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Anche per il 2020 è ripartito il progetto scuole del Mogliano Rugby 1969, per la promozione dell’attività fisica e della socializzazione. Gli incontri hanno come riferimento l’Istituto Parini di Mestre (www.istitutoparini.it) e la prima lezione si è svolta presso la palestra Olimpia di Mestre.

 

Il progetto nasce anche grazie alla volontà espressa dall’Istituto Parini nelle persone dei docenti Brunello Isabella e Lazzarin Enrico e del Preside Franco Mazzucco. Il team messo in campo dal club biancoblù è composto da Enrico Endrizzi, Mattia Zappalorto, Brian Ormson, Brian Tuilagi e Andrea Pratichetti, che svolgeranno le lezioni in inglese, come richiesto dallo stesso Istituto, e avvicineranno gli studenti al nostro sport.

 

“Siamo contenti di poter annunciare questa nuova collaborazione con L’Istituto Parini di Mestre”, dichiara il Presidente biancoblù Maurizio Piccin, “è un ulteriore tassello che integra il progetto di una società sportiva moderna, attenta non solo all’attività agonistica, ma anche al sociale. Cosa c’è di più sociale della scuola, dove si formano i cittadini di domani? I valori dello sport, e del rugby in particolare, aiutano i giovani a prepararsi alla vita, così come lo fa la scuola.”

 

Chi fosse interessato e volesse avvicinarsi al rugby, può sempre contattare la nostra segreteria al numero 041.5902706, oppure scrivere una mail ai seguenti indirizzi:

[email protected] – [email protected]

Attraverso giochi e canzoni in inglese e in francese, i piccoli studenti della Scuola Primaria Tommaseo di Treviso imparano le lingue divertendosi con la guida di docenti speciali: i genitori

 

Riprendono venerdì 17 gennaio 2020, dalle ore 16.30, i Pomeriggi Creativi a scuola, l’iniziativa rivolta agli alunni che frequentano la Scuola Primaria Niccolò Tommaseo dell’Istituto Comprensivo Felissent di Treviso e promossa dal gruppo di genitori Insieme got talent.

 

Start and go e Un petit pas sono i due laboratori gratuiti dedicati all’apprendimento della lingua inglese e della lingua francese e realizzati con il supporto di docenti speciali: i genitori. Mamme e papà dedicheranno infatti il loro tempo alla scuola e metteranno a disposizione le loro risorse e competenze per i loro piccoli studenti non solo per conoscere una lingua, che già si studia in classe, ma anche per stare insieme in modo inconsueto, con un approccio allo studio piacevole e divertente, nel contesto scolastico. Un’occasione per condividere nuove attività all’insegna della fantasia e della creatività realizzata grazie al Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile dell’impresa sociale Con i Bambini.

 

In programma il canto di brani e la recita di curiose filastrocche in lingua inglese e francese, ma anche tradizionali giochi a squadre come Mosca Cieca, in cui i bambini potranno sperimentarsi nel dare indicazioni di orientamento in uno spazio agli altri compagni, oppure una versione gigante del gioco Indovina chi dal vivo e con la divisione in due gruppi, in cui i partecipanti potranno porre le domande sulle caratteristiche dell’aspetto del personaggio avversario consultandosi con i membri della propria squadra, esprimendosi in lingua inglese.

 

Partiti lo scorso novembre con le attività di Art Attack, laboratorio di origami e lavoretti 3D in carta, e Christmas Activities, per la preparazione delle creazioni per il Natale, i Pomeriggi Creativi a scuola fanno parte del progetto Kepler 5-14 nuovi sistemi educativi per generazioni competenti, promosso da La Esse, in collaborazione con gli istituti comprensivi IC1 Martini, IC3 Felisset, IC5 Coletti, la Solidarietà Cooperativa Sociale Onlus e l’Università di Pisa.

