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Si terranno di martedì gli Economics Tuesday Talks promossi dall’Università Ca’ Foscari di Venezia: un appuntamento digitale gratuito e aperto a tutti, per ascoltare, capire ed essere consapevoli dei fenomeni che hanno un impatto sulla nostra vita e sul nostro lavoro, così come sulle nostre abitudini e sui nostri ritmi.

 

 

Argomenti dei Talks

Gli Economics Tuesday Talks sono suddivisi per i seguenti macro argomenti:

#Venezia1600

I Talks #Venezia1600 intendono omaggiare la Venezia sempre vivace, innovativa e orientata al mondo, che ha poco compiuto i 1600 anni di storia e che nel 1868 ha favorito la nascita della Regia Scuola Superiore di Commercio, oggi meglio conosciuta come Università Ca’ Foscari Venezia.

 

#NextGenerationEU

I Talks #NextGenerationEU ruotano attorno ai concetti chiave del piano per la ripresa dell’Europa, messa alla prova dalla pandemia da COVID-19, quali economia, finanza, sostenibilità, ma anche cambiamenti climatici, legalità, opportunità e nuovi equilibri internazionali, in un anno in cui proprio l’Italia è chiamata ad ospitare il G20.

 

COVID-19

I Talks #COVID-19 offrono interessanti spunti di riflessione sugli impatti del virus che ha improvvisamente interrotto il nostro modo di vivere, di socializzare e di viaggiare, gettandoci in uno scenario oscuro, in continuo cambiamento.

 

In ogni sezione è possibile registrarsi ai prossimi Talks in programmazione e/o consultare quelli precedenti.
Per ulteriori info, si rimanda al sito di Università Ca’ Foscari Venezia.

La DAD rappresenta uno strumento utile in situazioni di emergenza ma, dopo oltre un anno, questo non è più accettabile e i ragazzi hanno bisogno di tornare sui banchi

 

Dopo la manifestazione di domenica 14 marzo in Piazza Ferretto a Mestre, oggi (venerdì 26 marzo) altri genitori scenderanno nelle piazze d’Italia a manifestare per una scuola in presenza e in sicurezza.

A lanciare l’iniziativa è il comitato Priorità alla scuola, promotore di un vero e proprio sciopero nazionale che coinvolge le scuole di tutto il Paese.

 

In queste ore sono numerosi i manifestanti (pacifici) che si preparano a raggiungere le piazze d’Italia per chiedere al Governo la sospensione dalla DAD a favore di una riapertura delle scuole e che le risorse del Recovery Fund siano vincolate a rilanciare la Scuola pubblica e i diritti all’istruzione e allo studio, attraverso:

– la riduzione a un massimo di 20 alunni per classe (15 in presenza di alunni speciali);

– la continuità didattica e la sicurezza, assumendo con concorsi per soli titoli i docenti con 3 anni scolastici di servizio e gli Ata con 24 mesi;

– interventi massicci nell’edilizia scolastica per avere spazi idonei a una scuola in presenza e in sicurezza.

 

La manifestazione nazionale che avrà luogo oggi – e che avverrà in sicurezza, con mascherine e distanziamento – intende scongiurare una riforma della scuola fondata sulla didattica digitale a distanza e, di conseguenza, sull’abbandono scolastico.

 

 

“Siamo di fronte ad una catastrofe educativa”

A causa della situazione pandemica in corso, che ha da poco superato il primo anno di vita, la scuola come siamo soliti conoscerla, e viverla, è stata sostituita dalla DAD attraverso le piattaforme educative informatiche con cui viene espletata. Questa modalità di istruzione digitale comincia però a mostrare una marcata disparità delle qualità sia educative che tecnologiche, e anche come – a causa del confinamento tra le mura domestiche – molti bambini e adolescenti siano rimasti indietro nel proprio naturale processo di sviluppo pedagogico.

 

Nel corso del suo intervento al Global Compact on Education dello scorso ottobre, anche Papa Francesco ha messo a fuoco la questione, parlando addirittura di “catastrofe educativa” in riferimento ai circa 10 milioni di bambini che potrebbero trovarsi costretti ad abbandonare la scuola a causa della crisi economica in atto, aumentando un divario già di per sé allarmante (con oltre 250 milioni di bambini in età scolare esclusi da ogni attività formativa)”.

