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Allerta Meteo, l’analisi di Marco Rabito

6 minuti di lettura

Allerta meteo: gialla, arancione, criticità idrogeologica, bombe d’acqua che non esistono, presunti meteorologi che pubblicano sui social a caratteri cubitali scenari apocalittici. Fermi tutti. Abbiamo ancora davanti agli occhi gli alberi che cadono come birilli in Comelico. Era solo ieri. Oggi e nei prossimi giorni come sarà? A chi rivolgersi per tenersi informati ma soprattutto in che modo imparare a interpretare correttamente le informazioni? La parola al presidente di Meteo in Veneto Marco Rabito. Un nome, una garanzia.

Maltempo in Veneto e allarmismi che corrono velocissimi sui social. Una voce autorevole è quella di Meteo in Veneto con il suo presidente Marco Rabito. Quant’è importante una giusta interpretazione delle previsioni che si rincorrono in queste ore?

“Primo punto. È chiaro che siamo di fronte a un passaggio di instabilità, che si verificherà nelle prossime ore tra il pomeriggio e la prossima notte. Un altro punto è la quantità di energia disponibile, che è importante, corposa, figlia di questa ondata di calore che ci sta interessando da alcuni giorni. Per contributo di disponibilità energetica noi intendiamo il calore e l’umidità che sono presenti in Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia, le tre regioni che sono state interessate dai fenomeni di ieri sul comparto montano e che saranno probabilmente interessate dai fenomeni che osserveremo nelle prossime ore.

Questi sono due punti fermi.

Poi ci sono le previsioni del tempo, che si suddividono sostanzialmente in due categorie di fronte a queste circostanze: una categoria è la previsione del tempo che stabilisce come nelle prossime ore si possano sviluppare dei temporali prima sul comparto montano, successivamente in traslazione da nord ovest verso sud est anche su parte dei settori pianeggianti, in particolare quelli centro orientali della Regione del Veneto ma in misura minore. È probabile, ma non totalmente da escludere, anche sui settori più occidentali. Forse le zone più marginali saranno quelle del rodigino, della bassa veronese e del Delta del Po; tuttavia, non sono del tutto esclusi nemmeno quei settori pur avendo minor probabilità.

Poi c’è un altro piano, un altro tipo di previsioni: sono quelle probabilistiche, che si basano sull’indagine, sul rischio di fenomeni accessori estremi legati ai temporali.

Quindi, questo genere di previsioni che girano tantissimo sul web – ed è bene che ci siano perché sono sviluppate da personale qualificato, in particolare mi riferisco a Pretemp e a Estofex che sono due centri che lavorano molto bene con personale specializzato – però sono spesso mal interpretate dal cittadino, nonostante sia tutto ben indicato nei loro bollettini. In ogni caso, va specificato che si tratta di prodotti sperimentali, perlopiù adatti a un tipo di pubblico che abbia la capacità di interpretare e maneggiare nella maniera corretta questi prodotti.

Ma cosa dicono questi prodotti? Indicano, qualora nell’area indicata dallo specifico livello di rischio dovesse verificarsi un temporale, qual è il livello di rischio per lo sviluppo di fenomeni accessori intensi. In sintesi, se si sviluppa un temporale, se porterà fenomeni intensi o meno. Ovviamente, più è alto il livello indicato più è alto il rischio che questi temporali sviluppino fenomeni intensi.  

Cosa che non dice questa previsione è dove si svilupperanno i temporali. Ok? Quindi è scorretto prendere l’area estesa in cui è indicato il livello di rischio e valutarla come “in questo settore si svilupperanno sicuramente temporali cattivi”.  No, non è così. Anzi, all’interno di un settore con livello massimo, è anche possibile che non si sviluppi alcun temporale nella zona di ‘mia’ competenza, in cui magari sono compresa io.

Un esempio: “son compreso nel rischio tre: caspita abito a Vicenza, son dentro rischio tre”. Non è scontato che in tutto il settore a rischio tre si sviluppino fenomeni intensi.  La previsione dice che “qualora qualche temporale si sviluppi dentro quel settore sì è molto a rischio” ma non ci dice appunto se si formeranno.

Per questo, è molto importante che i cittadini – che magari non dispongono della sufficiente abilità e conoscenza nelle lettura di questi bollettini – si limitino a quelli istituzionali, mi riferisco alle previsioni dell’Arpav che escono ogni giorno alle 13.00 e al bollettino ancora più importante, soprattutto nei casi di rischio, emesso dal centro funzionale decentrato della protezione civile, quindi da Marghera, e viene emesso alle 14.00, tenendo ben presente che nel rischio di temporali intensi il grado massimo è quello arancione, non esiste il grado rosso per i temporali. Quindi, di fronte a un grado arancione siamo in presenza di un eventuale rischio massimo per temporali, che equivale quindi a mantenere tutte quelle precauzioni necessarie”.

Quali sono i parametri che generano un fenomeno intenso?

“A questa domanda ho risposto già in parte, ovverosia che le condizioni propedeutiche alla genesi di fenomeni temporaleschi di tipo intenso sul nostro territorio partono dalla disponibilità di energia sotto forma di calore e di umidità, in genere giunta nei giorni precedenti o può anche generarsi nelle ore immediatamente precedenti al verificarsi nelle condizioni invece necessarie all’innesco, perché son cose differenti. Nei giorni scorsi – penso a lunedì che non abbiamo avuto nessun fenomeno temporalesco sulla nostra pianura – avevamo condizioni energetiche enormi ma chiaramente mancava l’innesco, mancava qualcuno che ‘desse fuoco alla miccia’.