 

I laboratori sono composti da tre incontri ciascuno e svolgeranno in contemporanea nei giorni venerdì 17, 24, 31 gennaio 2020, dalle ore 16.30 alle ore 17.30, nella sede della Scuola Tommaseo, in via Cavini 20 a Treviso. La partecipazione è gratuita, 20 i posti disponibili per ogni laboratori.

Sono in arrivo ai Comuni veneti le risorse statali per nidi e scuole materne paritarie. La Regione Veneto ha ratificato l’intesa Stato-Regioni sul piano di azione pluriennale per il sistema integrato di educazione per i bimbi 0-6 anni. Intesa che, in accordo con Fism e Anci, dà il via libera al trasferimento ai Comuni del Veneto dei 18,9 milioni di fondi statali per sostenere la gestione dei 793 nidi e delle 1109 scuole materne presenti nel territorio regionale, frequentati da oltre 100 mila bambini76 mila nelle scuole d’infanzia e 24 mila nei nidi. Da parte sua la Regione Veneto ha già anticipato il cofinanziamento regionale 2019 per 34 milioni di euro, equamente ripartiti tra nidi e scuole per l’infanzia. 

 

“Il Veneto è l’unica regione in Italia – sottolinea l’assessore alla Sanità e al Sociale Manuela Lanzarin che a Roma ha rappresentato il Veneto ai tavoli di intesa sul sistema educativo integrato per l’infanzia – dove 4 bambini su 10 in età 0-6 anni frequentano un nido o una materna paritaria. E al tempo stesso è l’unica Regione che finanzia con risorse proprie le spese di gestione di queste scuole con più del doppio di quanto paghi lo Stato. L’intesa Stato-Regioni impegna le Regioni a un cofinanziamento ‘pari ad almeno il 30 per cento delle risorse assicurate dallo Stato’. In Veneto, invece, il rapporto è invertito:  la Regione si fa carico del 60 per cento del contributo pubblico a nidi e materne, mentre la quota del Fondo nazionale per il sistema integrato sta al 40 per cento”.

 

A chiusura dell’esercizio 2019 arriveranno quindi alle 1902 strutture paritarie per l’infanzia del Veneto 18.916.714 euro di contributi del Fondo nazionale per il sistema integrato di educazione e istruzione, che insieme ai 33.927.500 mln di contributi regionali già anticipati nel corso dell’anno e ai 5 milioni di contributi in conto capitale per l’ammodernamento dei nidi portano il sostegno pubblico 2019 al sistema educativo e di istruzione paritaria per i bambini della fascia pre-obbligo scolastico a complessivi 57.916.992 milioni di euro

 

“Nonostante la cronica ristrettezza di risorse, la Regione Veneto riesce a mantenere costante negli anni il proprio aiuto ai Comuni per assicurare un servizio indispensabile alle famiglie – fa presente l’assessore Lanzarin –  Se nidi e materne paritarie dovessero chiudere, un bambino su tre rimarrebbe a casa, in quanto la rete dei servizi statali è ampiamente sottodimensionata o addirittura assente in molte aree geografiche del Veneto. La scelta di sostenere il sistema delle paritarie per l’infanzia è particolarmente impegnativa per il bilancio regionale, ma va confermata  per il valore sociale delle nostre scuole e del servizio indispensabile che rendono ai bambini, ai genitori e alle comunità territoriali di cui sono espressione”.

 

Nel dettaglio, i contributi al Veneto del Fondo nazionale per il Sistema integrato di educazione e di istruzione 2019 sono così ripartiti tra le sette province:

Sabato 11 e domenica 12 gennaio si terrà un incontro di orientamento alla scelta della scuola superiore presso il centro commerciale Auchan Porte di Mestre.

 

L’evento denominato Open School Day si svolgerà in area Infopoint Infovox ed in piazza Eventi Unieuro, dalle ore 11 alle 19.

 

Gli istituti superiori partecipanti, con i loro professori e i loro studenti, saranno a disposizione dei ragazzi e delle famiglie per dare informazioni e consigli sui percorsi di studio da intraprendere dopo la terza media. La scadenza del 31 gennaio per l’iscrizione alla scuola prescelta incombe: l’Open School Day vuole essere un’ulteriore fonte di approfondimento per guidare i ragazzi nella scelta più adeguata alle loro inclinazioni.

