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Facciamo un favore ai nostri animali domestici comprando quelle crocchette?

2 minuti di lettura

Se occuparsi della propria dieta non basta, c’è da pensare anche a quella dei propri animali domestici. La più popolare in questi giorni è la dieta canina B.A.R.F, che sta per “cibo crudo biologicamente appropriato”. Fondata dal veterinario e nutrizionista Ian Billinghurst, il principio è quello di nutrire i cani con la dieta con cui si sono evoluti: una dieta composta da carni e verdure fresche, crude e selvatiche. La struttura genetica dei cani domestici supporta la teoria.

 

Da un pastore tedesco a un chihuahua, i cani condividono la stessa struttura genetica dei loro antenati, i lupi grigi. La dieta cruda è ricca di proteine, moderata di grassi e con una quantità minima di carboidrati. Per lo più è composta da carne, ossa crude, organi e verdure e frutta. I benefici sembrano essere numerosi, tra cui: una corporatura più snella e muscolosa; un miglioramento della pelle e del pelo; denti più puliti e alito più fresco, ecc.

 

Per non dimenticare il vantaggio ambientale: l’alimentazione di materie prime riduce l’impronta ecologica. Una dieta cruda è più pienamente utilizzata dal corpo di cani (e anche gatti), il che equivale a feci più piccole e lettiere più pulite. La dieta B.A.R.F. utilizza anche parti di animali come le carni organiche che, sebbene siano sicure per noi da mangiare, di solito vengono evitate dagli esseri umani. L’uso di queste parti della carne riduce gli sprechi.

 

Le ricerche della veterinaria Karen Becker sul B.A.R.F. mostrano quanto tale dieta possa essere di beneficio rispetto a una basata solo su crocchette tradizionali, e non è la sola. La ricercatrice veterinaria Björkman ha studiato i livelli di omocisteina nei cani, che è un indicatore di infiammazione e malattie croniche legate alla dieta.

 

L’esperimento ha coinvolto quattro gruppi di cani per sei mesi. Il primo gruppo era costituito da cani nutriti in precedenza con cibi crudi che sono stati passati al cibo secco per la seconda metà dello studio. Il secondo gruppo era costituito da cani alimentati a secco, che sono stati passati al cibo crudo per tre mesi. Il terzo e il quarto gruppo hanno continuato a mangiare il loro cibo normale (secco o crudo per l’intero studio di sei mesi).

 

I risultati della ricerca hanno dimostrato che i cani nutriti con cibi crudi che hanno continuato a mangiare cibi crudi avevano i livelli di omocisteina più bassi, mentre i cani che mangiavano cibo secco e continuavano a mangiare cibo secco avevano i livelli dieci volte più alti di omocisteina. Infine i cani allevati con cibo crudo e passati alle crocchette hanno avuto un aumento di cinque volte dei livelli di omocisteina nel corpo al termine dello studio.

 

Se si vuole cambiare dieta al proprio cane, è bene che accada lentamente. La transizione completa può spesso essere realizzata entro una settimana; senza dimenticarsi che il passaggio deve avvenire in modo prudente. I cuccioli possono generalmente cambiare dieta nel corso di pochi giorni, poiché in genere hanno un sistema digestivo più sano rispetto ai cani più anziani. Più vecchio è il cane, più tempo bisogna impiegare nel passaggio a una dieta cruda.

Per cominciare, si consiglia di far digiunare il cane da mezza giornata a un’intera giornata prima del pasto, per garantire un buon appetito, quindi nutrirlo solo un po’ per vedere come gestisce il cibo fresco. Se non ci sono problemi, si può continuare a sostituire un po’ della dieta originale con la dieta cruda. Ci si può aspettare un grande sorriso canino.

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