, essere derise o insultate in pubblico, essere escluse dalle decisioni inerenti i propri figli, sono solo alcuni esempi di una violenza che non lascia i segni evidenti sulla pelle, ma lascia segni profondi nell’anima e nell’autostima. Si tratta della violenza psicologica ed economica.
Si legge sui giornali che la violenza fisica omicida si manifesti come un raptus momentaneo. In realtà non è mai così. La violenza si manifesta sempre in progressione ed è dovere di tutti educare i giovani a saper riconoscere i comportamenti sentinella, in modo da agire prima che si verifichino conseguenze irreparabili, sradicando la cultura della violenza e promuovendo l’educazione all’affettività.

 

Colpevoli in cerca di giustificazione

Oggi assistiamo a una vera e propria sostituzione della parola con i gesti. Quando non riusciamo a dare un nome alle nostre emozioni, perdiamo la capacità di guardare dentro noi stessi ed è come se interrompessimo il meccanismo di elaborazione dei nostri disagi. Un apparato emotivo che non riesce a tradurre l’emozione in parola scivola più facilmente nel gesto violento, unica forma espressiva che riesce a manifestare. Il processo di disumanizzazione che l’età della tecnica ha portato nel mondo del lavoro ha determinato un’accelerazione verso esigenze di efficienza e di competitività che chiedono alle persone di soffocare le emozioni, di essere anaffettive e produttive in ogni istante della vita lavorativa. Se fuori sei controllato e perfetto, le ansie e le emozioni trattenute rischiano di trovare sfogo solo nell’ambito familiare, ecco perché spesso la famiglia diventa il luogo dove può accadere di tutto, come purtroppo ci raccontano le cronache al pari di bollettini di guerra.
Anche la violenza sessuale non arresta la sua diffusione specie nelle grandi città dove, anche in pieno giorno, in strada come in casa, ad opera di amici, fidanzati o mariti, si consuma uno dei reati più atroci con spaventosa ricorrenza. Apprendiamo sgomenti le confessioni di gruppi di giovani ragazzi che, come in un orribile gioco, si giustificano vililmente: “se l’è cercata, aveva bevuto, aveva accettato un passaggio, mi aveva incoraggiato, mi invitava con lo sguardo”.

 

Iniziativa “Lasciala Libera di Volare”

Fermo nella convinzione che ogni violenza su una donna sia il risultato di un fallimento educativo, il CNDDU (Coordinamento nazionale docenti della disciplina diritti umani) promuove le attività didattiche tese all’approfondimento del fenomeno, delle sue manifestazioni e degli strumenti di tutela come l’iniziativa dell’ISI Pertini di Lucca, intitolata “Lasciala Libera di Volare”.

Su 21 laureati con il massimo dei voti, 18 con la lode
Cerimonia emozionante quella di ieri sera al Teatro Comisso di Zero Branco con la partecipazione dell’atleta coraggio Bernardo Bernardini.
In sei sono usciti dagli esami di maturità con 100 centesimi, gli altri 31 si sono laureati anch’essi con il massimo dei voti. Sono i ragazzi Soci o figli di Soci di CentroMarca Banca Credito Cooperativo di Treviso e Venezia, a ciascuno dei quali, come da ultraventennale tradizione dell’istituto, mercoledì 20 novembre è stata consegnata una borsa di studio nel corso di una cerimonia al teatro “Giovanni Comisso” di Zero Branco.
“La società in cui viviamo – sono le parole con cui il Presidente di CentroMarca Banca, Tiziano Cenedese, ha ricordato lo spirito autentico dell’iniziativa – ha bisogno di questi ragazzi. Le borse di studio vogliono essere un incentivo concreto per dare un sostegno affinché il traguardo raggiunto da questi studenti sia solo un punto di inizio per un futuro di successo”.
Un successo, ha tuttavia sottolineato Cenedese, che non deve necessariamente essere legato alla propria affermazione individuale. “Una delle sfide che auguro a questi giovani di saper raccogliere è quella di amare il lavoro che sceglieranno di svolgere, a prescindere dalla tipologia di attività. Ciò che conta davvero è che esso risponda ai bisogni propri e della Società nella quale vivono. Ogni essere umano merita il rispetto e la considerazione per il lavoro che fa e, non dimentichiamolo, soprattutto per quello che è” ha ribadito il Presidente di CentroMarca Banca .

