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Quanti di noi hanno l’abitudine di fumarsi la sigaretta e poi gettare a terra il mozzicone? Lo spegniamo con il piede e lo lasciamo lì, imbrattando marciapiedi, tombini e spiagge, senza considerare che i mozziconi, insieme alle chewing-gum, sono tra i rifiuti più numerosi e dannosi al mondo. Se le gomme impiegano in media cinque anni per smaltirsi, i mozziconi possono arrivare fino a 12.

 

Ogni giorno sui Social o nelle riviste ci vengono sbattute in faccia immagini terribili di quello che i rifiuti stanno causando al nostro Pianeta, arrivando a raggiungerne anche i luoghi più incontaminati.

 

La situazione sta sfuggendo di mano. Negli stomaci delle balene vengono ritrovate buste di plastica. I volatili si costruiscono il nido con pezzi di plastica e cocci di vetro. Le tartarughe scambiano i rifiuti di plastica per meduse e li inghiottono, andando incontro a morte certa.

 

La verità più allarmante arriva dal WWF, che informa come ogni anno vengano disperse in natura 100 milioni di tonnellate di plastica. Non è da meno Legambiente, che denuncia come mozziconi, chewing-gum, cotton-fioc, cannucce, e tutti gli oggetti monouso in genere stiano soffocando i nostri mari e le nostre spiagge.

 

Pensiamo che un solo mozzicone avvelena 500 litri d’acqua. Sempre più spesso i pesci come tonni e salmoni mangiano pesci più piccoli che hanno ingoiato filtri di sigaretta, e le sostanze chimiche ci ritornano nel piatto.

 

La plastica, così comoda, utile e poco costosa, è il peggior nemico degli animali e della natura!

 

Ecco allora le 5 piccole e semplici abitudini che tutti noi possiamo adottare salvare il Pianeta:

  1. Basta cannucce. Possiamo farne a meno.
  2. Basta acquistare prodotti singoli. Prediligiamo l’acquisto del prodotto sfuso.
  3. Basta sacchetti di plastica. Iniziamo ad adoperare una borsa riutilizzabile
  4. Basta con la plastica monouso. Troviamo gli stessi prodotti usa e getta fatti di carta
  5. Basta comprare alimenti contenuti negli imballaggi solo per comodità.

“Si merita sicuramente di essere considerato un vecchio alpino per quanto ha rappresentato per le Penne nere ma io lo sento anche come un vecchio amico. Ho quindi un motivo in più per ringraziare e mandare un sincero saluto a tutti coloro che domani parteciperanno alla tumulazione di Iroso, mulo che rimarrà un simbolo nella storia delle nostre truppe alpine e del Veneto. Al Mulo con la emme maiuscola confermo commosso il mio omaggio e quello di chi crede nei valori della nostra cultura veneta”.

 

Sono le parole del presidente Luca Zaia che accompagneranno le ceneri di Iroso – ultimo rimasto tra i muli immatricolati nell’esercito e salvato dalla macellazione negli anni Novanta – alla sepoltura, domani a Vittorio Veneto. Cerimonia alla quale, con grande dispiacere, il Governatore non potrà essere presente a causa di altri, concomitanti, impegni istituzionali.

 

“Lo avevo soprannominato generale perché Iroso è stato veramente un simbolo del legame secolare tra l’uomo e l’animale, tra l’Alpino e il Mulo – aggiunge Zaia -. I suoi occhi profondi e di un’espressività unica mi erano rimasti impressi fin dalla prima volta che lo vidi ad un’Adunata. Aveva la rugosa serenità di quei nostri vecchi, provati dalla vecchiaia e dal lavoro ma forti nella solidità di una vita vissuta. Nella sua espressione si leggevano la docilità e la forza che da sempre, insieme alla fedeltà, hanno fatto del mulo il fratello dell’alpino nelle fatiche della guerra e del lavoro in tempo di pace”.

 

“Da domani Iroso sarà un simbolo ulteriore – conclude il Presidente – uno dei rari animali che riposano sotto un monumento. Ha avuto in sorte di vivere a lungo, molto per una bestia, grazie ai sentimenti di chi conosceva i muli e non ha accettato che fossero solo mezzo di lavoro prima e carne da macello poi. Ringrazio l’alpino De Luca per quanto ha fatto e la sezione Ana di Vittorio per l’organizzazione della cerimonia. Un momento che conferma come un affetto così grande non si estingue con un tratto”.