 

Saranno presenti la Scuola di Formazione Professionale Engim, l’IIS Liceo Majorana-Corner, l’IIS Luzzatti, ITS Fondazione Marco Polo, l’ITIS Zuccante e l’ITCS Maria Lazzari. Gli studenti e i professori dei vari istituti presenteranno le proprie attività formative, offrendosi come valide guide alla scelta della scuola superiore per gli studenti delle scuole medie.

 

Oltre ai presidi informativi di ogni scuola superiore presente, sarà operativa anche una postazione dell’associazione AGESC Città Metropolitana di Venezia – associazione di genitori che aiutano ad approfondire i rapporti con la scuola e seguono le famiglie e i ragazzi nel percorso di scelta -, una postazione di Confederex Confederazione Italiana Ex-alunni – e una postazione di Goyonder, agenzia educativa che si occupa di viaggi studio all’estero.

 

La partecipazione all’incontro Open School Day è del tutto gratuita e non vincolante.

 

Mandare i bambini a scuola è nell’immaginario collettivo della cultura italiana qualcosa di indiscutibile. E se non fosse così? In questo articolo non si parla dell’alternativa già conosciuta di far studiare la prole a casa, che può avere come effetto indesiderato un’approccio imbranato alle relazioni umane, causa una maggiore solitudine. Quanto, piuttosto, di “unschooling” o “worldschooling”: ossia, totale mancanza di un sistema scolastico. Naturalmente, affiora spontanea la domanda: come faranno mai questi bambini a educarsi? Ed è da questa particolare domani che affiora la distinzione tra studiare a casa e “non studiare”, almeno nell’accezione popolare del termine. Infatti, non studiare nel modo tradizionale del termine è riservato a quella particolare nicchia di famiglie che hanno deciso di viaggiare per il mondo senza mai stabilirsi a lungo termini in un particolare domicilio. A quel punto, è il mondo a diventare la scuola stessa per i bambini.

 

Se un’economia mondiale più flessibile agisce da motore, internet è il cuore di questo movimento, essendo una delle fonti che spingono i genitori stessi a non essere necessariamente costretti a lavorare in un solo luogo, e che allo stesso tempo fornisce da fucina per una quasi illimitata conoscenza umana a portata di mano, con i milioni di corsi su qualsiasi disciplina che offre.

 

D’altro canto, studiare dal computer non è certo l’unica via, ma solo uno dei tanti mezzi. I bambini possono applicarsi in molti atri modi. Un esempio potrebbe essere worldschooling in Malesia: si potrebbe mandare i bambini a visitare un tempio cinese per comprendere meglio l’adorazione e la religione orientale.

 

I termini unschooling (non studiare), homeschooling (studiare a casa) o worldschooling (studiare dal mondo).

Homeschooling è ciò che si fa a scuola, solo che a casa. Questi bambini possono probabilmente rientrare ad ogni momento nel sistema scolastico, magari sostenendo i soliti esami. Molte persone credono che i bambini istruiti a casa siano “educati” da un genitore, ma ciò non accade sempre.

Unschooling non implica un rifiuto totale del sistema scolastico, quanto piuttosto la fiducia nei bambini di apprendere attraverso i propri interessi e la propria curiosità, a qualunque ritmo preferiscano. I genitori e altre persone di riferimento sono coinvolti come facilitatori chiave di tale apprendimento, ma i bambini sono parecchio liberi di decidere cosa e quando studiare.

