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Camst Group, una delle principali aziende italiane operanti nella ristorazione scolastica, mette a disposizione delle famiglie tutta la propria esperienza e il proprio know-how in materia di nutrizione ed educazione alimentare per bambini in età scolare e pre-scolare in questo periodo di chiusura delle scuole.

 

Come mangiare in maniera corretta e quali errori evitare? Quali giochi si possono realizzare a casa per scoprire insieme ai bambini i segreti di una giusta alimentazione?

Nasce così “Camst è di casa”, un sito internet dove le famiglie potranno trovare menù settimanali elaborati dai nutrizionisti di Camst Group, ricette per tutta la famiglia, consigli nutrizionali, giochi e attività con finalità educative da realizzare insieme a casa.

 

Le attività proposte sono il frutto della lunga esperienza dell’azienda nel settore della ristorazione scolastica dove, oltre a occuparsi della preparazione dei piatti, l’azienda affianca le scuole nella proposta di progetti di educazione alimentare. Da 75 anni ogni giorno Camst serve il pranzo a oltre 250mila bambini in tutta Italia, per un totale di oltre 45milioni di pasti all’anno nel settore scolastico.

 

“In questo periodo, a causa delle misure restrittive necessarie per contenere il propagarsi del Coronavirus, le scuole sono chiuse e i bambini sono a casa – ha dichiarato il Presidente di Camst, Francesco Malaguti. – È fondamentale curare l’alimentazione dei bambini nel corso della giornata, rispettando i principi nutrizionali dei pasti senza dimenticare varietà e gusto. In questo momento così particolare, vogliamo essere vicini ai genitori offrendo suggerimenti e consigli per sostenerli nella quotidianità”.

Nel 2019 sono stati macellati in Italia quasi 2 milioni e mezzo tra agnelli e capretti, moltissimi dei quali per celebrare la Pasqua. Ne è prova il numero che si impenna ogni anno a seconda della data in cui cade la festa della Resurrezione.

377.266 i soli agnelli uccisi nell’aprile 2019, contro i 181.515 del mese precedente e i 134.686 di quello successivo (dati Istat).

 

In tempi di emergenza sanitaria, che confermano quanto possa essere rischiosa l’abitudine di cibarsi ostinatamente di animali e con quali gravi conseguenze – ne è testimonianza il diffondersi del Coronavirus a partire da un mercato di animali vivi – per il Pianeta e i suoi abitanti, è doveroso osservare un comportamento governato anche dall’empatia per gli altri esseri viventi. Per risolvere la pericolosa pandemia che stiamo vivendo occorre una obiettiva consapevolezza delle sue origini, non condizionata da interessi di settore, e l’immediata adozione di misure di precauzione perché è ora il momento di fare scelte importanti e determinanti in tema di alimentazione, per il bene di tutti. Consideriamo inconcepibile che le misure restrittive adottate in molti settori, trovino inammissibili deroghe europee e nazionali per il trasporto di animali e, in questi giorni, per la macellazione degli agnelli.

 

 

Per la Pasqua 2020, la situazione oggettiva porterà probabilmente a un minore consumo, ma non a una minore “produzione”, come comunicano le associazioni di settore.

Salvare gli agnelli, non costringendoli a lunghi o brevi viaggi del terrore, non acquistandoli e non mangiandoli, è interrompere anche simbolicamente l’infausta catena che lega la carne alle epidemie e alle pandemie. Non mangiare agnello a Pasqua è un vero segno di pace, di empatia e di ripartenza verso il futuro. Una scelta – questa sì – benaugurante e rispettosa della vita”, dichiara Paola Segurini, Area Veg LAV.

 

“Chi occupa posti di rilievo politico dovrebbe essere il primo a dare l’esempio di revisione dei principi che muovono questo sacrificio ‘rituale’, causato da una tradizione meramente gastronomica che si ripete tutte le primavere, proprio allo sbocciare della nuova vita naturale – afferma Gianluca Felicetti, Presidente LAV – Chiediamo al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte di essere il primo a dimostrare che non è necessario mangiare agnello (o altra carne) a Pasqua, per celebrare la vita”.