“Voliamo Esagerare”: per ora niente Pet-Therapy ma solo una fase di conoscenza dell’animale. Alla ricerca di sponsor e sensibilizzazione per creare un progetto più ampio destinato anche a persone con patologie complesse

 

Per ora è solo in una fase di promozione attraverso incontri pubblici, come quelli attuati nei giorni scorsi a Villa delle Magnolie a Monastier, ma il progetto sociale “Voliamo Esagerare” potrebbe nel tempo svilupparsi in modo molto più ampio e diventare una delle cure alternative soprattutto su patologie complesse come, ad esempio, i disturbi dello spettro autistico. 

 

“Siamo ancora nella fase di promozione del progetto – fa sapere il dottor Giorgio Zaramella, psicologo e responsabile del Progetto Sociale “Voliamo Esagerare”. – Con l’aiuto di Maria Katia Danieli, co-ideatrice del progetto e responsabile dei pappagalli stiamo promuovendo quello che ci auguriamo diventi un progetto terapeutico vero e proprio. Lo facciamo in luoghi come scuole, centri commerciali, piazze e, come ha fatto la signora Maria Katia Danieli a Monastier, anche in case di riposo. Ma non si può parlare ancora di Pet-Therapy con i pappagalli”.

 

Un progetto sociale con un duplice intento: il primo è quello di creare un gruppo di persone (staff) che ruoti attorno alla gestione dei pappagalli, anche attraverso l’aiuto pratico nella partecipazione agli eventi organizzati, e che permetta di unire nello stesso gruppo minori problematici, volontari, educatori e professionisti della salute. 

 

A Musestre una stanza dei pappagalli

“Per questo abbiamo creato presso la nostra sede a Musestre una stanza dei pappagalli appositamente attrezzata – fa sapere il dottor Zaramella. – Il secondo obiettivo è quello di formare una equipe multidisciplinare secondo Linee Guida Nazionali per gli Interventi Assistiti con Animali e successivamente richiedere al Ministero della Salute la possibilità di sperimentare il pappagallo come animale da Pet-Therapy (oggi non contemplato) al fine di sviluppare cure alternative soprattutto su patologie complesse come, ad esempio, i disturbi dello spettro autistico. La particolare curiosità che suscitano questi animali non convenzionali, permette di creare un ambiente favorevole e inclusivo nel quale poter affrontare, attraverso interventi psicoeducativi specifici, alcuni disturbi dello sviluppo altrimenti difficilmente gestibili, basti pensare ai Disturbi Dirompenti dell’Umore nei quali vi è spesso un netto rifiuto da parte dei giovani pazienti alle cure proposte. Ovviamente tutto questo rimane di competenza di operatori sanitari, psicologi ed educatori, che appartengono al progetto stesso. I pappagalli sono e rimangono un semplice mezzo di attrazione e non un mezzo di cura” ribadisce il dottor Zaramella.

 

Il progetto “Voliamo Esagerare” originario nasce nel 2014 dalla stessa Maria Katia Danieli come attività ludico-ricreativa con i pappagalli, quando tale attività non era normata dallo Stato Italiano e quindi non era soggetta alle disposizioni entrate in vigore sin dal 2015.  Nel 2018, con il coinvolgimento di alcuni esperti nel settore sanitario e all’interno dell’associazione “A casa di …” di Musestre di Roncade (che offre servizi psico-educativi e di sostegno alle famiglie), l’attività con i pappagalli si evolve in “progetto sociale”.

