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Torna l’appuntamento Salvalarte di Legambiente

4 minuti di lettura

Parte la campagna di Legambiente per la valorizzazione e la salvaguardia del nostro patrimonio culturale. Iniziative e visite guidate dal nord al sud della Penisola. In vista del grande week-end, l’associazione ambientalista presenta la mappa su 12 storie di resilienza e recupero dei beni culturali che hanno per protagonisti volontari e cittadini.

Storie d’arte, di impegno civico, di rinascita e valorizzazione dei territori. È questo il filo rosso che unisce l’Aquila, Camerino, la Valle del Belice, Verona, Cagliari, Napoli, Paestum, Succivo (Ce); ed ancora Padova, Piazza Armerina (EN), Palermo e Monte Sant’Angelo (FG). Qui in questi anni diversi beni culturali e angoli di città e borghi sono stati recuperati grazie all’impegno di volontari, cittadini e comunità locali, mossi dall’idea e la convinzione che l’arte possa essere un importante strumento per creare reti di comunità e conoscenza, oltre che essere un volano di sviluppo economico.

A raccontare questo impegno che parte del basso insieme alle iniziative realizzate è il nuovo report di Legambiente dal titolo “Salvalarte e le storie del nostro impegno associativo per la tutela e la promozione del patrimonio culturale”, in cui l’associazione racconta e sintetizza in una mappa dodici storie associative di cittadinanza attiva nate nell’ambito della campagna Salvalarte e che hanno per protagonisti oltre ai suoi circoli e regionali, anche tanti cittadini e realtà territoriali.

Si va, ad esempio, dalle opere d’arte salvate in Abruzzo, ferito dal sisma del 2009, con il recupero dell’organo della basilica di Santa Maria di Colle Maggio all’Aquila e il suo riposizionamento nel 2018 all’adozione e valorizzazione della Cinta Muraria del capoluogo abruzzese grazie all’attività portata avanti dal il circolo Legambiente Abruzzo Beni Culturali.

Da Palermo con l’itinerario turistico-culturale sul Liberty, promosso da Legambiente Sicilia nell’ambito del Progetto Greenlab ai Cantieri, e che ha ottenuto il riconoscimento del Réseau Art Nouveau Network per passare alla Valle del Belice, un territorio ricordato per il terremoto del 1968 che distrusse interi comuni, dove nel 2010 è nata, grazie anche ai volontari di Legambiente Crimiso di Castelvetrano e alla Riserva Naturale Grotta, la Rete Museale e Naturale Belicina, che promuove sei itinerari di conoscenza del territorio: naturalistico; della memoria; del contemporaneo; archeologico; antropologico; del saper fare.

Dal Parco delle Mure di Verona, dove a partire dagli anni novanta volontari e cittadini hanno reso possibile la fruizione della Torre Civica de’ Lamberti e il risanamento del sistema di mura e fortificazioni della città, restituendo un bene comune alla collettività. Dai primi anni 2000 l’associazione, inoltre, si occupa della valorizzazione della trecentesca Chiesa di San Pietro Martire. Per arrivare al borgo di Teverolaccio (Ce) restituito alla collettività grazie all’impegno delle associazioni del territorio e del circolo Geofilos di Legambiente, che hanno saputo rendere un sito di interesse culturale uno spazio dedicato alla cultura, a percorsi di agricoltura sociale, a progetti di educazione per le scuole e le giovani generazioni.

Le storie raccontano con concretezza l’anima di Salvalarte, la campagna ideata 25 anni fa dall’associazione ambientalista per la valorizzazione e la salvaguardia del patrimonio culturale e che anche quest’anno, nel week-end del 28 al 30 ottobre, invita a partecipare agli eventi organizzati nella Penisola in nome dell’arte e della cultura. Una tre giorni di iniziative con visite guidate, escursioni e flash mob che uniranno il Nord e il Sud del Paese e che proseguiranno anche ad inizio novembre per raccontare questo grande museo a cielo aperto, ma anche le tante contraddizioni del Belpaese che spesso dimentica o non valorizza pienamente le sue meraviglie oggetto delle volte di incuria e degrado. Il doppio obiettivo della campagna è, infatti, quello di far conoscere e valorizzare i beni culturali della Penisola, ma anche di segnalare monumenti da recuperare o salvaguardare e promuovere percorsi di crescita per i territori.

“Cittadinanza attiva, amore e cura per il territorio, bellezza, partecipazione e inclusione sono le parole chiave – dichiara Vanessa Pallucchi, vicepresidente nazionale di Legambiente – della nostra campagna Salvalarte e delle tante iniziative che hanno preso vita nella Penisola, dimostrando come le comunità possano essere preziosi custodi dei beni culturali contribuendo a valorizzarli e a tutelarli, e diventando fautori di una salvaguardia attiva e di un diverso modello di sviluppo territoriale.  Ed è questo il messaggio che vogliamo lanciare in questo week-end di Salvalarte2022, dedicato all’arte, alla cultura, alla scoperta dei territori insieme ai tanti circoli e regionali dell’associazione, che in questi anni sono stati impegnati in azioni di cura del patrimonio culturale, e in vertenze che hanno consentito di salvaguardare beni poco noti, non fruiti, che sarebbero andati molto probabilmente perduti”.

Storie del report: Tra le altre storie di cui si parla nel report, in Campania, oltra a quella di Succivo, c’è quella di Napoli, dove la Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli, è stata riaperta dopo un lungo restauro condotto dalle Soprintendenze di Napoli, archeologica, architettonica e per i Beni Artistici e Storici. Di proprietà demaniale, è stata affidata alla Curia Arcivescovile di Napoli che si avvale della collaborazione di Legambiente Campania per la gestione e fruizione del monumento. Qui vengono svolti eventi e attività anche in collaborazione con altre organizzazioni e realtà operanti nel centro della città.

In Veneto, oltre alla storia del Parco delle Mure di Verona, c’è quella che arriva da Padova dove i volontari del circolo locale si sono fatti promotori di iniziative per valorizzare e promuovere il patrimonio culturale della città, garantendo l’apertura e svolgendo percorsi di visita di beni come la Scuola della Carità e l’Oratorio di Santa Margherita, la Torre dell’Orologio e la Reggia Carrarese. Quest’ultima è entrata a far parte, a partire dal 2021, della lista dei siti patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, insieme ad altri monumenti simbolo di Padova urbs picta.

credits foto Legambiente

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