Worldschooling è molto più complicato da definire. Alcuni lo classificano come un tipo di scolarizzazione, alcuni bambini sono istruiti in diverse parti del mondo o non sono mandati a scuola. Nel sito World Travel Family si legge “Worldschooling (com’è anche chiamato) fornisce e trova istruzione nel mondo reale. Include esperienze, luoghi e persone provenienti da tutto il mondo. Worldschooling rimuove insegnanti, aule, scuole e programmi scolastici, apre porte, opportunità e possibilità. Dà libertà nell’educazione e nella vita. Esistono molte versioni del worldschooling, alcune accademiche, altre meno. Esiste una fiorente comunità mondiale di worldschooling e un numero crescente di famiglie di worldschooling cresce ogni giorno”. In poche parole, avere dei bambini non significa più “doversi sistemare”, basta solo avere la voglia di partire.

Sulle dimissioni del ministro Fioramonti riportiamo un commento di Loredana Fraleone, responsabile scuola e università del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

 

Sarebbe stato difficile per Fioramonti mantenere il ministero dell’Istruzione, dopo aver annunciato fin dalla sua nomina che si sarebbe dimesso, se non fossero stati assegnati almeno 3 miliardi in più a Scuola e Università nella legge di bilancio. Una cifra ancora insufficiente, ma che avrebbe permesso almeno un “galleggiamento”, ebbe a dire l’ex ministro.

 

Apprezziamo coerenza tra ciò che si annuncia e ciò che si fa. La scelta del ministro è apprezzabile in un contesto politico in cui regna da anni il trasformismo e non si contano gli annunci bluff di esponenti politici che dovevano andarsene in Africa o ritirarsi dalla politica. C’è da sottolineare che l’ormai ex ministro dell’Istruzione è stato molto attaccato rispetto ad alcune sue posizioni, come quelle su tasse, laicità e Israele, che abbiamo giudicato positive. Fioramonti si è anche schierato contro l’autonomia regionale differenziata per la Scuola, perciò ci sarebbe piaciuto che le sue dimissioni fossero motivate anche dalla posizione del governo su questo terreno.

 

Così come sarebbe stato apprezzabile un atteggiamento di merito sull’INVALSI, il sistema di valutazione che dovrebbe rilevare il livello di preparazione degli studenti e di cui pedagogisti e insegnanti denunciano da anni le aberrazioni. Ma l’ex ministro si è guardato bene dall’entrarvi nel merito.

 

Infine sull’abbandono scolastico, di nuovo in aumento in Italia dal 2017, Fioramonti si è limitato ad individuare nella carenza di risorse la soluzione di un problema che richiederebbe interventi strutturali, a partire dall’abolizione della “Buona Scuola” e del “Jobs Act”. Segnaliamo all’ex-ministro, che ha accusato il suo partito di non avere un’idea di società, la necessità di una decisa inversione di tendenza rispetto alle politiche che condannano le nuove generazioni a usufruire di sempre meno diritti, a partire da quello allo studio.

 

430.00 euro destinati alle scuole: deliberati i contributi per i Piani dell’Offerta Formativa e per le spese di funzionamento degli Istituti Calvino e D’Annunzio, approvati i lavori di manutenzione straordinaria per la nuova sede dell’ITS Academy Turismo Veneto

 

L’amministrazione comunale di Jesolo rinnova il suo impegno per il mondo della scuola stanziando oltre 120.000 euro per i POF, i Piani dell’Offerta Formativa predisposti dagli istituti Calvino e D’annunzio e circa 44.000 euro per le spese generali che gli istituti sostengono nello svolgimento delle loro attività. L’obiettivo è favorire l’attività formativa svolta dalle scuole, che deve riflettere le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale.

 

“Il nostro paese ha bisogno di una buona scuola – commenta Roberto Rugolotto, assessore all’Istruzione – perché l’istruzione è l’unica risposta alla richiesta di nuove competenze espressa dai mutamenti del mercato del lavoro. Ne siamo coscienti come amministrazione e questo si traduce in un impegno costante per assicurare la qualità degli edifici e il sostegno ai progetti formativi, per rendere effettivo il diritto allo studio e favorire la formazione professionale. Infatti mentre sono in fase di conclusione i lavori di sistemazione del tetto della scuola Rodari, abbiamo approvato anche i lavori di manutenzione straordinaria per la nuova sede dell’ITS Academy Turismo Veneto, messa a disposizione dall’amministrazione comunale. Complessivamente per i due interventi è stata impegnata la cifra di circa 270.000 euro”.