 

 

Il pappagallo: un animale dalla caratteristiche uniche

“Quello che stiamo facendo ora è solo una fase di primo approccio con le persone che vengono a contatto con questi curiosi animali – ribadisce il dottor Giorgio Zaramella. – Il progetto Voliamo Esagerare sarà attuabile solo alla fine del percorso formativo che i vari operatori (psicologi, educatori, veterinari, coadiutori dell’animale) stanno effettuando ma che non hanno ancora completato. Per questo, allo stato attuale, non possiamo parlare di Pet-Therapy con il pappagallo. L’utilizzo del pappagallo, rispetto agli animali convenzionali (cane, gatto, cavallo, asino e coniglio) si giustifica per le sue caratteristiche uniche nel mondo animale: oltre a essere intelligente e simpatico riesce a manipolare gli oggetti, a pianificare azioni, a interagire con suoni che riproducono la comunicazione umana e tanto altro – ribadisce il dottor Giorgio Zaramella. – Per la realizzazione di tutto questo servono risorse economiche che cerchiamo di raccogliere attraverso sponsor e donazioni; in questa fase proponiamo al pubblico degli incontri finalizzati alla presentazione del progetto, all’informazione e alla conoscenza del mondo del pappagallo. Le persone possono interagire con i nostri animali, che non sono addestrati a fare numeri da circo, ma sono abituati a convivere liberi con l’uomo e non in gabbia, al pari di qualsiasi animale da compagnia, permettendo così di farsi accarezzare o salire su un braccio”, conclude il dottor Zaramella.

In questi giorni in Regione si sta avviando la stagione dell’alpeggio, migliaia di animali saranno trasferiti dalla pianura ai pascoli di montagna, nelle zone dove oramai da anni si sono insediati i lupi. Sarà quindi inevitabile che nelle situazioni dove non sono stati attivati i sistemi di prevenzione dalle predazioni, si assista agli attacchi dei lupi nei confronti degli animali privi di difese e non custoditi dai pastori.

 

“Ma oramai le predazioni sono un fenomeno che accade tutto l’anno – chiarisce Massimo Vitturi, responsabile nazionale LAV, Area Animali Selvatici – come dimostrato da quanto accaduto nei mesi scorsi in Lessinia e non potrebbe essere altrimenti visto che oramai i lupi sono entrati a far parte della fauna selvatica stanziale della Regione.”

 

Tuttavia, nonostante sia oramai chiaro che i lupi sono ricomparsi sul territorio per restarci, l’amministrazione regionale continua a trattare il fenomeno come si trattasse di arginare un’emergenza.

 

Per questo motivo LAV ha incontrato l’assessore regionale all’agricoltura Pan. Nel corso dell’incontro sono stati esposti i risultati raggiunti dalla piattaforma locale sulla convivenza tra lupo e attività umane, organizzata nei mesi scorsi a Grosseto per volontà dalla Commissione Europea alla quale la LAV ha dato un contributo fattivo e concreto. Fra le numerose azioni elaborate dalla piattaforma, che ha visto confrontarsi allevatori, cacciatori, caseifici, amministratori, associazioni ambientaliste e animaliste, è stata portata all’attenzione dell’assessore Pan la necessità che le istituzioni regionali riconoscano l’impegno di quegli allevatori che adottano i sistemi di prevenzione delle predazioni, anche favorendo il loro accesso ai finanziamenti erogati dal PSR.

 

Durante l’incontro la LAV, partendo dalla considerazione che le uccisioni dei lupi, oltre a essere illegali, non comportano alcuna riduzione delle predazioni, ha posto l’accento sulla necessità che l’impegno della Regione non possa essere limitato alla fornitura delle recinzioni anti-lupo, ma debba essere integrato da una costante azione di verifica della loro corretta messa in opera, pena l’inefficacia del sistema. Come dimostrato da una ricerca effettuata dal ministero dell’Ambiente della Slovenia, il quale ha verificato che solo la corretta installazione e manutenzione delle recinzioni elettrificate garantisce la totale protezione degli animali negli allevamenti dai lupi.

 

“Ciò che abbiamo voluto chiarire con l’assessore Pan – prosegue Vitturi – è il fatto che oramai il lupo è una presenza stabile sul territorio regionale e per questo le predazioni non possono più essere considerati fenomeni transitori”.

 

Per questo motivo è necessario che la Regione Veneto predisponga un progetto onnicomprensivo, attivo tutto l’anno sull’intero territorio regionale, che preveda azioni a più livelli per la prevenzione delle predazioni, attivando le soluzioni più efficaci e garantendone il corretto utilizzo e manutenzione.

