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Racconti di viaggio. La famiglia Kahungye, diario di bordo dalla “Foresta impenetrabile”

6 minuti di lettura

Dopo gli scimpanzé e il Nilo Bianco, ecco la terza ed ultima parte dell’Uganda, la perla d’Africa.
Questa volta Carlo Franchini vi porterà nella “Foresta impenetrabile di Bwindi”.
Buona lettura, buona visione.

Ventiquattrore.
Sì, ho trascorso praticamente ventiquattrore senza dormire per vedere i gorilla. Oltre alla complessità del viaggio, la causa principale è stata l’emozione che avevo e che, francamente, non so piegare in modo razionale. Nella mia vita ho avuto la fortuna di vedere nel mondo, in terra e in mare, molti degli animali che più mi affascinano ma il gorilla, forse per la sua impressionante similitudine con l’uomo, ha sempre rappresentato per me qualcosa di speciale…

Ma andiamo con ordine seguendo il mio diario di viaggio. Dopo l’esperienza con gli scimpanzé, la magia di navigare sul Nilo Bianco attraverso parchi di straordinaria bellezza, la “Perla d’Africa”, l’Uganda, mi offriva ancora una straordinaria opportunità. Osservare da vicino i gorilla di montagna.

Guarda il video su YouTube.

La guida, tanto per cambiare, mi sveglia all’alba e poco dopo siamo già in viaggio seguendo una strada sterrata quasi ai confini con la Rift Valley, che attraversa una grande pianura costellata di splendide acacie. La guida è giustamente entusiasta del suo paese. Durante il viaggio mi racconta delle loro tradizioni, usanze, costumi, stimolando di continuo il mio interesse e curiosità. Ha ben capito quali siano i paesaggi che più mi emozionano e senza che dica nulla di tanto in tanto si ferma per farmi fare delle fotografie…non sbaglia mai!  

Lasciata la Rift Valley, dirigiamo verso il parco nazionale della “Foresta impenetrabile“ di Bwindi cominciando a salire di quota. La vegetazione cambia e le acacie lasciano il posto ai meravigliosi alberi ad alto fusto. Dopo un lungo viaggio bello, ma stancante, raggiungiamo un lodge nei pressi del parco in tarda serata.

L’altimetro segna 2200 metri, fa freddo ed è molto umido. Siamo nel bel mezzo di una delle più importanti foreste pluviali d’Africa! Dopo cena davanti ad un grande camino la guida mi spiega come avverrà l’escursione di domani per vedere i gorilla sperando di avere anche un pizzico di fortuna perché non è scontato che si possano incontrare.

C’è chi ha visto i gorilla a pochi metri dal quartier generale del parco, chi li ha incontrati dopo ore di cammino, ma anche chi non ha avuta la fortuna di vederli.   

Qualche ora dopo, nel mio piccolo bungalow illuminato da una luce fioca, controllo tutta l’attrezzatura di cui avrò bisogno domani. Macchina fotografica, schede di memoria e poi riempio lo zaino all’inverosimile…un impermeabile, un maglione e una camicia di ricambio, borraccia, torcia, ghette (per proteggersi dalle formiche che abbondano nella foresta), GPS, un binocolo, il mio inseparabile diario, una penna, caramelle, qualche medicinale. Esco all’aperto per vedere se ci siano le stelle ma il cielo è nero e di lì a poco inizia una pioggia scrosciante. Penso a domani…sarà tutto bagnato sperando poi che non piova durante l’escursione.

Non riesco a prendere sonno. Leggo alcune pagine di un libro sui gorilla che ho con me e la curiosità è forte. Curiosità ed emozione. Quasi non credo di essere lì, con lo scopo di incontrare finalmente questi animali. Riuscirò a vederli? Da vicino? Lontani? Coperti dalla fitta vegetazione? Non per niente il parco si chiama “foresta impenetrabile”. Non c’è niente da fare. Mi giro e mi rigiro nel letto fin quando alle 5 del mattino suona la sveglia, non ho chiuso occhio! Colazione, la guida fa preparare il pranzo al sacco e partiamo.  Non appena fa luce, complice la pioggia e l’escursione termica, una fitta nebbia si alza dalle montagne intorno a noi rendendo il paesaggio fiabesco. La nebbia ogni tanto si dirada facendo intravvedere la foresta pluviale di Bwindi in tutta la sua maestosità.

25 chilometri e raggiungiamo l’ingresso del “Bwindi Impenetrable Forest National Park”.

Entriamo nel quartier generale del parco dove ci attendono altre guide specializzate per le escursioni per vedere i gorilla. Mi raccomandano di seguire le guide senza lasciare mai il sentiero, di procedere lentamente perché gran parte del cammino sarà in salita. Procederemo in fila indiana, con guide e rangers, che aprono e chiudono la fila, collegati fra loro via radio, tra cui due giovani donne energiche, forti e sorridenti.  Lavorano tutti nel parco ed hanno maturato una grande esperienza. Una compagnia preziosa che oltre a trasmettere sicurezza mi farà conoscere più da vicino questo luogo magico e mi aiuterà a portare lo zaino.  Un ranger mi dice che alcuni suoi colleghi con la funzione di battitori e che controllano di continuo i branchi di gorilla per monitorarli e proteggerli, sono già partiti da qualche ora. Saranno loro a comunicarci se e dove avvisteranno i gorilla.

Incominciamo a camminare e siamo subito dentro la fitta foresta!