 

 

La lontananza da scuola sta creando sempre più sofferenza

Gli studenti di ogni ordine e grado si trovano infatti a vivere un momento particolarmente difficile, non solo per quanto riguarda l’istruzione, ma anche la socialità, della vita di comunità, delle relazioni e delle passioni, che sono il sale della loro vita, e che sono oggi limitate o impedite.

La scuola è costituita infatti da docenti che giocano un ruolo portante nella didattica e altrettanto fondamentale anche nella formazione degli studenti come persone, e in questo senso le scuole chiuse stanno allontanando bambini e ragazzi da una normalità per loro davvero troppo importante.

 

 

Un sacrificio inutile?

Benché certamente il rischio 0 di contagio non esista in nessun luogo, la scuola è uno degli ambienti più sicuri e protetti. A dirlo sono i dati resi noti negli ultimi giorni sul ruolo effettivo degli studenti in merito alla diffusione del contagio da Covid-19, specialmente dopo la comparsa della variante inglese, che vede proprio i minori potenziali portatori del virus. Lo studio è stato condotto dai ricercatori dello IEO e ha evidenziato che – incrociando i dati del ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca (Miur) con quelli delle Ats e della Protezione civile relativi ad un campione di 7,3 milioni di studenti e 770mila insegnanti – la scuola resta uno dei luoghi più sicuri poiché il tasso di positività tra gli studenti è inferiore all’1%.

 

A questo punto viene spontaneo chiedersi se, con la chiusura delle scuole, non si stia chiedendo a bambini e ragazzi un sacrificio inutile.

 

 

Gli appuntamenti di oggi nelle piazze del Veneto

Padova ore 10.00 Piazza Cavour

Vicenza ore 11.30 Piazza Matteotti e ore 17.30 Piazza San Lorenzo

Treviso ore 11.00 Bastioni San Marco – Mura di Treviso

Venezia ore 9.00 Piazzetta Coin a Mestre

Belluno ore 10.00 Piazza dei Martiri

 

 

Nicole Casagrande

 

 


AGGIORNAMENTO DELLE 13.00

Alcuni scatti dello sciopero in corso a Treviso.

 

 

Dopo il successo del corso gratuito “EMPOWERMENT – SVILUPPARE NUOVE ABILITÀ E COMPETENZE”, completamente finanziato e riconosciuto dalla Regione Veneto, è in arrivo una seconda edizione con partenza lunedì 8 marzo.

 

Nuovamente rivolto a donne disoccupate, residenti e domiciliate in Veneto, il corso si propone di favorire la ricerca di un lavoro attraverso un percorso di crescita basato sull’incremento dell’autostima, della resilienza e della consapevolezza.

Per generare il cambiamento si utilizzeranno pratiche di mindfulness e lo sketchnote.

 

Per motivi legati all’emergenza sanitaria, la modalità del corso sarà telematica.

Per info: +39 389 074 7861 (IFOA – centro di formazione accreditato)

Il Presidente del Veneto Luca Zaia ha ringraziato questa mattina gli studenti delle scuole superiori che ieri si sono recati a scuola in presenza dopo 3 mesi di didattica a distanza. “È stata una giornata positiva – ha detto – per il senso di responsabilità che hanno saputo dimostrare”.

 

Il bollettino di oggi segnala ancora 621 nuovi positivi nelle ultime 24 ore,  con un’incidenza dell’1,58% sui tamponi effettuati ma calano ancora, da 32 giorni consecutivi, i ricoveri nei reparti ospedalieri, critici e non.

 

Il Presidente Zaia ha poi parlato di un progetto “Covid free” per i settori produttivi nel Veneto che necessariamente ha bisogno di un costante approvvigionamento di vaccini.

 

“Questa è una devastazione come in una guerra mondiale ma dobbiamo ripartire. Questa pandemia ha devastato le imprese. Dobbiamo chiudere questo incubo sanitario, cominciare a ragionare sui comparti Covid-free è assolutamente innovativo; dobbiamo essere i primi. Ora stiamo cercando un canale per riuscire a recuperare vaccini nella legalità e nel rispetto delle leggi. In questa fase il Paese deve poter garantire a chi trova i vaccini di poterli comprare e non vi nego che più di qualcuno ci chiama dall’estero dicendo… guardate che ci potrebbe essere… E le nostre imprese hanno bisogno di quei vaccini” ha concluso il Presidente Zaia.