 

“Il lupo è tornato su tutto l’arco alpino per restarci – conclude LAV – prima gli allevatori e le istituzioni prenderanno atto di questa realtà, adottando le misure di prevenzione conseguenti, prima saranno bloccate le predazioni e la convivenza potrà realizzarsi nel pieno rispetto del lupo”.

 

L’amministrazione comunale di Casale sul Sile è lieta di ricordare che in via Antelao (zona cimitero) esiste uno spazio dove portare gli amici cani a giocare, mentre è possibile rilassarsi su una panchina all’ombra o al sole.

 

 

È “L’Impronta”, una confortevole area di sgambatura dotata di due fontane, luci per tranquille passeggiate serali e tanta ombra per le giornate di sole.

 

 

Per accedere all’area è necessario iscriversi all’associazione Smile, contattando la presidentessa Stefania Cefariello e il suo staff ai seguenti recapiti: [email protected] e 392.6352103.

Campagna di raccolta fondi per il soccorso animale

 

Il randagismo è un fenomeno lontano dall’essere superato e gli interventi da mettere in atto – soprattutto al Centro Sud e nelle Isole – sono più che mai urgenti per gli animali coinvolti che, traumatizzati dall’abbandono o nati da animali in libertà, sono costretti a una vita di stenti o esposti a continui pericoli come gli incidenti stradali, che possono costituire un rischio anche per l’incolumità pubblica. Questo fenomeno rappresenta anche un costo per la collettività: nel 2017 si sono spesi 402.031,00 € al giorno per il mantenimento dei cani detenuti nei canili secondo una stima estremamente conservativa, con un danno di immagine a livello turistico per le regioni in cui il fenomeno è più diffuso.

 

Il Mezzogiorno si conferma zona critica per numero e gestione di cani e gatti sul territorio. Al Sud il 44% dei canili, il 37% al Nord e il 19% al Centro, gattili quasi inesistenti al Sud e nelle isole. Nel 2017 il numero dei cani presenti nei canili rifugio è aumentato del 9,26% rispetto al 2016, e su 114.866 cani presenti in queste strutture, ben il 72% (82.342) si trova in quelle del Mezzogiorno (fonte “Randagismo: l’indagine LAV 2018” ©LAV).

 

 

Chiama o manda un sms al numero 45587 e dona 2 o 5 euro. Aiuterai LAV a destinare un’ambulanza veterinaria alle emergenze e alla prevenzione del randagismo

A partire dal 24 giugno puoi partecipare anche tu alla raccolta fondi promossa da LAV, per destinare un’ambulanza veterinaria alla prevenzione del randagismo e al soccorso di animali in caso di calamità.

 

La prima ambulanza veterinaria LAV sarà:

• attiva sull’intero territorio italiano
• dedicata in via prioritaria agli interventi per la prevenzione del randagismo, una vera emergenza in particolare nel Mezzogiorno
• destinata al soccorso di animali in caso di calamità naturali (in accordo con quanto sancito dal D.Lgs n.1 del 2018), che include tra le finalità della Protezione civile, con cui LAV ha siglato un Protocollo di intesa, l’azione di soccorso e assistenza agli animali e alle famiglie con animali al seguito in caso emergenze naturali.

 

“Uno strumento utile per azioni di profilassi e di prevenzione del randagismo”

“L’ambulanza veterinaria potrà essere un valido ausilio nel gestire emergenze, come in caso di animali vittime di calamità naturali – afferma Gianluca Felicetti, presidente LAV. – Forti dell’esperienza che la nostra associazione ha maturato sul campo nel corso dei più recenti e drammatici eventi sismici del Centro Italia, e del protocollo d’intesa siglato con la Protezione Civile proprio per garantire il soccorso di animali, l’ambulanza veterinaria sarà uno strumento utile anche per azioni di profilassi e di prevenzione del randagismo (sterilizzazioni). Con una piccola donazione ci aiuterete a essere più efficaci nel soccorrere gli animali in difficoltà”.

 

 

 


Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, Iliad, Coop Voce, Tiscali. Sarà di 5 euro per le chiamate da rete fissa TWT, Convergenze, PosteMobile e di 2 o 5 euro da rete fissa TIM, Vodafone, Wind Tre, Fastweb e Tiscali. La campagna si svolge in collaborazione con Responsabilità Sociale Rai.

