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Racconti di viaggio. Gli scimpanzé dell’Uganda durante una battuta di caccia (VIDEO)

6 minuti di lettura

Un viaggio nella maestosa foresta di Bugondo, in Uganda, alla scoperta di scimpanzé, scimmie blu, colobi, serpenti, camaleonti, farfalle e altre creature nel loro habitat naturale… che sorprese ci riserverà?

Lasciamo il nostro lodge ancora a buio a bordo di un fuoristrada diretti alla foresta di Bugondo. Il cielo limpido ci regala la vista di costellazioni splendenti. A queste latitudini sembra di poter toccare le stelle con le mani! La stagione delle piogge non è terminata e solo qualche ora fa si è abbattuto un temporale fortissimo ma, ai Tropici, il bel tempo arriva in un baleno. Intorno alle 6 il sole compare all’orizzonte. Ecco una nuova alba. La strada sterrata, di color ocra, si snoda attraverso una lussureggiante e straordinaria foresta. Il cielo si tinge di rosa. Per la pioggia di stanotte si alza un sottile strato di nebbia che si dissolve lentamente lasciando che i raggi del sole illuminino la giungla intorno a noi facendo brillare il verde delle foglie, ancora bagnate, dei grandi alberi.

Guarda il video su YouTube.

Ci fermiamo per osservare la magnificenza della natura incontaminata che ci circonda. Sul ciglio della strada un camaleonte si muove lentamente diventando di un colore verde intenso non appena raggiunge dei ciuffi d’erba. Poco distante, nel mezzo della strada, centinaia di farfalle svolazzano nei pressi di una pozza d’acqua.

Camaleonte in Uganda (Africa)
Farfalle in Uganda (Africa)

Proseguiamo il viaggio e attraversiamo alcuni villaggi dove tutti sono in movimento. Gli studenti con le loro divise si avviano a scuola, i venditori ambulanti con ceste di meravigliosa frutta fresca, principalmente banane ananas, avocado, si posizionano lungo la strada sotto i grandi “alberi corallo” che sono in fiore. Riforniranno le tante corriere che si muovono in lungo e in largo per il paese. Ci salutano con affetto e grandi sorrisi chiamandoci mzungu (uomo bianco). Nel nostro lungo viaggio abbiamo potuto constatare che l’Uganda è proprio un paese meraviglioso così come le genti che lo abitano. Non a caso Winston Churchill lo definì “La perla d’Africa” …“Uganda is a fairy tale. The scenery is different, the climate is different and most of all, the people are different from anything elsewhere to be seen in the whole range of Africa… concentrate on Uganda! It is the Pearl of Africa!’” (“L’Uganda è una favola. Lo scenario è diverso, il clima è diverso e soprattutto, le persone sono diverse da qualsiasi altra cosa da vedere in tutta l’Africa… concentrati sull’Uganda! È la perla dell’Africa!).

Ancora qualche chilometro e arriviamo all’ingresso al Parco Nazionale della Foresta di Bugondo. Lasciamo il fuoristrada ed espletate le formalità di rito, le guide organizzano un briefing sulla escursione che faremo. Si raccomandano di seguirli senza lasciare il sentiero e si assicurano che abbiamo indossato giacche impermeabili sia per l’umido della foresta sia per probabili piogge e le ghette per proteggerci dalle formiche che si possono incontrare nel fitto della boscaglia.

Un grande Mogano in Uganda, Africa

Si parte. Due guide, una davanti a noi e due che chiudono la fila. Sono tutti molto professionali ed in gamba, collegati fra loro con radio portatili. La cosa mi rassicura. Per prudenza ho con me un GPS con cui segnare il percorso perché orientarsi non è cosa semplice! Un centinaio di metri e siamo subito fra giganteschi alberi nel cuore di una vera e propria giungla. Questa foresta pluviale-tropicale, con una impressionante concentrazione di giganteschi alberi di mogano che superano anche i 60 metri, è una delle più estese dell’Africa Orientale, con una biodiversità unica: oltre 400 specie di piante, 300 specie di uccelli, 250 di farfalle, numerosi primati come la scimmia dalla coda rossa, la scimmia blu, il colobo bianco e nero, oltre agli straordinari scimpanzé. Non mancano i numerosi rettili tra cui la vipera del Gabon e i pitoni.  