Tra le facoltà più gettonate quelle sanitarie

Tra i 21 giovani che hanno conseguito la laurea magistrale quasi il 30% ha scelto facoltà medico sanitarie a dimostrazione di quanta attenzione ci sia da parte delle nuove generazioni alla salute e al benessere fisico delle persone.
Il tema della vita che può chiamare, a volte, ad affrontare sfide all’apparenza insormontabili è anche quello ripreso poco dopo da Bernardo Bernardini, un trevigiano al quale nel 1996, appena diciannovenne dopo un grave incidente, i medici avevano pronosticato un futuro in sedia a rotelle. Pochi anni dopo il ragazzo è stato capace di rialzarsi, di avvicinarsi a discipline sportive “totali”come il Triathlon e a recuperare una dimensione di vita normale alla quale forse solo lui e i propri familiari credevano.
“Il messaggio contenuto nella mia storia – ha detto Bernardo Bernardini parlando ai giovani presenti e alle loro famiglie – è che i momenti bui e difficili capitano, che non si superano facilmente, ma che con impegno, determinazione e metodo anche dalle situazioni più difficili si può rimontare. Nelle difficoltà la volontà trova soluzioni mentre la pigrizia e la paura cercano scuse. Purtroppo nella vita non abbiamo potere sugli eventi negativi che ci accadono – è stata la conclusione di Bernardini – ma possiamo sempre decidere come affrontarli”.
La serata è stata aperta in chiave musicale con quattro cover eseguite dalla giovane band “STAGE-IT” che ha anche proposto un loro brano inedito “In the Kitchen” che uscirà nel loro primo EP la prossima primavera.

I ragazzi premiati

Diploma di Maturità Scuola Superiore: Tommaso Bisca, Stefano Bruttocao, Annachiara  Grando, Debora Libralesso, Alessia Lorenzetto, Benedetta Marazzato.
Laurea Triennale: Rosalita Baldassin, Matilde Berto, Noemi Bortolato, Sara Danieli, Ester Davanzo, Alberto Fontana, Filippo Marchiori, Elisabetta Mason, Ilaria Picchetti, Davide Zanin.
Laurea Magistrale: Andrea Basso, Marco Bobbo, Angela Casarin, Celeste Casarin, Paolo Checchin, Veronica De Benetti, Edoardo Di Pietro, Dario Florian, Laura Francescato, Valentina Furlanetto, Beatrice Gatto, Roberta Mazzeo, Alice Nasato, Angela Pavanello, Elena Ragazzo, Giulia Remor, Anna Righetto, Mattia Rossi, Marta Sfriso, Teresa Storer e Filippo Vedelago.

Ieri sera il sindaco di Mogliano Veneto, Davide Bortolato, e l’assessore all’Istruzione Martina Cocito hanno incontrato i genitori della scuola primaria Anna Frank. Nell’incontro si è parlato del futuro della scuola per condividere le decisioni in modo sereno e trasparente, per fare le scelte più corrette e gestire per tempo i futuri cambiamenti. Da anni si parla della razionalizzazione dei plessi scolastici comunali, troppi e in parte sottoutilizzati a causa del continuo calo delle nascite.

 

L’ufficio Scolastico provinciale e la Direzione didattica hanno più volte fatto pressioni e invitato, anche per le vie ufficiali, l’amministrazione comunale a prendere dei provvedimenti di riduzione dei plessi.” Oggi ci ritroviamo purtroppo a gestire un percorso già iniziato e irreversibile”, precisa il sindaco.

 

“L’offerta formativa delle scuole Anna Frank è sicuramente di prim’ordine, tanto che anche quest’anno è partita la prima classe con molti studenti provenienti da fuori comune, ma purtroppo il plesso di via Barbiero è situato tra altre due scuole molto vicine tra loro: le Olme e le Diego Valeri di via Ragusa”, ha aggiunto l’assessore Cocito.

 

“Altro aspetto importante da considerare – prosegue poi – è un vecchio progetto di ristrutturazione completa delle scuole Verdi che nel frattempo è andato avanti e ha ottenuto anche un cospicuo finanziamento regionale, di oltre un milione di euro, vincolato al plesso”.

 

“Se non si interviene per tempo, programmando gradualmente l’accorpamento di due scuole, si rischia che la cosa possa aggravarsi e la decisione possa cadere dall’alto come una spada di Damocle con conseguenze gravi come ad esempio la disgregazione delle classi”, chiude il sindaco.