 

Ma non solo agnelli e non solo a Pasqua: il consumo di alimenti di origine animale non è mai giustificabile, perché implica sempre sofferenza e morte. E si può celebrare lo stesso, con le tante pietanze a base 100% vegetale, gustose e per tutti!

 

Il menù di Pasqua LAV

Sono ormai 16 anni che LAV propone un menù privo di ingredienti di origine animale per celebrare la Pasqua, festa di Rinascita per eccellenza. Per la terza volta, Funny Veg Academy ha ideato il nostro menu pasquale 100% veg: “Insalatina di spinacini e cialde di semi”, una creazione di Simone Salvini per iniziare, seguita dalle “Mezzelune ai semi di papavero e noci” a cura di Veggie Situation, e da una stuzzicante e ricca “Spadellata veg con carciofi e piselli” preparata da Giulia Giunta.

Chiudono in bellezza le vivaci “Mimosine pasquali” di Stefano Broccoli.

 

Qui le ricette e il menù di Pasqua.

Cibi autunnali: che delizia!

Visto che siamo in autunno, perché non approfittare dei cibi di stagione? Alimenti come la zucca, i funghi, i cavolfiori, le rape, possono regalarci piatti gustosi e apportare vantaggi al nostro organismo, in quanto fanno molto bene alla salute. Sono numerose le ricette che si possono preparare con i prodotti di questa stagione, alcune semplici, altre più complesse, ma indubbiamente, tutte molto gustose.

 

 

Pasta con zucca, funghi e pancetta

In questo articolo scopriremo la ricetta della pasta con zucca, funghi e pancetta, un piatto facile da preparare ma allo stesso tempo davvero invitante, che vede come protagonisti i suddetti alimenti tipicamente autunnali. Questo piatto è ideale per una cenetta in compagnia, dato che oltre a essere squisito è anche sostanzioso, così non avrete bisogno di preparare troppe portate. Tuttavia, se lavorate tutto il giorno e non avete tempo di andare al supermercato, la scelta migliore è sicuramente quella di utilizzare un servizio online per ordinare tutti gli ingredienti di questo piatto, per farsi poi recapitare la spesa a domicilio, grazie a siti web come Easycoop, ad esempio. È la soluzione numero uno per risparmiare tempo e fatica, e per potersi dedicare soltanto ai fornelli, senza fastidi.

 

 

Ingredienti per 4 persone

  • 500 grammi di zucca
  • 400 grammi di pappardelle
  • 150 grami di pancetta 
  • 100 grammi di funghi porcini
  • 70 grammi di parmigiano reggiano
  • Sale marino (q.b.)
  • Pepe nero (q.b.)

 

 

Preparazione

Per prima cosa bisogna lavare, pulire e sbucciare la zucca, tagliandola a dadini di medie dimensioni. Poi occorre prendere una padella, versarvi un po’ di olio e adagiare sul fondo i dadi di zucca. Il suggerimento è di utilizzare una padella con i bordi alti, per scaldare l’olio, aggiungendo anche uno spicchio di aglio, da rimuovere prima di mettere i cubetti di zucca. Questi ultimi andranno cotti per 5 minuti circa, a fuoco alto, e per un quarto d’ora a fiamma bassa, in modo da poterli stufare. A quel punto è possibile passare alla preparazione della pancetta, davvero molto semplice: basta scaldare un filo d’olio in una seconda padella, versare i cubetti e rosolarli. Adesso bisogna aggiungere alla prima padella anche i funghi e procedere con la cottura, dando la possibilità alla zucca di sfaldarsi. Nel mentre conviene portare l’acqua a ebollizione, aggiungere il sale e cuocere le pappardelle. Una volta scolata la pasta, bisogna versarla nella padella con la zucca, aggiungendo anche un mestolo di acqua di cottura. Non dimenticatevi del parmigiano reggiano, da grattugiare dentro la padella. Dopo aver impiattato, si termina mescolando con la pancetta appena cotta e guarnendo con una spolverata di pepe nero.