Il medico veterinario Aldo Giovannella, moglianese, avrà l’onore sabato 29 giugno di essere ospite presso la prestigiosa e storica sede di Mestre della Croce Verde, dove potrà presentare la 12ma edizione del format di primo soccorso rivolto ai cani, “Aiuto? Il Primo!”, da lui stesso ideato.

 

Una prova generale questa, che aprirà la strada per una sua futura e continuativa collaborazione con la Croce Verde, già da anni specializzata a livello locale e regionale nel soccorso degli umani. Un corso utile e fondamentale, rivolto a tutti coloro che quotidianamente o per passione o per lavoro, sono accanto ad un pet.
Un corso che ci auguriamo possa diventare obbligatorio, nel futuro. Un corso come nuova prospettiva di lavoro rivolto ai giovani colleghi veterinari.

Al fine di garantire un corretto utilizzo di parchi e spazi pubblici da parte di tutta la cittadinanza, l’amministrazione comunale di Casale sul Sile ricorda che sono obbligatori per tutti i proprietari di cani che accedano in compagnia del proprio animale a tali aree pubbliche l’uso del guinzaglio e la raccolta delle feci con idonei strumenti.

 

È inoltre vietato accedere con gli animali alle zone destinate ai giochi per bambini.

L’amministrazione comunale installerà, se necessario, appositi cartelli e avvisi per indicare divieti e obblighi e segnalare e delimitare le aree gioco per bambini all’interno del parco.

Un viaggio fino a Modena per distribuire cibo, emozione e gratitudine agli animali più bisognosi
Sabato 15 giugno, al canile intercomunale di Modena è avvenuta la consegna di centinaia di quintali di cibo per cani e gatti destinati a tutta Italia. Questo grazie all’accordo nazionale tra LIDL e LEIDAA.
I delegati di Treviso (Christian Badin) e di Venezia (Andrea Marin) hanno ritirato due furgoni carichi fino al tetto di cibo per cani e gatti.
Ora i sacchi di mangime verranno distribuiti ai vari rifugi o associazioni che ne hanno più bisogno, alle situazioni più critiche; poiché molti sono i volontari che non ricevono alcuna sovvenzione e, in silenzio, salvano centinaia di animali ogni anno.

In merito all’ordinanza sindacale nr. 1782 dell’11 giugno 2019 relativa all’abbattimento d’urgenza di alberi pubblici vincolati ubicati in aree cittadine lungo il PUT e “zona A – centro” del Comune di Treviso, a tutela della incolumità, da un esame veloce dell’ordinanza e delle schede relative alle piante oggetto di abbattimento sono emerse alcune criticità relative alla presenza e alla gestione di fauna selvatica, che inducono LAV Treviso a chiedere di riconsiderare il provvedimento.

 

LAV Treviso si permette di far osservare quanto segue:

• alcune specie di uccelli nidificano nelle cavità degli alberi “vecchi” e/o deperenti; cavità che vengono trovate o create (vedere ad esempio il picchio);

• la carenza di “vecchi alberi” genera carenza di siti e/o possibilità di nidificazione. Questa carenza può solo in parte venir surrogata dall’apposizione di scatole nido;

• non a caso le più moderne prescrizioni forestali (anche nei boschi produttivi!) prevedono il rilascio di un certo numero di piante “vecchie” per ettaro, allo scopo di fornire i siti adeguati;

• pertanto, ferma restando la necessità di abbattere gli alberi che costituiscono un oggettivo pericolo alla pubblica incolumità, si potrebbe auspicare il rilascio delle piante vecchie, site in posti dove non c’è passaggio di persone, (ad esempio tra le mura e il canale), anche tagliando alcuni rami laterali per alleggerire la chioma e diminuire così la probabilità di schianto o rovesciamento;

• si richiede comunque, – termina Massimo Vitturi, responsabile area animali selvatici per la LAV – ove possibile, di eseguire le opere di abbattimento al di fuori del periodo di nidificazione, quest’anno in ritardo a causa delle temperature fredde fino a pochi giorni fa, e delle conseguenti cure parentali

 

Dati i tempi ristretti per un esame approfondito della documentazione, chiediamo una proroga dei tempi di esecuzione dei lavori e la possibilità di un incontro per discutere della questione.

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