 

L’amministrazione comunale vuole invece con ampio anticipo gestire una situazione insieme a genitori e insegnanti, convinta che non si possa prescindere dal fatto che tutte le classi arrivino alla fine della quinta unite e mantenendo gli attuali insegnanti.

Oggi il riconoscimento EQUIS è attribuito solo all’1% delle business school in tutto il mondo, in Italia a sole tre istituzioni accademiche

 

Un nuovo importante traguardo è in arrivo per il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia, che ha in questi giorni superato con successo la prima tappa del suo percorso verso l’accreditamento internazionale EQUIS per le Business School d’eccellenza.

 

Si tratta di una certificazione riservata, infatti, alle business school che possono vantare una rete qualificata di rapporti internazionali, solidi legami con la comunità delle imprese e una reale attenzione ai temi della sostenibilità sociale e ambientale. Attualmente questa certificazione è riconosciuta all’1% delle business school in tutto il mondo (175), e in Italia, sono accreditate 3 sole istituzioni accademiche: SDA Bocconi School of Management, Politecnico di Milano School of Management e Department of Management, Luiss Business School.

 

Questo importante passaggio segue all’avvio delle azioni previste all’interno del progetto partito a inizio 2018, grazie al finanziamento del MIUR al Dipartimento di Management quale “Dipartimento di Eccellenza”, e successivamente al suo ingresso nella European Foundation of Management Development (EFMD), network globale delle migliori business school internazionali, che gestisce l’accreditamento EQUIS e promuove l’eccellenza nello sviluppo e nella formazione del management.

 

Tra i punti di forza i rapporti internazionali, le relazioni con il tessuto economico e le imprese, la didattica innovativa

Sono tutti riconoscimenti all’eccellente livello di qualità del Dipartimento cafoscarino sui versanti della formazione, della ricerca, dell’apertura internazionale e delle relazioni con il tessuto delle imprese. L’audit da parte dei commissari EQUIS che ha segnato questo primo passaggio di accreditamento ha rilevato con particolare apprezzamento i corsi di laurea interamente in inglese, l’articolazione dei corsi di studio (triennale, magistrale, dottorato), una significativa offerta di formazione executive, i numerosi scambi con le Università di altri Paesi e la possibilità di stage in aziende anche all’estero, la didattica innovativa, infine i centri e laboratori di ricerca altamente qualificati.

 

«Il percorso di certificazione avviato dal Dipartimento di Management si inserisce nel progetto finanziato dal MIUR che ha attribuito anche ad altri 5 dipartimenti di Ca’ Foscari il riconoscimento di Dipartimenti di eccellenza – afferma il Rettore Michele Bugliesi –. Il superamento di questo primo passaggio è un traguardo importante che riconosce la qualità della didattica e della ricerca del Dipartimento posizionandolo a livello internazionale al pari delle migliori business school e confermandolo quale punto di riferimento nazionale per la formazione».

 

«Questo importante traguardo ci regala grande soddisfazione, perché si tratta di una certificazione che risponde a standard internazionali di qualità molto elevati e ha parametri di valutazione assai stringenti – commenta Gaetano Zilio Grandi, direttore del Dipartimento di Management –. Ci aiuterà ad aumentare il numero di studenti e docenti dall’estero, a potenziare i nostri contatti con il mondo del lavoro anche di altri Paesi, a favorire lo scambio della ricerca in ambito locale e internazionale, ad accrescere nelle diverse forme possibili i collegamenti con le migliori Università e scuole di Management del mondo».

 

Prende così avvio ora la seconda fase del percorso di accreditamento – coordinato da un team composto dal direttore Gaetano Zilio Grandi, Stefano Micelli, Chiara Saccon e coadiuvato da Cristina Soria –, che si chiuderà nel novembre del prossimo anno.

 

 

Photo Credits: unive.it

Chiusa l’alternanza scuola/lavoro, il Ministero lancia i ‘Percorsi’

 

Oggi è la data di inizio dei 24 laboratori pomeridiani che il Collegio Pio X ha organizzato nell’ambito dei Percorsi Competenze Trasversali e Orientamento (PCTO) voluti dal ministero.