Ecco, i giorni più pericolosi sono quelli in cui si dispone sia delle condizioni necessarie per far sì che questi temporali possano esplodere e in cui ci sia anche chi accende la miccia. E chi accende la miccia? La miccia in genere viene accesa da un calo della pressione atmosferica, che è in atto già da ieri sull’arco alpino, l’intrusione di aria più fresca dal di là delle Alpi, che travasa in padana: l’aria più fresca è più pesante quindi tende a infilarsi sotto l’aria più calda preesistente – generando dei contrasti e quindi anche degli sviluppi temporaleschi – e aria secca. L’aria secca in genere s’intrude dalla stratosfera, da quote molto elevate e favorisce lo sviluppo di molti ascendenti particolarmente intensi anche alla conservazione dei chicchi di grandine all’interno della nube temporalesca fino a raggiungere dimensioni ragguardevoli tali poi da produrre in caduta dei danni.

Questi temporali, che si sviluppano in un ambiente così energeticamente predisposto, sono temporali che assumono carattere intenso per grandine, raffiche di vento, nubifragi e downburst, raffiche di vento discendenti.

Ieri abbiamo visto nel Comelico, in Val di Fassa, in Cadore che danni possono generare soprattutto quando impattano su un territorio complesso come quello montano, in cui il profilo dei rilievi sviluppa tramite effetto Venturi un’ulteriore velocità con cui l’aria fluisce all’interno delle vallate e produce dei danni importanti anche sulla vegetazione e sulle unità abitative.

Poi, non del tutto da escludere – sebbene più marginale – c’è anche il rischio di qualche vortice qualora in pianura si possa sviluppare qualche temporale a supercella, che sono temporali molto molto energetici dotati di un mesociclone, quindi dotati di una bassa pressione al loro interno quindi già dotati di una circolazione che possono potenzialmente sviluppare anche dei vortici.

Cosa consiglieresti ai Veneti per oggi e per i giorni a venire, a parte tenersi informati sulla pagina di meteo in Veneto che già tante volte ha salvato auto e non solo dalle grandinate?

“Il suggerimento che mi sento di dare è prima di tutto di affidarsi a previsioni che vengano redatte, analizzate e prodotte da professionisti del settore che si trovano su Arpa Veneto attraverso dei bollettini che vengono emanati alle 13 di ogni giorno.

Previsioni che si trovano anche da Meteo in Veneto, in questo caso Meteo in Veneto ha il vantaggio di fare più aggiornamenti in un giorno, di avere uno sguardo un po’ più costante, più continuativo, con la prerogativa di andare ad analizzare i singoli settori all’interno di un macrosettore che è la nostra regione Veneto. Quindi, se la previsione di Arpav è specifica sull’intera Regione Veneto, la previsione di Meteo in Veneto può anche risultare utile per andare ad analizzare singole micro aree all’interno della regione, e questo è un ulteriore vantaggio.

E poi è suggerito, soprattutto di fronte a l’eventualità di fenomeni atmosferici di forte intensità che possono cagionare dei danni, prendere sempre visione del bollettino che viene emesso dal Centro funzionale decentrato della Protezione Civile alle 14: cercate bollettini CFD, che poi è quel bollettino che dovrebbero consultare tutti gli amministratori locali che hanno delle attività che in qualche modo comportano la presenza di persone, magari anche di grandi folle all’aperto”.

Ritieni ci sia ancora qualcosa da sottolineare?

“Ultima cosa, secondo me utile, va sottolineato che il fenomeno legato al temporale, per quanto possa essere devastante e intenso, è mediamente di piccolo calibro, di piccolo cabotaggio, per cui la previsione puntuale su uno specifico territorio è una previsione che si può fare solo quando si è a distanza estremamente ravvicinata dal fenomeno. Parliamo di poche decine di minuti. Quindi non è possibile fare una previsione puntuale di grandine su uno specifico territorio con un giorno di anticipo o con dieci ore di anticipo, si può fare con qualche decina di minuti di anticipo: questo permette di fare un sacco di attività di prevenzione ma chiede al cittadino di essere disposto ad aggiornarsi e informarsi in maniera costante durante il periodo più propizio per lo svilupparsi di questo tipo di fenomeno.

Se da una parte è importantissimo il lavoro che fa il meteorologo professionista per fornire informazioni, cercando di renderle fruibili, comprensibili da qualunque cittadino anche non esperto del settore, è importante che ci sia un passo nella direzione opposta proprio da parte del cittadino stesso, per venire incontro a questo tipo di comunicazione.

Significa avere la disponibilità a informarsi, ad aggiornarsi e anche a fare un piccolo sforzo di comprensione per accrescere quelle che sono le sue conoscenze sulla cultura sia del dell’allertamento sia delle scienze dell’atmosfera, che vuol dire evitare parte dei danni che si possono poi avere sulle proprie strutture, sulle proprie automobili, le proprie suppellettili. Non ultimo ridurre il rischio per quanto riguarda la propria incolumità, perché sapere che si può sviluppare un fenomeno con sufficiente anticipo ti permette di essere all’interno di un’abitazione, dove aumenta in maniera esponenziale la tua sicurezza”.

In copertina, screenshot http://radaralert.arpa.veneto.it/ martedì 19 luglio, ore 18.30

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