 

Silvia moscati

Il campionato prenderà il via il 3 febbraio a Ferrara e coinvolgerà anche gli studenti del Veneto, misurando le loro conoscenze in campo ambientale

 

L’anno scolastico 2020-21 è senza dubbio l’anno in cui la didattica a distanza ha ottenuto maggiore spazio, diventando di fatto una regola e non più un’eccezione quando si parla di formazione scolastica.

 

In questo scenario, dove la digitalizzazione dei contenuti e dei rapporti fra studenti e insegnanti risulta ormai più che collaudati, i Consorzi Nazionali per la Raccolta, il Recupero ed il Riciclo degli Imballaggi CIAL, COMIECO, COREPLA, COREVE e RICREA hanno ideato un progetto per affiancare i ragazzi e i loro insegnanti nell’educazione ambientale, parte essenziale nella formazione di una cittadinanza attiva e responsabile.

 

Dopo diverse edizioni in presenza, condotte con successo in molte regioni italiane (Marche, Abruzzo, Puglia, Calabria, Sicilia, Lazio e Campania) l’edizione 2021 del Green Game Digital si pone un obiettivo ambizioso: sensibilizzare e coinvolgere i giovani sui temi dell’economia circolare, offrendo loro una più ampia visione circa la concreta opportunità  di ridurre la produzione di rifiuti, fare una corretta raccolta differenziata e valorizzare il riciclo degli imballaggi in ALLUMINIO, CARTA E CARTONE, PLASTICA, VETRO E ACCIAIO.

 

Come si partecipa

L’approccio studiato dai Consorzi è estremamente innovativo e riuscirà a coinvolgere oltre 20.000 studenti in tutta Italia. Parteciperanno al progetto 106 istituti superiori, uno per ogni provincia italiana, a comporre un vero e proprio “Campionato Nazionale del Riciclo” per vincere il quale i ragazzi si batteranno in quiz a risposta multipla, classe contro classe, mettendo alla prova le loro conoscenze in campo ambientale. Dopo una prima selezione, soltanto un istituto scolastico passerà alla finale nazionale come rappresentante della provincia di appartenenza e si batterà con le classi migliori di tutta Italia. L’iscrizione e la partecipazione all’iniziativa sono gratuite.

 

Come si gioca

Gli studenti potranno partecipare al Green Game Digital sia da scuola che da casa. Stabilito l’appuntamento si collegheranno su una piattaforma riservata, realizzata e gestita dagli esperti formatori della PeakTime – agenzia specializzata in progetti didattici, scelta dai Consorzi per gestire l’intera iniziativa – e nella prima fase assisteranno alla lezione supportata da contenuti multimediali appositamente studiati per catturare anche on line la loro attenzione.

 

Subito dopo si passerà alla fase di “verifica”: quiz, domande multi-risposta a tempo, vero o falso per stabilire il grado di apprendimento dei ragazzi durante la lezione e individuare così i più meritevoli dell’appellativo di “esperto riciclatore”. Lo studente più meritevole vincerà in premio un buono per gli acquisti online, mentre la classe che otterrà il punteggio medio più alto si aggiudicherà il pass per la finalissima nazionale, dove incontrerà le migliori classi selezionate in ogni istituto e in tutta Italia.

 

Il green Game prenderà il via mercoledì 3 febbraio da Ferrara: protagonisti gli studenti del bienno dell’IIS “N. Copernico – A. Carpeggiani”. Giovedì 4 febbraio invece si passerà in Lombardia, precisamente a Edolo (BS) con l’IIS “F. Meneghini” e l’I.S.I.S. “Facchinetti” di Busto Arsizio (VA).

 

Tutte le informazioni e le modalità di iscrizione sono indicate nel sito www.greengame.it e sulle pagine ufficiali di Facebook e Instagram.

 

“Green Game Digital” per il valore didattico, etico e formativo è patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

In una nota congiunta i Consorzi promotori del Green Game dichiarano: “L’obiettivo di questo collaudato format è di inquadrare le modalità di una corretta gestione dei rifiuti di imballaggio, focalizzando l’attenzione dei ragazzi sulle enormi potenzialità offerte dal riciclo, non soltanto nella vita quotidiana di tutti i giorni, ma anche pensando al loro futuro di cittadini consapevoli. L’iniziativa coinvolge le giovani generazioni attraverso un metodo didattico avvincente quanto efficace che coniuga apprendimento e divertimento. L’esperienza fatta gli scorsi anni ha dimostrato che questo approccio è sicuramente il più efficace, riuscendo a consolidare nella mente dei ragazzi concetti che altrimenti risulterebbero più ostici e meno attraenti”.