 

L’alternanza scuola-lavoro non c’è più, ma è compito di ogni istituto offrire ai propri studenti elementi di informazione, comprensione e orientamento per le scelte future, di studio e di vita.

 

Laboratorio “Genetica delle popolazioni” in collaborazione con un istituto statunitense

Sono 227 gli studenti che hanno aderito ai progetti, e speaker o formatori sono presi sia dal corpo docente che da consulenti e società esterne. Particolarmente complesso il laboratorio “Genetica delle popolazioni”, condotto dai professori Tommaso Pozzobon per Scienze, Francesca Zugno per Storia e Alberto De Piccoli per Filosofia. Gli studenti iscritti a questo percorso sono 21 e sanno che i dati scientifici di base saranno forniti dall’analisi del loro Dna e di quello dei tre docenti, rilevato in collaborazione con un istituto statunitense.

 

La Segreteria del Collegio sta mettendo a punto la documentazione necessaria per la protezione della privacy, anche se la catena dei marcatori non sarà completa ma si limiterà a quelli necessari e sufficienti per determinare i caratteri della popolazione di appartenenza. “È accettato dal mondo scientifico che le razze non esistono”, ha detto il rettore mons. Lucio Bonomo, “e sono tuttavia molto diffusi sia il concetto dell’umanità divisa in razze sia il forte sentimento di appartenere alla migliore. Questo laboratorio ha basi scientifiche sul piano genetico e aiuta gli studenti a formarsi le opinioni a partire da elementi oggettivi. Sul piano storico, poi, viene analizzato il razzismo a partire dalla Guerra di Secessione americana e, dal punto di vista filosofico, è prevista una analisi antropologica tra concetto di razza e cultura”.

 

Oltre alla genetica, sono stati scelti percorsi linguistici per l’acquisizione di certificazioni, preparazione agli scambi internazionali, marketing sul brand ‘Collegio Pio X’, teatro ragazzi, Web e Graphic Design.

Ha riscosso successo la 1^ edizione Premio di Laurea per i neo ingegneri eccellenti. Nell’evento finale dello scorso 5 ottobre a Mestre nel grattacielo di vetro e acciaio sede dell’Ordine Ingegneri Venezia, il Collegio degli Ingegneri veneziani ha premiato l’ing. Sonia Bellin e l’ing. Paolo Testolina con una somma totale di 3.000€.

Menzione speciale è stata assegnata all’ing. Dario Fantinato.

 

All’evento sono interventi l’ing. Maurizio Pozzato, Presidente del Collegio Ingegneri Venezia e l’ing. Mariano Carraro, Presidente dell’Ordine Ingegneri Venezia. Il prof. ing. Piero Pedrocco, Presidente del Centro Regionale di Studi Urbanistici del Veneto, ha tratto le conclusioni dell’iniziativa.

 

 

Sollevati aspetti e criticità del territorio metropolitano di Venezia

I giovani, nelle loro tesi di laurea magistrale, hanno approfondito aspetti e criticità del territorio metropolitano di Venezia.

 

L’ing. Sonia Bellin ha esposto il caso studio delle Procuratie Vecchie di Venezia come esempio di recupero di un bene architettonico vincolato con valutazioni sulla rigidezza di piano, mentre l’ing. Paolo Testolina ha relazionato sull’analisi di propagazione degli errori nell’elaborazione di immagini satellitari per misure di subsidenza a Venezia. Merito di menzione all’ing. Dario Fantinato tra sviluppo e tutela del progetto per un terminal marittimo a Porto Marghera.

 

È stato dato spazio anche a due partecipanti al concorso. L’ing. Gabriella Anoè, che è anche componente dell’Ordine Ingegneri Venezia nella Commissione Giovani, ha portato la proposta progettuale centrata sul territorio di Martellago per uno spazio pubblico che risulti centrale all’interno del tessuto urbano veneto denominato Città diffusa. L’ing. Davide Comunian ha toccato gli aspetti di sicurezza legati all’attività di Esercizio Raccordi Ferroviari di Porto Marghera S.p.A. (ERF).

 


Il Collegio degli Ingegneri della Provincia di Venezia è una libera associazione con compiti professionali, culturali e promozionali, la cui finalità consiste nell’arricchire l’esperienza professionale e le conoscenze non solo tecniche degli ingegneri, occupandosi prevalentemente della parte culturale della professione. Partecipa e promuove iniziative riguardanti la soluzione di problemi con una particolare attenzione alla Città di Venezia e al più ampio territorio Metropolitano veneziano.

