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Memorial Francesca Rago

Memorial Rago: il tema di Angelo Sotiri (3ª A)

3 minuti di lettura

Oggi vi portiamo tra i pensieri dei giovanissimi studenti dell’Istituto Comprensivo di Casier.

Solitamente la vita ci pone davanti diversi episodi, facili o difficili da affrontare. Io ho dovuto superare tanti ostacoli, trattandoli sempre con leggerezza, ma in soli due casi sono stato veramente serio. Tutti e due riguardano un trasferimento, però uno è stato veramente difficile da superare, nell’altro, invece, ero più che altro emozionato. Quando avevo sei anni iniziai la scuola elementare in Albania, ero così emozionato che a malapena riuscivo a trattenermi dal tremare. Non ero mai stato un bambino
piagnucolone, quindi, appena vidi quella scuola per la prima volta, invece di piangere come gli altri bambini, ero molto entusiasta. Ho ricordi un po’ confusi, ma ricordo benissimo che quella scuola era diversa dalle altre. Di quella ho ancora dei bei ricordi che, purtroppo, stanno iniziando a svanire.

Finito il primo anno non vedevo l’ora di iniziare il secondo, ma, per il me di allora, accadde un evento traumatico. Me lo ricordo come se fosse ieri. Un pomeriggio mia madre mi comunicò che lei e mio padre avevano divorziato. Mi sentivo distrutto, come se mi fosse crollato il mondo sotto i piedi. Non riuscivo a smettere di piangere, quindi per alleviare il dolore, saltai sul trampolino sorridendo, ma ciò che feci era solo creare una maschera per nascondermi dalla realtà. Non capivo perché si fossero lasciati, ma lo capii qualche anno più avanti. Due giorni dopo l’accaduto ci trasferimmo in Italia, a Marcon, dove ho dovuto rifare la prima elementare per imparare la lingua. Il primo giorno di scuola, invece di essere felice, ero l’esatto opposto a tal punto che, pur di non andarci, mi aggrappavo ai cartelli stradali. Devo ammettere che il periodo delle elementari è stato bellissimo, quando non si è ancora consci di nulla.

È come vivere in un fantasy, quando puoi ancora credere che i draghi esistono. Il tempo passò e verso la quinta elementare andai al parco vicino alla mia ex casa con mia madre.

Eravamo seduti sull’altalena e mi iniziò a raccontare del perché lei e mio padre divorziarono. A quanto pare mio padre l’aveva tradita, ero arrabbiatissimo. Ma la goccia che fece traboccare il vaso fu che nel mentre era con noi aveva fatto un altro figlio con un’altra famiglia. Ero disgustato e allo stesso momento lo odiavo. Sempre in quel periodo mia madre conobbe il mio attuale patrigno, con cui trovò casa qui a Conscio. Quando iniziai la prima media mia madre mi disse che avrei trascorso
solo quell’anno a Marcon e dopodiché ci saremmo trasferiti a Conscio. Mi sentivo molto triste al pensiero che avrei dovuto abbandonare i miei amici, ma me ne feci una ragione. Sapevo che sarebbe stato doloroso, ma avrei anche avuto nuove esperienze, infatti, non c’è stata cosa più bella che trasferirmi da Marcon a Conscio! Il trasferimento avvenne verso inizio luglio e finalmente avevo una stanza tutta per me, perché prima abitavo con mia zia e dovevo dormire nella stessa stanza con mia
madre. Non ero mai stato così felice in vita mia! Però il momento più entusiasmante doveva ancora arrivare. Avevo ansia al solo pensiero di andare a scuola, anche perché la classe si era già formata e quindi bene o male si conoscono già tutti. Quella mattina è stata un completo disastro, mi ero dimenticato di prendere la mascherina perciò non potevo prendere il bus. Però non mi sono abbattuto, cominciato a correre e per fortuna ho fatto in tempo ad arrivare a scuola. Appena sono entrato mi è
venuta la pelle d’oca dalla tensione che si percepiva. Tutti mi guardavano e ho anche dovuto aspettare in piedi poiché arrivasse un banco. All’inizio ero molto timido, però man mano mi sono abituato a quel clima. Posso dire con certezza che l’anno scorso è stato il migliore ma sono sicuro che questo lo sarà ancora di più!

A mio parere sono stato molto fortunato a passare tutto questo perché ciò che è accaduto mi ha condotto fino a qui, in grado di poter fare delle giuste scelte e di poter superare grandi ostacoli. Grazie a quello che ho subito ho potuto conoscere tantissime persone tra cui amici e professori, ciò che penso non avrei potuto fare come ho fatto qui in Italia.


Il Memorial Francesca Rago è dedicato alla studentessa di 18 anni travolta nel febbraio del 2014 da un furgone mentre attraversava la strada nelle strisce pedonali. Il concorso di scrittura a lei dedicato ha visto impegnati gli studenti delle classi seconde e terze dell’Istituto Comprensivo Statale di Casier. Una formula vincente iniziata due anni fa, che è proseguita anche per questa terza edizione: i temi dei ragazzi, infatti, in prima battuta sono stati valutati dagli stessi compagni di classe, che hanno scelto quali inviare alla giuria del premio principale per la valutazione finale. Tutti i temi hanno appassionato i giurati per la proprietà del linguaggio, l’originalità e il coraggio di mettere a nudo la propria anima di questi giovani talenti in erba.

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