 

I lavori di sistemazione del tetto della scuola Rodari si sono resi necessari per rimediare ad una situazione di degrado del manto di copertura, con parte delle tegole che risultava frantumata a causa del gelo dei periodi freddi. È stato realizzato il rifacimento e la ristrutturazione della copertura attuale per garantire una perfetta protezione della struttura sottostante.

 

Diversamente, alla ex scuola primaria Colombo si sono resi necessari lavori per adeguare l’edificio alla sua nuova destinazione come sede dell’ITS, destinata ad ospitare i corsi post diploma per la formazione dei futuri manager nel settore del turismo. Per soddisfare i requisiti richiesti dalla didattica sarà installato un ascensore per accedere al primo piano dove verrà creato un salone. Inoltre saranno oggetto di manutenzione straordinaria le pareti interne ed esterne, i serramenti e i pavimenti.

Premiati questa mattina, giovedì 28 novembre, nella sala Teatro del Collegio Astori i ragazzi che hanno partecipato al Concorso Agro Altinate, giunto alla sua 5^ edizione. Promosso dal Centro Ricerca Storica Astori e l’Eco di Mogliano, con il patrocinio dal Comune di Mogliano, ha visto la partecipazione di ben sessanta alunni delle scuole medie moglianesi Margherita Hack, Levi Montalcini e Collegio Astori.

 

 

I ragazzi, dopo aver visitato lo scorso anno il Museo Don Giuseppe Polo e aver approfondito la ricerca storica dell’epoca romana, hanno scelto di partecipare al concorso multimediale con i loro manufatti costruiti con materiali vari e arricchiti da video e foto dei progetti.

 

 

Don Giuseppe Polo, l’insegnante e storico morto nel novembre del 2014 dopo cinquant’anni trascorsi all’Astori, aveva fondato il “Gruppo Ricerca storica Astori” ed era diventato un pilastro dell’istituto. Il Museo, a Lui intitolato, contiene numerosi reperti di età romana raccolti nelle campagne moglianesi.

 

   

 

“Sono contentissimo di poter collaborare con questa iniziativa che contribuisce ad accrescere il bagaglio storico culturale dei ragazzi – ha dichiarato l’Assessore alle Identità e Tradizioni locali, Enrico Maria Pavan. – Con l’Amministrazione comunale, stiamo valutando una data e un evento adeguato dove poter ospitare la mostra dei lavori dei ragazzi che meritano di essere visibili a un pubblico vasto”.

 

Tra i partecipanti, sono stati segnalati sei lavori e poi premiati cinque autori dalla giuria presieduta da Luciana Ermini e composta da Don Vito Maurizio, responsabile del progetto, Cesare Bison, fotografo e Giuseppe Dal Todesco. Oltre a un attestato di partecipazione per tutti i sessanta concorrenti, sono stati donati libri storici e dei preziosi braccialetti tecnologici per lo sport dallo sponsor Studio Tecnico Mario Cuzzolin.

 

 

 

 

 

La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, al fine di sensibilizzare l’umanità verso l’eliminazione della violenza contro le donne.

 

La scelta della data fu legata al 25 novembre del 1960, giorno in cui, nella Repubblica Dominicana di Trujillo, fu compiuto un brutale assassinio di tre sorelle considerate rivoluzionarie: le sorelle Mirabal, che furono torturate e strangolate. Dopo l’uccisione venne simulato un incidente e furono ritrovate in fondo a un burrone.

 

 

Ogni 15 minuti una donna è vittima di violenza

La matrice della violenza permane ancora oggi in ogni parte del mondo e in Italia, come registra il report 2019 della Polizia di Stato, in base al quale ogni 15 minuti si verificano reati di violenza contro il genere femminile.
In alcuni luoghi le donne bambine vengono date in spose, in altri vengono private dell’utero per poter lavorare senza l’inconvenienza del ciclo mestruale, in altri vengono violentate, trucidate e uccise con regolarità, in altri ancora sono vittime di violenze domestiche e altre violenze sempre più sofisticate e capaci di demolire la dignità femminile anche senza sfiorare fisicamente il corpo della donna e, talvolta, senza che la vittima ne abbia immediata consapevolezza.