La mostra “Real Bodies, Human Art Exhibition” selezionerà 100 classi scolastiche del Veneto, della scuola primaria e secondaria, per una visita guidata gratuita del nuovo allestimento dedicato a Venezia, al complesso museale di Palazzo Zaguri in campo San Maurizio.

L’occasione sarà l’inaugurazione dell’edizione veneziana dell’evento culturale e scientifico che aprirà i battenti dal 28 settembre come ultima tappa del tour mondiale che ha già registrato 25 milioni di visitatori.

“Quest’edizione è un vero e proprio omaggio a Venezia e alla sua unicità” confermano gli organizzatori di Venice Exhibition srl “presentando in anteprima mondiale un format inedito di reperti anatomici ed installazioni con scenografie dedicate alla storia ed alle tradizioni artigiane della città galleggiante. Fra le novità didattiche più importanti un centro studi anatomici che rappresenterà il progetto pilota del primo polo didattico di eccellenza a Venezia per lo studio del corpo umano dedicato alle scuole di ogni ordine e grado. Per questo selezioneremo per una visita guidata gratuita scolaresche di scuola primaria e secondaria. In tutto 20 classi scolastiche della provincia di Venezia, 15 di Treviso, 15 di Padova, 18 di Verona, 12 di Vicenza, 12 di Belluno, 8 di Rovigo”.

Su una superficie espositiva di 1500 metri quadrati dislocati su 25 sale disposte su due piani del palazzo trecentesco saranno visibili al pubblico 63 corpi umani reali in varie posizioni anatomiche corredati da 400 organi umani conservati con la tecnica della plastinazione, trattamento post mortem che interrompe il deperimento dei tessuti. Lo spessore scientifico e divulgativo della mostra la rende adatta soprattutto alle scolaresche, ma anche alle famiglie e a chiunque desideri approfondire la conoscenza di come siamo fatti. “Com’è nella tradizione dell’expo scientifica famosa a livello mondiale” avvertono gli organizzatori “la mostra, oltre a mostrare l’anatomia umana, affronterà tematiche molto attuali facendo riflettere soprattutto i più giovani sugli effetti visibili sul corpo umano delle dipendenze da fumo, alcol e droghe, ma anche delle cattive abitudini di vita, nonché i benefici tangibili dell’attività sportiva e della vita all’insegna del movimento e della salute”. “Fra le novità più interattive” anticipano da Venice Exhibition srl “ci sarà un nuovo enorme atlante tridimensionale del corpo umano diviso in sezioni che descriveranno i vari apparati corporei, per poter comprendere ancora meglio quanto prezioso e fragile sia il corpo che ci accomuna tutti”.

Al complesso museale di Palazzo Zaguri saranno aperte dal 28 settembre anche le mostre “Leonardo Da Vinci, Human Art Exhibition”, sulle installazioni anatomiche che riproducono i disegni del maestro fiorentino del Rinascimento, e “Venice Secrets, justice, torture, death exhibition” con reperti originali, strumenti di morte e di tortura, e documenti che raccontano l’applicazione della giustizia al tempo della Serenissima Repubblica.

Anche l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione Elena Donazzan plaude all’accordo siglato tra Regione Veneto, Legambiente, Fondazione Cariparo ed Ente Parco Delta del Po per il recupero e la nuova valorizzazione dell’imbarcazione Goletta Verde come nave didattica.

 

“Invierò una lettera a tutte le scuole del Veneto – annuncia – perché nella loro programmazione annuale tengano conto della nuova opportunità didattica e inseriscano una giornata di formazione sul Delta del Po per far scoprire agli allievi questa esperienza di scuola di mare, di conoscenza ambientale e di scoperta della biodiversità”.

 

“La storica imbarcazione di Goletta Verde, non appena sarà restaurata e riallestita, sarà come un’aula a cielo aperto – sottolinea l’assessore – a beneficio in particolare degli studenti del Veneto che potranno così, con il valido ausilio di esperti, affrontare in presa diretta il tema del rispetto dell’ambiente, in particolare quello marino. Una bellissima opportunità per le nuove generazioni, così attente e sensibili alle tematiche ambientali, per scoprire da vicino la complessità della natura e le sfide da vincere nella salvaguardia dell’ecosistema”.

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