Home / Posts Tagged "Racconti"

A conclusione della quinta edizione del concorso di scrittura al femminile “Betty Toniolo”, si informa che 54 studentesse degli istituti superiori della provincia di Treviso hanno presentato un racconto breve o una raccolta di versi.

 

La giuria incaricata dall’Associazione Proteo Fare Sapere di Treviso e dalla famiglia Carraro/Toniolo ha esaminato gli elaborati per l’assegnazione dei 9 premi in palio, 3 per ogni settore (licei – istituti tecnici – istituti professionali):
• primo premio euro 400
• secondo premio euro 300
• terzo premio euro 150,
per un importo complessivo di euro 2550.

 

Venerdì 20 marzo alle ore 15.00, presso l’auditorium Santa Caterina di Treviso, sarà ufficialmente consegnato a tutte le studentesse l’attestato di partecipazione al concorso. Saranno inoltre resi noti i nominativi delle vincitrici e sarà consegnato il premio, in presenza delle Autorità scolastiche e comunali e dei promotori del concorso.

 

Sabato 28 marzo, dalle ore 10.00 alle ore 13.00, presso l’auditorium del liceo G. Berto di Mogliano Veneto avrà luogo la presentazione delle opere premiate, da parte delle stesse vincitrici, alla presenza delle Autorità comunali e scolastiche, degli insegnanti, delle classi e delle famiglie.

“Barbie e Ken si erano conosciuti giovanissimi su un set cinematografico; fu un vero colpo di fulmine! Si amavano teneramente e tutti, intorno a loro, sorridevano perché erano una coppia giovane, bella e innamorata. Dopo qualche anno da favola, Barbie, per coronare la loro storia d’amore, cominciò a desiderare il matrimonio ma Ken non ne voleva sapere. Così, dopo ben quindici anni di fidanzamento, decisero di lasciarsi. Da quel momento non furono più gli stessi, Barbie diventò musona e solitaria, dedita al cibo più che alle serate mondane e il suo fisico perfetto cominciò ad appesantirsi. Ken si trasformò in un farfallone irascibile, perso nell’alcool. Gli anni passavano e la loro bellezza cominciò a sfiorire. Anche il successo subì una battuta d’arresto, come pure i contratti di lavoro.

 

Inaspettatamente, arrivò un’insolita richiesta da parte di un produttore cinematografico che li voleva di nuovo sul set ma alla condizione che fossero nuovamente una coppia innamorata. Così si rincontrarono ancora una volta per una parte in un film “panettone”, dove dovevano apparire legati sentimentalmente. E nuovamente galeotto fu il set!

 

Passata la breve stagione natalizia dove il film in realtà non realizzò un grande incasso, dovettero fare i conti con la crisi e con il lavoro che non c’era più. Ormai Barbie era diventata esperta nel vendere gioielli e vestiti ai mercatini e anche online. Da tempo aveva rinunciato all’affitto della casa a Malibù (in verità le case di Barbie erano tutte in affitto!) e ora stava vendendo il camper e l’auto. Le erano rimasti solo alcuni tappeti e quadri di un certo valore.

 

Ken, da parte sua, aveva venduto la Porche e passava le giornate al computer a spedire il suo curriculum a destra e a manca. Ma il loro ritrovato amore compensava tutte le amarezza della vita e poi… finalmente Barbie aspettava un bambino. Dopo tanto tempo era un’occasione unica per lei, ormai ben oltre i quarant’anni! Ken, tra felicità e lacrime di gioia, si domandava come avrebbero fatto…

 

Pochi giorni prima della data prevista per il parto, ormai senza casa, si erano trasferiti, con poche cose strettamente necessarie, in un vecchio container a forma di televisore che era stato la location di un loro spot televisivo e ora sostava dimenticato in un parcheggio di un centro commerciale. Ken si era dato da fare per rendere quel freddo contenitore un alloggio carino per lui e la sua compagna. Venduti quasi tutti i loro averi, tiravano avanti con i soldi ricavati da quelle vendite.

 

Si avvicinava il Natale: ogni giorno, alla chiusura del centro commerciale, Ken frugava tra gli scatoloni buttati tra i rifiuti e trovava un po’ di tutto: giocatoli rotti, confezioni di cibo aperte o scadute, carta da imballo stropicciata, decorazioni natalizie, statuette del Presepe, una capanna e perfino un albero di Natale con la punta tranciata. Si affrettava a raccogliere tutto quello che poteva servirgli per addobbare la loro dimora ed era riuscito a realizzare un Presepe composto dalla capanna con dentro le statuette della Madonna, San Giuseppe e il bambin Gesù. Ma Barbie non stava molto bene, era stanca e sentiva la pancia sempre più tesa e pesante…”

 

Se volete sapere come è andata a finire questa storia potete visitare le casette di legno del quartiere Centro Nord e Est nei giorni di domenica 22 (Centro Nord, Piazza del Marinaio), lunedì 23 e martedì 24 (Est, via Barbiero, Galleria Aldo Moro) dicembre, con orario 10-19.
L’installazione artistica del Natale di Barbie e Ken sarà esposta e raccontata dall’autrice Silvia Moscati.