 

Cadiamo spesso nell’errore di considerare la violenza solo come percosse, lesioni, minacce o stupro, contestualizzati in un ambiente degradato e caratterizzato da scarsa cultura o da condizioni economiche difficili. Ma la violenza non ha alcun cliché. Essa si può manifestare in dinamiche diverse e in contesti culturali e socio economici di ogni livello, concretizzandosi in comportamenti celati tanto quanto evidenti. Essere controllate in modo costante e soffocante dal partner, vedersi negato l’accesso alle risorse economiche dal marito o compagno, essere costrette ad avere un rapporto sessuale con il proprio marito, essere derise o insultate in pubblico, essere escluse dalle decisioni inerenti i propri figli, sono solo alcuni esempi di una violenza che non lascia i segni evidenti sulla pelle, ma lascia segni profondi nell’anima e nell’autostima. Si tratta della violenza psicologica ed economica.
Si legge sui giornali che la violenza fisica omicida si manifesti come un raptus momentaneo. In realtà non è mai così. La violenza si manifesta sempre in progressione ed è dovere di tutti educare i giovani a saper riconoscere i comportamenti sentinella, in modo da agire prima che si verifichino conseguenze irreparabili, sradicando la cultura della violenza e promuovendo l’educazione all’affettività.

 

Colpevoli in cerca di giustificazione

Oggi assistiamo a una vera e propria sostituzione della parola con i gesti. Quando non riusciamo a dare un nome alle nostre emozioni, perdiamo la capacità di guardare dentro noi stessi ed è come se interrompessimo il meccanismo di elaborazione dei nostri disagi. Un apparato emotivo che non riesce a tradurre l’emozione in parola scivola più facilmente nel gesto violento, unica forma espressiva che riesce a manifestare. Il processo di disumanizzazione che l’età della tecnica ha portato nel mondo del lavoro ha determinato un’accelerazione verso esigenze di efficienza e di competitività che chiedono alle persone di soffocare le emozioni, di essere anaffettive e produttive in ogni istante della vita lavorativa. Se fuori sei controllato e perfetto, le ansie e le emozioni trattenute rischiano di trovare sfogo solo nell’ambito familiare, ecco perché spesso la famiglia diventa il luogo dove può accadere di tutto, come purtroppo ci raccontano le cronache al pari di bollettini di guerra.
Anche la violenza sessuale non arresta la sua diffusione specie nelle grandi città dove, anche in pieno giorno, in strada come in casa, ad opera di amici, fidanzati o mariti, si consuma uno dei reati più atroci con spaventosa ricorrenza. Apprendiamo sgomenti le confessioni di gruppi di giovani ragazzi che, come in un orribile gioco, si giustificano vililmente: “se l’è cercata, aveva bevuto, aveva accettato un passaggio, mi aveva incoraggiato, mi invitava con lo sguardo”.

 

Iniziativa “Lasciala Libera di Volare”

Fermo nella convinzione che ogni violenza su una donna sia il risultato di un fallimento educativo, il CNDDU (Coordinamento nazionale docenti della disciplina diritti umani) promuove le attività didattiche tese all’approfondimento del fenomeno, delle sue manifestazioni e degli strumenti di tutela come l’iniziativa dell’ISI Pertini di Lucca, intitolata “Lasciala Libera di Volare”.