Camminiamo silenziosi in fila indiana. Il profumo della foresta è intenso, il canto degli uccelli prorompente. Poi la guida si ferma e ci invita a sentire un odore particolare, pungente e forte… ”è l’odore della vipera del Gabon, uno dei serpenti più velenosi al mondo, che si avverte da lontano… fate attenzione mentre camminate.“ Riprendiamo il nostro sentiero che si apre a fatica nel mezzo di una vegetazione ancora più fitta e fra giganteschi tronchi d’albero da cui pendono tante liane che si sono arrampicate in cerca di luce. Numerosi grandi rami caduti ci costringono a continue deviazioni. La luce è poca, ma di tanto in tanto i raggi del sole si fanno strada negli spazi lasciati liberi dal fogliame illuminando il sottobosco di felci, alberelli e cespugli spinosi. Impassibili, gli uccelli continuano con il loro incredibile concerto. Le guide sottovoce ci dicono che hanno avvistato gli scimpanzé. L’emozione è forte perché sono animali straordinari e poterli osservare nel loro habitat naturale e selvaggio è qualcosa di meraviglioso. Ma vediamo chi sono questi splendidi animali… ”Lo scimpanzé comune e il bonobo sono le uniche specie viventi del genere Pan (primati della famiglia degli ominidi)… appartiene a un ramo evolutivo collaterale alla specie umana, condividendo con essa un antenato comune circa 5-7 milioni di anni addietro ed essendone la specie vivente filogeneticamente e geneticamente più vicina. Il DNA dello scimpanzé infatti corrisponde a quello dell’uomo in una percentuale oscillante intorno al 97-98%… Gli scimpanzé sono mediamente alti dagli 80 ai 130 cm sulle quattro zampe e pesano 35–45 kg le femmine e 45–65 kg i maschi. I maschi sono più grossi delle femmine, e quando si alzano sulle zampe posteriori raggiungono anche i 160 cm di altezza, mentre le seconde in genere non superano i 130. Lo scimpanzé come l’uomo è onnivoro, anche se prevalentemente vegetariano. Oltre che di frutta, si ciba anche di semi, fiori, gemme, steli, midollo (vegetale), corteccia e resina. Lo scimpanzé completa la sua alimentazione con miele, insetti, lumache, ragni e scorpioni, uccelli e loro uova, talora piccoli mammiferi compresi i primati stessi. Si stima che la carne consista nel 3% del totale della sua alimentazione. Il colobo rosso è in cima alle sue preferenze tra le prede mammifere… Come in molte altre scimmie, le braccia sono più lunghe e robuste delle gambe, e lo rendono molto più forte di quanto sembri. Da esperimenti effettuati si evince che uno scimpanzé è da 4 a 7 volte più forte di un uomo adulto. In un test del 1924, un uomo di 75 kg con una mano ha spostato 90 kg, uno scimpanzé maschio di 75 kg ne ha spostati 390 e una femmina di 61 kg ha mosso 550 kg… È opinione diffusa che lo scimpanzé sia l’animale più intelligente dopo l’uomo… In natura sono in grado di usare utensili, ad esempio un rametto da inserire in un termitaio per catturare gli insetti, oppure pietre da tirare addosso ad un eventuale predatore.”[1]

Sentiamo rumore di foglie che si muovono ma non riusciamo a vedere nulla. Piove leggermente e i tuoni di tanto in tanto sovrastano ogni altro rumore della foresta. Una delle guide ha comunicato via radio che ad una cinquantina di metri da noi c’è un branco di scimpanzé. Muoversi in questa foresta non è cosa semplice. Finalmente arriviamo sotto un mogano gigantesco e fra le foglie, molto in alto, intravvediamo uno scimpanzé. È sdraiato su delle liane e sbadiglia. Poi all’improvviso delle urla fortissime. Sono gli scimpanzé che stanno comunicando fra loro. Riprendere e scattare fotografie non è cosa semplice perché gli animali sono in continuo movimento e molto in alto, coperti dal fitto fogliame e come se non bastasse la forte umidità appanna gli obiettivi. La scena si anima, le grida aumentano. Il branco è in movimento e un bell’esemplare attraversa il sentiero davanti a noi per poi inerpicarsi veloce come un fulmine su grandi liane. La guida ci dice che il branco ha avvistato una possibile preda, un primate colobus. Stiamo assistendo ad una scena di caccia. La guida ci spiega cosa stia accadendo. Il branco agisce in modo estremamente coordinato, ogni scimpanzé ha ruoli specifici. I battitori scendono al suolo per chiudere ogni possibile via di fuga a terra, poi ci sono i drivers che spingono la preda verso i cacciatori alcuni dei quali si nascondono sulle possibili vie di fuga per poi scattare non appena in vista della preda. I cacciatori raggiungono rapidamente le cime dei grandi alberi arrampicandosi velocemente su tronchi e liane per poi saltare tra un ramo e l’altro, fino a circondare la preda. Il trambusto è grande. Riusciamo a fatica di tanto in tanto a vedere e riprendere questi straordinari animali. La caccia continua. Ci spostiamo anche noi velocemente seguendo la nostra bravissima guida anche se non è facile. Abbiamo lasciato il sentiero per raggiungere l’albero in cui la caccia continua e siamo in mezzo a rovi e spine… Giunti sotto un grande albero di mogano, riesco ad intravvedere un grosso maschio che ha fra i denti la preda appena catturata. La caccia ha avuto successo! Salgono anche i battitori e lassù, nella fitta vegetazione, si spartiscono la preda con i cacciatori. A mano a mano che il branco si allontana torna la quiete.

Riprendiamo il cammino per rientrare prima che faccia buio. Le guide ci sorridono felici di aver contribuito a regalarci una straordinaria esperienza.

Stanchi, bagnati, con fango dappertutto ma con grande entusiasmo, proseguiamo il nostro viaggio in questo meraviglioso Paese. Per dove? Lo scopriremo insieme nella prossima puntata!

Carlo Franchini


[1] Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Pan_troglodytes#cite_note-museum-17

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