 

 

Varianti della ricetta

La ricetta di oggi sa essere molto appetitosa ma anche versatile, perché è possibile trovare diverse varianti. Potreste utilizzare altre varietà di funghi, come per esempio i porcini con gli champignon o con i chiodini. Per chi ama i sapori più decisi, invece, il suggerimento è di usare del pecorino al posto del parmigiano reggiano grattugiato. Infine, il guanciale può tranquillamente sostituire la pancetta.

Liberi e Uguali chiede alla Giunta Zaia di quantificare precisamente le ricette “taroccate”, di informare i cittadini che hanno subito ritardi nell’erogazione delle prestazioni, di valutare possibili risarcimenti e di commissariare la Ulss 3.

 

«In passato ho denunciato più volte il problema delle liste d’attesa nel pubblico, che esiste soprattutto in relazione con la sanità a pagamento. Qui però siamo di fronte a qualcosa di più di una carenza organizzativa, c’è l’utilizzo da parte di una Usl di un “trucco” che ha modificato le priorità di decine di migliaia di prestazioni dal 2015: hanno taroccato le ricette dei medici di base, potrebbe essere il più grande scandalo della sanità veneta. Dal Ben ancora al suo posto? Assurdo». Così Piero Ruzzante, consigliere regionale di Liberi e Uguali e primo firmatario del progetto di legge n. 351 dell’8 maggio 2018 per la riduzione delle liste d’attesa, che oggi ha depositato un’interrogazione alla Giunta regionale.

 

Gli fa eco Gabriele Scaramuzza, segretario regionale di Articolo UNO Liberi e Uguali Veneto: «Quanto accaduto all’Ulss 3 con la modifica delle priorità per prestazioni mediche a oltre 44.000 persone è semplicemente inaudito. Si sono modificati dati di natura ultrasensibile di cittadini a loro insaputa, solo per rientrare nei tempi delle liste d’attesa e garantire premi di produttività a direttore generale e dirigenti. L’indagine della magistratura deve essere celere e verificare le responsabilità di natura giudiziaria. Ma al di là di quella del tribunale, esiste una responsabilità politica in capo alla Regione e al suo presidente». «La sola sospensione del dirigente responsabile per 5 mesi è semplicemente un oltraggio – conclude Scaramuzza –: di fronte ad un atto di questa gravità sarebbe più opportuno e giusto prevedere l’immediato commissariamento dell’Ulss 3. Sarebbe il minimo atto di giustizia nei confronti di migliaia di cittadine e cittadini delle aree del miranese e della riviera del Brenta che hanno conosciuto una violazione inaccettabile del diritto fondamentale alla salute sancito nell’art. 32 della Costituzione».

 

«Intanto voglio capire – prosegue Ruzzante -, e l’ho chiesto alla Giunta Zaia, di quante ricette effettivamente si tratta: leggo di 44.600 casi nel 2017, ma non si sa nulla rispetto al 2015 e al 2016. Inaccettabile. Poi penso che chi è stato imbrogliato abbia quantomeno il diritto di saperlo – aggiunge Ruzzante –, anche perché ci sono cittadini che possono magari aver subito un danno: la Giunta Zaia farà un censimento di questi pazienti “declassificati”? Ci saranno risarcimenti?». «Infine c’è un altro aspetto – sottolinea il consigliere regionale di Liberi e Uguali –: la Regione era al corrente almeno dal 2 marzo scorso, stando a quanto riportano gli organi di stampa, dell’utilizzo del software da parte dell’Ulss 3. Sono passati 7 mesi da allora, 7 mesi nei quali nessuno, né Zaia, né Coletto, né altri, ha pensato di informare i cittadini di quanto era avvenuto. Nel frattempo  Dal Ben, il dg della Ulss 3 che non poteva non sapere dell’utilizzo del software, è ancora al suo posto: inaccettabile che la Giunta Zaia non abbia ancora preso provvedimenti».