La foresta pluviale di Bwindi a sud ovest del territorio ugandese e ai confini con la Repubblica Democratica del Congo, è uno degli ecosistemi più importanti e significativi dell’Africa con oltre 400 specie vegetali, popolato da numerose specie di mammiferi tra cui numerosi primati, elefanti, uccelli, farfalle e per queste ragioni è stato dichiarato, nel 1994, patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO.  Il nome “impenetrabile” deriva dal fatto che la vegetazione è fittissima all’interno della quale è possibile procedere solo a piedi e con grande difficoltà.

Dobbiamo affrontare subito una salita. Il sentiero è bagnato e fangoso perché ha appena piovuto.

Ci muoviamo avvolti da una impressionante vegetazione e da un silenzio profondo interrotto solo dal rumore dei nostri passi e, di tanto in tanto, dal canto di qualche uccello lontano.

Procediamo per oltre due ore con una guida davanti a me che con un machete taglia rami di rampicanti e cespugli per aprire il sentiero. Camminiamo quasi sempre in salita. Abbiamo superato i 2200 metri e il fiatone si fa sentire. Ogni quarto d’ora le guide su fermano qualche minuto per darmi modo di riprendere fiato cogliendo l’occasione per illustrarmi le tante particolarità di questo meraviglioso parco. Si riprende la marcia. Siamo letteralmente coperti dalle piante che per lunghi tratti oscurano il sole. A mano a mano che saliamo anche il fondo del sentiero è ricoperto da piante, rami, foglie che formano un letto morbido. Affondiamo con gli scarponi, sembra di camminare su qualcosa di soffice ma … si scivola facilmente.   Che fatica! Fa un gran caldo, quello umido tipico della foresta pluviale.  Ancora un’ora di cammino poi, d’improvviso, avverto il gracchiare della radio del ranger davanti a me. Sento una voce che parla la lingua locale, non capisco nulla ma il ranger si volta e sorridendo mi dice “we find the group”! “Dove”? “Non lontano da noi” dice il ranger. Poco dopo la guida si ferma …” eccoli” …Non vedo nulla, faccio ancora qualche passo poi eccolo…un grande maschio, “silver back” – schiena d’ argento, intento ad afferrare dei rami in cerca dei ramoscelli più teneri. Si accorge della nostra presenza e ci guarda con un’espressione stupita ma poi continua a trafficare con i grandi rami sino a quando si siede e comincia a mangiare. È meraviglioso. Cautamente proseguiamo il cammino fino a quando in una radura poco sotto di noi incontriamo il branco: un secondo maschio dominante, alcune femmine e numerosi cuccioli che sono un bel segno per il futuro di questi animali. 

Il terreno, molto ripido rispetto agli animali, ci costringe a muoverci molto lentamente, ma non è facile perché adesso più che mai camminiamo letteralmente su un letto di folti rovi e cespugli.

È la famiglia “Kahungye” mi dice un ranger, una famiglia composta da 26 gorilla! Osserviamo questi splendidi animali che mangiano, riposano, comunicano fra loro con versi e suoni gutturali simili a grugniti appena percettibili. Gli adulti osservano i loro cuccioli che si arrampicano sugli alberi in cerca di bacche fresche e tenere. Questi animali sono vegetariani e si nutrono di radici, germogli e frutta, tutto quello che la “loro” foresta possa offrire. Ogni tanto un maschio dominante si alza per controllare cosa stia accadendo intorno al branco per poi riprendere a riposare o mangiare. I piccoli oltre a cercare bacche tenere giocano sugli alberi rincorrendosi afferrandosi per le braccia, penzolando dai rami. Poi si precipitano verso le madri, cercano il contatto fisico, hanno ancora bisogno di rassicurazioni! Non mi stancherò mai di osservarli nelle loro attività.  Mi colpisce particolarmente come mani così forti e grandi possano con estrema delicatezza pulire dei rametti per poi passarli fra le labbra e gustare il succo sotto la corteccia. Hanno occhi piccoli, ma molto espressivi, talvolta lo sguardo sembra triste. I maschi possono essere alti circa 1,80 metri e pesare fino a oltre 200 chilogrammi mentre le femmine hanno un’altezza di circa 1,30 metri e circa 80 chilogrammi di peso. Sono grandi, grossi, forti ma nel contempo estremamente delicati.

Scivolo rumorosamente per l’ennesima volta non lontano dal branco. Uno dei due maschi si precipita a vedere cosa stia accadendo.  La guida mi rassicura…” non preoccuparti per lui è un gioco, solo non guardarlo negli occhi” Sì, perché incrociare lo sguardo ha un significato di sfida e non si sa come l’animale possa reagire.

Approfitto della situazione e della imprevedibile vicinanza con il branco per scattare delle fotografie! Che emozione. Difficile esprimere cosa si provi nell’osservare questi animali.

Il tempo corre veloce e il cielo è nuovamente minaccioso. L’alternanza delle piogge ai tropici!

È ora di lasciare i “nostri amici” con un po’ di malinconia. È stato fantastico stare del tempo con loro ed osservarli nelle loro attività. Ancora qualche foto e poi ripartiamo. Il rientro è più agevole non fosse altro perché in discesa. La radio del ranger gracchia nuovamente …con gioia mi dice che altri battitori gli hanno appena comunicato che un’altra famiglia di gorilla ha appena avuto un nuovo nato! Che bella notizia!

Ha cominciato a piovere e quindi acceleriamo il passo!

Nonostante l’impermeabile arrivo al quartier generale del parco stanco, bagnato, infreddolito ma estremamente grato alle circostanze che mi hanno consentito di vivere intensamente questa straordinaria esperienza che resterà indelebile nella mia mente. 

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