Su 21 laureati con il massimo dei voti, 18 con la lode
Cerimonia emozionante quella di ieri sera al Teatro Comisso di Zero Branco con la partecipazione dell’atleta coraggio Bernardo Bernardini.
In sei sono usciti dagli esami di maturità con 100 centesimi, gli altri 31 si sono laureati anch’essi con il massimo dei voti. Sono i ragazzi Soci o figli di Soci di CentroMarca Banca Credito Cooperativo di Treviso e Venezia, a ciascuno dei quali, come da ultraventennale tradizione dell’istituto, mercoledì 20 novembre è stata consegnata una borsa di studio nel corso di una cerimonia al teatro “Giovanni Comisso” di Zero Branco.
“La società in cui viviamo – sono le parole con cui il Presidente di CentroMarca Banca, Tiziano Cenedese, ha ricordato lo spirito autentico dell’iniziativa – ha bisogno di questi ragazzi. Le borse di studio vogliono essere un incentivo concreto per dare un sostegno affinché il traguardo raggiunto da questi studenti sia solo un punto di inizio per un futuro di successo”.
Un successo, ha tuttavia sottolineato Cenedese, che non deve necessariamente essere legato alla propria affermazione individuale. “Una delle sfide che auguro a questi giovani di saper raccogliere è quella di amare il lavoro che sceglieranno di svolgere, a prescindere dalla tipologia di attività. Ciò che conta davvero è che esso risponda ai bisogni propri e della Società nella quale vivono. Ogni essere umano merita il rispetto e la considerazione per il lavoro che fa e, non dimentichiamolo, soprattutto per quello che è” ha ribadito il Presidente di CentroMarca Banca .

Tra le facoltà più gettonate quelle sanitarie

Tra i 21 giovani che hanno conseguito la laurea magistrale quasi il 30% ha scelto facoltà medico sanitarie a dimostrazione di quanta attenzione ci sia da parte delle nuove generazioni alla salute e al benessere fisico delle persone.
Il tema della vita che può chiamare, a volte, ad affrontare sfide all’apparenza insormontabili è anche quello ripreso poco dopo da Bernardo Bernardini, un trevigiano al quale nel 1996, appena diciannovenne dopo un grave incidente, i medici avevano pronosticato un futuro in sedia a rotelle. Pochi anni dopo il ragazzo è stato capace di rialzarsi, di avvicinarsi a discipline sportive “totali”come il Triathlon e a recuperare una dimensione di vita normale alla quale forse solo lui e i propri familiari credevano.
“Il messaggio contenuto nella mia storia – ha detto Bernardo Bernardini parlando ai giovani presenti e alle loro famiglie – è che i momenti bui e difficili capitano, che non si superano facilmente, ma che con impegno, determinazione e metodo anche dalle situazioni più difficili si può rimontare. Nelle difficoltà la volontà trova soluzioni mentre la pigrizia e la paura cercano scuse. Purtroppo nella vita non abbiamo potere sugli eventi negativi che ci accadono – è stata la conclusione di Bernardini – ma possiamo sempre decidere come affrontarli”.
La serata è stata aperta in chiave musicale con quattro cover eseguite dalla giovane band “STAGE-IT” che ha anche proposto un loro brano inedito “In the Kitchen” che uscirà nel loro primo EP la prossima primavera.

I ragazzi premiati

Diploma di Maturità Scuola Superiore: Tommaso Bisca, Stefano Bruttocao, Annachiara  Grando, Debora Libralesso, Alessia Lorenzetto, Benedetta Marazzato.
Laurea Triennale: Rosalita Baldassin, Matilde Berto, Noemi Bortolato, Sara Danieli, Ester Davanzo, Alberto Fontana, Filippo Marchiori, Elisabetta Mason, Ilaria Picchetti, Davide Zanin.
Laurea Magistrale: Andrea Basso, Marco Bobbo, Angela Casarin, Celeste Casarin, Paolo Checchin, Veronica De Benetti, Edoardo Di Pietro, Dario Florian, Laura Francescato, Valentina Furlanetto, Beatrice Gatto, Roberta Mazzeo, Alice Nasato, Angela Pavanello, Elena Ragazzo, Giulia Remor, Anna Righetto, Mattia Rossi, Marta Sfriso, Teresa Storer e Filippo Vedelago.

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