Continua con tanti temi esplorati e grande successo di pubblico il Festival Tuffi nel blu, storie e paesaggi d’acqua alla Biblioteca VEZ. Domani, giovedì 7 giugno, alle ore 18, l’appuntamento è con le ricette narrate dal critico enogastronomico Maurizio Potocnik.

 

 

 

A Tuffi nel Blu, Maurizio Potocnik presenta il suo nuovo libro Il pesce povero diventa chic. Racconti e ricette da Trieste al Delta Po, 6 grandi chef interpretano il pesce azzurro dell’Alto Adriatico, in cui parla del “nostro pesce” in un momento in cui il sistema commerciale globale ci impone di consumare prodotti ittici di cui non si conosce la provenienza e la qualità, rivalutarne la freschezza, le potenzialità organolettiche, la fragranza e l’unicità.

 

 

Racconti, aneddoti e 24 ricette dove il pesce azzurro, da sempre ingiustamente denominato povero, diventa chic. Il libro aiuta il consumatore a fare chiarezza sulle tipologie del pesce azzurro pescate nell’alto Adriatico in quanto la definizione “pesce azzurro” non corrisponde ad un vero e proprio gruppo scientificamente definito, ma solamente a una denominazione commercial-popolare che identifica una serie di pesci di piccola pezzatura che si distinguono per la colorazione dorsale azzurro/argentea.

 

L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

 

 

Maurizio Potocnik è fondatore della guida Magnar Ben BEST GOURMET che vanta 22 edizioni, critico enogastronomico, talent scout e ricercatore di chef, piatti, vini e prodotti della macroregione Europea dell’Alpe Adria che comprende: Italia, Austria, Slovenia e Croazia. Fondatore dell’Award internazionale “BesT of Alpe Adria”, collabora con Canale 5 per l’enogastronomia ed è regista e conduttore della sua trasmissione in televisione (7Gold) “Alpe Adria Cooking Show”.

 

 

Informazioni:

Biblioteca Civica VEZ

Piazzale Donatori di Sangue 10, Mestre – Venezia

Tel. 041 2746741 oppure 041 2746742

www.culturavenezia.it/biblioteche

Uno speciale Scaffale Aperto quello di mercoledì 21 marzo, alle 18.00.

 

Il libro Torte e Segreti-Dolci facili e golosi delle Dolomiti di Waltraud Tschurtschenthaler sarà presentato sul palco dell’auditorium del Centro Culturale Candiani direttamente dall’autrice, una magica donna dei boschi con un fuoco dentro che scioglierebbe anche il più scettico e distaccato lettore. Waltraud Tschurtschenthaler è incredibilmente coinvolgente, accattivante e immediata (a differenza del suo cognome), e alternerà le sue ricette di dolci (alcune tramandate dalle sue ave, altre nate dalla sua fantasia, altre ancora ispirate dalle contaminazioni delle leggende delle montagne in cui vive), con storie minime che si portano dietro immagini di infanzia, tradizione, grandi nevicate e caminetti accesi.

 

Per i golosi, ma non solo, sarà un evento: l’autrice infatti porterà, direttamente dal suo misterioso Pyramidencafe‘ affacciato sul paesaggio lunare, selvaggio e fragilissimo delle piramidi di terra nelle vicinanze di Brunico, una incredibile varietà delle sue creazioni.

 

Prepariamoci quindi a gustare “Mele senza peccato”, “Sfumature di bianco”, “Favole dei boschi”, “A cuor leggero”, “La talpa”, “Regalo di nozze” e molte altre ancora, mentre ci immergiamo, guidati dalla sua voce, nella genuina passione per la ricerca di nuovi sapori e la rivisitazione di quelli antichi.

 

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

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