Dopo la fortunata esperienza dello scorso anno con “Il Veneto Legge”, l’assessorato alla Cultura di Casale sul Sile promuove una nuova maratona di lettura nella giornata di venerdì 24 maggio (dalle 16.15 alle 17.30), in occasione della campagna nazionale di promozione della lettura “Il Maggio dei Libri.

 

Nel parco della scuola di Casale sul Sile, i volontari leggeranno dei passaggi in lingua araba e italiana tratti dal libro La zuppiera di Marzouk. Con l’occasione, la nuova mascotte della nostra biblioteca fa la sua prima apparizione ufficiale nel volantino dell’evento (in foto): il suo nome è Riccio Bembo ed è stato ideato e creato dalla nuova volontaria del servizio civile, Arianna Cicciò.

 

In caso di maltempo, l’evento sarà rinviato a data da destinarsi.

 

Un’antica leggenda viene tramandata sulla Basilica di San Donato di Murano e il Bottazzo di Sant’Albano ed in particolare sul rilievo scolpito che raffigura il leone marciano ed una botticella.

 

La leggenda narra che nell’anno 1000 alcuni pescatori buranelli videro galleggiare miracolosamente un sarcofago di marmo, che inutilmente cercarono di portare a riva. Ci riuscirono solo quattro bambini perché puri d’animo.

 

Aperta la cassa vi trovarono le spoglie mortali di Sant’Albano, di S. Domenico, di S. Orso e un barilotto di vino. Da quel giorno i tre santi divennero i protettori di Burano.

I buranelli però ben presto scoprirono che il barilotto, se posto vicino alle spoglie di Sant’Albano, versava ottimo vino senza mai esaurirsi.

 

Gli abitanti della vicina Murano, gelosi di questo dono, si recarono di notte a Burano e rubarono il barilotto miracoloso che però lontano dalle spoglie di Sant’Albano smise di versare vino.

 

I buranelli sbarcarono a Murano per riprendersi  il barilotto che miracolosamente versava vino in continuazione, ma i muranesi per non  restituirlo lo murarono nella parete della basica di San Donato e li è rimasto.

 

La domanda che in molti si pongono è, se si riuscisse a liberare il barilotto e riportarlo a Burano vicino alle spoglie del santo, riprenderebbe a versare vino per tutti?

A Torcello esiste un ponte chiamato “Ponte del Diavolo”. Questo nome ha origine da una leggenda che narra dell’amore di una nobile veneziana con un ufficiale austriaco.

 

La famiglia della giovane la allontanò subito dalla città, mentre l’ufficiale fu trovato ucciso da una pugnalata.
Avuta la notizia della morte dell’amato, la fanciulla andò in profonda depressione, ma un vecchio amico le promise che l’avrebbe fatta riunire al giovane. Costui si mise quindi in contatto con una maga che evocò un diavolo, al quale promise di consegnargli una ampolla con le anime di sette bimbi nati morti.

 

Fu stabilito di trovarsi la notte del 24 dicembre sul ponte di Torcello. La strega chiamò il diavolo e con una chiave posseduta dal demone fece comparire sull’altra sponda il giovane ufficiale. La fanciulla corse da lui e insieme scomparvero.

 

Il diavolo e la strega si diedero appuntamento sul ponte sette giorni dopo per la consegna dell’ampolla.
Ma di lì a qualche giorno, la stessa morì bruciata e non si presentò all’appuntamento.

 

Si narra che ancora oggi, la notte di ogni Natale, il diavolo attenda la fattucchiera sotto forma di gatto nero.

 

 

Fonte: gitando.mystery

Lost&Found – Lo smarrimento continua, edito da Scatole Parlanti, è il secondo volume di racconti dell’autrice Leila Aghakhani Chianeh che sarà presentato al Padiglione 9 di Forte Marghera domenica 14 aprile alle 19.

 

Padre persiano e madre italiana, una laurea in lettere e iscritta all’albo dei giornalisti pubblicisti. Leila Aghakhani Chianeh arricchisce, per il piacere dei suoi lettori la galleria di coloriti personaggi e gustosi episodi; questi inaugurati con la prima raccolta.

 

Alcuni racconti saranno letti dall’attore Fabrizio Perocco della compagnia Premiata Sartoria Teatrale. Due anni fa la prima raccolta Lost&Found-Dieci racconti; ora si replica con questa nuova pubblicazione nata da una passione per la scrittura coltivata anche sul posto di lavoro, l’ufficio Lost&Found dell’Aeroporto Marco Polo.

 

Questa seconda raccolta conferma come il contesto aeroportuale sia un osservatorio ideale; lì si può scoprire e descrivere storie che intrecciano i destini del personale e dei passeggeri. Questo in un continuo ribaltamento di ruoli.