 


CIAL, COMIECO, COREPLA, COREVE e RICREA sono Consorzi nazionali no profit, nati per volontà di legge e si occupano su tutto il territorio italiano di garantire l’avvio al riciclo degli imballaggi raccolti dai Comuni italiani tramite raccolta differenziata.
In Italia, mediamente, ogni anno, si producono circa 11 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggio. Di questi, il sistema dei Consorzi nazionali, che fa capo al CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) ne recupera circa il 78%, vale a dire: 3 imballaggi su 4.

“Il rischio di una eccessiva licealizzazione del sistema scolastico in Veneto non c’è grazie ad un lavoro di valorizzazione di tutti i percorsi che ha dato pari dignità all’offerta formativa e ha valorizzato tutte quelle scuole che sono in forte relazione con il sistema produttivo del Veneto. Un’azione che da anni portiamo avanti con l’Ufficio Scolastico Regionale e con le realtà della rappresentanza datoriale che in Veneto è particolarmente sensibile al rapporto scuola-lavoro”.

Così Elena Donazzan, assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione commenta i primi dati diffusi oggi dal Ministero dell’Istruzione in merito alle scelte per la scuola secondaria di secondo grado da parte degli studenti in uscita dalla terza media.

 

 

Gli istituti più scelti in Veneto

I dati evidenziano che il Veneto è la regione italiana con la maggior adesione agli istituti tecnici (38%), seconda per i professionali (13,8%) mentre ai indirizzi liceali viene riservato il 48,25% delle iscrizioni. Molto positivo anche il dato sulla compilazione online. Il 93,2% degli studenti veneti ha compilato la domanda in autonomia, dato secondo solo al Friuli.

 

“Le azioni di orientamento, le tante iniziative coordinate tra i soggetti istituzionali restituiscono un sistema capace di accogliere e valorizzare i talenti dei nostri studenti, ma di dare loro anche prospettiva di vita che non può non tenere conto della realizzazione professionale e occupazionale. Lo squilibrio verso alcuni percorsi a scapito di altri in Veneto non c’è e anche per questo i risultati qualitativi del sistema corrispondono alle scelte delle famiglie” conclude la Donazzan.

Il Movimento “Priorità alla Scuola” di Treviso, con la sua referente Roberta Bruccoli di Mogliano Veneto (che ha due figli studenti presso il Liceo Berto di Mogliano), ha manifestato questa mattina davanti alla sede della Protezione civile a Marghera, insieme a un gruppo di genitori e ragazzi, mentre all’interno si svolgeva la consueta rassegna stampa sul Covid.

 

“Al di là dell’emergenza Covid che è una parentesi, un’emergenza, ci sono problemi che arrivano da molto più lontano, da molto prima dell’emergenza Covid, come le classi pollaio, la carenza di insegnanti, le nomine che arrivano in ritardo e quindi cattedre che rimangano scoperte per uno o due mesi, necessità di riattivare la medicina scolastica che c’era una volta, insomma, un bel decennio di tagli alla scuola che non siamo più disposti ad accettare” ha detto la rappresentante. “Ci sono i ragazzi che vorrebbero ripartire perché riescono ancora a reagire ma mi fanno paura i ragazzi che non vogliono ritornare a scuola perché sanno che ritornare in classe vuol dire confrontarsi con il mondo reale. E sanno benissimo di avere un gap di 10 mesi di assenza da scuola perché la DAD non è scuola, è solo gestione dell’emergenza. Preferiscono rimanere nel limbo della DAD e della loro casa. Ma la scuola deve aprire subito – ha continuato la Bruccoli – perché le scuole sono un luogo normato e sicuro. Il problema sono i trasporti.”

 

Dal canto suo il sindaco di Mogliano Davide Bortolato, anche lui padre di un liceale del Berto, conferma il giudizio espresso dal Presidente Zaia sul fatto che chiudere le scuole sia un fallimento ma che sia necessario agire con molta prudenza: “Noi tutti vorremmo che le scuole fossero aperte ma in questo momento questo non ci sembra prudente perché si creano assembramenti pericolosi. Del resto si tratta di tenere duro ancora pochi giorni e poi, se i dati di contagi in calo saranno confermati,  si potrà ripartire con la scuola in presenza. Il sindaco Bortolato conferma che anche a Mogliano il trend dei contagi è in calo.

 

Silvia Moscati

Niente più assenze ma solo presenze, sembra preistoria la bruciata o la bigiata per latitare dalla verifica o da quella Prof. che, chissà perché, sembrava avercela con te. Qui comanda il wifi e la distanza è siderale, compagni di scuola con la barba che spunta e chi li vede più, al massimo una storia sull’Insta. Lucia Azzolina, rossetto carminio d’ordinanza, oggi marcia con gli studenti e ammette che l’orizzonte temporale ha fallito. I mesi dovevano essere 3 o poco più e parla di black-out della socialità e di disgregazione, sbalzi d’umore e dispersione scolastica. Tute come divise d’ordinanza, ciabatte che tanto non si vedono e tanta lontananza. Fibra che cade quando serve e giga ad oltranza, ma forse l’intervallo defatigante è quello che manca di più, come la campanella e il bidello amico. Dai che lo zainetto è pronto, come il compagno di banco, chissà come sarà.

 

Instacult di Mauro Lama

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un nuovo intervento a firma di Luigi Giovannini sull’assalto avvenuto pochi giorni fa a Capitol Hill e sull’attuale situazione scolastica italiana

 

E così il 6 gennaio scorso Capitol Hill è stata assalita: non è il caso di entrare in particolari già commentati e documentati da giornali e Tv, ma bisogna prendere atto che il potere economico è oggi talmente prevalente sulla politica, da determinare non solo i risultati elettorali, ma da indurre anche l’eletto di turno a esercitare il proprio potere con decisioni persino arroganti e presuntuose, come se la nomina ottenuta fosse libera da qualsiasi controllo e garantisse una salvifica immunità.

 

Trump non è stato il primo e non sarà certamente l’ultimo politico a perseguire con particolare accanimento determinati traguardi, ma è stato il più scomposto, tanto che l’America è scivolata inevitabilmente ai limiti della democrazia, la cui fisiologica fragilità è stata recentemente documentata anche dalle vicissitudini di Hong Kong, ma in pochi hanno colto l’allarme.

 

Devo dire che non condivido le diffuse ammirazioni per una società legata ai richiami della frontiera e preferisco di gran lunga gli equilibri politici europei che, con tutte le loro contraddizioni, esprimono attenzioni sociali a mio avviso del tutto dovute, ma l’intrinseca debolezza democratica meriterebbe anche da noi continue riflessioni, per evitare di affidare vittorie elettorali e influenze politiche a narcisisti o affaristi che poi, naturalmente, passano all’incasso.

 

Perché è indubbio che forti contraddizioni coinvolgono da anni anche la politica italiana e infatti nasce da dissennate decisioni anche il livello del nostro debito pubblico che al 31 dicembre 2019 (ante Covid quindi) era arrivato a 2.409 miliardi di euro unicamente per soddisfare le spese correnti del vincitore politico di turno, impegnato a far vivere gli elettori al di sopra delle loro possibilità, addossando però – e senza alcuna remora – l’immancabile rimborso alle generazioni future: negli ultimi trent’anni, solo i due governi Prodi si sono distinti per una meritoria assenza in questa dissennata gara.

 

Ma un insistente esercizio di potere si manifesta pure nell’espressioni linguistiche, che identificano le recenti iniziative europee non con il dovuto termine di “next generation eu”, ma con la più disponibile e deviante espressione di “recorery fund”, bersaglio di furiose battaglie politiche proprio perché – in quanto fondo – è ritenuto possibile soddisfacente oggetto degli appetiti economici dei partiti e dei loro supporters, mentre il next generation identifica, senza alcun dubbio, scopi e beneficiari: per ostacolare quindi il cambiamento di marcia e di obiettivi europei, si cerca di azzoppare un governo proteso – pur con immancabili errori – a seguire la nuova strada in favore dei prescelti destinatari.

 

E così, invece di concentrarci per migliorare il piano esistente che deve essere approvato dall’Europa entro il prossimo 30 aprile 2021, viene imputato al governo l’accentramento gestionale dei 209 miliardi, indicando in alternativa la restaurazione di nuove concertazioni con sindaci, sindacati e associazioni di categoria, il tutto arricchito dall’indicazione di definiti progetti costruttivi assolutamente irrinunciabili, perché evidentemente già politicamente venduti.

 

Credo che nei momenti di cambiamento molte cose siano proponibili, ma i carrozzoni indicati e i conseguenti obiettivi clientelari non hanno mai portato alcun beneficio ai cittadini italiani, tant’è che i governi passati, i cui protagonisti sono oggi decisamente attivi nelle critiche, non sono stati assolutamente in grado di utilizzare le risorse europee disponibili, visto che dal 2014 al 2020 dei fondi strutturali di 72,4 miliardi a noi spettanti, al giugno scorso ne era stato utilizzato solo il 40%.

 

Non so se Conte stia governando meglio o peggio dei suoi predecessori, ma è comunque del tutto impensabile che il responsabile di un sistema aziendale – anche se decisamente particolare come uno Stato – riservi a persone estranee al gruppo dirigente la guida e la gestione di progetti assolutamente delicati: è chiaro comunque che il Governo deve procedere informando la maggioranza e il Parlamento sia delle sue scelte, che del suo procedere e, naturalmente, ne risponderà.

 

E poi c’è la scuola e il Corriere dell’altro giorno ci ha informato che 3 insegnati su 4 non intendono, nella situazione data, tornare in cattedra e subito molti politici si sono mossi contro gli indirizzi governativi che su questo argomento si sono sempre espressi a favore di un’urgente ripresa delle lezioni in presenza: sembra che in questo Paese tutte le attività debbano ripartire ma non la scuola, probabilmente perché gli studenti non votano, e non sono quindi destinatari di alcun vendibile o incrementabile ristoro: morale, non interessano.

 

Purtroppo oggi non c’è alcun referendum e così, nel chiuso delle stanze del potere e al riparo quindi da un secondo 40 a 60, chi ha un faticoso 11% di gradimento popolare, soffia sul fuoco per interrompere il cammino di chi ne riscontra il 60, e questa dannata prova muscolare viene espressa contando su forze che in America hanno portato all’assalto di Capitol Hill e che da noi assecondano da un lato la crescita di condizioni economiche sempre più floride e sempre più esclusive e, dall’altro, la diffusione di una povertà sempre più profonda.

 

Desidero chiudere con alcune riflessioni sulla qualità dell’informazione italiana che, distraendoci dalla delicatezza della situazione e dei problemi in campo, ogni giorno ci aggiorna con estrema insistenza dei ritardi italiani su qualsiasi problema di interesse europeo: e così si afferma che siamo ultimi nella distribuzione del vaccino, quando invece i dati ci danno al secondo posto dietro alla Germania, e così dallo scorso settembre viene denunciato un irrecuperabile ritardo governativo nei progetti da presentare in sede comunitaria, quando – e ancora invece – il commissario al bilancio Ue Johannes Hahn il 18 dicembre scorso ha affermato che l’Italia non è in ritardo e “ha già mandato una bozza di piano di riforme che ora la Commissione analizzerà”.

 

Quali siano gli obbiettivi di queste distorcenti informazioni non lo so, ma chissà che le attuali dure, paralizzanti e pretestuose polemiche politiche non finalizzino anche risultato “ritardo” e così la nostra informazione potrà sentirsi pure preveggente.

 

 

Luigi Giovannini

Il nostro affezionato lettore Mario Cimarosti, già narratore di uno straordinario viaggio nelle terre d’Oriente, ci regala uno splendido videoclip per far viaggiare una persona a noi cara e/o appassionata di cultura e di lettura, nonostante il periodo di confinamento in casa.

 

Cimarosti ci rende inoltre partecipi di una splendida e grandiosa soddisfazione: il suo libro “Ai confini dell’Asia” è stato promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, insieme al Ministero dell’Istruzione, per essere un volume da leggere nelle scuole italiane quale elemento di condivisione e abbattimento di ogni forma di pregiudizio tra i popoli del mondo, per me una grande soddisfazione che voglio condividere con voi.

Complimenti Mario, con le tue parole saprai sicuramente emozionare gli alunni d’Italia!

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