 

Si spazia dagli imprevisti cui va incontro una coppia di anziani giunta in laguna da Miami a Miriam, dipendente dell’aeroporto, costretta a subire un corteggiamento assai particolare.

25 aprile è sinonimo di liberazione in tutta l’Italia, ma a Venezia ha un significato in più – anzi due – poiché si festeggia il Patrono di Venezia, San Marco Evangelista, e ricorre la Festa del bòcolo (bocciolo di rosa), una leggenda triste ma molto romantica

 

È tradizione veneziana che il 25 aprile i giovani donino alla propria innamorata un bocciolo di rosa rossa in segno del loro amore. Questa tradizione ha origine dalla leggenda che narra di Maria, figlia del Doge Orso I Partecipazio, innamorata di un giovane di umili origini di nome Tancredi, gli consigliò di partire al seguito di Carlo Magno per la guerra in Spagna contro gli infedeli, per coprirsi di onore e tornare così in patria per essere accettato come suo innamorato. Tancredi partì ed effettivamente si coprì di gloria, ma un giorno fu ferito a morte e cadde su un roseto.

 

Prima di morire, raccolse un bocciolo e lo bagnò del suo sangue. Poi lo affidò all’amico Orlando perché lo consegnasse alla sua amata Maria in segno d’amore.

 

Orlando così fece.

La giovane si ritirò nelle sue stanze e il giorno seguente, il 25 aprile, fu trovata morta con la rosa rossa inviatele dal suo Tancredi morente stretta al petto. Da quel giorno tradizione vuole che lo stesso omaggio sia ripetuto dai veneziani per esprimere i propri sentimenti alla persona amata.

Una leggenda veneziana narra la storia della nascita dello stupendo merletto di Burano.
Si racconta che un pescatore buranese di nome Nicolò, pochi giorni prima del suo matrimonio con la bella Maria, uscì in mare per riflettere sul suo matrimonio.
Mentre era al largo la sua barca fu circondata da un gruppo di Sirene che con il loro canto cercarono di rubargli l’anima. Tuttavia il giovane, preso da un grande amore per la sua promessa sposa, resistesse e sconfisse le sirene.

 

Una di esse allora gli si avvicinò e gli diede un trine di schiuma di mare, dicendogli di portarlo alla sua futura sposa, poiché era la prima volta che incontrava la forza del vero amore.

 

Nicolò così fece e lo donò a Maria ma l’oggetto, talmente fragile e delicato, si rovinava ogni giorno di più. Maria, presi ago e filo, riuscì a riprodurre quel piccolo capolavoro con tanta pazienza.
In questo modo nacque il merletto di Burano, un’arte tramandata sino ai nostri giorni.

 

 

Fonte: gitando.mistery

Sono 144 i racconti pervenuti da tutta Italia alla giuria presieduta da Pierluigi Tamborini. Due le categorie: Adulti e Under 18, con due menzioni e un premio speciale alla memoria di Francesca Rago

 

La quinta edizione del concorso letterario nazionale “Rosso d’Inverno” è pronta a consacrare i vincitori. Sabato prossimo, 26 gennaio, alle 16.30 nella tensostruttura di via Fermi a Dosson – dove è in programma la Festa del Radicchio Rosso di Treviso – si terrà la cerimonia di premiazione da parte della giuria, presieduta da Gianluigi Tamborini.

 

“Traguardi” è il tema scelto per i racconti di questa edizione 2019, che anche quest’anno ha raccolto moltissime adesioni da tutta Italia. Con ben 144 elaborati, tutti giudicati di elevata qualità.

 

Questi i finalisti, suddivisi per categoria.

Categoria Adulti, che concorrono anche per il premio speciale alla memoria di Francesca Rago: Dieci minuti di Federico Bagni di Rovellasca (Como), Domani mattina di Maurizio Comanducci di Aguscello (Ferrara), Correndo sui ricordi di Claudia Giuliato di Casale sul Sile (Treviso), Una cassetta da lustrascarpe e… dintorni di Tatiana Santin di Miane (Treviso).

Categoria Under 18: L’artista che guardava l’orizzonte di Gioia Baccan di Villadose (Rovigo), L’ultima tappa di Alice Codato di Scorzé (Venezia), Oltre il bosco di Erica Truglio di Paternò (Catania).

 

In considerazione dell’alta qualità dei racconti ricevuti, la giuria ha deciso di premiare altri due autori con una segnalazione di merito e la consegna di un attestato speciale. Si tratta di Diego Inghilleri di Sesto San Giovanni (Milano), autore del racconto Il folle volo e di Anna Di Giusto (Firenze), autrice di Fuoco alle polveri.

Dopo le storie di gufi e pipistrelli, la biblioteca di Preganziol si prepara ad ospitare, domani alle 10.30, un secondo appuntamento narrativo, raccontando ai bambini le storie di Natale.

 

L’evento, rivolto ai bambini dai 3 agli 8 anni, è a ingresso gratuito previa prenotazione obbligatoria allo 0422 632371 o scrivendo a [email protected]tv.it.

 

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni